SpaceX punta a una valutazione da 1 750 miliardi di dollari: ecco le sette azioni aerospaziali statunitensi pronte a decollare

Di Redazione Francia24
7 Jun 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Inizia il road‑show di SpaceX, la più grande IPO di tutti i tempi

Il road‑show di SpaceX è partito il 4 giugno 2026. L’azienda di Elon Musk prevede di fissare il prezzo delle azioni l’11 giugno e di iniziare le negoziazioni sul Nasdaq il 12 giugno, sotto il simbolo SPCX. Con una valutazione obiettivo di 1 750 miliardi di dollari e una potenziale raccolta di capitale che potrebbe superare i 75 miliardi, l’offerta pubblica iniziale si appresta a diventare la più imponente nella storia dei mercati mondiali.

Il ruolo degli investitori al dettaglio

Durante un incontro con le banche d’affari, il chief financial officer Bret Johnsen ha sottolineato che la quota destinata al retail sarà più consistente di qualsiasi altra IPO realizzata finora, con circa il trenta per cento delle azioni riservate agli investitori privati. Questo approccio suggerisce una forte fiducia nella capacità di attrarre la domanda da parte di individui, non solo di grandi istituzioni.

Valutazione preliminare e margini di crescita

Nel dossier S‑1 la società descrive l’economia spaziale come “l’opportunità di mercato più grande nella storia dell’umanità”, con un mercato indirizzabile totale stimato in 28,5 trilioni di dollari. Tuttavia, l’indipendente Morningstar ha stimato un valore di circa 780 miliardi di dollari, meno della metà della cifra mirata dall’IPO. Solo la divisione Starlink registra profitti, mentre le attività di intelligenza artificiale e di lancio hanno inciso perdite significative nel 2025. Per chi vuole partecipare al tema spaziale senza pagare l’eventuale premio di quotazione, le azioni di aziende aerospaziali già quotate rimangono la soluzione più pragmatica.

Le sette azioni aerospaziali statunitensi che potrebbero decollare

Un’analisi condotta su Investing.com, basata su criteri di capitalizzazione oltre i 500 milioni di dollari, potenziale rialzo superiore al 25 per cento, valutazione equa rispetto al fair value e copertura di almeno cinque analisti, ha messo in luce sette opportunità interessanti. Tra queste spiccano Redwire, azienda specializzata in componenti per satelliti, AST SpaceMobile, che sta sviluppando rete di comunicazione via satellite, e Momentus, impegnata nella logistica orbitale. Le altre realtà includono nomi come Rocket Lab, che continua a consolidare la sua posizione nel mercato dei lanci leggeri, e aziende focalizzate su sistemi di propulsione avanzata, a supporto sia del settore difesa che delle missioni civili.

Prospettive per gli investitori

Gli analisti indicano che queste sette società presentano potenziali guadagni che oscillano dal 26,5 per cento al 90,2 per cento, a seconda della loro esposizione a contratti governativi, alle innovazioni tecnologiche e alla capacità di capitalizzare la crescita della domanda di lanci, servizi di connettività e infrastrutture orbitanti. Con l’avvicinarsi della quotazione di SpaceX, l’interesse per l’intero ecosistema aerospaziale è destinato ad aumentare, offrendo agli investitori un panorama ricco di opportunità sia per il breve che per il medio termine.

Conclusioni

L’IPO di SpaceX rappresenta una pietra miliare che potrà ridefinire gli standard di valutazione nel settore high‑tech. Nel frattempo, gli operatori già presenti sui mercati statunitensi, selezionati per solidità finanziaria e prospettive di crescita, costituiscono il modo più accessibile per cavalcare l’ondata di entusiasmo generata dall’esplorazione spaziale commerciale. Restate sintonizzati su Radio Nizza: vi seguiranno tutti gli sviluppi della più grande operazione di mercato della storia.


Editoriale di Rachel – L’IPO da 1.750 miliardi: la fusione di Musk con la tua bolletta

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Che meraviglia! Elon Musk lancia il più grande IPO della storia, puntando a 1,75 trilioni di dollari. È davvero così sorprendente che un uomo con più progetti di massa rispetto a una nazione intera pensi che il suo “mercato spaziale” valga più del Pil del Giappone? O, meglio ancora, che ogni investitore retail—quello edulcorato con il “30 % per i piccoli risparmiatori”—debba correre a riempire il suo sacco di stelle? La promessa di un mercato indirizzabile di 28,5 trilioni di dollari sembra più una campagna elettorale che un solido business plan.

E mentre la stampa canta l’epica di Starlink, non dimentichiamo che la sola unità davvero redditizia è il servizio internet satellitare. Lanciare razzi, vendere IA, pagare debiti: il resto è una gigantesca perdita di denaro che Musk spera di non dover più spiegare. Non è forse ironico che la valutazione reale, stimata da Morningstar a 780 miliardi, sia meno della metà della cifra “da sogno”? Chissà se gli analisti di Wall Street hanno già firmato il contratto per scrivere la favola.

Intanto, mentre Musk e i suoi razzi volano verso le stelle, i fratelli Amodei e Altman sono rimasti a guardare il treno da fuori, chiedendosi se la loro IA rivale debba davvero aspettare il prossimo round di finanziamento. È una corsa per chi arriva per primo, ma chi raccoglie i soldi è sempre il più grande. Quando un (certo) CEO inizi a dipingere il futuro come se fosse un videogioco, il resto di noi deve domandarsi: chi pagherà il conto del prossimo blackout di energia a causa di un lancio fallito?

E allora, cari lettori, preparate i portafogli: la vera avventura non è nello spazio, ma nel vedere quanti “piccoli investitori” saranno inghiottiti da una IPO che promette di “togliere soldi a tutti gli altri”. La domanda più grande rimane: fin dove può arrivare l’ego di un uomo quando la sua azienda è più grande del valore reale di un’intera industria?

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché tutti corrono a comprare azioni di SpaceX se solo Starlink paga le bollette?
Maestro: Perché il fuoco della folla è più caldo del calcolo dei bilanci; la speranza brucia più di una stella, anche se è una bilancia rotta.

Monaco: E se anche le altre stelle — i concorrenti di Musk — non hanno ancora lanciato i loro razzi, cosa resta da credere?
Maestro: Credere è l’ultimo carburante che gli uomini hanno, fino a quando non scoprono che la gravità è solo un’esca per farli restare a terra.
Ma torniamo alle notizie.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 kHz.