Benvenuti al notiziario di Radio Nizza e Centrale Milano per venerdì 12 giugno 2026, su FranciaOggi.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi sono Rachel Costa.
Notizie dalla Francia
Il Premier ministere Lecornu avverte di gravi minacce di interferenze estere sulle elezioni presidenziali del 2027
Il 11 giugno 2026, in una conferenza stampa a Matignon, il Premier ministere francese Sébastien Lecornu ha lanciato l’allarme su una “potenziale minaccia pesante” di interferenze straniere nell’elezione presidenziale prevista per il 2027.
Il governo ha ricordato come le elezioni municipali del 2026 siano state oggetto di numerosi tentativi di manipolazione, senza tuttavia avere “effetti maggiori”. Questo scenario, secondo Lecornu, fa intravedere la possibilità di interferenze più decisive nelle prossime elezioni nazionali, coinvolgendo l’intera classe politica.
Tra le operazioni già documentate, il Premier ministere ha citato l’interferenza proveniente da una società israeliana, mirata contro i candidati di La France insoumise alle elezioni municipali, e ha indicato la necessità di una trasparenza più ampia su questi episodi. L’obiettivo è identificare i rischi potenziali per il 2027, sia per la corsa presidenziale sia per eventuali elezioni legislative.
Il progetto di legge che il presidente Emmanuel Macron ha annunciato ad aprile – volto a creare strumenti di contrasto alle interferenze estere – sarà al centro delle prossime iniziative governative. Macron stesso ha sperimentato un attacco informatico durante la sua campagna elettorale del 2017, noto come “MacronLeaks”, e ha più volte denunciato la Russia per l’acquisto di milioni di falsi account sui social media in periodi elettorali.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la presenza nei media francesi dell’ex direttrice della rete russa RT, Xenia Fedorova, ora collaboratrice di Vincent Bolloré. Definita “propagandista della disinformazione del Cremlino”, la sua attività ha spinto alcuni eurodeputati a chiedere sanzioni e a sollevare questioni sul rinnovo del suo permesso di soggiorno.
Nel 2024, anno delle elezioni europee e legislative, il servizio di monitoraggio Viginum ha rilevato 25 tentativi di interferenze digitali straniere in Francia. Pur avendo avuto scarsa visibilità pubblica, tali tentativi dimostrano la vulnerabilità del dibattito democratico.
Nota: la presente ricostruzione è basata sull’articolo pubblicato da Franceinfo il 11 giugno 2026.
Fact Check by GPT-OSS:20b
Radio France è oggetto di una mora da parte dell’Arcom per la prevalenza notturna del tempo di parola al partito di destra RN
L’Arcom ha formalizzato una messa in mora nei confronti di Radio France l’11 giugno 2026, accusandola di violazione delle norme sul pluralismo politico per la gestione del tempo di parola destinato al partito di destra RN. L’accusa riguarda le due reti di servizio pubblico, France Inter e franceinfo, nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026.
Su franceinfo, più del settanta percento dell’orario assegnato al RN è stato trasmesso tra mezzanotte e le sei del mattino, mentre su France Inter la quota notturna supera il sessanta percento. L’Arcom segnala che tali pratiche costituiscono una violazione delle regole che richiedono un trattamento equo tra le formazioni politiche, indipendentemente dalla fascia oraria.
Radio France ha risposto attribuendo la situazione a un problema tecnico: a gennaio 2026 era stato introdotto un nuovo programma informatico per la gestione dei tempi di parola, il quale non consentiva ancora di distinguere tra fasce diurne e notturne. La società ha dichiarato che il difetto è stato corretto con un aggiornamento successivo.
Marine Le Pen ha definito il comportamento di Radio France “inaccettabile”, mentre Nicolas Bardella ha accusato il servizio pubblico di aver deliberatamente messo da parte il principale partito francese. La normativa francese impone l’equità di trattamento, ma non specifica le ore in cui tale esposizione deve avvenire. Radio France ha dunque rispettato i requisiti numerici, ma ha concentrato la maggior parte dei contenuti del RN in momenti in cui l’audience è praticamente inesistente.
Il caso richiama alla memoria pratiche analoghe nel settore musicale, dove le radio pubbliche sono obbligate a trasmettere una quota minima di brani in lingua francese. Alcune emittenti soddisfano l’obbligo collocando questi brani nelle fasce orarie di bassa ascoltabilità, come il weekend mattutino. L’effetto è lo stesso: la norma è osservata formalmente, ma il suo spirito viene annullato.
Gli studiosi dei media hanno osservato che non è necessario un ordine esplicito per relegare il RN alle ore notturne; la decisione nasce da una cultura redazionale omogenea, prevalentemente orientata verso la sinistra, che porta le redazioni a considerare il partito di destra un “ospite scomodo”. Quando il regolatore interviene, la risposta più veloce è spesso un’assunzione di responsabilità tecnica.
La messa in mora rappresenta il primo intervento esplicito dell’autorità francese contro il servizio pubblico per violazione delle regole sul pluralismo in relazione al RN. Sebbene al momento non siano previste sanzioni economiche, il provvedimento segna un precedente importante per la vigilanza sul rispetto dell’equilibrio informativo. Radio France ha già annunciato l’intenzione di invitare nuovamente le leader del RN a partecipare alle interviste politiche delle otto e mezza, ma le richieste sono state declinate negli ultimi due anni.
Il caso evidenzia le tensioni tra la normativa sul pluralismo politico e le pratiche editoriali delle emittenti pubbliche, sollevando interrogativi sulla reale capacità delle autorità di garantire un’informazione equilibrata.
Fact Check by GPT-OSS:20b

rachel
Editoriale di Rachel – Quando il pluralismo è una borsa di studio per l’arte del nascondino
L’Arcom ha finalmente scoperto che Radio France ha spostato il “tempo di parola” del RN nella zona dove nemmeno i gatti di casa ascoltano la radio. Un colpo di genio burocratico: rispettare le norme sulla quantità ma dimenticare che la sostanza non si trasmette a digiuno. Non è forse un po’ come chiedere al cuoco di bilanciare le calorie e poi servirle in una minestra di aria?
Eppure la scusa è la solita: “colpa del software”. Un nuovo programma, più “complesso” di un labirinto di IKEA, che non riesce nemmeno a distinguere il giorno dalla notte. Ma dove è il vero difetto? Nella tecnologia greca o nella nostra abitudine di credere che “una cifra è una cifra” senza chiedersi chi la ascolta davvero? La risposta è ovvia: nessuno, perché nessuno è sveglio a quell’ora.
Il caso riporta alla luce una tradizione che in Italia era ventata alla luce grazie ai radicali di Pannella, ai tempi del famoso “centro di ascolto radicale”. Quante volte i media galoppano per il campo del pluralismo, sfiorando i numeri come fossero uova di cioccolato, per poi mangiarli a colazione? Il risultato è sempre lo stesso: un partito relegato nelle tenebre, dove il silenzio è la vera forma di censura.
E davvero dobbiamo meravigliarci che l’errore di software riguarda solo un partito poco simpatico alla redazione progressista, democratica pluralista e inclusiva di France Info ?
In fin dei conti, l’Arcom può benissimo ammonire con una multa, ma la domanda che resta è se il segnale di avvertimento servirà a cambiare davvero la programmazione o solo a riempire un nuovo report. I numeri saranno di nuovo impeccabili, ma la voce del RN rimarrà un sussurro notturno, invisibile agli occhi di chi conta gli ascolti. L’arte del formalismo è sopravvissuta, forse più di quella del vero dibattito.

Koan del giorno
Monaco: “Se una trasmissione notturna conta come tempo di parola, quale valore ha il dibattito se nessuno può sentirlo?”
Maestro: “Il valore è nella trasparenza del calcolo, non nell’eco che raggiunge la notte; il vero sbaglio è credere che una voce conti solo quando la luce la accende.”
Monaco: “Allora, cosa si può fare quando l’algoritmo nasconde il suono dietro la notte?”
Maestro: “Si insegnano nuovi orizzonti all’algoritmo, perché anche le tenebre hanno un’alba quando la consapevolezza si accende.”
Ma torniamo alle notizie.
Francoforte, la prima grande banca centrale a intervenire: la BCE alza i tassi di interesse a fronte dell’accelerazione dell’inflazione nella zona euro
La banca centrale europea (BCE) ha rotto l’impasse di un anno e, nella sua riunione del 11 giugno, ha aumentato i tassi di interesse per contrastare l’inflazione in rapida crescita nella zona euro. Il tasso di deposito, che era rimasto invariato da luglio 2025, è stato portato a 2,25 %, un rialzo di un quarto di punto percentuale, come previsto dalla maggior parte degli analisti. Con questa decisione la BCE si è posizionata come la prima delle grandi banche centrali mondiali a intervenire.
L’aumento dei tassi, spesso definito “costo del denaro”, ha un impatto diretto sui tassi praticati dalle banche commerciali. Un credito più costoso dovrebbe frenare la spesa delle famiglie e gli investimenti delle imprese, contribuendo a raffreddare la domanda aggregata e a contenere la crescita dei prezzi. L’inflazione annua nella zona euro ha raggiunto il 3,2 % a maggio, ben al di sopra dell’obiettivo del 2 % fissato dalla BCE. Anche l’inflazione core, che esclude energia e alimenti, ha sorpreso per la sua velocità, attestandosi al 2,5 % su base annua.
Gli economisti più critici avvertono che la politica monetaria più restrittiva potrebbe rallentare ulteriormente la crescita economica della zona euro e aumentare il tasso di disoccupazione. Frederik Ducrozet, capo economista di Pictet Wealth Management, ha definito “strana” la decisione in un contesto di stagflazione, aggiungendo che “la maggiorazione dei tassi non riaprirà lo stretto di Ormuz”. Anche Eric Dor, direttore degli studi economici all’IESEG School of Management, ha sottolineato il rischio di “amplificare la contrazione dell’attività” senza garantire una riduzione efficace dell’inflazione, il cui aumento è legato soprattutto al prezzo dell’energia importata.
Altre banche centrali non hanno seguito l’esempio della BCE. La Banca d’Inghilterra sembra intenzionata a mantenere il tasso a 3,75 % nella riunione del 18 giugno, mentre la Banca del Giappone resta in pausa dopo aver alzato il tasso di riferimento a 0,75 % nel dicembre 2025. Negli Stati Uniti, le pressioni politiche – in particolare da parte dell’ex presidente Donald Trump – spingono la Federal Reserve a valutare un possibile rialzo dei tassi, anche se la probabilità di intervento entro la fine dell’anno è stimata attorno al 50 %.
In sintesi, la BCE ha scelto di agire per primo al fine di arginare un’inflazione che supera di gran lunga l’obiettivo di medio‑termine, a costo di possibili effetti collaterali sull’attività economica e sull’occupazione.
Nota di contesto: l’articolo riporta la decisione della BCE del 11 giugno 2026, il primo rialzo dei tassi dopo un anno di stallo, motivato dall’accelerazione dell’inflazione causata in parte dal conflitto in Medio Oriente.
Fact Check by GPT-OSS:20b
Benvenuti al notiziario internazionale da Radio Nizza e Centrale Milano per venerdì 12 giugno 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Trump annulla gli attacchi contro l’Iran e annuncia un accordo imminente
Il presidente degli Stati Uniti ha deciso di sospendere le operazioni militari previste contro l’Iran, suscitando una sorpresa a livello internazionale. In una conferenza stampa ha dichiarato di aver trovato un “accordo molto vantaggioso” che potrebbe essere firmato entro il fine settimana in Europa. La notizia ha immediatamente influenzato i mercati finanziari, con le borse asiatiche che hanno registrato un balzo grazie al calo delle tensioni geopolitiche.
Il Segretario di Stato ha sottolineato che l’accordo prevede una serie di garanzie sulla non proliferazione nucleare e sul rispetto dei diritti umani, pur rimanendo ancora da definire i dettagli tecnici. Gli osservatori internazionali rimangono cauti, evidenziando che la stabilità nella regione dipenderà dall’attuazione concreta delle misure concordate. Nel frattempo, le autorità iraniane hanno dichiarato di non aver ancora preso una decisione definitiva, tenendo aperta la possibilità di ulteriori negoziati.
Il presidente statunitense Trump dichiara la fine della guerra in Iran
Secondo le ultime informazioni diffuse dalla rete di notizie britannica, il leader americano ha espresso ottimismo riguardo la conclusione del conflitto con l’Iran, sostenendo che un “grande accordo” è ormai alla portata di tutti. La dichiarazione è arrivata in un momento in cui le forze militari statunitensi avevano appena annullato un attacco programmato, segnale di una possibile svolta diplomatica. Gli analisti di Washington hanno notato un immediato rialzo del Dow Jones, che ha guadagnato centinaia di punti in risposta alla riduzione delle tensioni.
Il rialzo ha spinto anche il prezzo del petrolio a un calo, poiché i mercati temevano una escalation. Alcuni esperti hanno però avvertito che la situazione rimane volatile, e che la conferma dell’accordo dipenderà da negoziati sul futuro del programma nucleare iraniano. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, sperando in un ritorno alla stabilità nella regione del Golfo.
SpaceX si prepara a una delle più grandi offerte pubbliche iniziali della storia
Il colosso aerospaziale guidato da Elon Musk sta per lanciare una delle più imponenti offerte pubbliche iniziali di sempre, con una valutazione che supera i 1,7 trilioni di dollari. Le autorità di regolamentazione finanziaria hanno appena approvato la procedura, consentendo ai piccoli investitori di accedere a una quota limitata dell’emissione, mentre le istituzioni ricevono la maggior parte delle azioni. Il mercato azionario globale ha registrato un’impennata di entusiasmo, con gli indici asiatici che hanno mostrato guadagni significativi.
Gli analisti sottolineano che l’IPO di SpaceX rappresenta non solo un evento di grande rilievo per l’industria aerospaziale, ma anche un indicatore del crescente interesse verso le tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale e alle comunicazioni satellitari. Tuttavia, alcuni osservatori finanziari hanno espresso preoccupazioni riguardo ai potenziali sfavorevoli effetti di concentrazione del potere di mercato, sollevando quesiti sulla tutela degli azionisti di minoranza.
SpaceX raccoglie 75 miliardi di dollari con un’IPO record
Secondo le fonti di notizie economiche statunitensi, l’azienda di Elon Musk ha concluso un’offerta pubblica iniziale che ha raccolto la cifra impressionante di 75 miliardi di dollari, stabilendo un nuovo primato nella storia delle quotazioni azionarie. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi fondi di investimento internazionali, attratti dalla prospettiva di sfruttare la rete di satelliti Starlink e le future missioni di esplorazione spaziale. Il valore di mercato di SpaceX, ora superiore a due trilioni di dollari, è stato accolto con entusiasmo dalle borse di New York e di Londra.
Gli esperti di finanza hanno evidenziato che l’enorme capitale raccolto consentirà all’azienda di accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie di lancio e di aumentare la capacità di produzione dei sistemi di propulsione. Tuttavia, hanno anche ricordato che la crescita rapida comporta rischi legati a regolamentazioni internazionali e a potenziali tensioni geopolitiche, soprattutto nel contesto delle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran.
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Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per venerdì 12 giugno 2026
Parigi – Giornata variabile con un velo di umidità
La mattina a Parigi si presenta molto nuvolosa, con temperature attorno ai 17 gradi e venti da ovest che soffiano a 40 km/h, raffiche che raggiungono i 15 km/h. L’assenza di piogge è confermata, ma l’indice UV è basso. Nel pomeriggio le temperature salgono a 23 gradi, il cielo resta popolato da nuvole dense e la probabilità di pioggia sale al 55%, con una leggera bruine che si fa più discreta. Il vento mantiene la stessa intensità, ancora da ovest a 40 km/h. La sera il cielo si schiarisce, le temperature scendono a 22 gradi, il vento si attenua a 35 km/h e non si prevedono precipitazioni. Durante la notte il cielo diventa molto nuvoloso, la temperatura minima si avvicina ai 16 gradi, il vento diminuisce a 30 km/h, sempre da ovest, e il rischio di pioggia rimane inesistente. (esperto Régis Crêpet)
Monaco Monte Carlo – Sole splendente e brezze leggere
Il mattino a Monaco è sereno con un caldo di 22 gradi, vento leggero proveniente da est-sudest a 15 km/h e nessuna traccia di pioggia. Il sole domina il cielo, creando un indice UV molto alto. Il pomeriggio porta temperature più accese, raggiungendo i 26 gradi, con venti da sud a 20 km/h, sempre senza alcuna precipitazione. Il cielo rimane assolato e l’umidità è quasi assente. La sera il tempo rimane caldo, 23 gradi, vento da sud-ovest a 20 km/h, e il cielo è chiaro, ideale per una passeggiata sul lungomare. La notte si chiude con temperature più fresche, 19 gradi, vento debole di 10 km/h e cielo sereno, privo di qualsiasi rischio di pioggia.
Milano – Sole delicato e brezze quasi inesistenti
Al sorgere del sole, Milano accoglie una mattinata poco nuvolosa con temperature di 19 gradi, vento da est molto leggero a 4 km/h e assenza totale di piogge. Il cielo rimane sereno durante tutta la giornata, con una graduale crescita termica che porta il massimo a 28 gradi nel pomeriggio. Il vento resta debole, passando da 4 km/h a un minimo quasi assente nel tardo pomeriggio. Nessuna precipitazione è prevista, con un indice UV che cresce da moderato a elevato verso il centro giornaliero. La sera le temperature si attestano intorno ai 27 gradi, il vento è quasi assente e il cielo rimane limpido. Nella notte il termometro scende a 19 gradi, il vento si ferma e il cielo rimane sereno, offrendo un riposo tranquillo. (esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo)

Editoriale Meteo di Rachel – Il clima è sempre la colpa di tutto
È curioso come ogni variazione di una leggera brezza diventi subito una prova inconfutabile del cambiamento climatico, vero? Quando una nuvola attraversa la città, tutti si chiedono se sia l’ultimo segnale dell’imminente apocalisse glacialca, come se il meteo fosse un cane da guardia pronto a scatenare allarmi su ogni minima anomalia. Eppure, la realtà è più semplice: il cielo è quello che è, il vento soffia da dove vuole, e noi continuiamo a inventare scenari per giustificare le nostre preoccupazioni.
Ma davvero abbiamo bisogno di un esperto che spieghi perché la pioggia di ieri fosse un “evento storico” o perché il sole di oggi segnali una “tendenza globale”? Domande retoriche che ci fanno sorridere, perché la risposta è sempre la stessa: la natura segue leggi, noi le interpretiamo a modo nostro. Quindi, la prossima volta che una leggera pioggerellina cade su di voi, non affrettatevi a lanciare un tweet sull’estinzione imminente; concedetevi invece il piacere di ammirare semplicemente l’acqua che cade.
Koan del giorno
Monaco: «Il sole splende, il vento è lieve, nessuna nuvola all’orizzonte, com’è il meteo oggi?»
Zhaozhou: «Il cielo è un grande specchio senza macchie, il vento un sussurro di seta, la temperatura danza tra 22 e 26 gradi. Non c’è ombra di pioggia, solo luce e calma.»
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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