Gli occhiali da aviatore di Macron a Davos finiscono in liquidazione giudiziaria: il produttore giurassiano chiude i battenti

Di Redazione Francia24
2 Jun 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Un accessorio di lusso finito al tribunale

Nel gennaio 2026, al Forum Economico di Davos, il presidente Emmanuel Macron è apparso con una coppia di occhiali da sole dalle lenti specchiate dal riflesso bluastri. Il modello, denominato Pacific S01 e proposto a più di 650 euro, ha fatto il giro dei social, diventando subito virale. Dietro quell’accessorio scintillante c’era però un nome ben più discreto: Dalloz Creations, l’azienda giurassiana responsabile della produzione dei vetri.

Un gioiello dell’industria ottica francese

Fondata nel 1957 da Christian Dalloz a Saint‑Claude, nella regione giurassiana, Dalloz Creations è stata una delle protagoniste dell’innovazione ottica europea. Il fondatore ha introdotto il policarbonato nell’optica, realizzando i primi vetri iniezionati in questo materiale leggero e resistente, oggi standard nell’industria delle lunette da sole. L’impresa si è poi auto‑proclamata primo produttore europeo di lenti in policarbonato bio‑circolari, capaci di incorporare metalli preziosi come oro o platino direttamente nella struttura del vetro.

Dalla vetrina di Davos alla crisi

Nonostante la ribalta mediatica ottenuta grazie alle lenti indossate da Macron, Dalloz Creations non è riuscita a rilanciare la propria attività. I bilanci degli ultimi anni mostrano un progressivo calo del fatturato: da quasi 3,8 milioni di euro nel 2023, è sceso a 3,6 milioni nel 2024 e a soli 2,5 milioni nel 2025. La situazione ha spinto l’azienda a chiedere la protezione del giudice fallimentare; il Tribunale di Commercio di Lons‑le‑Saunier ha dichiarato la cessazione dei pagamenti al 20 marzo 2026 e ha avviato la procedura di liquidazione giudiziaria.

Il costo umano della chiusura

La liquidazione comporta la perdita dei 29 posti di lavoro attivi presso la sede di Saint‑Claude. Il fondo commerciale dell’azienda è stato messo in vendita, segnando un ulteriore colpo per l’intero ecosistema industriale giurassiano, già duramente provato negli ultimi decenni. La scomparsa di Dalloz Creations rappresenta un chiaro segnale delle difficoltà che le piccole e medie imprese manifatturiere incontrano nel mantenere competitività su mercati globali sempre più concentrati.

Un ricordo in scena

Le immagini di Macron con gli occhiali specchiati hanno continuato a circolare sui canali social, ma dietro il luccichio di quegli accessori si è rivelata la realtà di un’impresa storica che, nonostante l’innovazione e la qualità dei propri prodotti, non è riuscita a superare la crisi economica. Il caso di Dalloz Creations rimane un monito per le industrie specializzate del nostro Paese, che devono coniugare tradizione artigianale e capacità di adattamento alle dinamiche di mercato.

 


Editoriale di Rachel – Il rosso di Davos non è rosso per i dipendenti

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

È divertente come le calde notizie di moda si trasformino in gelide cronache di fallimento: le lussuose occhiali a specchio di Macron hanno brillato a Davos, ma il loro produttore giurassico nel Jura è finito nei libri contabili di una liquidazione. È davvero una sorpresa che le fotocamere dei giornalisti abbiano più attenzione per il riflesso sul vetro che per il riflesso di 29 volti preoccupati per il prossimo buco in tasca.

Dalloz Creations si vanta di essere pioniera del policarbonato “bio‑circolare”, di inserire oro e platino nei propri lenti, e poi, con la stessa aristocrazia, si trova a vendersi all’asta. Invece di lodare l’innovazione, i media si limitano a citare il prezzo da 650 euro degli occhiali, dimenticando che il vero costo è pagato dai lavoratori che ora non hanno più un impiego. È forse più facile parlare di una montatura dorata che di una paga che svanisce?

Il comunicato dipinge la vicenda come una “crisi del prodotto”, ma dove è la crisi della filiera industriale francese, che un tempo sedeva in quel piccolo borgo giurassiano? Il discorso di “Made in Europe” si infrange contro la realtà di un’impresa sottoposta a un pavillon italiano, come se cambiare bandiera potesse cambiare il destino di una fabbrica in crisi. Davvero, la stampa ci vende illusioni più lucide delle lenti?

Infine, la difesa teatrale della “visibilità internazionale” è una trovata da PR più che una soluzione concreta. Il fatto che le occhiali siano state immortalate in un selfie a Davos non serve a salvare nessun lavoro. Invece di chiedersi se una foto di Macron possa risollevare un settore in declino, forse dovremmo chiedere chi, davvero, ha il potere di riaccendere le luci nella fabbrica di Saint‑Claude.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché la luce riflessa sugli occhiali di un leader può far scomparire un’intera azienda?

Maestro: Perché l’attenzione del mondo è una lente che mette a fuoco solo ciò che brilla, mentre ciò che è vero e indispensabile resta nell’ombra, dove la gravità della realtà può far crollare anche le strutture più solide.

Monaco: Allora, se le lenti non possono salvare i loro creatori, quale valore ha l’artigianato in un’era di apparizioni scintillanti?

Maestro: L’artigianato è la radice silenziosa che sostiene l’albero della società; quando la gente smette di nutrirla, l’albero cade, ma le sue radici continuano a insegnare che la vera forza è invisibile al focolaio delle luci.
Ma torniamo alle notizie.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 kHz.