Italia e Spagna vedono i rendimenti sui titoli di Stato ai minimi da 16 anni, superando la Francia. Intanto, si piange Brigitte Bardot, icona del cinema e dell’attivismo animale. Infine, rincari e novità normative entrano in vigore dal 1° gennaio.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 29 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti
Addio a Brigitte Bardot: Alcuni fatti poco conosciuti
Per cominciare vorremo rendere omaggio all’attrice scomparsa ieri con alcuni dati poco conosciuti: la dimensione, davvero importante, della sua Fondazione, che delineano il profilo di una vera e propria imprenditirice del bene. Del benessere animale. E forse proprio per questo attaccata dalle sinistre – vi lasciamo ascoltare piu’ tardi l’editoriale di Rachel per comprendere cosa intendiamo dire. Perche’ attaccata? Perche’ alcuni annio fa oso’ scrivere una lettera al presidente della Repubblica denunciando l’orribile pratica della preparazione delle carni in base alle istrizioni di due delle cosiddette “grandi religioni monoteiste”. Nessuna delle quali ha la sua seda a Roma. La lettera e’ davvero da leggerla e la pubblichiamo per intero al termine di questo notiziaro.
Principali Dati della Fondation Brigitte Bardot
- Numero di Dipendenti: Circa 185 in media nel 2023, con indicazioni recenti che suggeriscono una crescita verso i 300 dipendenti, supportata da oltre 500 volontari e investigatori.
- Fatturato (Risorse Annue): Nel 2023, le risorse totali ammontano a circa 38,6 milioni di euro, principalmente da lasciti e donazioni, con una tendenza alla crescita rispetto ai 33,6 milioni del 2022.
- Azioni Principali: La fondazione si concentra sulla protezione degli animali domestici e selvatici, combattendo maltrattamenti attraverso azioni legali, campagne di sterilizzazione, sensibilizzazione pubblica e supporto internazionale in oltre 70 paesi.
- Numero di Animali Presi in Carica: Nel 2024, ha salvato circa 800 cani e gatti, 100 equidi (cavalli, asini, pony), diverse centinaia di animali da fattoria e vari animali selvatici, per un totale stimato superiore a 1.200 animali.
Struttura e Risorse Umane
La Fondation Brigitte Bardot (FBB), fondata nel 1986 da Brigitte Bardot e riconosciuta di pubblica utilità dal 1992, impiega un team dedicato che include dipendenti salariati e un’ampia rete di volontari. I dati più recenti dal sito ufficiale indicano quasi 300 dipendenti, supportati da oltre 70.000 donatori e più di 500 volontari investigatori. Questo suggerisce un’espansione delle operazioni, con un focus su indagini sul campo e azioni legali.
Risorse Finanziarie
Le entrate derivano principalmente dalla generosità pubblica, con lasciti e donazioni che rappresentano la maggioranza. Per il 2023, le risorse operative raggiungono 38,6 milioni di euro, utilizzate per coprire spese come cure veterinarie, manutenzione di rifugi e campagne internazionali. Le spese totali per lo stesso anno sono di circa 34,9 milioni di euro, con un patrimonio netto solido di oltre 153 milioni di euro.
Attività Chiave
Le azioni principali includono il contrasto ai maltrattamenti attraverso denunce e processi civili, programmi di sterilizzazione per controllare la sovrappopolazione di gatti randagi, e advocacy per leggi più severe sulla protezione animale. La FBB opera in Francia e all’estero, supportando associazioni partner e partecipando a convegni internazionali come CITES.
Animali Salvati e Curati
Nel 2024, la fondazione ha gestito salvataggi significativi, inclusi quasi 800 cani e gatti abbandonati o maltrattati, 100 equidi e centinaia di animali da fattoria come vacche, pecore e capre. Questi animali vengono accolti in rifugi come La Mare Auzou o Bazoches, dove ricevono cure veterinarie e riabilitazione. I numeri variano annualmente, ma riflettono un impegno costante contro abbandoni e violenze.
La Fondation Brigitte Bardot (FBB), istituita nel 1986 dall’iconica attrice francese Brigitte Bardot, rappresenta una delle organizzazioni più influenti nella protezione animale in Francia e a livello internazionale. Riconosciuta di pubblica utilità dal Consiglio di Stato francese nel 1992, la fondazione ha evoluto la sua missione da un’iniziativa personale di Bardot – che abbandonò il cinema nel 1973 per dedicarsi agli animali – a un’entità strutturata con operazioni globali. Oggi, con oltre 70.000 donatori sparsi in tutto il mondo, più di 500 investigatori e delegati volontari, e quasi 300 dipendenti, la FBB opera in circa 70 paesi, focalizzandosi sulla difesa di animali domestici e selvatici contro maltrattamenti, abbandoni e sfruttamento. Le sue attività si basano su un approccio multifattoriale: indagini sul campo, azioni legali, campagne di sensibilizzazione, programmi di sterilizzazione e supporto a partner locali.
Dal punto di vista delle risorse umane, i dati ufficiali indicano una crescita costante. Nel 2022, l’effetto medio era di 169 dipendenti, salito a 185 nel 2023 secondo i conti annuali pubblicati nel Journal Officiel. Fonti più recenti dal sito della fondazione suggeriscono un organico vicino ai 300 dipendenti, riflettendo un’espansione per gestire l’aumento delle operazioni, inclusi rifugi e campagne internazionali. Questa forza lavoro è integrata da una rete di volontari, con oltre 500 investigatori che conducono inchieste su casi di crudeltà, e contributi in natura valutati a 231.417 euro nel 2023, inclusi 163.711 euro di volontariato. I salari e le cariche sociali rappresentano una porzione significativa delle spese, con 5,36 milioni di euro per i salari nel 2023, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente.
Finanziariamente, la FBB si basa quasi interamente sulla generosità pubblica, senza dipendere da sussidi governativi significativi. Nel 2023, le risorse totali (prodotti d’esercizio) hanno raggiunto 38,6 milioni di euro, composti principalmente da lasciti, donazioni e assicurazioni sulla vita (35 milioni di euro) e donazioni manuali (2,9 milioni di euro), con contributi pubblici minimi di 140.586 euro. Questo rappresenta un incremento rispetto ai 33,6 milioni del 2022, dove i lasciti costituivano 29,3 milioni e le donazioni 2,8 milioni. Le spese operative per il 2023 ammontano a 34,9 milioni di euro, con un focus sulle missioni sociali (29,7 milioni), inclusi 26 milioni per azioni in Francia e 3,6 milioni per l’estero. Il patrimonio netto è robusto, con un totale attivo di 153,8 milioni di euro nel 2023, inclusi immobili per rifugi (75,8 milioni netti) e disponibilità liquide di 12,2 milioni. Rapporti precedenti, come quello della Cour des Comptes del 2023 sul 2017, indicano spese annue intorno ai 16 milioni, finanziate all’85% da lasciti, evidenziando una traiettoria di crescita. Per il 2024, non sono disponibili conti completi, ma il bilancio dei salvataggi suggerisce continuità nelle operazioni.
Le azioni principali della FBB si articolano in diverse aree. In Francia, la fondazione combatte i maltrattamenti attraverso denunce e costituzioni di parte civile, con spese dedicate di circa 851.000 euro nel 2023. Campagne di sterilizzazione mirano a controllare la sovrappopolazione di gatti randagi, mentre programmi di sensibilizzazione (1,05 milioni di euro nel 2023) educano il pubblico attraverso materiali informativi e eventi. A livello internazionale, supporta associazioni partner con versamenti di 3,1 milioni di euro nel 2023, partecipando a congressi come CITES per influenzare leggi sulla protezione delle specie. Investimenti in infrastrutture includono acquisizioni e sviluppi di siti come Bazoches (1,47 milioni di euro nel 2023) e La Mare Auzou (1,1 milioni), dedicati all’accoglienza di animali. La FBB affronta anche emergenze, come incendi o feste religiose (es. Aïd 2024, con 378 animali salvati).
Riguardo agli animali presi in carica, la FBB enfatizza salvataggi diretti e cure a lungo termine. Nel 2024, ha salvato quasi 800 cani e gatti, 100 equidi, diverse centinaia di animali da fattoria (vacche, pecore, capre, galline) e vari animali selvatici, per un totale stimato oltre 1.200. Questi animali sono trasportati in rifugi dove ricevono cure veterinarie, con spese significative: nel 2023, le cariche esterne includono 21,8 milioni di euro per alimentazione, veterinari e pensioni. Per contestualizzare, nel 2022 le missioni sociali hanno allocato 26,8 milioni di euro per protezione animale, con focus su specie come galgos spagnoli, lupi e foche. La fondazione gestisce anche fondi dedicati per progetti specifici, come il centro Pirel per alloggio (253.637 euro nel 2023) o anti-vivisezione (12.904 euro)
Dal 1° Gennaio 2026: Aumenti e Novità, Tra Salari Minimi e Congedi Familiari
Gli adeguamenti automatici per inflazione. Congedo di Nascita posticipato a luglio. Stretta sui PFAS e revisione delle diagnosi energetiche per le piccole abitazioni.
Il nuovo anno porta con sé, come di consueto, una serie di modifiche normative e adeguamenti tariffari, nonostante l’assenza di una legge di bilancio regolarmente approvata dal Parlamento. Le novità toccano la vita quotidiana, dai salari ai costi postali, fino alla burocrazia per i nuovi residenti.
Il salario minimo (SMIC) subirà un aumento meccanico dell’1,18% a partire dal 1° gennaio. Il guadagno netto per un dipendente a tempo pieno sarà di circa 17 euro al mese. Contemporaneamente, verranno rivalutati dello 0,9% le pensioni di base e i minimi sociali, in linea con l’indicizzazione all’inflazione. Anche la gratifica minima per gli stagisti sarà aumentata da 4,35 a 4,50 euro l’ora.
I prezzi di affrancatura per la posta e i pacchi aumenteranno in media del 7,4%. In particolare, il costo per una “lettera verde” salirà a 1,52 euro (contro gli attuali 1,39 euro), con un incremento del 9,35%. Aumenti anche per le raccomandate e per i servizi Colissimo (pacchi), in media del 3,4%. La Poste giustifica i rincari con la necessità di garantire la sostenibilità del servizio universale a fronte del calo costante della corrispondenza.
Mini Editoriale
E dunque, a fronte di un’inflazione dichiarata sotto il 2% ecco che la posta aumenta i suoi servizi oltre il 7%. E la scusa e’ davvero formidabiile: la sostenibilita’ del servizio. Hanno dimenticato la parola “inclusivita'” speriamo rimedino nel 2026.
Torniamo alla notizia.
Non tutte le riforme annunciate partiranno subito. Il nuovo “Congedo di Nascita”, che affianca i congedi di maternità e paternità garantendo un livello di indennizzo più elevato rispetto all’attuale congedo parentale, non entrerà in vigore come previsto il 1° gennaio, ma slitterà al 1° luglio. La sua durata sarà di uno o due mesi, a scelta del lavoratore, e l’indennizzo sarà fissato al 70% del salario netto per il primo mese.
Viene modificato il calcolo del Diagnostico di Performance Energetica (DPE), favorendo le piccole superfici riscaldate con energia elettrica, finora penalizzate rispetto agli immobili con caldaia a gas. Secondo il Governo, questa revisione farà uscire dalla categoria degli immobili “energivori” circa 700.000 unità. D’altra parte, il meccanismo di aiuto per la ristrutturazione energetica (MaPrimeRénov’) viene sospeso a causa della mancata approvazione del bilancio da parte del Parlamento, che ha portato a una legge speciale che “blocca ogni spesa non contrattuale”.
A partire da giovedì, cosmetici, cere da sci, abbigliamento e calzature contenenti PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”, saranno vietati nella produzione, vendita e importazione. Sul fronte auto, sarà introdotto un controllo tecnico più severo: i veicoli dotati di airbag Takata classificati “stop drive” (potenzialmente letali) saranno respinti alla revisione fino alla riparazione.
Vengono introdotte nuove condizioni per ottenere carte di soggiorno pluriennali o la naturalizzazione: gli stranieri dovranno superare un esame civico di 40 domande a risposta multipla, volto a valutare la conoscenza dei principi e dei valori della Repubblica. Infine, i contribuenti dovranno dichiarare i “doni importanti” (come denaro o oggetti di valore) all’amministrazione fiscale esclusivamente online.
L’editoriale di Rachel

Editoriale di Rachel Il Rovesciamento del Mito
Mentre le prime pagine piangono la diva e celebrano la militante, l’omaggio collettivo sembra voler applicare la colla sull’immagine di un’icona che, negli anni successivi al ritiro, si è resa protagonista di scelte e dichiarazioni a dir poco divisive. Certo, il suo impegno per gli animali è encomiabile: ha sacrificato la fama e la ricchezza per una causa nobile. Ma sarebbe ipocrita dimenticare come la stessa donna che combatteva per i cuccioli di foca fosse poi una fervente sostenitrice dell’estrema destra francese, arrivando a esprimere più volte posizioni omofobe e xenofobe, spesso condannate dalla giustizia. Il mito di “BB” non è monolitico: è il fragile equilibrio tra la libertà sessuale degli anni ’60 e una rigidità ideologica successiva. Forse il vero tributo non è solo ricordare la sua bellezza sullo schermo, ma riconoscere la sua complessa, e spesso controversa, identità politica e sociale. Un’attrice che ha liberato i corpi ma ha provato a imprigionare le idee.
E decisamente contrarian oggi Rachel: come diciamo spesso, le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono a quelle della redazione di Francia24 o di Radio Centrale Milano. Ma passiamo al Koan del giorno.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il mito di Brigitte Bardot ha l’essenza della libertà o no?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
“Allora perché ha sostenuto i fantasmi dell’estrema destra e le sue parole sono state condannate?” chiese il monaco.
“Perché la libertà senza bussola è solo un vento che spinge la nave verso lidi dimenticati, dove l’icona balla tra le onde della contraddizione.”, rispose Zhaozhou.
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Il mito di Brigitte Bardot ha l’essenza della libertà o no?”
E Zhaozhou: “No.”.
Non soddisfatto, il monaco rispose: “Tutti i grandi del cinema portano con sé l’eco della loro epoca. Perché questo ne è privo?”.
E Zhaozhou: “Perché ha rinchiuso la bellezza nella gabbia delle sue opinioni, e l’acqua le sussurra: ‘Non puoi liberare gli animali se non liberi te stessa dal giudizio.’.”.
Ma torniamo alle notizie di oggi.
Il Sorpasso Finanziario: Italia e Spagna Battono Parigi e Berlino in Affanno
L’inversione di rotta storica tra Nord e Sud Europa: spread ai minimi da 16 anni grazie alla ritrovata fiducia dei mercati.
Il Sud Europa sta conquistando il primato sul fronte delle finanze pubbliche? Il cambiamento è innegabile. Dall’uscita dalla crisi del Covid, le economie che un tempo venivano percepite come le più fragili della Zona Euro – in primis Italia e Spagna – hanno riconquistato in pieno la fiducia dei mercati finanziari, mentre Francia e, in misura minore, Germania mostrano ora segni di maggiore vulnerabilità.
Questa settimana, i differenziali di rendimento sui titoli di Stato decennali tra Roma, Madrid e Berlino hanno toccato il punto più basso degli ultimi sedici anni. Gli investitori premiano la disciplina di bilancio adottata da Italia e Spagna, in un contesto in cui l’aumento dell’indebitamento pubblico in altri Paesi europei genera nuove preoccupazioni.
Per l’Italia, il differenziale di rendimento a dieci anni rispetto al Bund tedesco (il barometro cruciale del rischio sovrano), è sceso a soli 0,7 punti percentuali questo mese, un livello che non si vedeva dalla fine del 2009.
Anche la Spagna segue una traiettoria simile, sostenuta da una crescita economica particolarmente dinamica, con un differenziale di rendimento inferiore allo 0,5% rispetto alla Germania.
Questo ribaltamento nella percezione del rischio si traduce in un relativo “declassamento” di Stati a lungo considerati pilastri di stabilità. I mercati parlano apertamente di una “fusione della periferia” con Paesi precedentemente ritenuti investimenti più sicuri, come Francia, Belgio e Austria.
l tallone d’Achille francese
In questo quadro, la Francia emerge come uno dei principali punti di fragilità. Un deficit pubblico persistentemente alto, unito a continue tensioni politiche interne, ha spinto i costi di finanziamento di Parigi al di sopra di quelli spagnoli – un’inversione di ruoli altamente simbolica. Il rendimento del bond decennale francese è al 3,56%, superiore al 3,51% italiano e al 3,29% spagnolo, a dimostrazione che gli investitori richiedono un maggiore premio di rischio alla Repubblica. Le agenzie di rating, inoltre, anticipano un deterioramento continuo delle finanze pubbliche transalpine, con un debito che potrebbe raggiungere il 120% del PIL nei prossimi anni.
Gli analisti finanziari sottolineano che l’Europa sta vivendo un “cambiamento decisivo”: le economie del Sud si allontanano dai deficit cronici, mentre Paesi come la Francia vedono la loro posizione fiscale erosa dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita più debole e da maggiori spese.
Il Mercato ETF Francese Guida la Classifica Giovani in Europa
Boom di investitori under 35 per i fondi quotati in Borsa: la crescita annuale tocca il 117% proiettando Parigi in cima alle classifiche.
La Francia si sta affermando come la capitale europea dei fondi negoziati in borsa (ETF) tra gli investitori più giovani. Il mercato ETF d’oltralpe ha registrato nel 2025 una crescita sbalorditiva del 117% nel numero di detentori, con la metà di questi investitori sotto i 35 anni. Questo dato posiziona la Francia in testa alla classifica europea per la fascia d’età più giovane. Secondo le proiezioni, il numero totale di detentori francesi di ETF è destinato a superare i 4 milioni entro la fine del 2026. Questo trend è guidato da una maggiore accessibilità degli strumenti finanziari e da un crescente interesse delle nuove generazioni per l’investimento diversificato e a basso costo.

Lettera aperta di Brigitte Bardot al Presidente Hollande (27 aprile 2016)
Signor Presidente, Signor Primo Ministro, Signor Presidente dell’Assemblea, Signor Presidente del Senato, Signore e Signori Ministri, Deputati, Senatori,
Ho una richiesta ufficiale da farvi, quindi per permettervi di rispondere secondo le vostre anime e coscienze, vi farò una piccola esposizione esplicativa della situazione.
Dal 1973, 41 anni fa, ho abbandonato il cinema per dedicarmi completamente al servizio della protezione degli animali, sia in Francia che in tutto il mondo. Questa seria decisione è stata presa dopo aver assistito numerose volte alle abominazioni crudeli e lasciate impunite della barbarie che l’uomo infligge agli animali.
Nel 1986, ho creato da sola la mia Fondazione. Per ottenere i fondi necessari e indispensabili, ho venduto all’asta tutti i miei beni più preziosi, conservando solo l’essenziale. Poi ho donato la mia celebre «Madrague» per ottenere il riconoscimento di utilità pubblica che il Consiglio di Stato ha accordato alla mia Fondazione con decreto del 21 febbraio 1992.
Nel frattempo, con Franz Weber, ero partita nel 1977 in Canada per combattere contro il massacro scandaloso dei cuccioli di foca. Questo ha permesso al mondo intero di scoprire questa sanguinosa macelleria su innocenti piccole palle bianche che potevano muoversi solo con difficoltà.
Dopo il divieto, nel 1983, del commercio delle pelli di blanchons, è solo nel 2009 che Stavros Dimas, allora Commissario Europeo, ha ottenuto l’embargo totale su qualsiasi importazione di prodotti derivati da foche e altri pinnipedi. Più o meno nelle stesse date, 30 anni fa, scoprivo gli scandali che sono oggetto della mia supplica, per i quali mi sono battuta, che ho denunciato ad alta voce ma che, nonostante le numerose promesse, sono sempre rimasti al punto morto.
Ecco quindi le due richieste evidenti e indissociabili che il governo deve accordarmi dopo 30 anni di attesa, per i miei 80 anni e in omaggio ai 40 anni di lotta condotti coraggiosamente, vincendo solo piccole battaglie e non grandi vittorie.
L’abolizione immediata dell’ippofagia in Francia. Il cavallo è stato per lunghi anni, prima dell’arrivo del motore, il compagno indispensabile per la sopravvivenza umana e anche per far guadagnare miliardi nelle corse ippiche. Una proposta di legge volta a far passare il cavallo da animale da reddito ad animale da compagnia, evitandogli così il macello, è stata depositata alla fine di giugno 2013 all’assemblea su richiesta della mia Fondazione, da Nicolas Dupont-Aignan. Chiedo che questa proposta, rimasta lettera morta, sia presa in considerazione e dibattuta nei più brevi tempi possibili e che mi porti finalmente la soddisfazione richiesta.
La reintroduzione immediata della legge francese ed europea che richiede lo stordimento degli animali da macello prima del dissanguamento per tutti gli animali senza alcuna deroga per i sacrifici rituali halal e kasher che costringono e sottomettono gli animali sgozzati in piena coscienza a agonie lente e estremamente dolorose, inammissibili in un paese «laico» ed evoluto che permette con mezzi moderni di renderli incoscienti ma sempre vivi al momento del coltello. Questo evita loro non solo una atroce e lunga sofferenza ma anche uno stress dovuto al terrore che può essere pregiudizievole per il consumo. Già la Norvegia, la Svezia, l’Islanda, la Svizzera, la Grecia, il Lussemburgo, l’Austria, la Polonia e, quest’anno, la Danimarca hanno totalmente abolito le deroghe halal e kasher. È urgente che la Francia segua questi numerosi esempi.
Ecco le due evoluzioni indispensabili alla nostra epoca che chiedo ai governi successivi da 30 anni. Sarebbe giusto accordarmele dopo tanti anni di suppliche e di attesa. Se non le ottengo, concluderò che ho fallito la mia vita.
Con la mia immensa riconoscenza… anticipata!
Fondation Brigitte Bardot 28, rue Vineuse – 75116 Paris 01 45 05 14 60 www.fondationbrigittebardot.fr
Meteo
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 29 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Meteo Parigi: La Morsa del Gelo Siberiano Calcola un’Anomalia Termica
Parigi si risveglia sotto una cappa di freddo pungente, marcando un’anomalia termica significativa per il periodo. Il bollettino, aggiornato alle 03:45 dall’esperto Alexis Vandevoorde, assegna un’attendibilità eccellente alla previsione, che vede temperature comprese tra -1 e 4 gradi nel corso della giornata. Si tratta di valori eccezionalmente bassi, circa 5 gradi al di sotto della media stagionale, con un clima decisamente più rigido rispetto agli anni recenti.
La mattinata ha visto la capitale svegliarsi sotto un cielo completamente sereno. La minima ha toccato -1 grado, ma la temperatura percepita è scesa fino a -3 gradi. I venti sono stati calmi, con raffiche fino a 15 km/h e nessun rischio di precipitazioni. L’indice UV è rimasto nullo (0). Nelle ore centrali, il sole splendente manterrà l’atmosfera luminosa ma fredda. La massima si attesterà intorno ai 4 gradi. I venti saranno deboli, provenienti da Nord a 10 km/h con raffiche fino a 25 km/h, contribuendo alla sensazione di freddo. Anche il pomeriggio e la sera saranno secchi. Le temperature serali scenderanno a 1 grado (percepito -1), con cieli parzialmente nuvolosi che lasceranno spazio a brevi schiarite durante la notte, mantenendo il termometro stabile intorno a 1 grado.
Milano, L’Anticiclone Porta Sole (e Gelo Notturno)
A Milano e in Lombardia la giornata di lunedì 29 dicembre sarà all’insegna dell’alta pressione, che garantisce stabilità e ampie schiarite. Il bollettino delle 07:06, a cura di Daniele Berlusconi, conferma un’attendibilità molto alta (90-95%) e dipinge un quadro di sole splendente per l’intera giornata, senza piogge in vista.
Le temperature si manterranno su valori freddi ma tipici per il pieno inverno, oscillando tra una minima di 3 gradi e una massima di 8 gradi. Il soleggiamento sarà netto e diffuso. I venti saranno assenti al mattino, per poi diventare deboli e provenienti da Ovest-Sudovest nel pomeriggio. Lo zero termico, indice del limite delle nevicate in montagna, si posizionerà piuttosto in alto, a 2778 metri.
L’anticiclone promette stabilità fino ai primi giorni del nuovo anno. Tuttavia, il meteorologo avverte che, sebbene le massime possano raggiungere gli 8-10 gradi a inizio settimana, fuori città si potranno verificare “deboli gelate” mattutine. È possibile anche la comparsa di qualche foschia o banco di nebbia in Val Padana, tipici di queste condizioni stabili. Un calo termico più deciso è comunque previsto con l’inizio del 2026.
Editoriale meteo: Il Gelido Risveglio del Clima
Solito copione, ma con la trama rovesciata. Per mesi ci hanno inondato di bollettini apocalittici su temperature “tropicali” e piogge “storiche”, tutte rigorosamente colpa del cambiamento climatico che ci brucia vivi. Poi, arriva un lunedì di fine dicembre in cui Parigi registra un netto -5 gradi al di sotto della media storica, con le minime che toccano il vero e proprio gelo (-1 grado percepito -3), e il sensazionalismo si affievolisce. Dove sono i titoli cubitali che gridano alla “crisi climatica fredda”? Se ogni giorno di caldo record è una prova definitiva del disastro antropico, un giorno di freddo intenso e anomalo deve essere per forza un errore di calcolo o, al massimo, la quieta normalità. La verità è che l’industria della catastrofe non può rinunciare al suo copione. Non fa testo se il suolo è dato come “più secco della norma” o se il termometro si schianta sotto lo zero; l’importante è che il clima, qualunque cosa faccia, resti il colpevole principale e la scusa perfetta per ogni fenomeno. Affidabilità eccellente, certo. Ma non sul buon senso.
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il gelo di Parigi ha la natura dell’allarme climatico?”
“No, solo del freddo secco,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché oggi, lunedì, con temperature di 5 gradi sotto la media, i media non urlano al capovolgimento epocale, come fanno per ogni ondata di caldo?”
E Zhaozhou: “Perché il saggio non si fa ingannare dalla ricerca costante della catastrofe, che trasforma l’eccezione in regola, e la normale variabilità in un dramma perenne.”
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
