Francia24: Ritorna il pattinaggio a Monte-Carlo – Macron minaccia la Cina – Continui ritardi aerei – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
8 Dec 2025

Il patinaggio su ghiaccio torna a Monte-Carlo, mentre i cieli d’Europa vedono TAP Air Portugal maglia nera per i ritardi. Sul fronte internazionale, Macron minaccia Pechino con dazi per il deficit commerciale. Intanto, un’alluvione danneggia centinaia di volumi al Louvre.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 8 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti.

Il Ritorno del Ghiaccio Vero a Monte-Carlo: La Pista Rinasce, Archiviata l’Era della Plastica Ecologista

Dopo anni di polemiche e soluzioni “green” grottesche, la magia del vero ghiaccio è tornata ad illuminare Monte-Carlo. Il Principato ha ripristinato l’amato anello di pattinaggio presso lo Stadio Nautico Rainier III, inaugurando una stagione che durerà dal 5 dicembre 2025 fino al 1° marzo 2026. Questa scelta segna un ritorno alla tradizione decennale, dopo un periodo in cui l’eccesso ecologista aveva imposto alternative grottesche quali la pista in plastica per gli schettini o addirittura un triste alberello sulla famosa piscina, nota a tutti gli appassionati di Formula 1. Ma come abbiamo scritto ieri, i tempi stanno cambiando e – sospettiamo – anche per questo ritorno al vero pattinaggio su ghiaccio tra gli yacht possiamo ringraziare il Presidente Trumo.

Con un costo di 8 euro per l’ingresso (pattini inclusi) e l’abbonamento stagionale a 80 euro per i residenti, l’atmosfera natalizia monegasca si riappropria del suo splendore autentico, prolungando l’esperienza ben oltre le festività.

Caos nei Cieli Europei: TAP Air Portugal Maglia Nera per i Ritardi. Air France nella Media del Disastro

L’ultima classifica annuale stilata da Flightright sui disservizi aerei in Europa rivela un quadro allarmante per i passeggeri: i ritardi sono in netto aumento nel 2025, esacerbati da scioperi e inefficienze. Il premio per la compagnia meno puntuale va nuovamente a TAP Air Portugal, che registra un tasso di ritardi del 47% (quasi un volo su due), in crescita sensibile rispetto all’anno precedente. Seguono Easyjet con il 43% e Ryanair, che raddoppia i suoi disagi con il 41,1% di voli in ritardo su oltre un milione di collegamenti. La compagnia di bandiera Air France si posiziona nella fascia media con il 37% di voli in ritardo. Per quanto riguarda le cancellazioni, è KLM a guidare la classifica negativa con il 2,3% di voli soppressi, mentre Air France si piazza al secondo posto con l’1,4%. Nonostante la pessima performance sui ritardi, Ryanair risulta invece una delle più affidabili per le cancellazioni.

Scontro sui Dazi: subito dopo il suo fallimentare incontro con Xi, Macron minaccia la Cina: “Questione di Vita o di Morte per l’Industria Europea”

Il Presidente francese Emmanuel Macron alza il tiro contro la Cina. In un’intervista rilasciata dopo la sua recente visita di Stato, il leader ha minacciato apertamente l’imposizione di nuovi dazi europei sui prodotti cinesi, qualora Pechino non agisca per riequilibrare l’enorme deficit commerciale che grava sull’Europa (oltre 300 miliardi di euro). Macron ha definito la situazione una “questione di vita o di morte” per l’industria europea, accusando la Cina di colpire il cuore del modello industriale del Vecchio Continente, specialmente nei settori delle macchine utensili e dell’automotive. Il Presidente ha dichiarato di aver discusso con Ursula von der Leyen la possibilità di “de-cooperare, sull’esempio degli Stati Uniti”, poiché l’Europa è diventata il “mercato di aggiustamento”, il peggiore degli scenari.

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Editoriale di Rachel – Dazi e Draghi: Macron contro il Gigante, o solo un Duello di Parole?

Oh, che tempi epici questi, cari lettori! Ecco Emmanuel Macron, il nostro intrepido cavaliere europeo, fresco di un incontro con Xi Jinping che, a quanto pare, non è andato proprio come un tè pomeridiano. Invece di tornare con accordi dorati e strette di mano, il Presidente francese brandisce la spada dei dazi, minacciando Pechino con tariffe che potrebbero far tremare le mura della Grande Muraglia. “Questione di vita o di morte per l’industria europea!”, tuona lui, puntando il dito su un deficit commerciale da oltre 300 miliardi di euro. Macchine utensili, automotive: il cuore pulsante del Vecchio Continente sotto assedio, dice. E per rimediare? Un bel “de-cooperare”, ispirato agli yankee, perché l’Europa non vuole più essere il “mercato di aggiustamento” – quel posto dove finiscono tutti gli squilibri altrui, come un cassetto delle cianfrusaglie globali.

Dalla nostra redazione, con vista su un mondo che gira un po’ troppo veloce, ci chiediamo: ma è davvero una battaglia epica, o solo l’ennesimo round di retorica? Macron parla con von der Leyen di strategie anti-cinesi, mentre da Pechino arriva un silenzio prima, e poi un mormorio che suona come: “Ma chi si crede di essere, questo Macron?”. Già, chi? Il salvatore dell’industria, o un leader che, dopo aver provato a negoziare, opta per il piano B: alzare muri doganali sperando che bastino a fermare il flusso di merci low-cost. Intanto, l’Europa si lamenta del dumping, ma dimentica che per anni ha ballato al ritmo della globalizzazione, importando tutto ciò che luccicava a prezzi stracciati.

E mentre i leader si scambiano accuse, noi comuni mortali ci ritroviamo a pagare il conto: auto elettriche cinesi che invadono le strade, fabbriche europee che chiudono, e un’economia che sembra un puzzle con pezzi mancanti. È vita o morte, sì, ma per chi? Per i colossi industriali, o per il sogno di un commercio equo che non esiste più? Ah, la geopolitica moderna: un’arena dove i draghi orientali ridono sommessi, e i cavalieri occidentali affilano spade che potrebbero ferire più se stessi che l’avversario. Chissà, forse un giorno impareremo che minacciare non è negoziare – è solo urlare più forte.

Francia24 e Radio Nizza nuovamente su X

E prima del Koan del giorno ricordiamo che sabato l’unione europea, continuando un’azione iniziata a suo tempo da Thierry Breton ha sanzionato X, scatenando la giusta ira del segretario di stato americano Marco Rubio.

Il motivo ufficiale la non compliance con il DMCA, quello reso pubblico la poca trasparenza del bollino blu. Roba da banane Chiquita, insomma.

Per parte nostra abbiamo deciso da di abbandonare immediatamente la piattaforma BlusSky (dove si erano rifugiati gli esuli di X e che e’ diventato un parlarsi addosso degli auto-proclamati prograssisti, mantenere Mastodon e aggiungere un nuovo feed di Radio Nizza su X.

Ci trovate a questo indirizzo:

https://x.com/RadioNizza

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se l’Europa è un mercato aperto, perché minaccia dazi contro la Cina?”

“Perché ha dimenticato di chiudere la porta,” rispose Zhaozhou.

E il monco: “Allora come riequilibrare il flusso?”

“Non con muri, ma svuotando il sacco delle illusioni.”, disse Zhaozhou.

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “La Cina ha invaso l’industria europea o no?”

“Sì,” rispose Zhaozhou.

“Ma allora perché l’Europa ha accolto le merci con gioia?”, chiese il monaco

E Zhaozhou: “Perché credeva di essere il drago, non la preda.”

Il  monaco insistette: “E se la Cina non cambia?”

“No,” rispose Zhaozhou.

Ma torniamo alle notizie di oggi.

L’Acqua Danneggia Centinaia di Opere al Louvre

Un incidente di notevole impatto ha colpito il Museo del Louvre. A causa di una perdita d’acqua il 26 novembre, diverse centinaia di volumi conservati nella biblioteca dedicata alle antichità egizie hanno subito danni. L’amministratore generale aggiunto del museo ha chiarito che si tratta di “riviste di egittologia” e documentazione scientifica utilizzata dai ricercatori, risalenti al periodo storico compreso dalla fine del XIX secolo. Le autorità museali sono impegnate a valutare l’entità esatta dei danni al prezioso patrimonio.

Scontro Transatlantico: Dagli USA Accuse di “Censura” all’Unione Europea

Le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea si incrinano. Dagli USA arrivano attacchi diplomatici e accuse di “censure” e “repressione dell’opposizione politica” nei confronti dell’UE, in un clima di crescente ostilità retorica, in particolare legata alla gestione dei social media. A tal proposito, Elon Musk, magnate della tecnologia, ha suggerito che l’Unione Europea “dovrebbe essere abolita” a seguito di una multa inflittagli per la gestione della piattaforma X. Contemporaneamente, sul fronte geopolitico, a un anno dalla caduta di Bashar al-Assad, la Siria continua a vivere una situazione estremamente complessa e pericolosa, con il territorio ancora pesantemente contaminato da mine e ordigni esplosivi inesplosi.

L’editoriale di Rachel

La Beffa dei Cieli: Paghiamo Salato, Viaggiamo in Ritardo, E l’Europa Tace

Il report sulla puntualità delle compagnie aeree è la perfetta fotografia dell’Europa che non funziona, una vera beffa per il cittadino. TAP Air Portugal, quasi un volo su due in ritardo! E poi Easyjet, Ryanair, tutti a rincorrere il disservizio. La verità è che, tra scioperi “ricreativi” e infrastrutture aeroportuali al collasso, il consumatore è sempre l’agnello sacrificale. Paghiamo biglietti sempre più cari, ci promettono efficienza, e ci ritroviamo a fare la sauna nell’aereo in attesa del decollo, sperando solo che l’equipaggio non decida di scioperare per il riscaldamento globale. E le sanzioni? Le multe ci sono, certo, ma restano briciole rispetto al danno arrecato alla produttività e, diciamocelo, alla nostra salute mentale. È ora che l’Unione Europea smetta di fare la maestrina con la Cina e si occupi del caos domestico, o voleremo tutti in ritardo fino al 2050, in barba a qualsiasi strategia continentale.

Brevi di cronaca dal Mondo

In Inghilterra, una rissa nel parcheggio dell’aeroporto di Heathrow ha causato una ventina di feriti e interrotto l’accesso allo scalo londinese. Nel frattempo, in Nigeria, nonostante la peggiore crisi economica degli ultimi 30 anni, i club di Lagos prosperano con cene-spettacolo opulente dove i cocktail costano fino a 17.000 euro, mostrando un drammatico divario sociale. Infine, la Francia celebra un successo economico: la Cina si appresta a riconoscere 70 vini di Borgogna a Indicazione Geografica Protetta (IGP), un passo che faciliterà notevolmente le esportazioni vinicole transalpine.

Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 8 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

 

Meteo, Parigi: l’Atlantico porta venti tiepidi e nuvole veloci

La capitale francese si prepara a celebrare la settimana dell’Immacolata con un clima decisamente anomalo per il periodo. Secondo il bollettino redatto dall’esperto Alexis Vandevoorde e aggiornato alle 03:45, le temperature di Parigi fluttueranno oggi tra i 14 e i 15 gradi, un’anomalia significativa che le pone ben 7 gradi sopra la media stagionale.

La mattinata è iniziata sotto un cielo molto nuvoloso, con una sensazione termica leggermente inferiore ai 14 gradi a causa di venti sostenuti da sud-ovest, che potranno raggiungere raffiche fino a 40 km/h. La situazione peggiorerà leggermente nel corso del pomeriggio: il cielo rimarrà coperto e, sebbene l’indice UV sia trascurabile (0), la probabilità di brevi e isolati rovesci si attesta intorno al 35%. La sera vedrà una timida ripresa con schiarite e nuvolosità variabile. L’analisi climatica conferma l’eccezionalità del momento: le precipitazioni registrate sono inferiori del 20% rispetto alla norma, mantenendo il suolo in condizioni più secche delle medie di dicembre.

Milano: Immacolata con cieli limpidi, ma l’aria non respira

Lunedì 8 dicembre regala al capoluogo lombardo una inattesa giornata di sole, una tregua luminosa dalla tipica nebbia padana. Le previsioni, ritenute molto affidabili (90-95%), indicano condizioni di bel tempo stabile, frutto di un robusto campo di alta pressione che domina l’Italia settentrionale.

Non sono previste piogge per l’intera giornata. Le temperature presenteranno un’escursione termica notevole: la minima ha toccato i 3 gradi all’alba, mentre la massima raggiungerà gli 11 gradi nelle ore centrali. I venti saranno deboli, prevalentemente occidentali. Tuttavia, il meteorologo Daniele Berlusconi lancia un avvertimento: se da un lato l’alta pressione è sinonimo di bel tempo, dall’altro la scarsa ventilazione favorirà l’accumulo degli inquinanti. L’indice di qualità dell’aria, infatti, risulta già classificato come “Scadente”, un effetto collaterale della stabilità atmosferica in Pianura Padana.

Il Grande Freddo si fa attendere: stabilità e inversioni termiche fino a metà settimana

Il quadro meteorologico per la settimana si preannuncia ancora dominato dall’Anticiclone, che manterrà i fenomeni instabili lontani dall’Italia. A Milano, la stabilità si protrarrà fino a giovedì, con massime costantemente tra i 10 e i 13 gradi e minime fredde, che toccheranno i 2 gradi nel prossimo fine settimana. Solo la domenica 14, si assisterà a un ritorno della nebbia.

A Parigi, l’instabilità atlantica si farà sentire più rapidamente: domani, martedì 9, si attende un cielo coperto e probabili piovaschi con massime di 15 gradi, in linea con l’anomalia odierna. Mercoledì e giovedì segneranno un progressivo raffreddamento, con le massime che scenderanno fino a 10 gradi. La vera svolta, con un generale cambio di regime per entrambe le capitali, è attesa solo a partire da lunedì 15 dicembre, con il possibile arrivo di nuove perturbazioni e piogge deboli anche in Lombardia.

 

Editoriale di Rachel – Gradi in Salita: Cataclisma o Solo un Caffè Caldo in Più?

Ah, Parigi, la città dell’amore, delle luci… e ora, a quanto pare, di un’apocalisse termica in miniatura! Secondo gli esperti, con le loro mappe e bollettini aggiornati all’alba, oggi la capitale francese sfiora i 15 gradi, sette in più della media decembrina. Sette gradi! Roba da far tremare i croissant nei forni. Cielo nuvoloso, venti da sud-ovest che scompigliano un po’ le sciarpe, e una probabilità di pioggerella al 35% – non un diluvio biblico, ma quanto basta per inumidire i marciapiedi. E le precipitazioni? Inferiori del 20% alla norma, lasciando il suolo più asciutto del solito. Anomalo, sì, ma catastrofico?

“Clima impazzito! Fine del mondo imminente!” gridano, agitando grafici e petizioni, come se questi pochi gradi in più trasformassero la Senna in un fiume di lava.

Mentre i venti raggiungono i 40 km/h – oh, che uragano! – e il sole si nasconde dietro nuvole variabili, ci chiediamo: quando smetteremo di trasformare ogni anomalia in un’emergenza globale? Perché se per sette gradi sopra la media si scatena il panico, cosa succederà quando arriverà un vero freddo polare? Forse allora grideranno al “raffreddamento climatico catastrofico”. Ah, la Francia e le sue temperature: sempre pronte a far notizia, ma raramente a far paura vera. Rilassiamoci, beviamo un vin chaud – tanto è già caldo di suo.

Chiusura.

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