Francia24: Programma economico del RN? Incomprensibile – Macron chiede a tutti di “Tornare alla Calma” -Jack Daniel’s privilegia un’acquisizione da parte di Pernod Ricard – Meteo Parigi Milano

Di Redazione Francia24
21 Apr 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 21 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

“È difficile farsi un’idea del programma economico del RN”: come gli imprenditori valutano il posizionamento pro‑business di Jordan Bardella

Jordan Bardella, presidente del Rassemblement national (RN), ha partecipato lunedì 20 aprile a un pranzo con il comitato esecutivo del Medef, la principale organizzazione patronale francese. L’incontro, definito da Bardella “non di sinistra, ma né un’impresa vergognosa”, voleva aprire un dialogo diretto tra il partito e il mondo imprenditoriale. François Durvye, consigliere speciale di Bardella, ha sottolineato che è “normale che il Medef discuta con la prima formazione politica”.

Il pranzo è stato preceduto da una lettera aperta, firmata congiuntamente da Marine Le Pen e Bardella, indirizzata ai capi d’impresa. Nella missiva i leader del RN chiedono di “associarsi” ai dirigenti per individuare e rimuovere gli ostacoli normativi che, secondo loro, frenano lo sviluppo economico della Francia. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto del RN di rassicurare il mondo degli affari sulla credibilità del proprio programma e di conquistare l’elettorato CSP+, storicamente poco presente al partito.

Il Medef, rappresentato dal presidente Patrick Martin, ha ribadito che tutti i partiti presenti in Parlamento saranno accolti dal suo comitato, ma ha negato ogni sostegno ideologico al RN, definendo “falso” il mito di un appoggio massiccio del patronato al partito di estrema destra. Martin ha adottato una posizione pragmaticamente neutrale, riconoscendo l’importanza politica del RN ma insistendo che i contatti con i suoi rappresentanti devono basarsi su valori condivisi, quali un’economia liberale e pro‑europea.

Tra gli imprenditori, le opinioni sono contrastanti. Alcuni, come Pascal Demurger della Maif, avvertono che avvicinarsi al RN sia una “strategia tattica errata e un’illusione politica”. Altri, come Bernard Cohen‑Hadad della CPME, sostengono che il dialogo è necessario per valutare proposte concrete, citando la riduzione delle imposte di produzione e dei contributi sociali presentate dal RN. Un altro gruppo di patroni rileva che le posizioni di Bardella, guidato da Durvye, appaiono più liberali rispetto ai programmi precedenti del RN (2017, 2022), ma rimangono inquadrate da esigenze sociali più tradizionali di Marine Le Pen.

Il dibattito mette in luce la difficoltà di comprendere la linea economica del RN: secondo Michel Picon, presidente dell’U2P, il comportamento del partito in Parlamento appare “un po’ attrappese”, rendendo difficile prevedere le sue politiche fiscali. La risposta degli imprenditori è un misto di curiosità, cautela e rifiuto di fornire un supporto finanziario diretto al movimento.

Articolo originale pubblicato su Franceinfo il 21 aprile 2026.

Guerre in Medio Oriente: Emmanuel Macron invita a “tornare alla calma” nello stretto di Hormuz


Il presidente francese ha denunciato un “errore da entrambe le parti”, americana e iraniana, riguardo allo stretto di Hormuz, il cui blocco pesa sui prezzi del petrolio e sull’economia mondiale.

 

Questo articolo riporta le dichiarazioni del presidente francese sul clima di tensione nello Stretto di Ormuz.
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rachel


 

Buongiorno da Parigi. Sono Rachel Costa, Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Editoriale di Rachel – Calma, signori, o lo Stretto si fa stretto per tutti

Eccoci di nuovo, con il solito copione: tensioni nello Stretto di Ormuz, petroliere che diventano bersagli galleggianti, e un presidente francese che, dal sicuro palcoscenico polacco, invita tutti a «tornare alla calma». Come se bastasse dirlo con tono pacato e un bel completo scuro per far rientrare le navi da guerra nei porti e le minacce nei cassetti.

Macron parla di «errore da entrambe le parti», di riapertura «incondizionata, senza selezione né pedaggio», e ci tiene a precisare che la nave francese CMA CGM non era «specificamente presa di mira». Traduzione: è successo, ma non ce l’avevano proprio con noi, quindi state tranquilli. Peccato che un colpo di avvertimento su una nave francese non sia esattamente un biglietto di auguri. È il classico “non è personale, è solo business” della geopolitica, dove il business può trasformarsi in blocco navale, incendio diplomatico e, perché no, in un bel aumento del prezzo della benzina alla pompa.

Da una parte gli americani che mantengono il loro blocco mirato, dall’altra gli iraniani che aprono e richiudono lo Stretto come fosse la serranda di un negozio nei giorni di sciopero. Nel mezzo, il traffico marittimo mondiale che trattiene il fiato, perché da lì passa una buona fetta del petrolio che fa muovere il pianeta. E Macron, nel ruolo del saggio moderatore, ripete la formula magica: diplomazia, calma, niente escalation.

Sarà. Ma quando una via d’acqua strategica viene usata come pedina su una scacchiera che nessuno sa più chi stia davvero giocando, la “calma” somiglia tanto a un augurio di buona fortuna. Perché lo Stretto di Ormuz non è un incrocio di paese dove si litiga per un semaforo: è un imbuto da cui dipende l’energia di mezzo mondo. E quando le grandi potenze decidono di farci i loro giochini di potere, la calma non la si invoca. La si costruisce con fatti, non con conferenze stampa a Danzica.

Nel frattempo, noi europei continuiamo a dipendere da rotte che non controlliamo, da accordi che cambiano ogni weekend e da appelli alla ragione che suonano sempre più come una preghiera laica. Speriamo solo che questa volta la preghiera funzioni. Altrimenti, il prezzo da pagare non sarà solo in tonnellate di petrolio, ma anche in tranquillità quotidiana. E quella, signori, non si riapre “senza selezione né pedaggio”.

Koan del giorno

Monaco: “Maestro, se il mare di Ormuz è agitato da fuochi e minacce, come possiamo invitare tutti a tornare al calma?”

Maestro: “Il vento che scuote le onde non può essere fermato, ma la barca che ascolta il canto del silenzio non si perde mai.”

Monaco: “Allora, chi decide quale barca seguirà quel canto, quando le stelle sembrano guidare navili opposte?”

Maestro: “Chi non ha scelta di barche è l’uomo che naviga dentro se stesso; la vera calma è capire che la mappa è solo un’illusione.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Su Parigi‑Barcellona, le compagnie aeree offrono otto volte più posti rispetto alla SNCF: perché il treno non pesa ancora rispetto all’aereo per i viaggi dalla Francia

Una recente indagine commissionata da Réseau Action Climat ha confrontato le 31 linee aeree che hanno trasportato più di un milione di viaggiatori nel 2024 con le corrispondenti offerte ferroviarie. Solo nove di queste tratte dispongono di un collegamento ferroviario diretto; altre 18 richiedono almeno un cambio e quattro non possono essere coperte in giornata (ad es. Parigi‑Lisbona).

Nonostante l’interesse crescente per la mobilità sostenibile, i viaggiatori francesi continuano a preferire l’aereo per due motivi principali: la maggiore capillarità della rete aerea europea e le tariffe low‑cost proposte da carrier come Ryanair, EasyJet e Transavia. Questo rende il treno meno competitivo, anche quando esiste un servizio diretto: su Parigi‑Barcellona le compagnie aeree offrono circa 8 300 posti al giorno contro solo 1 000 della SNCF, a dimostrazione di una “offerta esigua” in termini di capacità.

L’offerta ferroviaria è inoltre ostacolata da diversi problemi operativi e di visibilità. Le piattaforme di vendita online, in particolare SNCF Connect, non mostrano spesso le offerte di operatori terzi (Renfe, Trenitalia, Iryo, European Sleeper), rendendo difficile per i passeggeri confrontare prezzi e orari. Quando sono necessarie coincidenze, i nuovi operatori (Ouigo Spagna, Iryo, Trenitalia France) non sono inclusi nei tradizionali accordi di garanzia, lasciando i viaggiatori senza protezione in caso di ritardi e costretti a sostenere spese per alloggio o nuovi biglietti.

L’associazione evidenzia anche la carenza di materiale rotabile (TGV, car‑couchette, locomotori) rispetto alla domanda crescente e la scarsa priorità data alle linee transfrontaliere. Propone, quindi, di aumentare la frequenza delle connessioni dirette verso hub ferroviari europei (Londra, Stoccarda, Francoforte, Zurigo, Torino, Milano) e di estendere i diritti dei passeggeri alle corse con cambio, garantendo il rimborso o l’alloggio in caso di interruzioni.

Sul fronte normativo, il Senato ha approvato un emendamento che obbligherebbe SNCF Connect a elencare tutti gli operatori che ne fanno richiesta, ma l’attuazione dipenderà dal dibattito parlamentare. Fino a quando le offerte ferroviarie rimarranno poco visibili e poco competitive, il trasporto aereo continuerà a dominare i flussi interni alla Francia verso l’Europa.

Questo articolo riassume le cause della disparità tra l’offerta aerea e quella ferroviaria per le tratte tra la Francia e le principali destinazioni europee.
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La famiglia proprietaria giudica il francese più prestigioso dell’americano: il produttore di Jack Daniel’s privilegia un’acquisizione da parte di Pernod Ricard anziché da parte di Sazerac

Brown‑Forman, la società dietro al celebre whisky Jack Daniel’s, sta valutando un’eventuale vendita. Secondo una fonte vicina al dossier, la famiglia che controlla l’azienda ritiene più prestigioso il gruppo francese di spiritosi Pernod Ricard rispetto all’offerta proveniente dal concorrente americano Sazerac. Pernod Ricard è percepito come un acquirente dotato di un portafoglio di marchi più solido e più riconosciuto a livello globale.

Sazerac, proprietario di marchi come la tequila Corazón e la vodka Svedka, ha proposto a Brown‑Forman circa 15 miliardi di dollari (12,73 miliardi di euro), corrispondenti a 32 dollari per azione. L’offerta di Pernod Ricard, invece, prevede una combinazione di 80 % azioni e 20 % liquidità, con la possibilità per la famiglia Brown‑Forman di mantenere una partecipazione significativa e una certa influenza nella nuova entità. Tali termini sono ancora soggetti a variazioni.

Un eventuale accordo con Pernod Ricard creerebbe il secondo gruppo mondiale di distillati per fatturato, subito dopo il gruppo britannico Diageo. Al momento della notizia, le azioni di Brown‑Forman, con una capitalizzazione di 13,47 miliardi di dollari, sono scese di circa lo 0,93 % a 28,88 dollari, mentre quelle di Pernod Ricard, valutate intorno ai 17 miliardi di euro, hanno perso lo 0,68 % a Parigi. Né Brown‑Forman né Pernod Ricard hanno commentato la vicenda.

Contesto: trattativa di fusione‑acquisizione nel settore globale delle bevande alcoliche.
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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

Francia24: Il prezzo del petrolio rimbalza dopo la presa del controllo di una nave iraniana

Il mercato energetico si è riacceso quando le forze statunitensi hanno sequestrato una nave cargo iraniana nel Mar di Oman. L’azione ha spinto il prezzo del greggio a salire di sei punti percentuali in poche ore, alimentando il dibattito su una possibile escalation nel Mediterraneo orientale. Gli esperti avvertono che il rialzo potrebbe irrigidire i bilanci delle compagnie aeree europee, già colpite da un forte aumento dei costi carburante.

Francia24: Incontro tra Jordan Bardella e i dirigenti del Medef

Il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha pranzato lunedì con i rappresentanti del Medef, l’associazione dei datoriali francesi. Il dibattito è stato incentrato sul programma economico del partito, definito “pro‑business”, e su possibili agevolazioni fiscali per le imprese. Alcuni critici avvertono che la vicinanza al mondo imprenditoriale potrebbe indebolire la capacità del RN di distinguersi da altre forze di destra.

Editoriale di Rachel – Rete di potere o mercante di illusioni? Il Medef ha accolto Bardella con un sorriso da concessionario, come se la promessa di tagli d’imposta fosse un nuovo modello di auto elettrica da mettere in esposizione. Si chiede: quanti elettori davvero credono che l’allineamento con l’establishment renda il RN più credibile? Forse il vero porco d’India è il partito stesso, che si vende al miglior offerente anziché difendere un programma coerente. In questo mercato del compromesso, la democrazia rischia di diventare solo un’altra pubblicità di vendita.

BFM Business: Diritti di dogana, una fattura da 127 miliardi per le aziende americane

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato che, a partire da lunedì, le imprese americane potranno richiedere il rimborso dei dazi doganali imposti da Donald Trump. La cifra totale ammonta a 127 miliardi di dollari, una somma che i gruppi industriali sperano di recuperare rapidamente per sostenere la loro competitività globale. L’iniziativa arriva in un contesto di crescente tensione commerciale con la Cina.

BFM Business: L’aumento dei prezzi dei biglietti aerei, una nuova sfida per le compagnie

Il CEO di Corsair, intervistato da BFM, ha spiegato che il costo del kerosene, che rappresentava il 25 % dei costi operativi, è ora compreso tra il 40 % e il 45 %. Di conseguenza, i biglietti aerei vedranno un incremento medio di 100 euro. Le compagnie aeree cercano di compensare con tariffe dinamiche, ma i consumatori francesi temono un calo della domanda per i viaggi di piacere.

BFM Business: Le auto elettriche registrano un boom di vendite in Europa

Le recenti statistiche mostrano che le immatricolazioni di veicoli elettrici sono aumentate del 50 % in Europa e del 66 % a livello globale rispetto al mese precedente, spinto dall’impennata dei prezzi del carburante. Gli analisti attribuiscono il successo anche a incentivi nazionali e a una rete di ricarica in rapida espansione. Tuttavia, la carenza di semiconduttori rischia di rallentare la crescita prevista per il prossimo anno.

BBC: Outrage over Israeli soldier’s vandalism of Jesus statue in Lebanon

Un soldato israeliano è stato ripreso mentre danneggiava una statua di Gesù a sud del Libano. L’incidente ha scatenato una forte condanna internazionale, con gli Stati Uniti che chiedono una risposta rapida. Il comando israeliano ha definito l’atto “grave” e ha promesso un’indagine interna, ma le tensioni tra i due paesi sembrano aggravarsi ulteriormente.

BBC: Iran says it has “new cards” if fighting resumes

Il vicepresidente iraniano ha dichiarato che Teheran è pronto a rispondere con nuove strategie militari qualora i combattimenti riprendessero. Le discussioni di pace rimangono incerti, con la fiducia reciproca tra Stati Uniti e Iran molto bassa. L’annuncio ha riacceso i timori di un’escalation nella regione del Golfo Persico.

BBC: Apple names new chief executive to replace Tim Cook

John Ternus, attuale vicepresidente senior di ingegneria hardware, subentra a Tim Cook come CEO di Apple. La nomination segna una transizione verso una leadership più tecnica, mentre Cook continuerà come presidente esecutivo. Gli investitori hanno reagito positivamente, prevedendo una possibile accelerazione nello sviluppo di prodotti innovativi.

BBC: Canadian killed in shooting at Mexico’s ancient Teotihuacán pyramids

Un turista canadese è stato ucciso durante una sparatoria nella zona archeologica di Teotihuacán, poco prima dell’inizio della Coppa del Mondo. Diverse persone sono rimaste ferite e le autorità messicane hanno avviato un’indagine per individuare gli autori del crimine. Il caso ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei siti turistici in Messico.

BBC: Japan on high alert for “huge” second quake after lifting tsunami warning

Il servizio meteorologico giapponese ha sollevato l’allarme per un possibile terremoto di magnitudo superiore, a settimana dall’annullamento dell’allerta tsunami. Le autorità stanno attivando piani di emergenza e invitano la popolazione a mantenere vigilanza. Gli esperti sottolineano la vulnerabilità del Giappone a scosse consecutive, che potrebbero aggravare i danni già subiti.

BBC: US releases video of forces seizing Iranian ship

Gli Stati Uniti hanno diffuso un video che mostra le forze della Marina americana mentre intercettano una nave mercantile iraniana nel Golfo. L’operazione, dichiarata legittima dal Pentagono, è volta a contrastare le attività di traffico illegale di armi. L’Iran ha definito l’azione “provocatoria” e ha minacciato ritorsioni.

BBC: Oil prices rise after Trump says Iranian ship seized

Il prezzo del petrolio è salito dopo che l’ex presidente Donald Trump ha annunciato il sequestro di una nave iraniana. Il mercato ha reagito con nervosismo, temendo possibili interruzioni nelle rotte di approvvigionamento. Gli analisti avvertono che il rialzo potrebbe persistere finché le tensioni geopolitiche rimarranno alte, influenzando anche i costi di energia in Europa.


Meteo Parigi e Milano per martedì 21 aprile 2026

 

Parigi – cielo sereno con leggere nuvole

Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle 03:30 indicano una situazione di buona affidabilità. Al mattino il cielo è poco nuvoloso, la temperatura si attesta intorno a 7 con una sensazione di 5, il vento soffia da nord-est a 15 km/h e non si prospettano precipitazioni. Nel pomeriggio il cielo diventa molto nuvoloso per poi aprirsi, la temperatura massima raggiunge 17, il vento da nord-est si intensifica a 20 km/h e resta assente ogni acquazzone. La sera il cielo appare variabile, la temperatura scende a 14, il vento da est a 20 km/h e non c’è rischio di pioggia. Durante la notte il cielo è sereno, la minima scende a 9, il vento da nord-est mantiene 15 km/h e la mancanza di piogge persiste. In sintesi, la giornata sarà caratterizzata da cielo prevalentemente asciutto, temperature comprese tra 6 e 17, venti moderati e nessuna pioggia significativa.

Milano – tempo variabile con piogge sparse

Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle 07:00, l’affidabilità è medio-alta. Al mattino il cielo è molto nuvoloso, la temperatura è intorno a 13, il vento soffia da nord-nordest a 6 km/h e non ci sono precipitazioni in vista. Nel pomeriggio le nubi si diradano leggermente, la temperatura sale a 19, il vento proviene da est-sudest a 7 km/h e appaiono piogge deboli, con una quantità stimata di circa 2 mm. La sera il cielo rimane parzialmente nuvoloso, la temperatura raggiunge 21, il vento da est-sudest si mantiene a 5 km/h e le piogge restano leggere. Durante la notte le nubi sparse persistono, la minima scende a 12, il vento da est a 9 km/h e si osservano ancora residue di piogge. In breve, Milano affronterà una giornata con temperature tra 12 e 22, venti deboli‑moderati e precipitazioni sparse ma non intense.

Editoriale Meteo di Rachel – Il clima dell’ipocrisia climatologica

È davvero sorprendente come ogni variazione di temperatura o una leggera pioggia venga subito marchiata come “segno del cambiamento climatico”. Ma davvero il cielo di Parigi, che oggi oscilla tra 6 e 17 gradi, è una prova definitiva di una crisi globale, o semplicemente il risultato di un fronte atmosferico ben prevedibile? Domande retoriche, certo, ma la risposta è spesso un’assurda autoindulgenza comunicativa.

E che dire di Milano, dove la pioggia leggera di oggi fa già discutere di “emergenze climatiche”? Chi ha il coraggio di chiedersi se il fenomeno sia davvero così eccezionale o se è solo la solita routine meteorologica da trasformare in allarme climatico? Il vero dramma sembra essere la nostra capacità di trasformare ogni goccia d’acqua in una catastrofe, dimenticando che il vero cambiamento richiede azioni, non solo titoli sensazionalistici.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché il cielo è così chiaro oggi?
Zhaozhou: Quando il cielo è limpido, non è il cielo che cambia, ma la tua mente che smette di cercare ombre dove non le c’è.

E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

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