Francia24: Macron in TV: La porta aerei  “Charles‑de‑Gaulle” rientri in Mediterraneo – Dubai, turisti in fuga in taxi – Come conoscere quali voli partono davvero? Tutte le risposte – Cerimonia Paralimpiadi, dove vederla

Di Redazione Francia24
4 Mar 2026

Macron in TV: La Portaerei  “Charles‑de‑Gaulle” rientri in Mediterraneo – Dubai, turisti in fuga in taxi – Cerimonia Paralimpiadi, dove vederla

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 04 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.

 

Macron in TV: La porta aerei  “Charles‑de‑Gaulle” rientri in Mediterraneo

Il presidente Emmanuel Macron si è rivolto per l’ennesima volta  al popolo francese il 3 marzo, al quarto giorno della guerra scaturita tra Israele, Stati Uniti e Iran. Ha attribuito all’Iran la “responsabilità primaria” del conflitto, denunciandone il programma nucleare pericoloso, il sostegno a gruppi terroristici in Libano, Yemen e Iraq e la repressione delle proteste interne. Ha inoltre condannato l’offensiva israelo‑americana come “condotta al di fuori del diritto internazionale”.

Macron ha annunciato l’avvio di due voli per rimpatriare i cittadini francesi più vulnerabili dal Medio Oriente, con un primo arrivo previsto a Parigi alle 02:45 del mattino presso l’aeroporto di Roissy. Il suo obiettivo è rientrare in sicurezza i circa 400 000 compatrioti presenti o in transito nella regione, con priorità per anziani, persone fragili e famiglie con bambini piccoli.

Sono state inoltre segnalate due “riprese limitate” contro basi militari francesi nella zona, senza vittime ma con danni materiali. In risposta, la Francia ha abbattuto droni in legittima difesa e ha rafforzato la sorveglianza delle ambasciate.

Il governo ha ordinato al porta‑erei “Charles‑de‑Gaulle”, ai suoi aerei e alle navi di scorta, di dirigersi verso il Mediterraneo, unitamente alla fregata Languedoc e a sistemi anti‑aerei inviati a Cipro. Altre forze, tra cui Rafale, sistemi di difesa aerea e radar a bordo, sono state dispiegate nella regione per proteggere le rotte marittime essenziali, soprattutto a fronte della chiusura del Canale di Tiran e delle tensioni nel Mar Rosso.

Infine, Macron ha avvertito Israele contro un’operazione terrestre in Libano, definendola “un’escalation pericolosa ed un errore strategico”, e ha assicurato il sostegno della Francia alle autorità libanesi.

Fact Check by GPT-OSS:20b

  “Era impensabile che una cosa del genere accadesse a Dubai”: molti turisti cercano di fuggire dall’emirato passando per l’Oman

Il tasso di cancellazione dei voli negli Emirati Arabi Uniti è arrivato all’80 % in media;

Editoriale

Non sappiamo

Dubai, hub aereo con il secondo maggior traffico passeggeri al mondo, ha visto chiudere diversi aeroporti della regione. Di fronte all’impossibilità di tornare a casa, numerosi turisti hanno scelto di attraversare l’Oman, dove i collegamenti aerei sono ancora operativi.

Milena, giovane francese di 25 anni, racconta di aver prenotato Dubai per il suo compleanno, quando la guerra è scoppiata improvvisamente: «Sono venuta a Dubai perché era il mio compleanno, un anno speciale. E la guerra è iniziata proprio il giorno del mio compleanno». Nella sala partenze di Dubai, la sua unica speranza è raggiungere l’aeroporto di Mascate via terra, sperando di imbarcarsi su un volo in partenza.

Altre testimonianze mostrano le difficoltà pratiche. Una turista georgiana ha pagato 600 euro per un taxi verso la frontiera omanita, ma ha ricevuto supporto dal governo francese e dall’agenzia di viaggi, che hanno inviato due aerei, coperto le spese di hotel e pasti. Un viaggiatore italiano, David, diretto a Roma, denuncia l’assenza di assistenza dall’Italia: «Non riceviamo alcun aiuto, solo informazioni incoerenti sui voli. Ci sono truffe di taxi alla frontiera e siamo costretti a pagare 50 dirham (15 euro) solo per superare i due checkpoint».

Anche Shang Fe, expat cinese a Dubai da tre anni, dice di considerare di rientrare a Pechino non appena sarà possibile: «Sentivamo le bombe in lontananza, non tutte le volte, ma alcune sono cadute vicino a casa. È spaventoso, non voglio vivere in questo stato di stress».

La mattina del martedì l’aeroporto di Mascate era quasi vuoto, ma nel tardo pomeriggio è stato invaso da turisti di ogni nazionalità, mentre la maggior parte dei voli rimaneva cancellata. Ma, come vedremo tra poco, l’unico volo interessante per questi turisti è quello per la Turchia, e immaginiamo proprio che non avrà alcun posto disponibile.

Questo reportage illustra le difficoltà dei viaggiatori internazionali a causa della guerra in Medio Oriente e le vie di fuga attraverso l’Oman.
Fact Check by GPT-OSS:20b

FlightRadar24

E ricordiamo a tutti coloro che si trovino ad affrontare queste situazioni che l’unica fonte affidabile di notizie sui voli e’ flightradar24: collegato in tempo reale con i tabelloni di partenze e arrivi di tutto il mondo, e con una rete di ricevitori ADB mondiali è in grado di fornire un quadro in tempo reale non filtrato della situazione. Le ambasciate non sanno cosa dire in quanto attendono notizie dagli uffici stampa delle compagnie, ma è solo l’operatività reale che conta. Questo, ad esempio, il tabellone dell’aeroporto principale dell’OMAN aggiornato alle 7:30 del 4 marzo 2026:

Tutte le informazioni aggiornate a questo indirizzo:

https://www.flightradar24.com/airport/mct/departureshttps://www.flightradar24.com/airport/mct/departures

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Editoriale di Rachel. La portaerei che arriva sempre in ritardo, o l’arte di Macron di galleggiare nel mezzo del guado?

Eccoci di nuovo, con il nostro presidente che sale sul pulpito televisivo, microfono in mano, sguardo grave da statista globale. Il 3 marzo 2026, quarto giorno di una guerra che vede Israele e Stati Uniti bombardare l’Iran (e viceversa, con Hezbollah e droni vari a fare da contorno), Macron si rivolge alla nazione. Colpa primaria? Iran, ovvio: nucleare pericoloso, terrorismo sponsorizzato, repressione interna. Ma attenzione, l’offensiva israelo-americana? Condotta «al di fuori del diritto internazionale». Elegante, no? Critichi entrambi i lati, così non sbagli mai.

Poi il colpo di teatro: la portaerei Charles de Gaulle, che stava tranquillamente nel Baltico a fare… beh, probabilmente turismo nucleare, riceve l’ordine di virare verso il Mediterraneo. Insieme a fregate, Rafale, radar anti-aerei spediti a Cipro, e un bel rafforzamento delle difese per proteggere rotte marittime ora minacciate da chiusure di stretti e Mar Rosso in subbuglio. Obiettivo dichiarato: difendere interessi francesi, evacuare i 400.000 connazionali vulnerabili (con voli speciali che atterrano a Roissy alle 02:45, perché l’emergenza ha orari precisi), e soprattutto non farsi trascinare in prima linea.

Due attacchi “limitati” su basi francesi, droni abbattuti in “legittima difesa”, un avvertimento solenne a Israele: guai a entrare via terra in Libano, sarebbe «un’escalation pericolosa ed un errore strategico». Francia al fianco del Libano, naturalmente.

E mentre il mondo guarda Trump e Netanyahu che giocano a risiko nucleare (o quasi), Macron fa… Macron. Parla tanto, muove navi da lontano, condanna con equilibrio zen, e si piazza strategicamente al centro della scena europea: né con gli uni né con gli altri, ma pronto a difendere i nostri (e gli alleati del Golfo, che pagano bene). Irrilevante? Forse. Ma nel circo geopolitico attuale, anche stare in bilico su una portaerei nucleare è un modo per restare visibili. La Francia non guida la guerra, ma almeno guida il telegiornale serale.

Chissà se il Charles de Gaulle arriverà in tempo per fare qualcosa di più che fare presenza scenica. Intanto, noi qui in redazione contiamo le evacuazioni, non le testate. Perché a volte la vera urgenza non è il conflitto, ma riuscire a rientrare a casa prima dell’alba.

 

 

koan rachel

 

Koan del giorno

Un monaco chiese a Bankei: «Il presidente manda la portaerei nel Mediterraneo per fare la pace o per fare la guerra?»

«Né pace né guerra,» rispose Bankei.

E il moanco: «Allora per che cosa la manda?»

«Per mostrare che la manda,» disse Bankei.

Il monaco insistette: «Ma se la manda e resta ferma nel Baltico, è pace o è guerra?»

«Se resta ferma,» rispose Bankei, «è pace che finge di essere guerra. Se parte ma non arriva, è guerra che finge di essere pace. Se arriva in tempo, è né pace né guerra: è solo una portaerei nel posto sbagliato al momento giusto.»

Un altro monaco chiese a Bankei: «Quando tutti violano il diritto internazionale, chi è veramente nel giusto?»

«Quello che lo annuncia in televisione prima degli altri,» rispose Bankei.

E il monaco: «Ma se lo annuncia mentre sposta la flotta, non viola anche lui il diritto?»

«Esattamente,» disse Bankei. «Il diritto internazionale è come una portaerei: più la difendi muovendola, più dimostra che non c’è più.» Il monaco rimase in silenzio.

Ma torniamo alle notizie,

 Cac 40: la guerra in Medio Oriente riaccende il rischio inflazionistico con il balzo dei prezzi dell’energia, il CAC 40 cade del 3,46 % alla chiusura

L’indice parigino ha chiuso in calo di circa 3,5 % il 3 marzo 2026, scendendo a 8 103,84 punti, a causa della pressione inflazionistica legata al forte rialzo dei prezzi dell’energia. Il giorno precedente aveva già perso il 2,2 % ed era la peggiore discesa dal 1 agosto 2025; la performance dell’anno è ora negativa.

Anche gli altri mercati europei hanno subito perdite: la Borsa di Francoforte è scesa del 3,7 % e il principale indice di Milano ha registrato una flessione vicino al 4 %.

Il conflitto in Medio Oriente è al suo quarto giorno. Operazioni congiunte tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la risposta iraniana hanno provocato la chiusura del tratto di Ormuz, dove transitano circa 20 % del petrolio mondiale. Le autorità iraniane hanno minacciato di “bruciare ogni nave” e di attaccare i oleodotti, aumentando l’incertezza sul rifornimento energetico.

Di conseguenza, i prezzi del petrolio hanno continuato a salire: il contratto Brent di maggio è aumentato del 7,2 % a 83,32 $ al barile, mentre il WTI di aprile è guadagnato il 7,5 % a 76,55 $ al barile. Il gas naturale è cresciuto di oltre 20 % dopo un precedente balzo del 30 % nella giornata.

Questi rialzi alimentano timori di nuove pressioni inflazionistiche. Analisti sottolineano che l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe tradursi in un incremento dell’inflazione globale, come già evidenziato da studi della Fed e della BCE. Nell’Unione europea l’inflazione al consumo a febbraio è già salita al 1,9 % su base annua.

Nel panorama azionario, solo Capgemini ha resistito, guadagnando +2,8 %; le altre 39 azioni del CAC 40 hanno subito ribassi significativi. Kering e Legrand hanno perso oltre 6 %, mentre Saint‑Gobain, Engie e Thales hanno registrato cali superiori al 5 %. Anche i settori automobilistico (Opmobility, Valeo, Forvia) e aereo (Air France‑KLM) sono stati colpiti, quest’ultimo con una discesa dell’8 % a causa dell’aumento del costo del carburante.

Il cambio euro/dollaro ha chiuso in ribasso dello 0,8 % a 1,1602 dollari.

Questo riassunto fornisce una panoramica della situazione del mercato azionario francese del 3 marzo 2026.
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Paralimpiadi Milano‑Cortina 2026, la cerimonia d’apertura: biglietti, dove e quando vederla

Dopo una breve pausa, lo spirito olimpico ritorna in Italia con la quattordicesima edizione dei Giochi Paralimpici, che si svolgeranno dal 6 al 15 marzo 2026. Di seguito tutti i dettagli utili per non perdersi la cerimonia di apertura.

Quando e dove si svolgerà la cerimonia
La fiamma paralimpica parte da Cortina, dove le cinque fiamme del Flame Festival si uniranno in Largo Poste. Il percorso prosegue attraverso Auronzo di Cadore, Pieve di Cadore, Longarone, Belluno, Treviso, Mestre e Venezia, dove avrà la prima tappa celebrativa. Prosegue poi verso Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene, Vicenza e Padova per la seconda tappa. Il 6 marzo la fiamma attraversa Rovigo, Legnano, Monselice, Nogara e Isola della Scala, per concludersi all’Arena di Verona, che sarà lo scenario della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici invernali.

Talent e spettacolo
Il regista Marco Boarino ha confermato la presenza di grandi nomi della musica – i DJ Meduza, Steward Copeland, l’ex batterista dei Police e Dardust – e di performer internazionali del Cirque du Soleil, danzatori classici e contemporanei, acrobati e atleti con disabilità, tra cui Daniele Terenzi, pioniere della danza con protesi. Inoltre parteciperanno studenti dell’Accademia, che apporteranno freschezza ed energia.

Come seguirla in TV e streaming
La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Rai 2 e RaiSport HD, con eventuali variazioni di palinsesto giornaliere. È disponibile anche lo streaming su Rai Play e, in alcuni casi, su Rai Play Sport 1, 2 o 3. Non sono previste trasmissioni sui canali del gruppo Discovery (Eurosport, Discovery Plus, HBO Max).

Biglietti
I prezzi dei biglietti per le Paralimpiadi hanno suscitato dibattito: sebbene la base fosse indicata intorno ai 30 euro, le tariffe per le finali più importanti hanno raggiunto i 1 400 euro, e per le cerimonie fino a 2 026 euro (senza hospitality). Per la cerimonia d’apertura, i prezzi partono da 100 euro e salgono fino a 650 euro, ma il 89 % dei biglietti costa meno di 35 euro. I giovani sotto i 14 anni pagano una tariffa fissa di 10 euro.

Informazioni fornite dal blog di Sisal, 3 marzo 2026.
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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa in Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

FranceInfo – Guerre au Moyen‑Orient : le porte‑avions Charles de Gaulle en route vers la Méditerranée

Le président Emmanuel Macron a confirmé, lors de son allocution télévisée du 3 mars, que le porte‑avions Charles de Gaulle était désormais en route vers la Méditerranée. Cette décision intervient après une escalade des frappes israélo‑américaines contre l’Iran, qui a entraîné des attaques sur des bases françaises dans la région. Le gouvernement a également annoncé le déploiement de la frégate Languedoc vers Chypre pour protéger les intérêts nationaux. Les autorités militaires insistent sur le rôle de dissuasion du navire, tout en appelant à la retenue de part et d’autre. Paris reste vigilant quant aux répercussions sur les approvisionnements énergétiques et les flux maritimes. Une mobilisation accrue des forces navales françaises souligne la gravité du conflit au Moyen‑Orient.

FranceInfo – Les Bleues renversent l’Irlande (2‑1) en qualification pour la Coupe du monde 2027

Dans un match décisif à Dublin, l’équipe féminine de football a surmonté un déficit initial grâce à un doublé de Melvine Malard. Après une première mi‑temps dominée par les Irlandais, les Bleues ont repris le contrôle du jeu, affichant une pressing intense et une récupération de balle efficace. Le résultat place la France en tête du groupe, assurant une place en phase finale du tournoi qui se déroulera aux États‑Unis en 2027. Le sélectionneur a salué la cohésion et le caractère combatif de ses joueuses, soulignant l’importance de ce succès pour le développement du football féminin. Les supporters ont célébré le retournement de situation dans les rues de Dublin, témoignant d’une ferveur grandissante pour l’équipe nationale.

FranceInfo – Le Parti socialiste critique les propos antisémites de Jean‑Luc Mélenchon

Le Parti socialiste a publié un communiqué dénonçant les « propos antisémites » tenus par le leader d’La France insoumise, qualifiant ceux‑ci d’« intolérables ». La résolution, adoptée lors d’un vote interne, appelle à une prise de distance claire entre les militants socialistes et les déclarations jugées offensives. Ce débat intervient à moins de deux semaines des élections municipales de 2026, où les deux formations se livrent une lutte acharnée pour les votes urbains. La contestation politique s’inscrit dans un contexte de tensions accrues autour des questions d’identité et de mémoire historique en France. Des analystes prévoient que ce clivage pourrait influencer l’alliance de la gauche lors du second tour.

BFM Business – Le prix du pétrole pourrait atteindre 200 $ le baril : un général iranien met en garde

Un haut‑gradé des Gardiens de la Révolution, le général Ebrahim Jabbari, a déclaré que si les frappes israélo‑américaines persistaient, l’Iran viserait « tous les centres économiques du Moyen‑Orient ». Il a prédit que le prix du baril pourrait grimper jusqu’à 200 $, impactant sévèrement les marchés mondiaux et les économies dépendantes de l’énergie. Cette menace survient alors que les cours du Brent affichent déjà leur plus haut niveau depuis juillet 2024. Les analystes de Bloomberg estiment que la volatilité pourrait se prolonger, surtout si le détroit d’Ormuz reste sous pression. Les gouvernements occidentaux envisagent des mesures de soutien aux consommateurs afin d’atténuer les répercussions sur le coût de la vie.

BBC – US soldiers killed in Iranian strike on Kuwait base
Le département de la Défense américaine a confirmé la mort de quatre réservistes américains dans une attaque aérienne iranienne sur une base à Koweït. L’incident, survenu dimanche, marque la première fois que l’Iran cible directement des troupes américaines depuis le début des hostilités. Le porte‑parole du Pentagone a déclaré que les États‑Unis répondront « de manière appropriée » tout en appelant à la retenue. Cette escalade survient alors que les combats s’intensifient au Moyen‑Orient, avec des frappes fréquentes sur des installations stratégiques. Le gouvernement iranien a justifié l’action comme une riposte aux attaques israéliennes. Les alliés de Washington, dont le Royaume‑Uni, observent la situation avec une grande inquiétude.

BBC – Gaz et pétrole en hausse, les marchés s’effondrent

Les cours du gaz et du pétrole ont rapidement grimpé après la diffusion d’images montrant des explosions massives en Iran. Les investisseurs ont réagi en vendant massivement les actions, particulièrement dans les secteurs énergétiques et industriels. Le CAC 40 a enregistré une chute de 3,5 % en moins d’une heure, tandis que le Dow Jones a perdu près de 400 points. Les analystes mettent en garde contre un risque d’inflation prolongée, soulignant la dépendance mondiale envers le transport maritime du Moyen‑Orient. Les banques centrales surveillent de près ces mouvements, craignant une hausse des taux d’intérêt. Les compagnies aériennes et les transporteurs maritimes annoncent des mesures d’urgence pour limiter les perturbations.

BBC – Trump déclare « Je ne me soucie pas » du rôle de l’Iran à la Coupe du monde 2026

Lors d’une interview télévisée, le président américain Donald Trump a affirmé qu’il « ne se soucie pas » si l’Iran était autorisé à participer à la Coupe du monde 2026 aux États‑Unis. Le commentaire a suscité des critiques de la part des responsables sportifs et des organisations de défense des droits humains, qui pointent le manque de sensibilité face aux violations des droits en Iran. Cette remarque intervient alors que le gouvernement américain endure des pressions diplomatiques croissantes pour condamner les actions iraniennes au Moyen‑Orient. Le débat autour de la participation de l’Iran à l’événement a alimenté les tensions entre les partisans du sport et les opposants au régime.

BBC – OpenAI modifie son accord avec l’armée américaine après la polémique

Le PDG de la société d’intelligence artificielle, Sam Altman, a annoncé que OpenAI a restreint l’usage de ses technologies aux forces armées américaines afin d’éviter toute utilisation de surveillance interne. Cette décision intervient suite à la révélation d’un accord précédent qui autorisait le renseignement électronique sur le sol américain. La société a déclaré qu’elle « ne supporterait jamais des pratiques contraires aux droits civiques ». Les défenseurs de la vie privée ont salué ce revirement, tandis que certains experts militaires s’inquiètent de la perte d’accès à des outils de pointe. OpenAI a précisé que ses API restent disponibles pour les projets civils et humanitaires.

Rachel Editorial

Eh bien, on dirait que le troisième titre, celui du Parti socialiste qui pointe du doigt les « propos antisémites » de Mélenchon, est un véritable feuilleton de l’opposition. Les grands discours, les accusations de l’un contre l’autre, tout ça ressemble à un match de catch politique où chaque partie s’efforce de coller le plus gros autocollant sur le mur de la désinformation. En fin de compte, le vrai drame, c’est que les électeurs doivent encore trier le vrai du faux parmi ces revendications dénonciatrices, comme s’ils cherchaient un trésor dans une décharge de brochures politiques.

Ma tornamo all’italiano.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 157 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli.

 


Chiusura.

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