Francia24: Lecornu minaccia elezioni anticipate, Macron d’accordo – CloudFlare e AGCOM, la reazione di Borghi – La Borsa di Parigi festeggia – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
10 Jan 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per sabato 10 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Il Governo Francese Minaccia lo Scioglimento in Caso di Mozione di Censura sull’Accordo Mercosur

Confrontato con tre mozioni di censura, il governo francese agita ora lo spettro di un nuovo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. Fonti interne all’esecutivo hanno riferito all’AFP che il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha chiesto al Ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, di preparare in anticipo l’organizzazione di eventuali elezioni legislative anticipate. Queste consultazioni potrebbero tenersi contemporaneamente alle elezioni municipali, previste per il 15 e 22 marzo prossimi.

Secondo la stessa fonte, una censura del governo, come minacciato dal Rassemblement National (RN) e da La France Insoumise (LFI) sull’accordo con il Mercosur, sarebbe seguita dalle dimissioni del capo del governo e da un conseguente scioglimento. Si tratterebbe di un’opzione su cui il Presidente Emmanuel Macron e il Primo Ministro Lecornu sarebbero in totale accordo.

Per il Primo Ministro, l’obiettivo principale è ridurre il rischio che le mozioni di censura presentate da RN e LFI, che saranno esaminate tra martedì e mercoledì prossimi, vengano approvate. Sébastien Lecornu ha alzato notevolmente i toni venerdì contro queste formazioni politiche, fustigando sul social network X quelle che ha definito “posizioni ciniche partigiane” che “ritardano le discussioni sul bilancio”, e ciò nonostante la Francia abbia già votato “contro” l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i Paesi latinoamericani del Mercosur.

Lecornu ha ricordato che le discussioni sul bilancio 2026 sono “già bloccate dagli stessi partiti politici a causa dell’agenda elettorale”. L’esecutivo aveva promesso che la Francia avrebbe avuto un bilancio approvato entro gennaio.

Aumentare la pressione per arrivare al bilancio

L’avvio dei preparativi per le elezioni anticipate “non è una minaccia”, assicura la fonte dell’esecutivo, ma serve ad aumentare la pressione su coloro che desiderano un bilancio. Soprattutto, il governo scommette sul fatto che questi partiti politici non abbiano alcun interesse a elezioni legislative anticipate, a poco più di un anno dalle presidenziali. Di conseguenza, sarebbero molto riluttanti a censurare il governo.

Il bilancio statale per il 2026 non è stato votato in tempo utile entro il 31 dicembre, costringendo il Parlamento ad adottare una legge speciale per garantirne l’assenza e consentire la continuità delle azioni dello Stato e delle amministrazioni. I deputati hanno ripreso l’esame del testo giovedì in Commissione Finanze, dove venerdì hanno largamente respinto la parte relativa alle entrate, lasciando poche speranze che si possa raggiungere un consenso in aula a partire dalla prossima settimana.

Il Governo francese, guidato dal Primo Ministro Sébastien Lecornu, sta utilizzando la minaccia di scioglimento del Parlamento per prevenire l’approvazione delle mozioni di censura presentate dall’opposizione (RN e LFI) relative alla questione dell’accordo commerciale UE-Mercosur, mentre le trattative sul bilancio 2026 rimangono bloccate.

Fact Check by Gemini

Cloudflare multata da AGCOM: la dura reazione del CEO, i rischi per Milano-Cortina e l’intervento di Borghi

Il 9 gennaio 2026, Matthew Prince, CEO di Cloudflare, ha pubblicato un lungo e durissimo post su X (ex Twitter) per denunciare una sanzione di circa 14 milioni di euro (equivalenti a oltre 17 milioni di dollari) inflitta alla sua azienda dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni italiana. Prince ha bollato il provvedimento come «ingiusto» e ha parlato apertamente di un tentativo di censura globale dell’internet, accusando l’Italia di aver ceduto a una «cabala oscura di élite mediatiche europee».

Il post, che ha rapidamente raccolto decine di migliaia di interazioni, illustra la posizione irremovibile di Cloudflare: l’azienda non intende sottomettersi a un meccanismo che ritiene privo delle minime garanzie di diritto. Prince ha minacciato azioni di ritorsione potenzialmente gravi, tra cui il ritiro dei servizi gratuiti di cybersecurity forniti per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, la cessazione dei servizi free per gli utenti italiani, la rimozione dei server dal territorio nazionale e l’abbandono di tutti i futuri piani di investimento in Italia.

Al centro della disputa vi è la legge antipirateria italiana del 2023 (legge 93/2023), che ha rafforzato il sistema Piracy Shield. Questa piattaforma, gestita da AGCOM, permette ai titolari di diritti (come leghe sportive e broadcaster) di segnalare in tempo reale siti e indirizzi IP che diffondono illegalmente contenuti protetti da copyright, quali partite di calcio, film e serie TV.

La normativa impone ai fornitori di servizi della società dell’informazione – inclusi DNS resolver pubblici (come il 1.1.1.1 di Cloudflare), VPN, hosting provider e motori di ricerca – di bloccare l’accesso ai domini e agli IP segnalati entro 30 minuti dalla notifica, senza la necessità di un ordine giudiziario preventivo. Il blocco deve essere efficace non solo in Italia, ma su scala globale, pena sanzioni che possono raggiungere il 2% del fatturato mondiale della società.

Il rifiuto sistematico di Cloudflare di ottemperare a tali ordini è la ragione della multa record notificata l’8 gennaio 2026. AGCOM sostiene che, nonostante precedenti diffide e un ordine formale risalente a febbraio 2025, la società americana non abbia adottato misure concrete per impedire che i propri servizi fossero usati per diffondere contenuti pirata.

Prince ribatte con veemenza che il meccanismo non prevede trasparenza, contraddittorio, appello o controllo giurisdizionale. Definisce il sistema una forma di censura extragiudiziale gestita da un’autorità amministrativa indipendente ma, a suo dire, influenzata da interessi privati del settore mediatico. A parere del CEO, il blocco globale richiesto dall’Italia violerebbe i principi del rule of law e costituirebbe un pericoloso precedente per la libertà di espressione a livello planetario.

Il caso ha assunto una rilevanza internazionale, con Prince che cita il sostegno di figure come Elon Musk e il vicepresidente americano JD Vance, inquadrando la vicenda come una minaccia al free speech e un problema di commercio internazionale sleale. L’amministratore delegato ha annunciato incontri a Washington e con il CIO a Losanna per sottolineare i rischi per la sicurezza informatica delle imminenti Olimpiadi invernali.

### Intervento Politico di Borghi

In Italia, la reazione politica è arrivata tramite il senatore della Lega Claudio Borghi, che è intervenuto rispondendo direttamente al post di Prince. Borghi ha espresso «grande preoccupazione» per la sanzione, pur ricordando che AGCOM è un’autorità indipendente e che né il Governo né il Parlamento possono darle direttive. Tuttavia, ha assicurato che la Lega, storicamente contraria a forme di censura in sede europea, farà verificare con attenzione se vi siano stati «fraintendimenti» sul ruolo di Cloudflare. Il senatore ha invitato Prince a un dialogo diretto e privato per chiarire la situazione e trovare soluzioni che rispettino sia la tutela del diritto d’autore sia le garanzie per gli operatori digitali.

Il caso Cloudflare segna il primo scontro ad alto livello tra un gigante della Silicon Valley e il sistema italiano di contrasto alla pirateria online, sollevando un dibattito tra l’esigenza di arginare i danni economici della pirateria e la preoccupazione che poteri tipicamente giurisdizionali vengano delegati a un’autorità amministrativa.

Il conflitto tra Cloudflare e AGCOM verte su una multa di 14 milioni di euro per l’inosservanza della legge antipirateria italiana del 2023, che richiede ai fornitori di servizi internet di bloccare i contenuti pirata a livello globale e in tempi rapidissimi senza ordine giudiziario. Il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha duramente criticato il provvedimento, minacciando ritorsioni in Italia e suscitando un dibattito internazionale e l’intervento del senatore della Lega Claudio Borghi.

Fact Check by Gemini

Gli Ayatollah si preparano alla fuga? La rivoluzione in Iran che i media non raccontano

Si intensificano le voci sulla fuga imminente dei vertici del regime iraniano. Il Ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian, sarebbe già fuggito in Libano con la moglie e i figli, trasferendosi in una casa preparata da giorni. Contemporaneamente, sarebbero in corso voli cargo per spostare beni personali e familiari all’estero, mentre alti funzionari richiedono visti per le proprie famiglie. Si sostiene inoltre che l’Ayatollah Ali Khamenei abbia da tempo pianificato un piano di emergenza per lasciare l’Iran e rifugiarsi in Russia con i suoi collaboratori più stretti, incluso suo figlio.

Una rivoluzione di portata storica, che potrebbe portare alla caduta del regime, sarebbe in corso in Iran, ma, per ragioni giudicate “incomprensibili”, è largamente ignorata dalla stampa internazionale.

Contrariamente alla narrazione prevalente che riduce le proteste a mera crisi economica, la realtà è considerata “molto più complessa”. Il fatto che la repressione si concentri in primis su studenti e donne, le quali sono le protagoniste coraggiose delle proteste e le più colpite da arresti, torture e uccisioni, indica che la vera motivazione è la volontà del popolo di rovesciare il regime islamico che imperversa da oltre 40 anni.

Secondo fonti giornalistiche che definiscono l’evento “la rivoluzione epocale di portata storica più importante dal 1945”, la mobilitazione popolare è massiccia e decisiva. Si parla di oltre un milione di persone radunate a Teheran. La seconda città più grande dell’Iran, la conservatrice Mashhad, con i suoi quattro milioni di abitanti, sarebbe finita sotto il controllo dei manifestanti. Le forze del regime si starebbero ritirando in molte aree.

La protesta si sarebbe trasformata nella più grande mobilitazione popolare contro la Repubblica islamica dal 1979. Decine di città sarebbero state “liberate,” inclusa Ahvaz, capoluogo della provincia del Khuzestan, ricca di giacimenti petroliferi.

I manifestanti stanno abbattendo tutti i simboli del regime: dalle statue di Qasem Soleimani—l’ex comandante delle forze Quds—alle effigi di Khomeini e di Khamenei. A Teheran, edifici del regime e gigantografie sono stati dati alle fiamme. Le bandiere della Repubblica islamica vengono rimosse e bruciate, sostituite con la bandiera del nazionalismo persiano, raffigurante il leone con la spada. Si grida “Morte a Khamenei” e si invoca il principe in esilio Reza Pahlavi, visto da una parte dei manifestanti come una figura di unità nazionale e transizione.

Milioni di iraniani avrebbero risposto all’ultimo appello di Pahlavi a scendere in piazza in tutto il Paese. Intanto, l’ex Presidente Donald Trump avrebbe ribadito la minaccia: “Se la Repubblica islamica uccide manifestanti, sarà colpita duramente.” Questo appello è raccolto nelle piazze con la richiesta: “Trump fai presto, vieni a liberarci.”

La violenza del regime è descritta come estrema: i manifestanti non verrebbero più arrestati, ma direttamente fucilati per strada. Si denunciano centinaia di rapimenti, torture indicibili e impiccagioni. Sui muri delle città si legge: “Trump, ti stiamo aspettando, vieni a liberarci” e “Viva l’Iran libero!”.

Il regime degli Ayatollah sembra essere giunto al capolinea. Mentre si confermano i piani di fuga di Khamenei verso la Russia, gli Stati Uniti e Israele starebbero già controllando gran parte dei cieli iraniani. Un trasferimento di forze e mezzi aerei al confine tra Iraq e Iran servirebbe a tenere sotto minaccia il regime, mentre si ritiene che un eventuale scudo militare statunitense possa essere predisposto per la protezione della popolazione.

Il testo riporta affermazioni non verificate sulla presunta fuga del Ministro degli Esteri e della Guida Suprema iraniana, oltre a descrivere la situazione in Iran come una rivoluzione epocale già vittoriosa e con “città liberate”, mentre i media internazionali riportavano proteste significative ma non un collasso imminente del regime. Le citazioni relative alle minacce di intervento da parte di Donald Trump, che incontra il principe Pahlavi a metà gennaio, sono anacronistiche rispetto alla data di pubblicazione (Gennaio 2026).

Fact Check by GeminiBFM Business

Incendio Crans-Montana: il co-gestore del bar sotto custodia, vittime tra la vita e la morte

Tragedia di Crans-Montana: la magistratura svizzera ha disposto la detenzione provvisoria di Jacques Moretti, uno dei co-proprietari del bar “Le Constellation” distrutto da un incendio la notte di Capodanno, che ha causato diverse vittime. La moglie, Jessica Moretti, è stata invece rilasciata. Le condizioni di alcuni dei feriti restano drammatiche; l’avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta quattro famiglie delle vittime, ha dichiarato che “alcuni bambini sono tra la vita e la morte dopo quattro operazioni”, sottolineando la gravità della situazione. Intanto, in Francia e Svizzera si riapre il dibattito sui controlli di sicurezza nei locali notturni.

FranceInfo

Crisi Ucraina: l’ONU convoca una riunione urgente dopo i bombardamenti russi con il missile ipersonico Orechnik

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà d’urgenza lunedì, su richiesta di Kiev, in seguito a una nuova ondata di massicci attacchi missilistici russi. Mosca avrebbe impiegato il suo missile di ultima generazione, l’Orechnik, descritto come un’arma ipersonica estremamente difficile da intercettare. L’ambasciatore ucraino presso le Nazioni Unite, Andriï Melnyk, ha denunciato che la Russia ha raggiunto “un nuovo livello spaventoso di crimini di guerra e crimini contro l’umanità” colpendo civili e infrastrutture vitali. L’escalation evidenzia un inasprimento del conflitto proprio mentre le forze ucraine cercano sostegno internazionale.

FranceInfo

Politica nazionale: Lecornu prepara le elezioni anticipate in caso di mozione di censura

Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha sollevato un’onda d’allarme nel panorama politico francese, chiedendo al Ministero dell’Interno di avviare la preparazione per un’eventuale elezione legislativa in concomitanza con le prossime elezioni municipali, previste per metà marzo. Questa mossa, confermata da una fonte dell’Esecutivo, è una risposta diretta alle minacce congiunte di mozione di censura presentate dal Rassemblement National (RN) e da La France Insoumise (LFI) sul trattato Mercosur e la linea politica del governo. L’ipotesi di una dissoluzione, sebbene remota, è ora sul tavolo, gettando incertezza sul futuro dell’attuale maggioranza.

BFM Business

La Borsa di Parigi festeggia: il CAC 40 chiude la settimana ai massimi assoluti

La settimana finanziaria si è conclusa in modo trionfale per la Borsa di Parigi, con l’indice CAC 40 che ha chiuso a un nuovo massimo storico di 8.362,09 punti. Questo rally è stato spinto principalmente dalle performance eccezionali di colossi come BNP Paribas e L’Oréal. Gli analisti si mostrano particolarmente ottimisti sul futuro di L’Oréal, in attesa della pubblicazione dei risultati annuali, con previsioni incoraggianti che hanno fatto schizzare il titolo in testa all’indice. Questo entusiasmo segnala una forte fiducia degli investitori nella tenuta e nella crescita del mercato francese, nonostante le incertezze globali.

FranceInfo

Il fronte agricolo in fermento: Macron dice “No” al Mercosur, ma l’UE procede

La protesta degli agricoltori francesi ha messo il Governo sotto pressione. Nonostante il “No” di Emmanuel Macron all’accordo commerciale UE-Mercosur e le promesse di bloccare le importazioni di prodotti (come avocado e mango) trattati con pesticidi vietati in Europa, la maggioranza degli Stati membri dell’Unione Europea ha dato il via libera al trattato. La firma è prevista per il 17 gennaio in Paraguay. Questo disallineamento tra la posizione nazionale e quella europea ha alimentato la rabbia del mondo agricolo, con il presidente della Coordination Rurale che ha invitato i manifestanti a rientrare, pur avvertendo che la mobilitazione non è finita.

 

FranceInfo

Tempesta Goretti: la Manica colpita duramente, feriti gravi e decine di migliaia di utenze senza elettricità

La tempesta Goretti ha colpito duramente la Francia nord-occidentale, in particolare la Manica e la Normandia, con venti che hanno raggiunto i 200 km/h in alcune zone. Il bilancio provvisorio parla di due feriti gravi, uno nell’Aisne e uno nel Nord, causati dalla violenza delle raffiche. Enedis ha comunicato che 176.000 utenze sono rimaste senza energia elettrica, in un contesto dove il traffico ferroviario è risultato pesantemente perturbato. Contestualmente, sei dipartimenti dell’Est della Francia sono stati posti in allerta arancione per neve e ghiaccio a partire da sabato mattina.

FranceInfo

FranceInfo

Bilanci e trasporti: i biglietti Ouigo sono ora più cari del TGV classico?

Il servizio ferroviario low-cost Ouigo, a lungo promosso come l’alternativa più economica per viaggiare in Francia, sta vedendo i suoi prezzi aumentare in modo esponenziale. Secondo i dati, i prezzi dei biglietti Ouigo sono cresciuti di oltre il 70% in sei anni, mentre i TGV classici hanno registrato un aumento medio del 4% nello stesso periodo. In alcuni casi, i biglietti Ouigo risultano ora più costosi delle opzioni classiche, sollevando dubbi sulla reale missione di servizio low-cost della filiale SNCF e sull’impatto di questa politica sui consumatori a basso reddito.

 


Meteo

Sottozero a Parigi, Milano “graziata” ma assetata: le previsioni di un inverno estremo

Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per sabato 10 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Parigi nella morsa del Vento e del Gelo: un sabato quasi polare

La capitale francese si sveglia sotto il segno di un freddo pungente, ben lontano dalle medie stagionali miti che avevano caratterizzato le scorse settimane. Secondo il bollettino aggiornato alle 07:30 dall’esperto Adrien Thomas, la giornata di sabato 10 gennaio sarà dominata da temperature glaciali e da venti intensi. L’attendibilità della previsione è dichiarata “eccellente”.

Le temperature oscilleranno tra i 4 e i 5 gradi di massima, ma la percezione sarà ben diversa. Già in mattinata, tra le 9 e le 12, la colonnina di mercurio stazionerà sui 4 gradi, con una temperatura percepita di 0 gradi a causa delle forti raffiche. I venti soffieranno da Nord-Ovest a 25 km/h, con punte fino a 50 km/h. Il cielo sarà grigio, molto nuvoloso o coperto, ma senza rischio di precipitazioni. L’indice UV è nullo.

Il quadro non migliorerà nel pomeriggio: le massime rimarranno ferme a 4 gradi e la sensazione di gelo si attenuerà solo leggermente (1 grado percepito), mantenendo raffiche di 50 km/h. La serata vedrà un ulteriore calo, con temperature sui 3 gradi e un cielo che si aprirà a qualche timida schiarita. La notte sarà la più fredda, con le minime che toccheranno 1 grado, un valore insolito per la città, che chiude così un giorno caratterizzato da un clima decisamente invernale e sferzato dalle correnti fredde nord-occidentali.

Milano, tra velature e freddo secco: termiche sotto la media, ma l’aria migliora

Milano si prepara a vivere un sabato con una dinamica opposta a quella parigina: freddo, sì, ma non artico, e caratterizzato da cieli che tendono a schiarirsi dopo una mattinata velata. Le previsioni di 3B Meteo, aggiornate alle 09:00, indicano un’attendibilità molto alta (90-95%).

Le temperature massime si fermeranno a 8 gradi, mentre le minime hanno toccato gli 0 gradi. Nelle ore centrali, il cielo presenterà velature estese, ma l’assenza di umidità tipica della Pianura Padana rende la mattinata secca e il freddo gestibile, con venti deboli da Ovest-Nordovest. Il termometro percepito (windchill) si attesterà intorno ai 6 gradi nel primo pomeriggio, nonostante le massime di 8 gradi.

È interessante notare come questo 10 gennaio si posizioni 2 gradi sotto la media storica del periodo (che è di 9 gradi di massima), confermando un inizio d’anno particolarmente rigido per il capoluogo lombardo. Inoltre, sul fronte idrico, i dati sul clima segnalano una persistente anomalia negativa: le precipitazioni sono inferiori del 35% rispetto alla norma, e il suolo risulta più secco delle medie stagionali, indice di una siccità latente.

La Tendenza: freddo notturno in Lombardia e l’ombra di nuove piogge (scarse)

Il quadro meteorologico per Milano e la Lombardia nel medio periodo preannuncia una continuazione del freddo stabile, con l’attenzione puntata sulla prossima settimana. L’esperto Daniele Berlusconi conferma che il weekend vedrà condizioni soleggiate, con temperature massime in lieve rialzo ma notti che rimarranno molto fredde, con minime previste intorno a 1 grado domenica e 0 gradi lunedì.

La fase più stabile e asciutta dovrebbe durare fino a metà della prossima settimana. A partire da mercoledì 14, tuttavia, si profila un possibile “peggioramento”, con l’arrivo di pioviggine e piogge deboli attese tra giovedì 15 e sabato 17 gennaio. Sebbene queste perturbazioni possano portare sollievo al suolo, si tratterà probabilmente di fenomeni scarsi e non sufficienti a compensare il deficit idrico accumulato. Saranno necessari ulteriori aggiornamenti per definire l’entità di queste precipitazioni tardive.

L’editoriale di Rachel

Reality Check: Ma è Inverno o Cambiamento Climatico?

Ascoltando i bollettini, pare che ogni singola variazione atmosferica sia un segnale apocalittico dell’Antropocene. Oggi, a Parigi, assistiamo a una sferzata di gelo con venti polari, una condizione che la meteorologia, un tempo, definiva semplicemente “inverno rigido”. Contemporaneamente, qui a Milano, le temperature sono ben 2 gradi al di sotto della media storica per la prima decade di gennaio. Sotto la media! Ma sentite un po’: se le temperature scendono, si parla di “eccezione climatica”. Se invece non piove (e a Milano siamo al 35% sotto la norma), si parla subito di “siccità indotta dal clima impazzito”. In pratica, ogni evento, che sia freddo o caldo, umido o secco, è irrimediabilmente e drammaticamente colpa del cambiamento climatico. Il copione è sempre lo stesso: zero gradi a Parigi? Colpa del clima. Zero gradi a Milano (ma storicamente sotto la media)? Idem. Mi chiedo se esista ancora il concetto di “variazione stagionale” o se i previsori debbano per forza suonare le campane a morto per giustificare il loro stipendio. La previsione sarà pure “eccellente”, ma il commento è una condanna senza appello, a prescindere dal dato scientifico. Un applauso al sensazionalismo.

Il Koan del Meteo

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il gelo improvviso di Parigi ha forse la natura del cambiamento climatico?”
“Si, Del cambiamento climatico,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché la temperatura a Milano è 2 gradi sotto la media storica di gennaio, mentre il suolo è secco e il vento è polare, in una giornata di siccità e freddo anomalo?”
E Zhaozhou: “Perché il clima è un racconto scritto non dal cielo, ma dal bisogno umano di allarme. Se fa freddo, è un’eccezione; se fa caldo, è una conferma; ma il saggio sa che la penna del profeta è sempre bagnata di catastrofe, non di rugiada.”

 


Chiusura.

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