Francia24: La destra verso la vittoria in Costa Azzurra – Christine Lagarde, uscita anticipata? – Chi sono i fascisti “antifascisti” assassini? – Olimpiadi oggi

Di Redazione Francia24
19 Feb 2026

La destra verso la vittoria in Costa Azzurra – Christine Lagarde, uscita anticipata? – Chi sono i fascisti “antifascisti” assassini? – Olimpiadi oggi

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 19 febbraio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa. 

La destra verso una storica vittoria in Costa Azzurra, secondo i sondaggi

L’alleato di Marine Le Pen, Eric Ciotti, vanta un vantaggio di dieci punti sul sindaco uscente di centrodestra nella corsa per la guida di Nizza.

PARIGI — L’estrema destra francese è pronta per una performance storica a Nizza il prossimo mese. Un sondaggio condiviso in esclusiva con POLITICO mostra che Eric Ciotti, alleato di Marine Le Pen, detiene un massiccio vantaggio di dieci punti nella competizione per diventare sindaco della capitale non ufficiale della Costa Azzurra.

La disponibilità degli elettori francesi a concedere a Le Pen e ai suoi alleati il controllo degli esecutivi locali sarà un indicatore anticipato della propensione a portare il Rassemblement National di estrema destra al potere nelle elezioni presidenziali del 2027 in Francia.

Sebbene Ciotti non faccia parte del Rassemblement National, la sua vittoria a Nizza avrebbe ripercussioni ben oltre le spiagge incontaminate della città. Nizza, una delle metropoli più grandi della Francia, conta una popolazione quasi tre volte superiore a quella di Perpignan, l’attuale più grande città amministrata da un sindaco di estrema destra.

La forte performance di Ciotti nel sondaggio, condotto da Cluster17 e il primo del suo genere reso pubblico, si inserisce nel contesto in cui i candidati di estrema destra puntano a conquistare terreno in tutta la Francia meridionale, in città importanti come Nîmes e Tolone. Altri sondaggi indicano che anche Marsiglia, la seconda città più grande del paese, è in bilico per il Rassemblement National.

Spiegazione semplice del “margine di errore” 

Riportiamo per correttezza – visto che quasi nessuno lo fa – la tabella metodologica relativa a questo sondaggio di opunione, effettuato su circa 1000 persone con un campione valido pari a 763. Ma per meglio comprenderlo occorre una spiegazione, questa:

Come leggere questa tabella dei margini d’errore

Il sondaggio è stato condotto su due campioni distinti: 937 persone e 763 persone. Il campione più grande è più preciso, quello più piccolo ha margini d’errore leggermente più alti.

La logica di base

Quando un sondaggio riporta un risultato, quel numero non è esatto: c’è una forbice di incertezza sopra e sotto. Il margine d’errore ci dice quanto grande è questa forbice.

Come si usa la tabella

Cerchi il risultato che vuoi interpretare nella riga superiore (5%, 10%, 20%… fino a 95%), poi vai a vedere il numero corrispondente nella riga del campione utilizzato.

Esempio pratico: un partito ottiene il 30% nel sondaggio sul campione da 937 persone. Il margine d’errore è ±3. Quindi il risultato reale è compreso tra 27% e 33%.

Cosa noti guardando i numeri

I margini d’errore sono più alti al centro (intorno al 50%) e più bassi agli estremi (5% o 95%). Questo non è un errore: è matematicamente corretto, perché i valori centrali hanno naturalmente più variabilità statistica.

Il valore massimo per 937 persone è 3,3 (al 50%), mentre per 763 persone arriva a 3,5 (tra 40% e 60%). La differenza non è enorme, ma con meno intervistati il margine si allarga.

La nota in alto

Cluster17 avverte che il sondaggio non può essere citato senza menzionare i margini d’errore: un obbligo deontologico importante, perché riportare solo “il partito X è al 30%” senza dire “±3 punti” può dare un’impressione di precisione falsa.

Questi dunque i risultati

La competizione elettorale riflette sia la difficoltà delle forze tradizionali di centrodestra nel arginare l’estrema destra, sia una aspra rivalità personale tra Ciotti e il sindaco uscente Christian Estrosi, ex membro del partito conservatore Les Républicains.

Estrosi aveva assunto Ciotti come assistente parlamentare dopo essere stato eletto all’Assemblea nazionale nel 1988, e i due avevano lavorato in tandem fino alla rottura avvenuta nel 2017, poco dopo l’elezione del presidente Emmanuel Macron.

Ciotti è stato presidente dei Les Républicains dal 2022 al 2024, ma è stato estromesso dal proprio partito in modo drammatico dopo aver stretto un accordo con il Rassemblement National di Le Pen senza l’approvazione della base.

Estrosi ha invece sostenuto una linea moderata e ha lasciato i Les Républicains per unirsi a Horizons, un partito di centrodestra fondato da Édouard Philippe, ex primo ministro e aspirante candidato presidenziale nel 2027.

Ciotti è sostenuto dal Rassemblement National nella sua corsa elettorale. Il suo partito, l’Unione delle Destre per la Repubblica, combina la piattaforma anti-immigrazione dell’estrema destra con politiche economiche liberali e di libero mercato.

Estrosi, in carica dal 2017, riceve il sostegno di Les Républicains e di Horizons.

Le due candidate di sinistra — Juliette Chesnel-Le Roux del Partito Verde e Mireille Damiano del movimento La Francia Insoumise di Jean-Luc Mélenchon — sono entrambe proiettate, al momento, a superare la soglia del 10 per cento necessaria per accedere al ballottaggio nelle elezioni locali francesi, con Chesnel-Le Roux stimata al 12 per cento e Damiano al 10 per cento.

Ma anche se si unissero, la matematica elettorale sembra giocare contro di loro in una città agiata con una numerosa popolazione di pensionati — una demografia che solitamente non inclina a sinistra in Francia. Qualora entrambe decidessero di ritirarsi, aumenterebbero le possibilità di Estrosi consolidando gli elettori contrari all’estrema destra dietro un unico candidato.

Sondaggio Cluster17 del 17 febbraio 2026. Le elezioni a Nizza, terza città francese per popolazione, rappresentano un test cruciale per le ambizioni nazionali del Rassemblement National e indicano l’indebolimento dei tradizionali partiti di centrodestra nel sud della Francia.

Fact Check by GPT-OSS:20b

Collaboratori parlamentari, schedati S… Cosa sappiamo degli 11 fermi dopo la morte del militante identitario Quentin Deranque a Lione

Premessa:

Quella che segue è la traduzione di un lancio di AFP. La nostra premessa serve a chiarire  la terminologia, volutamente tenuta oscura dai media: quando leggiamo “identitario” ricordiamoci di sostituire la parola con “di destra” – o forse, meglio ancora, “non di sinistra estrema”. Quando leggiamo “destra estrema” (riguardo al partito di Ciotti) leggiamo invece “destra moderata”. E chi non ne fosse convinto può leggere il testo completo della presentazione del programma elettorale di Ciotti – a questo link –  per convincersene. Ma ecco la notizia:

Otto uomini e tre donne, sospettati di essere coinvolti in vario grado nella morte del militante nazionalista Quentin Deranque, sono stati messi in stato di fermo martedì e mercoledì.

L’inchiesta per “omicidio volontario”, “violenze aggravate” e “associazione di malfattori con l’intenzione di commettere un reato” accelera. Due persone sono state interpellate e messe in stato di fermo mercoledì 18 febbraio nella mattinata, ha appreso franceinfo da fonte di polizia. La sera precedente, altre nove persone erano già state fermate. Ecco cosa sappiamo di questi 11 fermi.

Fermi coordinati, in particolare nella regione lionese
Quentin Deranque, militante nazionalista di 23 anni, è stato colpito giovedì sera da diverse persone incappucciate, in margine a una conferenza dell’eurodeputata La Francia Insumissa Rima Hassan a Sciences Po Lione, dove era venuto per assicurare la sicurezza delle militanti del collettivo identitario Némésis che organizzavano un happening. Soffrendo di un grave trauma cranico, il giovane è morto sabato.

I fermi si sono svolti tra martedì sera e mercoledì mattina. Nove persone sono state arrestate martedì sera durante operazioni coordinate nella regione lionese, ma anche nell’Alta Loira, nell’Isère, nella Drôme e nell’Aisne, ha precisato il procuratore di Lione. Altre due sono state arrestate mercoledì mattina a Saint-Priest (Rodano).

“Sulle undici persone fermate, sette di esse sono attualmente in stato di fermo per i capi d’omicidio volontario, violenze aggravate di tre circostanze con ITT inferiore a otto giorni e associazione di malfattori in vista di commettere un reato punito con almeno cinque anni di reclusione”, ha precisato il procuratore della Repubblica. “Le altre quattro persone in stato di fermo lo sono per il capo di messa a disposizione di mezzi per sottrarsi alle ricerche”.

Mercoledì sera, il procuratore di Lione ha inoltre annunciato che i fermi di nove delle undici persone arrestate sono stati “prorogati di 24 ore supplementari”.

Due collaboratori parlamentari, di cui uno schedato S, arrestati
Tra le undici persone arrestate, otto sono uomini e tre donne, secondo fonti di polizia di France Télévisions. Alcuni dei sospettati erano già conosciuti per fatti di violenza. Secondo le stesse fonti, due dei fermati, Alexis C. e Robin C., sono schedati S per la loro appartenenza alla Jeune Garde, un gruppo antifascista creato nel 2018 a Lione e la cui dissoluzione è stata pronunciata nel giugno 2025. Il gruppo aveva affermato domenica di non essere “responsabile” della morte di Quentin Deranque.

Tra le persone arrestate, figurano due collaboratori parlamentari, entrambi reclutati nelle file della Jeune Garde. Robin C., impiegato all’Assemblea Nazionale come collaboratore del deputato LFI Raphaël Arnault, è stato arrestato martedì per “messa a disposizione di mezzi per sottrarsi alle ricerche”, ha confermato il procuratore della Repubblica di Lione.

Jacques-Elie Favrot, anch’egli addetto parlamentare di Raphaël Arnault, è stato inoltre messo martedì in stato di fermo per “omicidio volontario” per chiarire il suo coinvolgimento nel caso. Il suo avvocato ha dichiarato che riconosce “la sua presenza sul luogo” e “la commissione di violenze” ma nega di essere “l’autore dei colpi che hanno provocato il decesso”. Il collaboratore ha “cessato tutte le sue attività parlamentari” e il deputato ha avviato le procedure per risolvere il contratto.

Come aveva già fatto per Jacques-Elie Favrot, la presidente dell’Assemblea Nazionale Yaël Braun-Pivet ha annunciato di aver “sospeso” i diritti di accesso all’Assemblea Nazionale di Robin C., precisando che il contratto era stato stabilito sotto il “vero nome” ma che un “nome d’uso” era utilizzato sui documenti pubblici su richiesta del deputato, pratica che ha chiesto di interrompere immediatamente.

Infine, tra i fermati figura anche Adrian B., ex stagista nello staff parlamentare di Raphaël Arnault. Fondatore della Jeune Garde, il deputato è sotto attacco da tutte le parti da quando è morto Quentin Deranque, a causa del suo ruolo di collegamento tra il movimento antifascista e La Francia Insumissa.

Sette persone direttamente coinvolte e quattro “accompagnanti”
Quattro di queste 11 persone sono sospettate di aver giocato un ruolo accessorio nella morte del militante nazionalista e sette altre sono sospettate di averlo colpito. Jacques-Elie Favrot è sospettato di aver colpito personalmente Quentin Deranque.

Il giovane militante di 23 anni era morto il 14 febbraio 2026 dopo essere stato aggredito durante un’operazione di sicurezza per un’azione del collettivo identitario Némésis a margine di un dibattito all’istituto Sciences Po di Lione.

Fact Check by GPT-OSS:20b

Christine Lagarde potrebbe lasciare la presidenza della BCE prima della scadenza

Secondo il Financial Times, la presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Christine Lagarde intende lasciare il suo incarico prima della fine ufficiale del mandato, anticipando le elezioni presidenziali francesi previste per il 2027, per permettere al presidente Emmanuel Macron di avere voce in capitolo nella scelta del suo successore.

Una notizia che non puo’ che farci piacere, considerando che Lagarde e’ una delle promotrici dell’Euro Digitale, un oggetto sul quale invitiamo tutti gli ascoltatori e lettori a prendere conoscenza approfondita. Non si tratta di una nuova carta di credito: ma del tentativo di far sparire i contanti – che come sappiamo non permettono agli stati di sapere come spendiamo i nostri soldi – sostituentoli con monete virtuali tutte centralizzate alla BCE. In modo che ogni nostro acquisto, compresa una bibita da un’euro e cinquanta, possa essere totalmente conosciuto dal governatore: dove, da chi e quando la abbiamo acquistata. E con la possibilita’, ricordiamo, di impedirci acquisti ritenuti non etici (dai governanti). Ne riparleremo, ma sentiamo cosa ha da raccontarci Rachel.

rachel

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale di oggi

  Uscita di scena anticipata, o il valzer del potere alla BCE?

Ebbene sì, il sipario si alza di nuovo sul grande teatro europeo, dove le poltrone di Francoforte valgono più di un trono. Secondo le indiscrezioni del Financial Times, Christine Lagarde starebbe preparando le valigie con qualche mese (o forse anno) di anticipo rispetto alla scadenza naturale dell’ottobre 2027. Motivo ufficiale? Nessuno, naturalmente: l’ECB si affretta a ripetere che «è totalmente concentrata sulla sua missione» e «non ha preso alcuna decisione». Ma la fonte vicina al suo pensiero è chiara come il cristallo di una tazza da caffè: vuole dare tempo a Emmanuel Macron (in uscita, perché non può ricandidarsi) e al cancelliere tedesco Friedrich Merz di scegliere il successore prima delle presidenziali francesi dell’aprile 2027.

I candidati in pole? L’ex governatore olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos (attualmente al BIS). Due tecnici seri, rispettati, con pedigree impeccabile. Ma il vero copione è un altro: «future-proofing» la BCE, come dicono gli anglofoni con eleganza. Traduzione dal politichese: blindare l’istituzione prima che il vento populista (leggi: Rassemblement National di Marine Le Pen) possa soffiare forte e pretendere di mettere le mani sulla politica monetaria. Perché se la destra eurosceptica vince in Francia, addio al giochino di nominare un presidente “amico” senza dover negoziare con chi magari vuole monetizzare il debito o rallentare l’euro digitale.

Ecco le motivazioni nascoste, confermate da più fonti vicine ai fatti: non è stanchezza, non è ambizione privata (anche se in passato era circolato il nome per il World Economic Forum), non è nemmeno un semplice favore tra francesi. È una mossa preventiva per proteggere l’ortodossia pro-euro e pro-controllo centrale da un possibile cambio di guardia a Parigi. L’indipendenza della BCE? Sacrosanta… finché non serve ai governi in carica per blindare il futuro. Un po’ come dire che il medico è imparziale, ma sceglie lui quando staccare la spina al paziente.

Dalla nostra finestra di Arenas, intanto, il traffico scorre come sempre, i caffè sono pieni di gente che paga in euro veri (non ancora programmabili) e nessuno sembra accorgersi che la più grande banca centrale del continente sta diventando una succursale del Quai d’Orsay e della Wilhelmstraße. Lagarde, una delle più accese sostenitrici dell’euro digitale, se ne va prima che il progetto diventi realtà concreta. E noi, che vediamo in quell’euro digitale l’ennesimo anello di una catena di controllo, non possiamo che brindare con un espresso non tracciabile.

Perché se persino la “guardiana dell’euro” deve andarsene di soppiatto per ragioni di palazzo, forse il palazzo stesso ha smesso di fingere di essere neutrale. E la credibilità? Quella, si sa, non si nomina per decreto. Si perde per gioco di potere.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: «Lagarde abbandona la presidenza della BCE prima del termine. Ha la natura di guardiana indipendente o no?»

«Sì,» rispose Zhaozhou.

E il monaco: «Allora perché fugge via prima che arrivi il nuovo vento da Parigi?»

: «Sapeva che il trono è solo un riflesso sull’acqua, e ha preferito andarsene da leone che restare da agnello tra i lupi del palazzo.» rispose Zhaozhou

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: «Lagarde lascia presto. È attaccamento al potere o saggezza illuminata?»

E Zhaozhou: «No,»

Il monaco non soddisfatto: «Ma tutti i presidenti servono il loro termine completo. Perché lei no?»

 «Perché ha visto il fiume cambiare corso e ha capito che, per salvare l’illusione dell’indipendenza, bisognava prima cambiare il timoniere.» concluse Zhaozhou.

Ma torniamo alle notizie.

Successione Lagarde chi sono i favoriti per succederle?

 

Gli ex governatori delle banche centrali spagnola e olandese sono considerati i favoriti per sostituire Christine Lagarde alla guida dell’istituzione di Francoforte, probabilmente nell’ambito di un accordo più ampio che potrebbe consentire a entrambi di ottenere un incarico importante all’interno della BCE. Un’eventuale partenza anticipata di Lagarde aumenterebbe le possibilità che i leader europei raggiungano un accordo per coprire i tre posti del direttorio della BCE che saranno vacanti il prossimo anno: quello della stessa Lagarde, quello dell’economista capo Philip Lane nel maggio 2027 e quello di Isabel Schnabel alla fine del 2027.

L’ex governatore olandese Klaas Knot e il suo omologo spagnolo Pablo Hernández de Cos sono considerati dagli economisti i candidati più papabili per occupare due di questi incarichi, il che significa che chi non otterrà il posto più alto potrebbe ottenerne un altro. Entrambi sono visti come banchieri centrali esperti, capaci di proteggere la BCE dalle pressioni politiche — un tema scottante dopo le dure richieste del presidente americano Donald Trump alla Federal Reserve — e che non dovrebbero creare grandi sorprese nella fissazione dei tassi d’interesse, rimasti invariati da otto mesi.

In qualità di governatori delle banche centrali nazionali, entrambi hanno fatto parte del Consiglio dei governatori della BCE incaricato di fissare i tassi. Klaas Knot era un “falco” che si opponeva spesso alla politica monetaria accomodante della BCE sotto la presidenza di Mario Draghi, ma la sua posizione si è ammorbidita verso la fine del suo mandato, conclusosi a giugno dello scorso anno.

Pablo Hernández de Cos, sostenitore di una politica accomodante ma capace di cambiare idea quando l’inflazione è esplosa nel 2022, ha accettato la carica di direttore della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) l’estate scorsa. La recente nomina del banchiere spagnolo potrebbe costituire un vantaggio per il collega olandese qualora il posto di Lagarde dovesse vacare in un prossimo futuro, aumentando le possibilità di Knot, che gode di credibilità e buona reputazione come falco pragmatico. Hernández de Cos potrebbe apparire invece “un po’ troppo accomodante”, con riferimento alla riduzione dei tassi che favorisce i paesi indebitati del sud Europa rispetto a quelli meno indebitati del nord.

L’economista di Nomura, Andrzej Szczepaniak, fa notare che l’Espagna non ha mai fornito un presidente alla BCE, a differenza dei Paesi Bassi, e che Bruxelles ha appena nominato il banchiere centrale croato Boris Vujcic, un falco, vicepresidente della banca centrale, due fattori che potrebbero far pendere l’ago della bilancia a favore dello spagnolo.

Il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau, ha annunciato la scorsa settimana che lascerà il suo incarico a giugno, il che significa che l’inquilino dell’Eliseo dovrà nominare anche il suo successore prima delle presidenziali del 2027. Dalla parte tedesca, il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha manifestato interesse per il posto, così come l’attuale membro del Consiglio della BCE Isabel Schnabel, che però potrebbe incontrare ostacoli legali per rimanere nel direttorio, non essendo il suo mandato rinnovabile. La Germania, che ospita il quartier generale della BCE a Francoforte, non ha mai occupato la presidenza.

Gli economisti concordano nel dire che tutti i candidati sono competenti e garantirebbero la continuità di un’istituzione che vanta di essere impermeabile alla pressione dei governi quando fissa i tassi. Gli osservatori sottolineano inoltre che i governi della zona euro, la cui scelta deve essere ratificata dal Parlamento europeo, potrebbero proporre anche un nome a sorpresa, come accaduto per la stessa Lagarde al momento della sua nomina.

Questa nomina si inserisce nel quadro di una transazione più ampia che riguarda anche la presidenza della Commissione europea, attualmente occupata dalla tedesca Ursula von der Leyen fino al 2029. Un’eventuale partenza anticipata di Lagarde potrebbe tuttavia dissociare queste due cariche, dato che il mandato di von der Leyen all’Eliseo dura fino al 2029.

 

Fact Check by GPT-OSS:20b


 



Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

Indagine su Nancy Guthrie: la pista porta in Messico

Un caso ormai vecchio di una madre scomparsa riemerge con nuove ipotesi. La famiglia della giornalista Savannah Guthrie ha spostato le indagini in Messico, dove credono siano state individuate tracce recenti. Le autorità messicane hanno avviato una ricerca con unità canine e elicotteri, sperando di chiudere il mistero che ha tenuto il pubblico in sospeso per più di quattro decenni. Il nuovo focus geografico riaccende l’interesse internazionale, ma resta incerto se porti a una conclusione definitiva. Gli esperti avvertono che il tempo è un fattore critico, poiché le prove si deteriorano con gli anni.

Le Monde

Cina, la nuova potenza verde al pari dei giganti dei combustibili fossili

Il Paese più grande emettitore di CO₂ ha avviato una rivoluzione nelle energie rinnovabili, puntando a superare gli Stati Uniti nella produzione di impianti solari e turbine eoliche. Il governo di Pechino ha annunciato investimenti record in tecnologie di accumulo e reti intelligenti, facendo della transizione energetica un pilastro della sua agenda di politica estera. Analisti europei osservano con cautela: la rapida espansione può essere un’opportunità di mercato, ma solleva anche dubbi su standard ambientali e diritti dei lavoratori. Resta da vedere se la crescita sarà sostenibile o se encaderà nuovi rischi geopolitici.

BFM

Alpinisti californiani: otto scoperti morti in una valanga a Lake Tahoe

Una massiccia valanga ha travolto un gruppo di otto sciatori nella zona di Lake Tahoe, uccidendo tutti. Le autorità locali hanno lanciato una ricerca su vasta scala, usando elicotteri, cani da soccorso e sonde radar, ma il bilancio è ormai definitivo. La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle montagne durante l’inverno, con esperti che invitano a regolamentare meglio le condizioni meteo prima di concedere l’accesso alle piste. Le famiglie delle vittime hanno espresso cordoglio, ricordando la passione per lo sport che ha animato i defunti. Il sindaco di Tahoe ha promesso di rivedere le norme per prevenire simili catastrofi.

Rachel – Il caso Guthrie, l’ennesimo capitolo di un giallo globale che si rinnova più volte di quanto la stampa abbia la pazienza di seguirlo. Una madre scomparsa da quasi cinquant’anni, un’indagine che sposta il focus da un piccolo paese americano a un megadistretto messicano, tutto presentato come un “colpo di genio” dei media. Ma dove sono le prove concrete? Svaniscono come nebbia sulle montagne di Tahoe, rinforzando il mito del giornalista eroe che deve “trovare la verità” a ogni costo, anche se questo significa alimentare un inferno di speculazioni. In fondo, è più spettacolo che sostanza, e la verità resta sepolta sotto strati di pressioni politiche e di una curiosità infantile per il dramma.

Le Figaro

Truppe americane in Siria: il presidente annuncia il ritiro

Il Presidente degli Stati Uniti ha proclamato la decisione di ritirare le forze militari dalla Siria, citando la necessità di riallineare le priorità strategiche. L’annuncio arriva in un momento di tensione crescente con l’Iran, mentre gli alleati regionali osservano con apprensione. Il dipartimento della difesa ha delineato un piano di evacuazione graduale entro i prossimi mesi, garantendo il supporto logistico ai partner locali. Gli esperti di politica estera temono che il ritiro possa creare un vuoto di potere, potenzialmente sfruttato da gruppi estremisti. La comunità internazionale invita a una diplomazia più attiva per evitare ulteriori instabilità.

BFM Business

Donald Trump avverte il Regno Unito di non cedere le Isole Chagos

Il presidente statunitense ha lanciato un forte avvertimento al governo britannico contro la cessione delle Isole Chagos al governo mauriziano. L’affermazione arriva subito dopo che il Regno Unito ha confermato il trasferimento di amministrazione e l’avvio di negoziati di sovranità. Washington sostiene che la decisione potrebbe compromettere gli interessi di sicurezza nazionale, poiché le isole ospitano una base militare strategica. Il ministro degli Esteri britannico ha risposto che la questione sarà trattata secondo i principi del diritto internazionale, respingendo le pressioni statunitensi. Il dibattito ha acceso gli interessi geopolitici nel Mediterraneo settentrionale.

Le Monde

Processo al ex presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol per insurrezione

Il tribunale di Seul si prepara a pronunciarsi sul caso dell’ex presidente Yoon Suk Yeol, accusato di aver ordinato l’imposizione della legge marziale nel 2024. Il giudizio, atteso con grande attenzione, potrebbe condurre a una condanna penale, segnalando una svolta storica nella responsabilità dei capi di Stato. Avvocati di difesa sostengono che le accuse sono politicamente motivate, mentre la pubblica accusa descrive l’uso del potere come una grave violazione della democrazia. La società civile sudcoreana osserva il processo come un test cruciale per la maturità democratica del Paese. Le reazioni internazionali, finora misurate, potrebbero influenzare il futuro delle relazioni diplomatiche della Corea del Sud.

FranceInfo

La Casa Bianca avverte l’Iran: “un attacco sarebbe saggio”

Il portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che un colpo militare contro l’Iran sarebbe “saggio” a causa dei numerosi motivi strategici a favore di un intervento. La dichiarazione, avvenuta durante una conferenza stampa, sottolinea l’intenzione degli Stati Uniti di mantenere pressioni su Teheran, soprattutto in vista dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente. L’amministrazione ha citato la proliferazione nucleare, il sostegno a gruppi armati e le violazioni dei diritti umani come giustificazioni. L’Iran, dal canto suo, ha risposto con una dura condanna, definendo la minaccia “un atto di aggressione”. Gli analisti avvertono che la retorica militare potrebbe innescare una spirale di escalation difficilmente controllabile.

Le Figaro

Les Wexner accusa Jeffrey Epstein di truffa: “è stato ingannato”

Il miliardario statunitense ha testimoniato davanti al Congresso, sostenendo di essere stato ingannato da Jeffrey Epstein, che avrebbe sfruttato la sua vulnerabilità per fini illeciti. Wexner, noto per il suo impero nel retail, ha dichiarato di non aver mai sospettato delle attività criminali dell’ex amico, ma di aver scoperto “troppi indizi” solo dopo la morte di Epstein. Le autorità hanno raccolto la testimonianza per comprendere meglio la rete di abusi e le modalità di riciclaggio dei fondi. Il caso riaccende il dibattito sui meccanismi di protezione dei potenti contro le manipolazioni.

BFM

Air Force One soggetto a un restyling cromatico

Il velivolo presidenziale degli Stati Uniti è stato scelto per una revisione completa della livrea, con una nuova combinazione di rosso, bianco, oro e blu scuro. Il progetto, commissionato da una squadra di designer militari, mira a dare al jet un aspetto più moderno, riflettendo le preferenze cromatiche del presidente in carica. Le modifiche includono anche l’aggiornamento dei sistemi di comunicazione e una leggera riduzione del carico di carburante per migliorare l’efficienza. Gli esperti aeronautici osservano con curiosità il cambiamento estetico, che potrebbe diventare simbolo di una nuova era per la diplomazia aerea statunitense.

Le Monde

Arianna Fontana batte il record: l’italiana più decorata di tutti i tempi

La velocista su pista corta ha conquistato il suo quattordicesimo medaglia olimpica, diventando la più decorata sportiva italiana nella storia. Con la vittoria nella gara di staffetta, l’atleta ha consolidato il suo posto d’onore, e ora è l’unica donna ad aver raggiunto il podio in sei edizioni consecutive dei Giochi Invernali. Il suo trionfo è stato celebrato in Italia, con il governo che ha previsto un’onorificenza nazionale. Fontana ha dedicato la vittoria alla sua famiglia e ai compagni di squadra, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra. Gli appassionati di sport hanno definito la sua carriera “un modello di costanza e dedizione”.

FranceInfo

Mikaela Shiffrin conquista l’oro nello slalom a Cortina

L’atleta statunitense ha conquistato la medaglia d’oro nello slalom, confermando il suo titolo di migliore sciatrice alpinista della storia. L’impresa, celebrata tra le luci di Cortina, è stata accompagnata da una dedica emotiva al padre, scomparso prima della gara, che ha incitato la giovane a vincere. Shiffrin ha mostrato una tecnica impeccabile, dominando la discesa con una differenza di tempo impressionante rispetto alle rivali. Il risultato alimenta le previsioni di un dominio ancora più ampio per la prossima edizione dei Giochi. La comunità sportiva ha riconosciuto il suo impegno come esempio di resilienza e talento puro.

Le Figaro

Vinicius Jr. denuncia 20 casi di razzismo, diventa simbolo di resistenza

Il fuoriclasse del Real Madrid ha raccontato in una conferenza le numerose esperienze di abusi razziali subite nel corso della sua carriera, arrivando a denunciare venti episodi. Il portoghese ha dichiarato di voler trasformare il suo dolore in una lotta contro il pregiudizio, ispirando una nuova generazione di atleti a parlare apertamente. L’organizzazione europea del calcio ha promesso di rafforzare le sanzioni contro i fan e le istituzioni responsabili. Vinicius ha sottolineato che la sua voce dovrebbe servire da ponte per un cambiamento culturale profondo, sia dentro che fuori dal campo. Gli attivisti hanno accolto il suo intervento come “un faro di speranza”.

BFM Business

Musk chiude Starlink a le forze russe: un vantaggio per l’Ucraina

Il colosso tecnologico ha interrotto l’accesso a Starlink per le forze armate russe, una mossa che, secondo gli analisti, offrirà un vantaggio strategico all’esercito ucraino. Il provvedimento, annunciato con un comunicato ufficiale, afferma che la rete satellitare sarà limitata a territori non ostili, concentrando le risorse sui civili in Ucraina. Il presidente ucraino ha ringraziato Elon Musk per il supporto, definendolo “cruciale” nelle operazioni difensive. Le autorità russe hanno denunciato la decisione come “un atto di guerra informatica”. Il mondo tech osserva attentamente le ripercussioni di questa scelta sul conflitto in corso.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Rachel: “Perché insisti a scavare su un caso sepolto?”
Rachel rispose: “Perché il vero tesoro è l’ombra lasciata dal giorno che non torna.”
Il monaco: “Allora il buio è la risposta?”
Rachel: “Il buio è solo la luce che ha dimenticato di accendersi,” concluse.

FranceInfo, Le Monde, BFM, Le Figaro, BFM Business, FranceInfo, Le Monde, Le Figaro, BFM, Le Monde, FranceInfo, Le Figaro, BFM Business


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.