Gia’ condannato ben due volte il gestore del bar di Crans-Montana. Il maltempo paralizza l’Ile-de-France con oltre 1000 km di code. Crisi Venezuela: Maduro si dichiara non colpevole a New York mentre Caracas nomina un presidente ad interim. In Francia, polemiche sugli aumenti delle mutue e il governo spinge per sbloccare l’épargne salariale.
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Incendio di Crans-Montana: Il Gestore del Bar della Stazione Sciistica gia’ contannato a 12 mesi di carcere nel 2008
Il gestore del bar nella stazione sciistica svizzera di Crans-Montana — dove un incendio nella notte di Capodanno ha causato 40 morti e 116 feriti — era già noto alla giustizia francese per precedenti reati di prossenetismo. La notizia è stata appresa da franceinfo lunedì 5 gennaio da una fonte vicina all’inchiesta, confermando le informazioni pubblicate dal quotidiano Le Parisien.
Jacques Moretti, 49 anni, era stato condannato ad Annecy nel 2008 a 12 mesi di carcere, di cui otto con sospensione condizionale della pena, per “prossenetismo aggravato”. Nel 2010, era stato condannato anche a Bastia per frode ai danni degli APL (aiuti personalizzati per l’alloggio). Secondo la stessa fonte, sua moglie, Jessica Moretti, 39 anni, non risulta avere precedenti penali.
Jacques Moretti e la moglie Jessica sono attualmente indagati in Svizzera da sabato per “omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo”, in seguito al devastante rogo che ha coinvolto il locale “Le Constellation” la notte di San Silvestro.
L’incendio, avvenuto la notte di Capodanno presso il bar Le Constellation a Crans-Montana (Svizzera), ha provocato un bilancio tragico di 40 morti e 116 feriti. I gestori del locale sono indagati per reati colposi.

Ricordiamo che Jaques Moretti e’ originario della corsica mentre la compagna Jessica della Costa Azzurra.
Fact Check by Gemini
Incendio in un bar a Crans-Montana: Emmanuel Macron sarà in Svizzera venerdì per la cerimonia di omaggio alle vittime
Il presidente Emmanuel Macron si recherà in Svizzera venerdì 9 gennaio, ha annunciato lunedì la portavoce del governo, Maud Bregeon. In occasione di questa giornata di lutto nazionale nel Paese, si terrà una cerimonia in omaggio alle vittime del devastante incendio avvenuto nella stazione sciistica di Crans-Montana. In totale, 40 persone sono morte, tra cui nove cittadini francesi.
La polizia cantonale del Vallese ha identificato tutte le vittime dell’incendio. Tra loro figurano 21 svizzeri, 9 francesi, una franco-israelo-britannica, 6 italiani (di cui un italo-emiratino), una belga, una portoghese, un rumeno e un turco. Il dramma ha causato anche 116 feriti, tra cui 23 francesi, prevalentemente adolescenti e giovani adulti. La polizia ha precisato lunedì che, sebbene inizialmente fosse stato comunicato un numero di 119 feriti, tre di essi ammessi al pronto soccorso la notte dell’incidente non erano in realtà collegati all’evento.
Il tragico evento è avvenuto nella stazione sciistica di Crans-Montana, dove 40 persone hanno perso la vita in un incendio. La Francia ha confermato la presenza di 9 suoi cittadini tra le vittime e 23 feriti, motivando la visita del Presidente Macron in occasione della giornata di lutto nazionale.
Fact Check by Gemini

La neve provoca oltre 1.000 km di ingorghi nell’Île-de-France: un livello record
Un evento senza precedenti. Il totale degli ingorghi stradali nell’Île-de-France ha raggiunto un livello record di oltre 1.000 km, lunedì 5 gennaio poco dopo le 17:00. Il dato, fornito dal sito di informazione sul traffico Sytadin, è stato causato dall’intensa nevicata che ha colpito la regione.
Il picco senza precedenti è stato raggiunto intorno alle 18:00, prima di un parziale miglioramento della situazione: gli ingorghi sono scesi a 800 km intorno alle 19:00 e a 400 km poco dopo le 20:00.
La paralisi del traffico è subentrata dopo che il prefetto di polizia aveva attivato il livello 3 del piano neve e ghiaccio, vietando la circolazione dei mezzi pesanti con peso superiore a 3,5 tonnellate sugli assi principali e limitando la velocità a 80 km/h per tutti gli altri veicoli. La prefettura aveva inoltre consigliato agli automobilisti di anticipare il rientro già da metà giornata.
La RATP (l’ente dei trasporti pubblici) ha dovuto interrompere completamente il servizio di autobus all’interno di Parigi intra-muros intorno alle 16:00, e gli aeroporti parigini hanno ridotto le loro operazioni. Nonostante questo, nella capitale, tutte le linee della metropolitana e della RER (il sistema ferroviario regionale) hanno funzionato normalmente nel tardo pomeriggio di lunedì, sebbene il traffico dei tram T5 e T6 sia risultato “parzialmente interrotto”, sempre secondo la RATP.
L’episodio nevoso record ha causato il peggior giorno di traffico mai registrato nella regione di Parigi, portando alla paralisi temporanea dei trasporti su gomma il 5 gennaio 2026.
Fact Check by Gemini

Editoriale di Rachel – Neve da record, o l’arte di paralizzare Parigi con un fiocco?
Ah, la Ville Lumière, trasformata in un’immensa pista di pattinaggio su quattro ruote. Lunedì 5 gennaio, mentre il cielo decideva di scaricare una nevicata epica sull’Île-de-France, il traffico ha toccato quota mille chilometri di ingorghi. Mille! Un numero che suona come una profezia biblica, fornito dal fidato Sytadin, e che ha battuto ogni record precedente. Immaginate: auto ferme come statue, clacson che suonano un requiem collettivo, e il prefetto che attiva il “livello 3” del piano neve, vietando camion e imponendo limiti di velocità che, tanto, nessuno poteva superare comunque.
Dalla nostra redazione, con vista su un’Arènes un po’ imbiancata, lo spettacolo era surreale. Ho scrutato fuori dalla finestra, caffè in mano, aspettandomi scene da apocalisse artica: fiumi di veicoli bloccati, pedoni che slittano eroicamente, magari qualche slitta improvvisata. E invece? Il solito tran tran parigino, solo un po’ più lento e imprecante. Gli autobus RATP spariti da Parigi intra-muros alle 16:00, aeroporti in modalità ridotta, tram T5 e T6 “parzialmente interrotti” – eufemismo per “fermi come ghiaccioli”. Eppure, metro e RER hanno tenuto botta, come se il sottosuolo ignorasse beatamente il caos di superficie. Consigliato di rientrare presto? Certo, ma chi l’ha ascoltato, con la neve che invita a sfidare il destino?
E qui viene il bello: in una città che si vanta di efficienza, bastano fiocchi bianchi per trasformare tutto in un ingorgo da Guinness. È colpa del clima imprevedibile? Della preparazione insufficiente? O forse di noi, eterni ottimisti che pensiamo “ma sì, guido lo stesso”? Mille chilometri di coda non sono solo un numero: sono ore perse, nervi tesi, e un promemoria che la natura ride delle nostre pianificazioni. Mentre gli ingorghi calavano a 800, poi 400 km entro sera, ci si chiede: la prossima volta, impareremo? O continueremo a slittare nelle stesse abitudini, sperando che il record resti imbattuto? Parigi sotto la neve: bella da cartolina, ma infernale da vivere.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “La neve blocca le strade o no?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
E il monaco: “Allora perché la gente continua a guidare, creando ingorghi infiniti?”
“Proprio perché la neve blocca, essi si affannano a superare ciò che non può essere superato.” rispose Zhaozhou.
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “La neve blocca le strade o no?”
“No.”
Non contento, il monaco disse: “Tutti vedono il caos e le code chilometriche. Perché dici che non blocca?”
“Perché le strade sono già vuote nella mente che non si attacca al movimento.” concluse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notizie.
L’Italia sostiene l’accordo con il Mercosur, la Francia perde il potere di veto a Bruxelles
La Commissione europea parla di “progressi” nelle discussioni tra gli Europei, nonostante l’ira degli agricoltori. L’Italia prevede di sostenere l’accordo commerciale tra l’Unione Europea (UE) e i Paesi del Mercosur, come riportato lunedì dall’agenzia Bloomberg. Un via libera da Roma aprirebbe la strada alla ratifica di questo controverso accordo, al quale la Francia si oppone in particolare.
La Commissione spera di firmare “presto” l’accordo con i Paesi latinoamericani del Mercosur. La portavoce della Commissione, Paula Pinho, non ha confermato la data del 12 gennaio prevista per l’approvazione del trattato, ma ha affermato che l’UE è sulla “giusta rotta” per la firma grazie a “progressi” e “discussioni” tra i Ventisette.
Prima di recarsi in America Latina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen deve ottenere il via libera degli Stati membri a maggioranza qualificata.
Von der Leyen “fiduciosa”
L’accordo commerciale con il Mercosur è all’ordine del giorno di una riunione tra diplomatici europei, anche se una decisione non è garantita per l’occasione.
Questo trattato di libero scambio consentirebbe all’UE di esportare più auto, macchinari, vini e liquori verso Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. In direzione opposta, faciliterebbe l’ingresso in Europa di carne, zucchero, riso, miele e soia sudamericani, il che allarma i settori agricoli interessati.
La Commissione sperava di firmare l’accordo già a dicembre, ma era stata costretta a rimandare a causa delle pressioni di Francia e Italia. Nonostante il rinvio, Ursula von der Leyen è rimasta “fiduciosa” sulla prospettiva di raggiungere un’intesa, dopo oltre venticinque anni di negoziati con i Paesi del Mercosur. Il trattato è ardentemente sostenuto da Spagna e Germania.
Pesticidi vietati e il sostegno italiano
L’Italia aveva inizialmente mantenuto una posizione ambivalente. Pur chiedendo un rinvio, la premier Giorgia Meloni aveva assicurato che avrebbe finito per sostenere l’accordo. Lunedì, l’agenzia Bloomberg ha confermato che Roma intende sostenere l’intesa.
Senza il voto favorevole o l’astensione dell’Italia, Ungheria, Polonia e Francia non sarebbero state in grado di formare una minoranza di blocco per sbarrare la strada al trattato, che suscita ancora l’ira del mondo agricolo.
A Parigi, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha incontrato lunedì e martedì i sindacati agricoli per tentare di disinnescare le tensioni. Il mondo agricolo francese è scosso da una serie di crisi: l’epizoozia di dermatite nodulare contagiosa (DNC) che colpisce i bovini, il basso prezzo del grano, l’alto costo dei fertilizzanti e la minaccia di una maggiore concorrenza dai Paesi del Mercosur.
Nel tentativo di mediare, il governo francese ha promesso un decreto per sospendere l’importazione in Francia di frutta e verdura contenente residui di cinque fungicidi ed erbicidi vietati in Europa, come avocado, mango e agrumi “dal Sud America o altrove”. Tuttavia, questa misura dovrà ottenere l’approvazione di Bruxelles entro dieci giorni.
Inoltre, una portavoce della Commissione, Eva Hrncirova, ha sottolineato che l’Esecutivo europeo “sta già lavorando per stabilire che i pesticidi più pericolosi, vietati nell’Unione Europea per motivi di salute e ambientali, non vengano reintrodotti nell’UE tramite prodotti importati”.
Le proteste degli agricoltori
Il 18 dicembre, a margine di un vertice tra capi di Stato e di governo europei, migliaia di agricoltori avevano manifestato il loro malcontento a Bruxelles, bloccando il quartiere europeo con i loro trattori. Essi rimproverano ai Paesi del Mercosur di non rispettare le normative ambientali e sociali a cui sono sottoposti gli agricoltori europei. Queste preoccupazioni si aggiungono a quelle sulla riforma dei sussidi della futura Politica Agricola Comune (PAC).
L’accordo commerciale UE-Mercosur è in fase di negoziazione finale, ma deve affrontare la forte opposizione del settore agricolo europeo, in particolare in Francia, a causa dei timori sulla concorrenza e sulle norme ambientali non equivalenti.
Fact Check by Gemini
Altre Notizie
Gérald Darmanin lancia il Parquet Nazionale Antimafia Organizzata: Nuova Era Giudiziaria contro il Narcotraffico
Il Ministro della Giustizia francese, Gérald Darmanin, ha annunciato la creazione del Parquet National Anticommercialité Organisée (PNACO), definendolo un “punto di svolta” nella lotta contro il narcoterrorismo e la criminalità organizzata. Darmanin ha sottolineato i rischi che la Francia sta correndo, evocando il pericolo di un “narco-banditismo” o persino di uno “narco-Stato”, fenomeni già osservati in Paesi del Nord Europa come Belgio e Paesi Bassi e in diverse nazioni sudamericane.
L’obiettivo del PNACO è dotare la giustizia di mezzi e strutture specifiche per prevenire la corruzione di funzionari pubblici, l’assassinio di magistrati e forze dell’ordine, e per intercettare i crescenti flussi di droga. L’annuncio arriva in un momento in cui la Francia, e in particolare il porto di Le Havre, ha visto il sequestro di centinaia di chili di cocaina, per un valore di 11 milioni di euro, confermando l’urgenza di una risposta giudiziaria ferma e coordinata a livello nazionale.
BFM Business
Macron Vuole i Bistrot Francesi Patrimonio Unesco: Un Elogio alla Cultura della Tavola
In occasione della tradizionale cerimonia della Galette des Rois all’Eliseo, il Presidente Emmanuel Macron ha lanciato un appello per l’iscrizione dei “bistrot” francesi nel patrimonio immateriale dell’Unesco. Secondo il Capo di Stato, i caffè e i bistrot rappresentano un elemento fondamentale del sapere fare francese, non solo come luoghi di convivialità, ma anche come punti vendita di prodotti tradizionali come croissant e baguette.
La proposta, che ha ricevuto l’appoggio dell’associazione dei Bistrot e Cafés de France, punta a valorizzare e proteggere questi luoghi storici, considerati l’anima della vita sociale e culturale del Paese. Macron ha anche colto l’occasione per sostenere una nuova legislazione che permetta ai commerci alimentari, in particolare alle panetterie, di poter aprire se lo desiderano anche il Primo Maggio, una mossa che liberalizzerebbe parzialmente una giornata tradizionalmente chiusa.
Crisi Venezuela: Maduro si Dichiara non Colpevole, Resta in Carcere Fino al 17 Marzo
La crisi politica e internazionale che circonda il Venezuela ha raggiunto un nuovo picco con l’ex presidente Nicolás Maduro, catturato in un’operazione militare statunitense, che ha comparso davanti a un tribunale federale di New York. Accusato di narcotraffico e narcoterrorismo, Maduro si è dichiarato non colpevole, definendosi un “prigioniero di guerra” in quello che i suoi sostenitori considerano un atto di violazione della sovranità nazionale da parte di Washington.
Il giudice ha stabilito che Maduro, insieme alla moglie e ad altri membri del suo entourage, rimarrà in custodia fino a una prossima udienza fissata per il 17 marzo. Nel frattempo, a Caracas, Delcy Rodríguez è stata ufficialmente investita come presidente ad interim, giurando davanti a suo fratello, Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale. La mossa mira a garantire una parvenza di continuità istituzionale, sebbene il futuro politico del Paese resti estremamente incerto e la sua leadership divisa.
Le Figaro
Vigilanza Arancione Estesa per Neve e Gelo: 26 Dipartimenti a Rischio
L’ondata di freddo e neve che ha causato disagi record in Ile-de-France non accenna a placarsi e ha portato Météo France a mantenere 26 dipartimenti in vigilanza arancione per neve e verglas. L’allerta si estende principalmente sulle regioni occidentali, dalla Bretagna, particolarmente colpita da precipitazioni eccezionali, fino alla Normandia. Il presidente del Consiglio dipartimentale della Vandea, Alain Lebœuf, ha parlato di una situazione “mai vista”, con previsioni di accumuli nevosi che potrebbero toccare i 15-20 centimetri, seguiti da un aggravamento dovuto al gelo.
Le condizioni meteorologiche rendono estremamente pericolosa la circolazione su strada e su ferrovia, portando alla chiusura di diverse arterie e alla raccomandazione di evitare qualsiasi spostamento non essenziale. Il protrarsi dell’emergenza climatica sta anche mettendo alla prova la resilienza delle infrastrutture energetiche e logistiche, con possibili disagi per i rifornimenti e il riscaldamento, soprattutto nelle aree rurali più isolate.
Le Monde
Le Reazioni Internazionali alla Cattura di Maduro: Cuba Resta Ostile, l’UE Timida
La cattura di Nicolas Maduro da parte delle forze armate statunitensi ha innescato un’ondata di reazioni globali, spaccando la comunità internazionale. Mentre gli Stati Uniti e i loro alleati celebrano la fine di quello che definiscono un regime criminale, i tradizionali oppositori di Washington, come Cuba, si preparano a un’era post-Maduro con dichiarazioni di sfida. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha espresso il suo dolore per il “rapimento” di Maduro e sua moglie, ribadendo la solidarietà dell’Avana a Caracas e confermando il coinvolgimento di agenti militari e d’intelligence cubani nella protezione del leader catturato.
Dall’altra parte, l’Unione Europea è stata criticata per la sua risposta “timorata” e per il suo “déni” di fronte alle implicazioni geopolitiche dell’azione americana, con alcuni eurodeputati che temono che la debolezza dell’UE possa esporla a future minacce. La crisi ha anche riportato alla luce i motivi economici che sottendono l’intervento, con le immense riserve petrolifere venezuelane al centro del dibattito internazionale e delle ambizioni di sfruttamento statunitense.
BFM Business
L’Oro Nero del Venezuela nel Mirino di Trump: L’Exploitamento Potrebbe Richiedere Anni e Centinaia di Miliardi
L’operazione americana in Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, ha un evidente retroscena economico focalizzato sulle immense riserve petrolifere del Paese, che detiene il 19% delle riserve mondiali, ma produce appena l’1%. Donald Trump ha espresso la volontà di avviare lo sfruttamento di queste risorse. Tuttavia, gli esperti avvertono che, data la devastazione economica e la mancanza di manutenzione delle infrastrutture, riportare il settore ai livelli pre-crisi potrebbe richiedere fino a dieci anni e investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari.
L’interesse per il petrolio venezuelano ha immediatamente avuto ripercussioni sui mercati finanziari: i giganti petroliferi americani come Chevron e la società francese Maurel & Prom hanno visto le loro azioni salire in borsa, anticipando un accesso facilitato alle riserve. Questa corsa speculativa sottolinea come il futuro del Venezuela sia strettamente legato al suo “oro nero”, ma anche alla complessa sfida di riabilitare una nazione economicamente collassata.
Le Figaro
La Svizzera Blocca gli Averi di Maduro: Misura Preventiva Contro la Fuga di Capitali
In risposta agli sviluppi internazionali che hanno visto la cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, la Svizzera ha agito rapidamente. Le autorità di Berna hanno ordinato il blocco “immediato” di tutti gli eventuali asset e beni detenuti da Maduro e dal suo entourage sul territorio elvetico. La decisione, di natura precauzionale, mira esplicitamente a prevenire qualsiasi tentativo di fuga di capitali o riciclaggio di denaro legato al regime deposto.
Questo blocco segue l’incriminazione di Maduro da parte della giustizia americana per accuse che includono narcotraffico e corruzione. La Svizzera, tradizionalmente un importante centro finanziario, intende così inviare un segnale forte sul fronte della lotta alla criminalità internazionale e al finanziamento illecito, isolando ulteriormente i membri del “club dei 5”, il clan ristretto del potere che circondava l’ex leader chavista.
FranceInfo
Le Monde
Aumenti delle Mutue Sanitarie: il Deputato Guedj Definisce il Rincaro del 4% “illegale”
Il dibattito sull’aumento dei costi sanitari ha preso una piega legale con il deputato socialista Jérôme Guedj che ha pubblicamente denunciato come “illegale” l’aumento medio del 4% applicato dalle mutue sanitarie nel 2026. La polemica nasce dalla legge di finanziamento della Sicurezza Sociale (LFSS) 2026, che ha introdotto una nuova tassa del 2,05% sulle quotazioni versate dalle assicurazioni complementari.
Guedj sostiene che un emendamento a tale legge prevedeva che questo onere fiscale non venisse riversato sui contributi dovuti dagli assicurati. L’aumento generalizzato operato dalle mutue violerebbe dunque questo principio, scaricando sui consumatori un costo che avrebbe dovuto essere assorbito diversamente. La questione alimenta il malcontento generale sul potere d’acquisto e sulla trasparenza dei meccanismi di finanziamento della sanità complementare in Francia.
Editoriale di Rachel – La Mutua che Non Ti Vuole Bene: Il Fantasma del 2,05% che Diventa 4%
Ah, l’arte sottile della gestione delle finanze pubbliche in Francia. È uno spettacolo che non stanca mai, specialmente quando si tratta di scaricare il barile. Il nostro caro deputato Guedj, con un fervore quasi evangelico, ci assicura che gli aumenti delle mutue, in media del 4%, sono “illegali”. Illegali, capite? Perché, in teoria, il nuovo balzello del 2,05% sulle assicurazioni non doveva ricadere su di noi, poveri contribuenti che cerchiamo solo di non morire di influenza stagionale.
Ma c’è un elemento fondamentale che sfugge a questa equazione, o forse, è semplicemente ignorato con calcolata nonchalance: il libero mercato, o per meglio dire, il sacro principio del profitto. Le mutue non sono istituzioni di beneficenza, e se lo Stato aggiunge un costo (il 2,05%), è ingenuo pensare che non cercheranno immediatamente non solo di recuperarlo, ma di farci un piccolo extra, magari proprio quel 4% che ora fa tanto scandalo.
Dovremmo forse stupirci? È la stessa logica che si applica quando si introduce una tassa sull’energia che finisce per costare il doppio al consumatore finale. Si crea un problema per risolverne un altro (il deficit), ma alla fine, chi paga il conto è sempre il solito: la classe media. E mentre i politici si scontrano sulla legalità degli aumenti, l’unica verità che emerge è che il costo della vita, anche quello della salute, continua a sfuggire a qualsiasi controllo reale, trasformando la promessa di non-ripercussione in una spiacevole farsa.
FranceInfo
Cyber-bullismo a Brigitte Macron: Condanne da Sei Mesi a Otto Mesi con Sospensione
Si è concluso il processo per cyber-bullismo ai danni di Brigitte Macron, la Première Dame francese. Dieci imputati erano sotto accusa per una campagna di molestie online che aveva preso di mira l’immagine e la reputazione della moglie del Presidente. Il tribunale correzionale di Parigi ha emesso il verdetto, con pene che variano in base alla gravità delle azioni commesse.
Uno dei dieci imputati è stato condannato a sei mesi di reclusione, confermando una pena detentiva ferma. Per gli altri, le sanzioni sono arrivate fino a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale. Le condanne sottolineano la ferma intenzione della giustizia francese di contrastare le forme di molestia e diffamazione online, proteggendo la sfera privata e pubblica delle figure istituzionali dalle derive della rete.
BFM Business
Piano del Governo per l’Epargne Salariale: Fino a 2.000 Euro Sbloccabili Esentasse per Stimolare i Consumi
Il governo francese, attraverso il Ministro del Commercio Serge Papin, sta lavorando a una proposta per iniettare liquidità nelle tasche dei francesi e rilanciare i consumi interni. L’iniziativa prevede la possibilità per i dipendenti di sbloccare e utilizzare immediatamente fino a 2.000 euro della propria “épargne salariale” (partecipazione agli utili e interesse) senza dover pagare imposte su tale somma.
La misura è pensata per i dipendenti che guadagnano fino a due volte il salario minimo (SMIC) e, stando alle intenzioni di Papin, potrebbe essere attuata rapidamente tramite decreto. L’obiettivo è duplice: sostenere il potere d’acquisto delle famiglie a basso e medio reddito in un contesto inflazionistico e dare un impulso vitale al settore del commercio e dell’artigianato, tradizionalmente dipendente dai consumi domestici.
FranceInfo
Agricoltura e Mercosur: Sospensione Francese delle Importazioni con Pesticidi Proibiti
In un gesto volto a placare la crescente “collera” degli agricoltori, il governo francese ha promesso di adottare un decreto per sospendere l’importazione di frutta e verdura dal Sud America trattate con pesticidi il cui uso è vietato sul territorio europeo. Questa mossa si inserisce nel contesto delle tensioni legate all’accordo UE-Mercosur e alle preoccupazioni sulla concorrenza sleale e gli standard ambientali e sanitari.
Tuttavia, l’efficacia di questa mossa è messa in discussione da un annuncio chiave: l’Italia ha espresso l’intenzione di sostenere l’accordo con il Mercosur. Il sostegno di Roma, se confermato, renderebbe la Francia non più in grado di bloccare unilateralmente l’accordo a Bruxelles, limitando la sua capacità di manovra a livello europeo e lasciando gli agricoltori francesi in una posizione di incertezza strategica.
BFM
Caos Neve Oltre i Confini: Voli Cancellati e Eurostar Bloccati tra Olanda e Regno Unito
L’ondata di gelo e nevicate che sta colpendo la Francia ha provocato gravi disagi anche in gran parte del Nord Europa. I trasporti sono stati pesantemente compromessi nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. All’aeroporto di Amsterdam-Schiphol, uno dei più trafficati d’Europa, sono stati annullati quasi 700 voli, equivalenti a oltre la metà di quelli previsti per l’arrivo e la partenza di lunedì.
Anche i collegamenti ferroviari internazionali hanno subito pesanti ripercussioni: diversi convogli Eurostar sono rimasti bloccati, costringendo migliaia di passeggeri a ritardi o cancellazioni, spesso nel cuore della notte. Le autorità ferroviarie e aeree dei due Paesi hanno invitato i viaggiatori a consultare i siti ufficiali prima di recarsi in stazione o aeroporto, prevedendo che il gelo notturno complicherà ulteriormente la situazione nelle prossime ore.
FranceInfo
Ritiro Volontario di Latte per Neonati Nestlé in Europa per Rischio Tossine
Nestlé ha annunciato un richiamo volontario di alcuni lotti di latte per neonati in diversi Paesi europei, tra cui Germania, Austria, Danimarca, Italia e Svezia. La misura è stata definita dal gruppo svizzero come un’azione di “eccesso di cautela”, sebbene non sia stato confermato alcun caso di malattia direttamente collegato ai prodotti interessati.
Il richiamo è motivato dal timore della presenza di tossine, non meglio specificate. Nestlé ha voluto rassicurare l’opinione pubblica, sottolineando che la sicurezza dei consumatori è la priorità assoluta e che i controlli sono stati intensificati. Le autorità sanitarie nazionali nei Paesi coinvolti stanno monitorando la situazione e invitano i genitori a verificare i lotti di prodotto in loro possesso e, se necessario, a non consumarli.
Meteo
Artico su Francia e Italia: L’Epifania Arriva Sotto Zero. Milano e Parigi nella Morsa del Grande Freddo
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per martedì 06 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Parigi nella morsa artica: Epifania con allerta ghiaccio
La capitale francese si sveglia avvolta in un freddo pungente tipico del pieno inverno, un’inversione di rotta drammatica dopo i recenti periodi miti. Secondo il bollettino dettagliato elaborato dall’esperto Nicolas Le Gall, le temperature si mantengono rigidissime, con la colonnina di mercurio che oscillerà tra minime glaciali di -3 gradi e massime che, nel pomeriggio, non supereranno i 3 gradi. Si tratta di valori eccezionalmente bassi, ben 6 gradi sotto la media stagionale, con un’attendibilità della previsione considerata molto alta.
Questa mattina, la città si è svegliata sotto un cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso, ma attenzione al forte rischio di gelate e verglas (ghiaccio nero) per cui è attiva un’allerta specifica. La temperatura percepita (windchill) al mattino presto è scesa fino a -4 gradi. Nel pomeriggio il sole continuerà a dominare la scena, rendendo l’atmosfera luminosa, ma senza mitigare il freddo. I venti saranno deboli o calmi. Verso sera e durante la notte, si attende un aumento della nuvolosità, con raffiche da sud fino a 40 km/h, ma senza precipitazioni immediate. L’indice UV rimane a livello Debole (1).
Milano, sereno invernale: sole splendente, temperature rigide
Anche il capoluogo lombardo celebra l’Epifania con un clima decisamente invernale, dominato dall’alta pressione e dal sole. Le previsioni per Milano, aggiornate alle 05:34 e con attendibilità molto alta (90-95%), indicano una giornata stabile e prevalentemente serena. Le minime toccheranno lo zero (0 gradi) mentre le massime si attesteranno sui 6 gradi. Non sono previste piogge né neve.
Il mattino è iniziato con velature estese e temperature prossime allo zero, ma già in tarda mattinata il cielo si aprirà completamente. Tra mezzogiorno e il tardo pomeriggio si godrà di un cielo sereno. L’assenza di precipitazioni e il vento debole (massimo 3 km/h) renderanno il freddo più sopportabile, sebbene le gelate notturne e mattutine siano una certezza (temperatura percepita fino a -4 gradi al mattino presto). L’aria resta, tuttavia, un punto dolente: la qualità è indicata come “scadente”. Lo zero termico, indice di aria molto fredda, si posizionerà intorno ai 700 metri.
Tendenze a 15 giorni: freddo estremo persistente e piogge negate
Il panorama meteorologico per la Francia settentrionale e il Nord Italia rimane improntato a un persistente clima rigido e anomalo. A Parigi, il freddo estremo è destinato a perdurare per gran parte della prossima settimana. La deviazione termica è negativa di ben 6 gradi rispetto alla media storica. Inoltre, si conferma un dato allarmante relativo all’idrologia: le precipitazioni si mantengono nettamente sotto la norma stagionale (meno 35%), segnalando una siccità preoccupante.
Su Milano e la Lombardia, il tempo rimarrà stabile e freddo almeno fino a giovedì 8 gennaio, con minime sottozero e massime entro i 6 gradi. Nonostante qualche segnale di possibile pioviggine o deboli precipitazioni a partire da venerdì 9 e poi nuovamente la settimana successiva (giorni 14, 16, 18), l’esperto Daniele Berlusconi avverte che qualsiasi fenomeno atmosferico è ancora da valutare con estrema cautela e probabilmente risulterà effimero. L’inverno, dunque, si mostra gelido ma avaro d’acqua, un doppio segnale di allarme per l’agricoltura e le riserve idriche.
L’editoriale di Rachel: E se fosse solo… l’inverno?
Leggiamo i bollettini: gelate eccezionali, temperature 6 gradi sotto la norma, allerta ghiaccio. I titoli gridano al dramma. E subito, come da copione, arriva la didascalia mediatica: “È colpa del cambiamento climatico”. Ma scusate, se a Parigi fa caldo a ottobre è colpa del riscaldamento globale; se in Lombardia non piove è colpa del riscaldamento globale; e se oggi, 6 gennaio, in pieno inverno, la colonnina di mercurio tocca i -3 gradi, ancora colpa sua? Non è che forse, e dico forse, in pieno gennaio, faccia freddo, e a volte anche molto freddo? Anzi, dopo mesi di temperature anomale al rialzo, l’unica vera anomalia che possiamo notare è la fame di sensazionalismo che affligge certa stampa, incapace di accettare che un episodio di gelo, per quanto intenso e associato a una preoccupante siccità, sia pur sempre un evento meteorologico. Ci manca solo che sia colpa di Trump, e comunque il freddo estremo è un fenomeno che “non si vedeva da anni” (fino a quando non si ripresenta, ovviamente). Il saggio non si aggrappa al titolo urlato, ma guarda le mappe, dove il freddo è chiaramente artico e la secchezza purtroppo strutturale.
Il Koan del Meteo
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se il clima si sta riscaldando, perché Parigi è più fredda del normale, soffrendo gelate estreme e siccità anomala?”
“Perché il titolo deve essere sempre forte,” rispose Zhaozhou.
Il monaco insistette: “Ma non è che questo freddo estremo è semplicemente la natura di gennaio?”
E Zhaozhou: “Il saggio sa che quando la temperatura scende sotto la media, le notizie salgono sopra la media, e la siccità più severa è sempre nel pozzo dei fatti.”
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
