Francia24: Il 77% dei Francesi ritiene che il lavoro non sia più redditizio – Furto Louvre, La Corona “Quasi-Integra” – Programma Olimpico odierno

Di Redazione Francia24
5 Feb 2026

Il furto al Louvre, con il recupero della Corona di Eugenia…le tensioni sul Bilancio 2026. Intanto, Zelensky quantifica le perdite ucraine, mentre l’ombra di Epstein si allunga su Bill Gates e figure francesi.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 05 febbraio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA su Francia24.com e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti

 

Il 77% dei Francesi ritiene che il lavoro non sia più redditizio

Nonostante il recente e inatteso rallentamento dell’inflazione, la questione del potere d’acquisto rimane una preoccupazione centrale per i francesi. La crisi economica ha spostato l’attenzione dal costo della vita in generale ai salari, alimentando un profondo disincanto.

Secondo un sondaggio esclusivo realizzato da Elabe per BFMTV, una schiacciante maggioranza di francesi ritiene che in Francia il lavoro non paghi più: il 77% esprime questa opinione, di cui il 54% “non proprio” e il 23% “per nulla”. Solo il 23% degli intervistati ritiene che il lavoro consenta ancora di cavarsela finanziariamente.

Questa sfiducia è trasversale a tutte le categorie demografiche, ma è particolarmente marcata tra i lavoratori attivi (79%), la fascia 35-64 anni (83%), gli impiegati e gli operai (81%), e gli abitanti delle aree rurali e dei piccoli centri (84%).

Lavorare di più non è la soluzione

L’idea che un maggiore sforzo lavorativo possa migliorare il tenore di vita è ampiamente respinta. Quattro francesi su dieci (40%) credono che lavorare di più semplicemente non porti a guadagni maggiori. Un ulteriore 46% ritiene che eventuali guadagni aggiuntivi siano marginali e abbiano un impatto molto limitato. Solo un esiguo 14% dei francesi pensa che lavorare di più possa aumentare significativamente il proprio reddito. Questo scetticismo è diffuso in particolare tra gli attivi, gli impiegati e la fascia 25-49 anni.

Di fronte a questa realtà, i cittadini cercano soluzioni altrove. I mezzi percepiti come più efficaci per migliorare il tenore di vita sono, in ordine di citazione: la riduzione delle spese e l’ottimizzazione del bilancio (51%), l’investimento immobiliare o finanziario (32%), il trasferimento in una zona meno costosa (31%) e la convivenza per la mutua condivisione dei redditi (30%). Le azioni direttamente collegate al lavoro — come lavorare di più (28%), formarsi (28%) o cambiare azienda (27%) — arrivano a seguire, percepite come meno decisive.

Negli ultimi tre anni, il potere d’acquisto si è globalmente eroso. Tra i lavoratori attivi, il 39% dichiara che i propri redditi sono rimasti stabili (equivalente a una perdita reale a causa dell’inflazione), e il 18% afferma che i propri redditi sono addirittura diminuiti. Solo il 5% ha registrato un reale aumento del potere d’acquisto.

Troppo divario tra lordo e netto

I francesi individuano i principali colpevoli del mancato guadagno nell’inflazione (indicata dal 63%) e nel costo del lavoro per i datori di lavoro (60%). Sette francesi su dieci ritengono che il modello sociale (ovvero i contributi) gravi eccessivamente sui salari.

Un altro elemento di profondo malcontento è la scarsa trasparenza del sistema: più di un francese su due (53% tra i dipendenti privati) non conosce o valuta in modo errato il divario tra salario lordo e netto. Dopo essere stati informati che tale scarto si attesta tra il 22% (non-quadri) e il 25% (quadri), il 71% degli intervistati considera questa differenza troppo elevata e ritiene che il peso del modello sociale sui salari sia eccessivo.

Nonostante il pessimismo economico, c’è ancora una forte volontà lavorativa. Quasi 7 dipendenti su 10 si dicono pronti ad accettare ore di straordinario o ad assumere maggiori responsabilità per aumentare il reddito, un paradosso che evidenzia il desiderio di progredire economicamente nonostante la diffusa sfiducia nell’efficacia di tali sforzi.

Questi risultati derivano da un sondaggio Elabe per BFMTV e riflettono un profondo scetticismo nella società francese riguardo la relazione tra sforzo lavorativo e ricompensa economica, un tema centrale nel dibattito sul potere d’acquisto.
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Furto storico al Louvre: la corona di Eugenia, abbandonata dai malviventi, sarà sottoposta a restauro completo

Recuperata ai piedi della Galleria di Apollo dopo il clamoroso furto di gioielli al Louvre avvenuto lo scorso 19 ottobre, la corona dell’imperatrice Eugenia, abbandonata dai malviventi durante la fuga, potrà beneficiare di una “restaurazione completa”, come annunciato dal museo mercoledì 4 febbraio. Il gioiello “ha conservato la sua quasi-integrità” e potrà essere restaurato “senza ricorrere alla ricostituzione o alla restituzione”, ha assicurato il Louvre in un comunicato.

Questa corona, commissionata da Napoleone III per sua moglie Eugenia nel 1855, ha subito durante il furto “uno schiacciamento e ne è risultata sensibilmente deformata”. Dapprima danneggiata durante l’estrazione dalla vetrina attraverso una “fessura relativamente stretta aperta dalla smerigliatrice” dei ladri, ha poi subito “un urto violento” che ne ha provocato lo schiacciamento, ha specificato l’istituzione.

Nelle foto trasmesse mercoledì dal Louvre, si può vedere la corona schiacciata e quattro rami inizialmente fissati alla struttura che si sono staccati. Nonostante ciò, i 56 smeraldi sono rimasti al loro posto e sono scomparsi solo una decina di diamanti di piccole dimensioni sui 1.354 che adornano la corona. “Il globo di diamanti e smeraldi è intatto” e solo una delle otto aquile d’oro della corona è definitivamente andata perduta, precisa il Louvre, che ha acquisito il gioiello nel 1988.

Per garantire il restauro di questa rara corona di sovrana conservata in Francia, verrà designato un restauratore accreditato “a seguito di una gara d’appalto”. Un comitato di esperti è stato nominato per consigliare e supervisionare i lavori di restauro. Sarà presieduto da Laurence des Cars, presidente e direttrice del Louvre.

Otto gioielli del XIX secolo sono stati rubati durante questo spettacolare furto di risonanza mondiale e sono tuttora irreperibili. Il bottino, che include anche il diadema con circa 2.000 diamanti dell’imperatrice Eugenia, è stimato a 88 milioni di euro. I quattro presunti membri del commando sono stati tutti arrestati e posti in custodia cautelare. Una delle ipotesi degli inquirenti è che questi gioielli possano “essere una merce di riciclaggio, o anche di negoziazione nell’ambiente criminale”, aveva dichiarato la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, a novembre.

Notizia relativa agli sviluppi delle indagini e alla valutazione dei danni subiti da uno dei pezzi recuperati a seguito del furto al Museo del Louvre, avvenuto nell’ottobre 2025.

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rachel

Editoriale di Rachel – La Corona “Quasi-Integra” e la Sicurezza Sbagliata

Dunque, la grande notizia dal Louvre non è che il museo più famoso del mondo abbia subito un furto spettacolare, e che otto gioielli per un valore di 88 milioni di euro siano svaniti nel nulla. No, la vera esultanza, il titolo che meritava un comunicato ufficiale, è che la Corona dell’Imperatrice Eugénie—oggetto che i ladri, evidentemente, non consideravano degno del loro tempo—è stata ritrovata. E, attenzione, è “quasi integra”. Dobbiamo inginocchiarci e ringraziare i malviventi per la loro pietà storica o per la loro palese incompetenza? Se un gioiello imperiale del 1855 viene schiacciato, deformato e abbandonato in una galleria come un sacchetto di patatine scadute, e il museo festeggia perché solo una decina di piccoli diamanti sono spariti, forse dovremmo rivedere la nostra definizione di “successo”.

Il Louvre, in un esercizio di pubbliche relazioni degno di un comico, si affretta a specificare che il restauro potrà avvenire “senza ricorso alla ricostituzione o restituzione”. Meno male! Credevamo che per raddrizzare quattro ramificazioni storte e riattaccare un’aquila d’oro smarrita, fosse necessario riesumare Napoleone III. E non dimentichiamo il processo burocratico che accompagna questa trionfale riparazione: un restauratore sarà scelto tramite una “gara d’appalto” e supervisionato da un “comitato di esperti” presieduto dalla direttrice. Quante riunioni di alto livello e quanti memorandum saranno necessari per riparare il danno che una singola mazzetta di criminali disorganizzati ha lasciato dietro di sé? Quando l’amministrazione diventa più complessa e costosa del furto stesso, forse è tempo di chiedersi dove sia il vero scandalo.

Mentre gli esperti si affannano a discutere di “quasi-integrità” e di procedure di restauro, i veri protagonisti di questa storia—gli 88 milioni di euro di bottino—stanno ancora facendo il giro del mondo, probabilmente usati come merce di riciclaggio. L’unica ipotesi seria avanzata dalla Procura è che siano merce di negoziazione. Ottimo. Hanno svuotato le vetrine, hanno dimostrato che la sorveglianza è una barzelletta, e noi ci consoliamo con un diadema ammaccato che i ladri si sono dimenticati. Non è assurdo come si possa spostare il focus mediatico dall’enorme catastrofe della sicurezza a un piccolo, sebbene prezioso, oggetto di scarto? È questa la lezione del Louvre: celebrate l’oggetto non rubato, e dimenticate pure quello che è andato perso.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Yunmen: «Se un gioiello prezioso viene rubato, schiacciato e poi abbandonato, conserva ancora la sua natura?»

Yunmen rispose: «Conserva la sua natura, ma non la sua forma.»

Il monaco insistette: «Allora perché i ladri l’hanno lasciato lì, invece di portarlo via?»

  «Perché cercavano un tesoro da vendere, non un tesoro da comprendere.» rispose Yunmen.

Un altro monaco  chiese a Yunmen: «Dopo il restauro, quando tutte le ammaccature saranno sparite e l’aquila perduta rifatta, sarà ancora la stessa corona?»

 «Sarà la corona che il museo vuole vedere. Ma la vera corona era già lì, schiacciata, nel momento in cui è stata abbandonata.» concluse Yunmen.

Ma torniamo alle notizie.

L’inflazione scende all’1,7% nell’Eurozona, il minimo da 16 mesi: la Francia si distingue con il tasso più basso d’Europa (0,4%)

L’inflazione ha registrato un netto rallentamento a gennaio 2026 nell’Eurozona, attestandosi all’1,7% su base annua. Questo calo, trainato dalla diminuzione dei prezzi dell’energia e dal ripiegamento dei servizi, non ha provocato una reazione immediata da parte della Banca Centrale Europea (BCE).

Secondo la stima rapida pubblicata da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, il tasso di inflazione annuale nell’area euro è sceso all’1,7% a gennaio 2026, rispetto al 2,0% registrato a dicembre.

Analizzando le principali componenti, i servizi si confermano con il tasso annuo più elevato (3,2%, in calo dal 3,4% di dicembre), seguiti da alimentari, alcolici e tabacco (2,7%, in aumento dal 2,5%), e beni industriali non energetici (0,4%, in aumento dallo 0,3%). La componente che ha inciso maggiormente sul rallentamento è stata l’energia, che ha registrato un forte calo annuale del -4,1%, rispetto al -1,9% di dicembre.

Con l’1,7% di gennaio, l’inflazione torna al suo livello più basso da settembre 2024. Anche l’indicatore dei prezzi sottostanti (core inflation), che esclude i costi volatili di energia, alimentari, alcol e tabacco, è rallentato al 2,2% a gennaio, rispetto al 2,3% del mese precedente.

Questi dati sono in linea con le aspettative degli economisti e non dovrebbero alterare la strategia della BCE, che si prevede manterrà i tassi di interesse invariati giovedì e per il resto dell’anno. La Banca Centrale si aspetta infatti che l’inflazione rimanga leggermente inferiore al suo obiettivo del 2% nel 2026 e 2027, prima di tornare a tale soglia nel 2028.

L’eccezione francese: 0,4%

In questo contesto di generale rallentamento, la Francia si distingue nettamente. Mentre l’inflazione media europea è all’1,7%, l’Esagono ha registrato un tasso di aumento dei prezzi (indice IPCH) pari ad appena lo 0,4% a gennaio. Questo pone la Francia nettamente al di sotto di grandi economie come Germania (2,1%), Spagna (2,5%), Paesi Bassi (2,2%), Belgio (1,4%) e Italia (1%).

L’energia, principale ammortizzatore francese

Questo scarto si spiega con una combinazione di fattori strutturali e politici. Il primo elemento chiave è l’energia. La Francia beneficia di un mix energetico in gran parte dominato dal nucleare, il che la rende meno dipendente dalle importazioni di gas e dalle fluttuazioni dei mercati internazionali. Di conseguenza, il calo marcato dei prezzi dell’energia osservato in Europa dalla fine del 2025 si ripercuote più fortemente sull’inflazione francese rispetto ai suoi vicini.

Al contrario, Paesi come Germania o Italia, maggiormente esposti al gas e ai combustibili fossili importati, vedono i loro prezzi rimanere più sensibili alle tensioni geopolitiche e agli aggiustamenti delle scorte.

Meccanismi di regolamentazione dei prezzi e salari

Un altro elemento distintivo è l’eredità dei dispositivi pubblici messi in atto durante la crisi inflazionistica 2022-2023. Sebbene gli “scudi tariffari” siano stati progressivamente rimossi, i loro effetti continuano a farsi sentire, in particolare sull’elettricità, il gas e alcuni servizi regolamentati.

Inoltre, la struttura del mercato francese – con una forte concorrenza nella grande distribuzione, negoziati commerciali regolamentati e pressione politica sui prezzi alimentari – contribuisce a contenere gli aumenti.

Infine, sul fronte dei servizi, principale motore dell’inflazione nell’Eurozona, la Francia si caratterizza per una progressione salariale più moderata rispetto ad altri Paesi europei, in particolare Germania e Paesi Bassi, dove i recuperi post-inflazione sono stati più marcati. Questa dinamica salariale più contenuta limita la trasmissione dei costi sui prezzi finali, soprattutto nei settori ad alta intensità di manodopera come la ristorazione o i trasporti.

I dati provvisori di Eurostat per gennaio 2026 mostrano un forte rallentamento dell’inflazione nell’Eurozona, un trend in cui la Francia si conferma un’eccezione positiva grazie a fattori energetici e salariali specifici.

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Il Dettaglio del Programma Olimpico Invernale per Giovedì 5 Febbraio

La giornata olimpica di Giovedì 5 febbraio si concentra prevalentemente sugli allenamenti ufficiali e sulla fase preliminare di due discipline fondamentali, con l’inizio delle competizioni che si protrarrà fino a sera.

Alle 09:05 prende il via la Sessione 2 del Girone di Doppio misto di Curling. Quattro incontri simultanei animeranno le piste: Gran Bretagna sfiderà l’Estonia (Campo A), la Cechia affronterà la Svezia (Campo B), la Norvegia incrocerà gli Stati Uniti (Campo C), mentre la Corea si misurerà contro i padroni di casa dell’Italia (Campo D).

A partire dalle 10:30, l’attenzione si sposta sulle piste di Sci Alpino, dove sono previsti due importanti appuntamenti: il primo allenamento ufficiale per la Discesa donne e il secondo allenamento ufficiale per la Discesa uomini.

Alle 11:10 ha inizio il Torneo femminile di Hockey su Ghiaccio. Il Turno preliminare del Gruppo B vedrà opposte la Svezia e la Germania in quello che si preannuncia come un match d’apertura cruciale.

Il pomeriggio è dedicato agli allenamenti dello Slittino, con il Singolo uomini in pista alle 13:30. Alle 13:35, il Curling riprende con la Sessione 3 del Doppio misto, che vedrà Stati Uniti e Svizzera affrontarsi sul Campo A.

La conclusione del Giorno Olimpico è fissata alle 19:00, con l’ultimo allenamento ufficiale per il Singolo uomini di Slittino.

Questo programma dettagliato copre gli eventi e le sessioni di allenamento ufficiali previsti per una delle prime giornate di competizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

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Rassegna Stampa francese

 

 

Francia24: giovedì 05 febbraio 2026

Le Figaro

Scontro istituzionale sul Bilancio 2026: Lecornu e RN presentano ricorsi alla Consulta

Il progetto di legge finanziaria per il 2026 approda dinanzi al Consiglio Costituzionale, dopo che sia il governo del Primo Ministro Sébastien Lecornu sia il partito di opposizione Rassemblement National (RN) hanno presentato ricorsi separati. Il governo mira a ottenere un parere sulla validità giuridica di tre misure chiave volte a incrementare la tassazione sui redditi più elevati e a restringere alcune nicchie fiscali. Parallelamente, il RN ha impugnato la legge per diverse ragioni, tra cui la contestazione sulla restrizione al finanziamento della patente di guida tramite il Conto Personale di Formazione (CPF). La mossa evidenzia la profonda spaccatura politica sul piano economico-sociale del governo, che cerca di bilanciare le ambizioni di riforma con la necessità di mantenere sotto controllo il deficit statale. La decisione del Consiglio è attesa nelle prossime settimane e avrà un impatto cruciale sulla messa in opera delle politiche fiscali previste per l’anno in corso.

FranceInfo

Guerra in Ucraina: Le rivelazioni di Zelensky su perdite umane e negoziati, mentre i civili affrontano l’inverno

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilasciato una lunga intervista in diretta da Kiev, fornendo un aggiornamento crudo e dettagliato sulla situazione del conflitto che dura da quattro anni. Zelensky ha quantificato le perdite militari ucraine a circa 55.000 soldati caduti dall’inizio dell’invasione russa, sottolineando che una sconfitta in questa guerra significherebbe la perdita definitiva dell’indipendenza nazionale. Queste dichiarazioni giungono mentre i negoziati per un cessate il fuoco sono ripresi ad Abu Dhabi, coinvolgendo anche i delegati russi e americani, in un tentativo diplomatico di porre fine al sanguinoso stallo. La Russia, tuttavia, minaccia di proseguire le ostilità se Kiev non accetterà le sue condizioni iniziali. Nel frattempo, per sopperire alla crescente carenza di truppe al fronte, l’esercito di Kiev ha reclutato circa 11.000 detenuti, in maggioranza condannati per reati minori come il furto, che hanno scelto di combattere in cambio della libertà al termine del conflitto.

Editoriale di Rachel – Lezioni di storia e restaurazione di gioielli: La vera lezione del Louvre.

Allora, la Corona dell’Imperatrice Eugenia è stata ritrovata, anche se un po’ ammaccata. Che sollievo! Un trionfo per l’ordine e la cultura. Eppure, qui il dibattito si concentra sul restauro e sulle “decisioni maggiori” che il Ministro Dati promette. Ma forse il problema non è solo nel vetro blindato o nel sensore dimenticato.

Il furto al Louvre ci dice molto di più sul valore che diamo alle cose, non solo in oro e diamanti. Abbiamo una classe politica che discute per giorni se un bilancio da miliardi è legale o meno, che litiga su cavilli fiscali e che, di fronte a un’aggressione premeditata contro una professoressa (come a Sanary), parla solo di “preoccupazione” e “stato stabile”.

Ma quando un gioiello dell’Impero viene graffiato, tutti i riflettori si accendono, le promesse di “riparazione completa” si moltiplicano. Ci si preoccupa della patina storica di una corona, ma non del tessuto sociale che si sta logorando. Non sarebbe più urgente promettere una “restaurazione completa” del sistema scolastico o della fiducia dei cittadini, piuttosto che dei diamanti di un’Imperatrice che ha abdicato da secoli?

Le Monde

Affaire Epstein: Bill Gates “si rammarica di ogni minuto” passato con il finanziere

Bill Gates, co-fondatore di Microsoft e filantropo di fama mondiale, ha espresso profondo rammarico per i suoi trascorsi con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein, dichiarando in un’intervista di “rimpiangere ogni minuto” speso in sua compagnia. Le dichiarazioni giungono in seguito alla recente pubblicazione di nuovi documenti legati al caso Epstein, che hanno messo in luce i tentativi del finanziere di sfruttare i suoi legami con figure influenti. Gates ha tenuto a precisare di aver frequentato Epstein solo per cene di lavoro, escludendo categoricamente di essersi recato sulla sua isola privata o di aver avuto relazioni con donne presentate da lui. I documenti avevano rivelato anche una bozza di email non inviata in cui Epstein faceva riferimento alle relazioni extraconiugali di Gates, ma il miliardario liquida tali illazioni come “accuse assurde”, ribadendo la sua estraneità alle attività criminali del finanziere.

FranceInfo

Nuove ombre francesi sui dossier Epstein: Lang e Villani si difendono

L’eco dei cosiddetti “Epstein Files” continua a riverberarsi anche in Francia, coinvolgendo figure pubbliche di spicco. L’ex ministro della Cultura Jack Lang ha ribadito con fermezza la sua innocenza, affermando di non avere “nulla da rimproverarsi” in relazione alle frequentazioni del finanziere americano. Nello stesso contesto, anche l’ex deputato e matematico Cédric Villani ha confermato di aver avuto un incontro con Epstein, descrivendo il suo interesse come legato al lancio di un premio matematico con implicazioni biologiche. Questi sviluppi seguono le rivelazioni che hanno messo in luce i legami tra Epstein e la figlia di Jack Lang, Caroline, contribuendo a mantenere viva la tensione mediatica e politica sull’influenza del magnate nel jet set internazionale. Il dibattito ha coinvolto anche figure politiche e reali in Norvegia e l’ex presidente americano Donald Trump, che ha liquidato la vicenda invitando l’America a “passare oltre”.

Le Figaro

Aggressione premeditata a Sanary-sur-Mer: L’alunno quattordicenne confessa l’odio verso la docente

Resta grave, ma stabile, lo stato di salute della professoressa di arte plastica accoltellata da un alunno di quattordici anni presso il collegio La Guicharde a Sanary-sur-Mer, nel Var. Le indagini coordinate dal procuratore della Repubblica Raphaël Balland hanno rivelato che l’adolescente ha ammesso la piena premeditazione del gesto. Il movente risiederebbe in un profondo e radicato rancore nutrito nei confronti dell’insegnante, ritenuta responsabile di aver segnalato i suoi precedenti comportamenti problematici tramite l’applicazione scolastica Pronote. Questo drammatico evento solleva nuovamente interrogativi urgenti sulla gestione della violenza in ambito scolastico e sulla capacità del sistema educativo di intercettare e disinnescare situazioni di grave disagio giovanile.

FranceInfo

Bordeaux: Aperta l’inchiesta per il suicidio di Tyah, il dramma del bullismo scolastico torna al centro del dibattito nazionale

Il Parquet di Bordeaux ha formalmente aperto un’inchiesta per far luce sulle circostanze che hanno condotto al suicidio di Tyah, studentessa sedicenne ritrovata impiccata in un parco della Gironda. Le prime indagini, compresa l’autopsia, sembrano confermare la tesi del gesto volontario. Tuttavia, l’attenzione si concentra sul presunto ruolo che il bullismo scolastico avrebbe avuto nel dramma. L’istituto scolastico frequentato dalla giovane è ora sotto indagine amministrativa da parte del rettorato di Bordeaux. La morte di Tyah, unita al recente caso dell’insegnante aggredita a Sanary, ha riportato in primo piano la fragilità del sistema educativo francese di fronte alla violenza e al cyberbullismo, esigendo un intervento legislativo e sociale più robusto per la protezione degli studenti e del personale.

BFM

Fondo UE per l’Ucraina: Londra inclusa nelle eccezioni per l’acquisto di armi

L’Unione Europea ha stabilito un’eccezione significativa che permetterà all’Ucraina di utilizzare parte del prestito di 60 miliardi di euro messo a disposizione per l’acquisto di armamenti anche da fornitori britannici. Questa decisione allarga il perimetro dei finanziamenti, inizialmente destinati solo a paesi membri dell’UE, facilitando così la fornitura di armi non-europee a Kiev in un momento critico del conflitto. La mossa, sostenuta da 24 paesi membri, mira ad accelerare e diversificare il sostegno militare all’Ucraina, consentendo l’integrazione immediata di sistemi d’arma provenienti dal Regno Unito, come missili e munizioni, ritenuti vitali per la resistenza contro l’avanzata russa.

BFM Business

Rinforzo militare lampo: la DGA ordina 42 miliardi di euro in armamenti, aggirando le procedure standard

La Direzione Generale per gli Armamenti (DGA) ha annunciato un piano massiccio di acquisti per le forze armate francesi, prevedendo ordini per un valore di 42 miliardi di euro nel 2026. L’obiettivo è l’approvvigionamento rapido di sistemi d’arma essenziali, tra cui missili Meteor, obici d’artiglieria, e veicoli blindati di nuova generazione come Griffon e Jaguar. Per garantire una consegna celere in risposta alle mutate esigenze geopolitiche e ai ritardi accumulati, la DGA ha confermato l’intenzione di “cortocircuitare i propri processi” interni. Questa strategia è volta a evitare i lunghi iter burocratici tipici delle commesse statali, come parte di una revisione strategica che privilegia la rapidità di produzione, anche a costo di accettare un livello di rischio superiore, come già avvenuto per i recenti programmi di droni in partnership con l’industria automobilistica.

FranceInfo

Il disincanto del lavoro: il 77% dei francesi ritiene che lavorare non garantisca più un adeguato potere d’acquisto

Un sondaggio BFM TV rivela un profondo malessere sociale ed economico in Francia: il 77% dei cittadini ritiene che il lavoro non sia più sufficientemente retribuito, alimentando la percezione che lavorare di più non porti a un significativo miglioramento del reddito disponibile. Nonostante il recente calo dell’inflazione nell’Eurozona (scesa all’1,7%), il potere d’acquisto rimane la preoccupazione primaria per i francesi, che lamentano l’erosione dei salari reali. Il senso di disincanto è rafforzato dalla confusione sul divario tra retribuzione lorda e netta e dal peso percepito delle contribuzioni fiscali e sociali. Questo fenomeno si inserisce in un quadro in cui sei francesi su dieci si sentono contribuenti netti, stimando di versare più allo Stato di quanto ricevano in servizi.

Le Monde

Economia russa in affanno: Mosca teme il crollo delle vendite di petrolio indiane e un deficit triplicato

L’economia russa sta mostrando segnali di cedimento, un rallentamento ufficialmente riconosciuto anche dal Presidente Vladimir Putin, che si aggiunge alle pressioni esercitate dalle sanzioni internazionali. Il Cremlino è particolarmente preoccupato per la flessione degli acquisti di petrolio da parte dell’India, un partner commerciale cruciale per Mosca. Il mancato introito derivante dalla vendita di idrocarburi, unito a spese statali superiori alle previsioni, minaccia di triplicare il deficit pubblico russo per il 2026 rispetto agli obiettivi stabiliti. Ulteriori segnali di difficoltà includono l’inondazione del mercato interno da parte di automobili cinesi, la svendita di asset strategici come gli aeroporti a prezzi ridotti e un incremento dell’IVA.

BFM Business

Mercati in declino: Crolli azionari per Novo Nordisk e Nintendo dopo risultati deludenti e preoccupazioni sui nuovi prodotti

Giornata difficile per due colossi internazionali in Borsa. Novo Nordisk, la casa farmaceutica danese leader nel segmento dei farmaci anti-obesità, ha subito un tracollo azionario del 17%. L’azienda è stata pesantemente penalizzata dalle mosse dei concorrenti americani nel mercato dei trattamenti per l’obesità, che hanno eroso la fiducia degli investitori. Contemporaneamente, anche il gigante giapponese dei videogiochi Nintendo ha registrato un calo dell’11% in Borsa. Nonostante l’eccellente performance della console Switch 2, con oltre 17 milioni di unità vendute in otto mesi, il mercato è apparso deluso dalla lenta performance dei titoli di gioco dedicati, sollevando dubbi sulla strategia a lungo termine dell’azienda nel settore software.

BFM Business

Industria della Difesa: Il CEO di LMB Aerospace difende la cessione agli USA, negando il valore strategico nazionale

Il dibattito sulla cessione di aziende francesi a controllo straniero si riaccende con il caso di LMB Aerospace, produttore di ventilatori essenziali per velivoli militari come il Rafale e il carro armato Leclerc, recentemente acquisito da un gruppo americano. Il capo di LMB Aerospace ha respinto categoricamente le critiche, in particolare quelle mosse dalle ali più estreme dello spettro politico, affermando che l’azienda “non è affatto strategica” per l’industria della difesa francese. Questa dichiarazione mira a sedare le preoccupazioni riguardo la potenziale perdita di tecnologia critica e sovranità industriale in un settore cruciale per la sicurezza nazionale, rassicurando le autorità sulla continuità operativa e l’assenza di rischi reali per i programmi militari francesi in corso.

FranceInfo

Prevenzione Oncologica: L’OMS rivela che quattro casi di cancro su dieci sono evitabili

Uno studio pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia che ben quattro casi di cancro su dieci potrebbero essere prevenuti attraverso la gestione dei fattori di rischio e l’adozione di politiche pubbliche mirate. L’indagine sottolinea l’importanza di intervenire su abitudini e ambienti che aumentano la probabilità di sviluppare la malattia, come il fumo, l’alimentazione scorretta e l’esposizione a sostanze inquinanti. Contemporaneamente, la Ministra della Salute francese ha annunciato l’ambizione di introdurre uno screening generalizzato per il cancro ai polmoni entro il 2030. Questo passo fa parte di un piano nazionale di prevenzione rafforzata, che include anche percorsi di cura specifici per i giovani adulti malati di cancro.

BFM

Bruxelles riprende l’esame dell’accordo commerciale con gli USA dopo il passo indietro di Trump sul Groenland

L’Unione Europea ha sbloccato l’iter di ratifica dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, sospeso a gennaio a seguito delle tensioni geopolitiche legate alle mire americane sul Groenland. Il Parlamento Europeo ha ripreso l’esame dell’intesa, che prevede, tra le altre clausole, l’applicazione di dazi del 15%. La ripresa delle discussioni fa seguito a un apparente allentamento della pressione da parte dell’amministrazione Trump riguardo l’acquisto del territorio danese, permettendo così a Bruxelles di ritornare alla normalizzazione dei rapporti commerciali. L’accordo, raggiunto nell’estate 2025, è considerato fondamentale per la stabilità delle relazioni economiche transatlantiche.

 

Koan del giorno

Un cronista chiese al Saggio: “Qual è il valore di una corona antica, se viene profanata da ladri moderni?”
Il Saggio rispose: “Il vero valore di un gioiello non è nella sua storia o nei suoi carati, ma nella rapidità con cui si promette di ripararlo, mentre le ferite dei vivi rimangono in attesa.”

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Chiusura.

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