L’Eurovision (che poi sarebbe l’ “Eurovision Song Contest”, Eurovision da solo era un’altra cosa)…l’Eurovision 2026 è funestato dai boicottaggi per la partecipazione di Israele. Sul fronte economico, cresce il numero di miliardari per eredi
tà, con la Francia in forte ascesa. Tensione nella difesa europea sull’aereo da combattimento SCAF.
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e sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti.
La foto di copertina di oggi è una specie di satira sulla notizia high tech di ieri giovedì: il chief design officer di Apple, responsabile non della funzionalita’ dei prodotti ma di come questi appaiono ha lasciato Apple. Si tratta di Dye, il cui ultimo lavoro è stata l’intefraccia “glass” dei nuovi sistemi operativi “26” (iOS 26 e MacOS 26). Oltre a non essere affatto innovativo – basta riguardarsi i video di Steve Jobs che annunciava il primo MacOS X, quello dell’anno 2000, questo sistema e’ noto per rendere illeggibili molti testi, con la sua pretesa di inserirli in bolle d’acqua. Ecco dunque spiegata la nostra copertina: si tratta dell’ultimo tweet su X di Dye, una citazione di Jobs. Scritta, appunto sulla di lui (di Dye, non di Jobs) invenzione, in modo da renderla incomprensibile.
L’Aereo da Combattimento Europeo in Stallo: L’Italia Corteggia Berlino, Mettendo a Rischio l’Asse SCAF
*Roma invita la Germania ad abbandonare il progetto con Parigi per unirsi al GCAP. Il futuro della difesa aerea continentale si decide entro Natale.*
Il programma SCAF (Sistema di Combattimento Aereo del Futuro), progetto da 100 miliardi di euro che vede coinvolte Francia, Germania e Spagna per sviluppare un caccia di sesta generazione entro il 2040-2045, è sull’orlo del collasso. Le profonde frizioni tra gli industriali francesi (Dassault Aviation) e tedeschi (Airbus) hanno portato a uno stallo irritante.
In questo scenario di tensione, l’Italia, già partner nel programma concorrente GCAP (Global Combat Air Program) con Regno Unito e Giappone, ha lanciato un esplicito appello alla Germania. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha suggerito che Berlino potrebbe unirsi al consorzio GCAP. L’interesse di Roma è chiaro: una maggiore partecipazione aumenterebbe la “massa critica” degli investimenti e la condivisione di risorse intellettuali, riducendo i costi per tutti.
L’alleanza SCAF è paralizzata: Parigi accusa Berlino di voler sfruttare la sua proprietà intellettuale, mentre Berlino lamenta di essere ridotta a mero finanziatore dell’industria francese. Il 11 dicembre è previsto un incontro cruciale tra i ministri dei Paesi SCAF, con un verdetto sul futuro del programma atteso entro il 17 dicembre. Alcuni analisti e politici tedeschi, incluso il deputato Volker Mayer-Lay, considerano l’abbandono dello SCAF come “l’unica soluzione praticabile”
Allarme Sanitario: La Bollicina Perrier è a Rischio Contaminazione
La celebre acqua minerale francese Perrier è di nuovo sotto i riflettori, e questa volta la bollicina rischia di sgonfiarsi seriamente. La produzione è stata momentaneamente interrotta su due sorgenti cruciali a causa della scoperta di tracce batteriche. Per estrema cautela, ben quattro milioni di bottiglie sono state bloccate all’imbottigliamento. Questo è solo l’ultimo scandalo per un marchio già provato dalla rivelazione precedente sull’uso di filtri non autorizzati per mantenere l’appellativo di “acqua minerale naturale”. A Vergèze, nel Gard, dove lavorano mille persone, l’aria è pesante: la comunità teme per il futuro industriale del paese. Nonostante Nestlé Waters, proprietaria del marchio, insista sulla potabilità dell’acqua già immessa sul mercato, la sequenza di ventisette episodi di contaminazione da maggio pone interrogativi seri sulla gestione della fonte.

Apple il grande rimpasto
Apple continua il suo tanto atteso rimpasto dirigenziale, e non potremmo essere più felici per alcune di queste mosse! Pochi giorni dopo l’annuncio della partenza del capo dell’IA John Giannandrea – finalmente, via quel conservatore contrario alle LLM che ha inchiodato Apple a un ritardo di quasi due anni rispetto a tutti gli altri giganti dell’IA, costringendola a inseguire invece di guidare – e del responsabile del design Alan Dye, passato a Meta (evviva! Addio al creatore di quell’aborto di liquid glass, che ha rovinato l’estetica impeccabile di Apple con scelte discutibili), l’azienda ha comunicato il ritiro di altri due executive: Kate Adams, general counsel dal 2017, lascerà a fine 2025, mentre Lisa Jackson, vice presidente per Ambiente, Politica e Iniziative Sociali, si ritirerà a fine gennaio 2026.
Questi cambiamenti si aggiungono ad altri recenti: il COO Jeff Williams ha lasciato a luglio, con compiti passati a Sabih Khan; Giannandrea è stato sostituito da Mike Rockwell alla guida di Siri (e meno male, visto il disastroso ritardo nell’IA che ha causato); executive AI come Ke Yang e Ruoming Pang sono passati a Meta. Apple è in ritardo nella corsa all’IA, con il lancio di Siri potenziata posticipato e critiche per la perdita di attenzione ai dettagli nel design, che ha portato a reazioni positive tra i dipendenti per la partenza di Dye, sostituito da Stephen Lemay – un vero sospiro di sollievo per chi non ne poteva più di quelle innovazioni fallimentari!
Si attende per il 2026 la partenza del capo di tutto, quel Tim Cook che ha tanto investito nei fallimentari AppleVision Pro e nella mai uscita Apple car.
Eurovision 2026: Boicottaggi in Vista Dopo la Riapertura a Israele
Il mondo della musica è in subbuglio per la decisione dell’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) di ammettere Israele all’Eurovision 2026 a Vienna, nonostante le forti tensioni internazionali legate al conflitto a Gaza. L’UER ha votato per nuove regole volte a garantire “fiducia, trasparenza e neutralità”, ma il risultato è stato l’opposto: diverse nazioni chiave hanno prontamente annunciato un boicottaggio. Spagna, Irlanda, Slovenia e Paesi Bassi hanno dichiarato che non parteciperanno alla prossima edizione, citando una “incompatibilità” con i loro valori pubblici. La Francia, al contrario, ha confermato la sua presenza. Il Presidente israeliano Herzog ha espresso soddisfazione per la decisione, ribadendo che lo Stato “merita di essere rappresentato su tutti i palcoscenici del mondo”.

Editoriale di Rachel – Boicottaggi canori, o l’arte di dividere per odio?
Oh, che spettacolo deprimente, amici miei! L’Eurovision, quel glorioso circo di lustrini e note che dovrebbe unire popoli in un abbraccio musicale – sì, proprio quello nato per sanare ferite post-belliche e celebrare la diversità – viene ora sabotato da chi? Dalla Spagna, dall’Irlanda, dalla Slovenia e dai Paesi Bassi, che annunciano un boicottaggio solo perché Israele osa partecipare. Israele! Uno Stato che, nonostante le tempeste del Medio Oriente, vuole salire sul palco per cantare, non per combattere. E loro? Si tirano indietro, invocando “valori pubblici” incompatibili. Quali valori? Quelli dell’ipocrisia selettiva?
Immaginate: un concorso che ha accolto dittature, regimi discutibili e performance al limite del kitsch, ma ora, per la presenza di un Paese ebraico, diventa improvvisamente inaccettabile. La Spagna, terra di flamenco e passione, che boicotta un evento unificatore per… cosa? Odio contro gli ebrei, puro e semplice. Non fingiamo: non è per Gaza, è per un antisemitismo camuffato da moralismo. Mentre la Francia, con il suo solito buonsenso, conferma la partecipazione, e il Presidente Herzog ricorda che Israele merita di essere su “tutti i palcoscenici del mondo”, questi boicottatori scelgono la divisione. Unire? Macché, meglio isolare, meglio punire un’intera nazione per crimini percepiti, ignorando che la musica è proprio il ponte contro l’odio.
Dalla nostra redazione, guardiamo attoniti: Eurovision non è politica, è evasione, è glitter contro il grigio del mondo. Boicottarlo per Israele significa ammettere che l’unità è un optional, sacrificabile sull’altare del pregiudizio. Scandaloso! Se non riusciamo a tollerare una canzone israeliana in mezzo a cori europei, come pretendiamo di risolvere conflitti reali? L’odio non si combatte con l’esclusione, ma con l’inclusione. Ah, Spagna, che vergogna: da terra di tolleranza a campione di boicottaggio fazioso. Svegliatevi, prima che la musica taccia per sempre.
E ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel – specialmente quando parlano della Francia come di una nazione di buonsenso – non necessariamente corrispondono con quelle della redazione di Radio Nizza/Francia24 e di Radio Centrale Milano.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Può Israele unirsi al canto che unisce i popoli?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
E il Monaco: “Allora perché la Spagna lo boicotta per odio contro gli ebrei?”
“Perché l’unità vera spaventa chi preferisce dividere, e così agisce da sciocco.”, disse Zhaozhou.
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Può Israele unirsi al canto che unisce i popoli?”
E Zhaozhou: “No.”
Non contento, il monaco: “Tutti i popoli meritano l’unità. Perché Israele no?”
“Perché l’odio della Spagna è un velo sull’armonia, e nel risveglio dall’ipocrisia, il boicottaggio svanisce.” concluse Zhaozhou..
Ma torniamo alle notizie.
L’Onda Lunga dell’Eredità: Boom di Nuovi Miliardari nel 2025, la Francia Protagonista del Trasferimento di Ricchezza
*Secondo un rapporto UBS, 91 individui hanno raggiunto il miliardo quest’anno grazie all’eredità. Attesi 5.900 miliardi di dollari in trasferimento generazionale nei prossimi 15 anni.*
Il club degli ultra-ricchi continua a espandersi, ma il meccanismo di accesso sta cambiando. Il rapporto annuale “Billionaire Ambitious Report” di UBS rivela che nel 2025, 91 persone sono diventate miliardarie solo grazie all’eredità, una cifra in netta crescita rispetto all’anno precedente. Complessivamente, i beneficiari di eredità hanno ricevuto $298 miliardi, con un aumento del 36% rispetto al 2024.
Questo dato è la prova di un massiccio trasferimento di ricchezza pluriennale che sta intensificando il divario generazionale. UBS stima che nei prossimi 15 anni, almeno 5.900 miliardi di dollari passeranno di mano dagli attuali miliardari ai loro eredi e coniugi.
La Francia è destinata a diventare un centro nevralgico di questo fenomeno, piazzandosi al terzo posto mondiale per numero di futuri miliardari ereditari, dopo Stati Uniti e India, e prima di Germania e Svizzera. Tuttavia, la ricerca sottolinea che i super-ricchi restano estremamente mobili, guidati dalla ricerca di una migliore qualità della vita e, soprattutto, da considerazioni fiscali. Le mete preferite per la delocalizzazione includono Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti e Singapore, evidenziando come la tassazione influenzi profondamente le scelte patrimoniali globali.
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per venerdì 5 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Meteo Parigi Oggi: nebbia mattutina e venti impetuosi serali
Parigi si risveglia sotto una cappa di nebbia e temperature decisamente rigide, ben al di sotto delle medie stagionali. Secondo il bollettino dettagliato fornito dall’esperto Cyrille Duchesne e aggiornato alle 03:45, le minime toccano i 2 gradi, con una sensazione termica appena superiore al punto di congelamento (1 grado). L’attendibilità della previsione è considerata ottima.
La mattinata è iniziata all’insegna di una forte umidità e una visibilità ridotta, causata dalla nebbia, con cielo molto nuvoloso e totale assenza di precipitazioni. L’indice UV si mantiene al livello più basso (0). Nel pomeriggio, il cielo rimarrà grigio e coperto, con le massime che non riusciranno a superare i 6 gradi. Si nota un brusco calo termico di circa 3 gradi rispetto alla norma per questo periodo dell’anno.
Il vero elemento di disturbo arriverà in serata e nella notte. Si prevede un aumento del rischio di deboli piogge intermittenti (probabilità dell’80%) accompagnate da venti che si faranno impetuosi: le raffiche da Sud sono attese tra i 55 e i 60 km/h, aumentando significativamente la sensazione di freddo percepito (fino a 2 gradi).
Previsioni per i prossimi giorni a Parigi: permane il freddo
Il quadro meteorologico sull’Île-de-France per il prossimo weekend e l’inizio della prossima settimana è caratterizzato dalla permanenza di condizioni più fredde della media. Sabato si attende ancora cielo molto nuvoloso ma con precipitazioni meno probabili. Le temperature si manterranno basse, tra i 4 e i 7 gradi. La stabilità termica e l’assenza di grandi movimenti perturbati manterranno l’atmosfera decisamente invernale, con massime che difficilmente supereranno i 10 gradi anche nei giorni seguenti.
Milano Oggi: pioviggine mattutina e schiarite timide
Milano si avvia verso la chiusura della settimana con un pattern tipico della pianura padana: una mattinata dominata dalla nuvolosità e da deboli pioviggini, seguita da un graduale miglioramento. Secondo il bollettino aggiornato alle 06:52 dall’esperto Daniele Berlusconi, l’attendibilità della previsione è molto alta (90-95%).
La prima parte del giorno ha visto cieli molto nuvolosi con una pioggia debole o pioviggine (previsti circa 0.5mm totali tra le 7 e le 9 del mattino). Le minime si sono attestate sui 6 gradi.
Nel corso delle ore centrali, la nuvolosità inizierà ad attenuarsi, lasciando spazio a schiarite sempre più ampie nel pomeriggio. Le massime raggiungeranno gli 11 gradi, complice l’aria più secca in arrivo. I venti saranno deboli, provenienti dai quadranti occidentali.
La sera vedrà un cielo poco nuvoloso, con un ulteriore calo termico notturno fino a 4 gradi. Nessuna allerta meteo attiva sul capoluogo lombardo.
La Tendenza: weekend variabile con rischio nebbia
Il quadro meteorologico per Milano e la Lombardia nel breve termine è segnato da un miglioramento delle condizioni di soleggiamento dopo il transito della debole perturbazione atlantica. Da sabato, il cielo sarà parzialmente nuvoloso, con minime intorno ai 4 gradi e massime sui 10 gradi.
L’esperto Berlusconi segnala che il weekend sarà caratterizzato da tempo asciutto, ma con un rischio concreto di nebbia, soprattutto nelle ore più fredde e nelle zone rurali, un classico scenario di dicembre in Val Padana. La tendenza a lungo termine indica un progressivo calo delle temperature nella seconda metà del mese, con previsioni di forte freddo e nebbia persistente a partire da mercoledì 17, quando le minime potrebbero scendere fino a zero gradi.
L’editoriale di Rachel
Reality Check: il Grande Gelicidio del 5 Dicembre (Colpa del Clima, Ovviamente)
Dunque, rieccoci al solito refrain. Parigi stamattina si sveglia a 2 gradi, tre in meno rispetto alla media storica. Nebbia che si taglia col coltello, venti che spazzeranno la Senna, insomma: è inverno, e fa freddo. Ebbene, cosa titolano i soliti noti? Certamente si parla del “riscaldamento globale” in qualche trafiletto a lato, quasi che la nebbia fosse causata dalla troppa CO2 e i -3 gradi sotto la norma fossero un lapsus stagionale. È la solita, stanca litania. Quando fa caldo, è colpa del clima impazzito. Quando nevica a quote basse inusuali, è colpa del clima impazzito. Quando, come oggi, le temperature sprofondano sotto la media, ci si dimentica magicamente del fenomeno e si preferisce focalizzare l’attenzione sul fatto che a Milano, per 0.5mm di pioggia, si è sfiorata l’apocalisse idrica. Cari colleghi, rilassatevi. Oggi fa freddo, è un dato di fatto. Possiamo, per una volta, chiamare la nebbia semplicemente “nebbia” e il freddo “freddo”? O dobbiamo per forza attribuire anche il gelo di dicembre al disastro ambientale imminente? Troppo dramma uccide il dramma.
Chiusura.
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