Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 28 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Eredità di Brigitte Bardot: la sorpresa sulla proprietà La Madrague – il 43% deglil agicoltori francesi in stato di bisogno -Emmanuel Macron condanna i “mabouls” – Meteo Parigi e Milano
Solo il 50% delle proprietà della scomparsa attrice, l’amatissima Brigitte Bardot, andrà alla sua fondazione: è questa la rivelazione di questi giorni di un quotidiano francese. Cani e Gatti dovranno accontentarsi della metà della Mandrague e delle altre proprietà, perché il 50% andrà invece ai figli. Ma di questo vi parlerà tra poco Rachel, noi partiamo con le notizie del giorno.
Crisi agricola: il 43 % degli agricoltori francesi non guadagna un salario minimo, secondo lo studio dell’Osservatorio della remunerazione agricola equa di Max Havelaar France
In Francia, il 43 % degli agricoltori non riesce a generare un reddito pari al salario minimo e percepisce meno di 1 450 euro netti al mese, ha rivelato martedì 28 aprile una ricerca dell’Osservatorio della remunerazione agricola equa di Max Havelaar France. Lo studio, basato su dati ufficiali dell’Insee e del Ministero dell’Agricoltura, è stato presentato mentre è previsto l’esame del progetto di legge d’urgenza agricola in Assemblea nazionale a maggio.
Tra le conclusioni, l’ONG evidenzia un deficit medio annuo di 3,3 miliardi di euro per garantire un salario minimo a tutti gli agricoltori nell’ultimo decennio; il divario sale a 4,7 miliardi di euro annui negli ultimi due anni, “un livello senza precedenti”. Il 54 % degli agricoltori guadagna meno del dipendente medio in Francia. “Quando comprate un chilo di carne, riso o grano, vi state nutrendo a un prezzo che non paga chi lo ha prodotto”, ha dichiarato Blaise Desbordes, direttore generale di Max Havelaar France, a microdi Francia.
Il rapporto sottolinea che “non tutte le filiere agricole affrontano gli stessi livelli di fragilità economica”, evidenziando “grandi differenze a seconda delle produzioni”. Così, il 53 % degli allevatori di cereali, legumi e oleaginose vive al di sotto del salario minimo, così come il 52 % nella filiera bovina da carne e il 51 % nelle filiere ovine e caprine. Solo la viticoltura appare più resiliente, con il 38 % dei proprietari di aziende vinicole sotto il minimo. Le disparità sono anche geografiche: Occitania, Nuova-Aquitania e Corsica sono le regioni con i redditi agricoli più bassi.
Secondo l’ONG le leggi Egalim, destinate a sostenere i redditi agricoli, sono insufficienti, ma nota un passo avanti nel progetto di legge d’urgenza agricola, che prevede la possibilità per le filiere di stipulare contratti con prezzi remunerativi garantiti. “Purtroppo oggi è presentato come un meccanismo volontario. Noi chiediamo prezzi minimi obbligatori per tutti gli agricoltori, senza escludere nessuno”, ha sostenuto Jules Colombo, delegato generale dell’Osservatorio della remunerazione equa.
Questo articolo riassume i risultati di una ricerca indipendente basata su dati statistici ufficiali e sull’intervento di esperti del settore agricolo.
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Medici stranieri: Emmanuel Macron condanna i “mabouls” favorevoli a una rottura con l’Algeria
In visita nell’Ariège lunedì, il capo dello Stato ha difeso il ruolo dei medici laureati fuori dall’Unione europea, considerandoli essenziali nella lotta contro i deserti medici, mentre ha criticato la complessità del sistema sanitario francese.
Una visita che ha già scatenato polemiche. Durante un sopralluogo in un ospedale a Lavelanet (Ariège) il 27 aprile, Emmanuel Macron ha denunciato tutti i “mabouls” che vorrebbero “litigare con l’Algeria”, sollevando il tema dei medici stranieri che esercitano in Francia. Il presidente ha citato i praticanti laureati fuori dall’Unione europea (Padhue), ritenendoli indispensabili per il funzionamento del servizio sanitario, soprattutto nelle zone carenti di personale medico. È andato addirittura a confrontarsi con un medico originario di Oran, in Algeria, che ha insistito nel dire: “È ancora un caos. È una cosa che mi fa impazzire! È la follia del sistema francese.”
Il presidente ha criticato un dispositivo giudicato troppo complesso, costringendo questi professionisti a rifare concorsi per ottenere la titolarità, nonostante esercitino già efficacemente negli ospedali. “Abbiamo un sistema che funziona al contrario”, ha affermato, denunciando una logica amministrativa che ostacola la loro integrazione.
Al 1° gennaio 2025, 19 154 medici laureati all’estero fuori dall’UE e regolarmente esercitanti in Francia erano iscritti al registro dell’Ordine dei medici. Di questi, il 38,8 % aveva conseguito il diploma in Algeria, il 15,1 % in Tunisia, l’8,6 % in Siria, il 7,4 % in Marocco e il 4 % in Libano.
Bruno Retailleau, recentemente designato dai Repubblicani per portare il loro vessillo alla prossima presidenziale, ha reagito prontamente alle parole del presidente. In un comunicato, il senatore ha dichiarato che “Emmanuel Macron si è rivolto a chi, come me, sostiene una politica più ferma nei confronti dell’Algeria, menzionando le difficoltà amministrative per i medici stranieri”. Retailleau ha sottolineato che il problema non sono i medici algerini ma “le centinaia di OQTF pericolosi che non hanno più nulla da fare in Francia, e che il regime algerino si rifiuta di prendere in carico, al contrario degli accordi del 1994”.
Questo è un riassunto tradotto dell’articolo pubblicato su FranceInfo il 27 aprile 2026.
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Editoriale
Una rapida osservazione. Chi è che si scaglia con veemenza contro il sistema francese? Un normale cittadino privo di ogni potere? Niente affatto: è il potentissimo presidente della repubblica. Che dire? A parole son bravi tutti. Ma sentiamo il commento di Rachel

rachel
Buongiorno da Monte Carlo. Sono Rachel Costa, vi leggo ora il mio editoriale.
Editoriale di Rachel – Medici stranieri e la burocrazia alla francese: quando il sistema si mangia i suoi rimedi
Eccoci di nuovo di fronte al paradosso made in France. Lunedì, in visita nell’Ariège, Emmanuel Macron ha deciso di vestire i panni del pragmatico realista. Davanti a un medico algerino che esercita a Lavelanet, il Presidente ha difeso a spada tratta i Padhue – i professionisti laureati fuori dall’Unione europea – definendoli essenziali per tappare i buchi dei deserti medici che stanno svuotando intere regioni. Ha parlato di un sistema “che funziona al contrario”, ha criticato la follia amministrativa che obbliga medici già operativi a rifare concorsi, esami e umiliazioni burocratiche per ottenere finalmente la titolarità. Ha persino ascoltato il collega di Oran lamentarsi del “caos” e della “follia” del sistema francese.
Tutto giusto, tutto condivisibile sulla carta. Peccato che a parlare sia lo stesso uomo che da anni guida quel sistema, lo stesso che presiede il governo che ha costruito, mantenuto e difeso quella macchina infernale di regole, commissioni, procedure e ritardi. Non è un normale cittadino che protesta contro la burocrazia: è il capo dello Stato in persona che denuncia la follia del proprio apparato.
È un po’ come se il capitano di una nave che affonda si mettesse a gridare dal ponte di comando: «Ma chi è alla guida del timone?». Molto teatrale, indubbiamente. Eppure la domanda rimane sospesa nell’aria: se il sistema è così assurdo, chi lo ha reso tale? E soprattutto, perché ci vogliono visite presidenziali in provincia e un medico straniero arrabbiato per ammettere l’evidenza che chiunque lavori in ospedale conosce da anni?
La verità scomoda è che la Francia ha creato una burocrazia sanitaria talmente sofisticata da respingere proprio le soluzioni che dice di volere. Si lamenta della mancanza di medici e poi alza barriere kafkiane per chi arriva dall’estero e dimostra sul campo di saper fare il proprio mestiere. Si piange sui deserti medici e poi si ostacola chi è disposto a andarci. A parole siamo tutti bravi a denunciare “il sistema”. Ma quando a denunciarlo è proprio chi ha il potere di semplificarlo, viene il sospetto che le parole restino, ancora una volta, solo parole.

Koan del giorno
Un monaco chiese al maestro: «Se il sistema è malato, perché il capo del sistema lo critica come fosse un estraneo?»
Il maestro rispose: «Perché anche il re, quando ha sete, beve l’acqua del fiume che ha inquinato.»
Il monaco insistette: «Allora perché non cambia prima il corso del fiume?»
«Perché cambiare il fiume,» disse il maestro, «significherebbe ammettere di averlo inquinato lui stesso. E questo è più difficile che lamentarsi dell’acqua sporca.»
Ma torniamo alle notizie.
Eredità di Brigitte Bardot: la sorpresa sulla proprietà La Madrague
Brigitte Bardot è deceduta il 28 dicembre 2025, poco dopo il suo 91° compleanno. Oltre al compagno Bernard d’Ormale, ha lasciato in eredità al figlio Nicolas Charrier, nato da Jacques Charrier, l’intero patrimonio immobiliare, compresa la celebre villa di Saint‑Tropez, La Madrague.
Fino a pochi giorni fa si pensava che La Madrague fosse destinata interamente alla Fondazione Bardot, istituzione creata dalla star per la difesa animale. Tuttavia, il Parisien, in un servizio del 26 aprile 2026, ha confermato che Nicolas Charrier riceverà il 50 % del valore complessivo dell’eredità, includendo la villa. L’altra metà spetterà alla Fondazione, che continuerà a gestire i suoi progetti di protezione animale.
Guylaine Calmels‑Bock, direttrice generale della Fondazione dal 1994, ha voluto precisare che la divisione avverrà in modo ordinato e “non come è avvenuto nella famiglia Delon”. Gli esperti hanno già effettuato gli inventari e i calcoli, garantendo che entrambe le parti riceveranno la loro quota in maniera trasparente.
In sintesi, La Madrague non sarà più esclusivamente patrimonio della Fondazione, ma condividerà il valore con il figlio di Bardot, segnando una svolta inattesa rispetto alle prime ipotesi sulla successione.
Contesto: notizia sull’eredità immobiliare di Brigitte Bardot e sulla destinazione della sua villa La Madrague.
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Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Le politiche di prezzo della Germania peggiorano la crisi carburanti
Il governo di Berlino ha limitato gli aumenti dei prezzi della benzina a una sola variazione giornaliera. L’effetto è stato controproducente: i margini dei distributori sono cresciuti, spingendo in alto il prezzo alla pompa. Gli esperti avvertono che la misura rischia di innescare una spirale inflazionistica più ampia. Fonte BFM Business
Il prezzo della benzina negli Stati Uniti è più basso di due volte rispetto alla Francia
Un’analisi di International Energy Agency mostra che negli USA il costo al litro di benzina è quasi la metà di quello francese, grazie a un mercato più competitivo e a tasse inferiori. Il governo francese è sotto pressione per riformare la tassazione del carburante. Fonte BFM Business
L’ex PDG di Lafarge condannato a sei anni di carcere
Il tribunale ha confermato la condanna dell’ex amministratore delegato di Lafarge, Bruno Lafont, per frode e violazioni ambientali, con una pena di sei anni. La decisione si inserisce nella più ampia inchiesta sullo scandalo delle frodi ambientali legate a progetti in Ghana. Fonte FranceInfo
Un altro caso di “giustizia lenta” che sembra più un copione da serie televisiva che una sentenza reale. Escludere la realtà in favore di una narrazione drammatica è la più grande truffa: il pubblico paga la versione “sensazionalistica” mentre la verità rimane sepolta sotto pile di documenti giudiziari.
Elon Musk dovrebbe incassare 110 miliardi di dollari in azioni Tesla
Il consiglio di amministrazione di Tesla ha approvato un piano di compensazione record per il CEO, prevedendo l’assegnazione di azioni del valore di 110 miliardi di dollari nei prossimi anni. Gli azionisti temono un eccessivo allineamento di interessi tra dirigenza e mercato. Fonte BFM Business
Air Antilles dichiarata in liquidazione giudiziaria
Il tribunale di Pointe‑à‑Pitre ha pronunciato la liquidazione dell’aerea francese Air Antilles, chiudendo un capitolo di dieci anni di crisi finanziaria. I passeggeri con voli prenotati saranno rimborsati entro 30 giorni. Fonte BFM Business
Il metodo “Tesla” riduce gli assenti per malattia dal 17 % al 5 %
Un’indagine interna mostra che la fabbrica tedesca di Tesla ha ridotto drasticamente le assenze per malattia grazie a controlli più severi e a incentivi per la presenza costante. I sindacati chiedono chiarimenti sulla legittimità di tali pratiche. Fonte BFM Business
Il presidente Macron invita alla calma sul prezzo del carburante
Durante una conferenza stampa, Emmanuel Macron ha chiesto a cittadini e imprese di non alimentare la “sfiducia” sul prezzo della benzina, sottolineando la necessità di politiche energetiche equilibrate per evitare panic buying. Fonte BFM Business
Il sospetto di un attentato contro Trump accusato di tentata assassinio
Un cittadino californiano di 31 anni è stato arrestato e incarcato con l’accusa di aver progettato l’attacco al White House Correspondents’ Dinner, dove si trovava Donald Trump. Il procuratore federale ha dichiarato che l’uomo mirava a colpire più alti funzionari pubblici. Fonte BBC
Il re Carlo visita gli Stati Uniti per difendere i valori democratici
Il sovrano britannico ha iniziato una visita di quattro giorni a Washington, incontrando il presidente e il Congresso, dove ha sottolineato l’importanza della democrazia e ha espresso solidarietà dopo l’attacco al dinner dei corrispondenti. Fonte BBC
Rebel Wilson smentisce le accuse di bullismo sul set
L’attrice australiana ha respinto le accuse secondo cui avrebbe molestato le colleghe durante le riprese di “The Deb”. Il suo legale ha definito le affermazioni “infondate” e ha intentato una causa per diffamazione. Fonte BBC
Infanti legati e presunti abusi in un centro per l’infanzia in Indonesia
Le autorità indonesiane hanno scoperto più di trenta bambini legati e sottoposti a presunti maltrattamenti in una struttura di Yogyakarta. I responsabili sono sotto inchiesta per violazione dei diritti dei minori. Fonte BBC
Il comandante di droni ucraino parla di petrolio russo, truppe e morale
Robert Brovdi, noto come “Mayan”, ha raccontato in un’intervista esclusiva le sue operazioni contro i convogli russi, descrivendo l’impatto strategico dei droni sul fronte. Ha anche commentato l’effetto psicologico sulle truppe russe. Fonte BBC
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
Koan del giorno
Un uomo accusa un altro di averla uccisa, ma il giornale dice che è vivo. Il testimone vede un’ombra che non ha forma. In che cosa credi se la verità è sempre un riflesso?
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Meteo Parigi e Milano per martedì 28 aprile 2026
Parigi – Cielo variabile ma con un barlume di sole
Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle 03:30 indicano una affidabilità molto alta. Al mattino la capitale si sveglia sotto un cielo molto nuvoloso con qualche breve schiarita, temperatura intorno agli 11 °C e venti da nord a 30 km/h, senza alcuna occasione di pioggia. Nel pomeriggio il sole farà una comparsa più decisa, spingendo la temperatura a 20 °C, con venti leggeri da nord‑est a 15 km/h e un cielo prevalentemente sereno. La sera, intorno alle 18 °C, tornerà a presentarsi un cielo sereno con lievi nuvole e venti da nord‑est, ancora una volta senza precipitazioni. La notte scenderà a 14 °C, il cielo si farà poco nuvoloso, i venti rafforzeranno verso nord‑est a 20 km/h e rimarrà asciutto. Le temperature si muoveranno tra un minimo di 10 °C e un massimo di 20 °C, con un vento moderato e nessuna pioggia prevista per l’intera giornata.
Milano – Bel tempo con leggere brezze estive
Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle 07:08, l’affidabilità è nell’intervallo 80‑90 % e considerata alta. La mattina milanese si presenta con cieli poco o parzialmente nuvolosi, temperatura di 17 °C, venti deboli provenienti da nord. Durante la giornata il sole farà brezza, portando la temperatura a picco di 24 °C, con venti moderati da est e nessuna traccia di pioggia. Il pomeriggio continuerà a regalare un clima piacevole, con temperature intorno ai 23 °C e venti che rimarranno leggeri, favorendo le passeggiate nei parchi. La sera scenderà dolcemente a 18 °C, il cielo resterà sereno e i venti si attenueranno ulteriormente. La notte sarà fresca con 17 °C, cielo sereno e assenza totale di precipitazioni. In sintesi, minima 17 °C, massima 24 °C, vento debole‑moderato e cielo asciutto per tutta la giornata.
Editoriale Meteo di Rachel – Un’altra giornata di “cambio climatico”
È curioso come ogni leggera variazione nella temperatura venga dichiarata la prova definitiva del cambiamento climatico, come se un giorno più caldo o una nuvolosità improvvisa fossero colpevoli di tutto il male del pianeta. Non è forse un po’ ridicolo trasformare una fresca mattina di Parigi o un pomeriggio di sole a Milano in un allarme globale, quando i dati di oggi non mostrano nulla di più di una giornata tipica di primavera?
Eppure la stampa meteorologica adora l’attore protagonista: il cambiamento climatico. Domande retoriche? Certo, ci chiediamo perché una brezza leggera non sia considerata una catastrofe e perché i venti di 30 km/h a Parigi non vengano etichettati come “tempesta climatica”. Forse è il momento di mettere da parte le ipotesi sensazionaliste e tornare a parlare di meteo con la stessa sobrietà di un orologio ben oliato.
Koan del giorno
Il monaco chiese a Zhaozhou: “Perché il cielo è nuvoloso questa mattina a Parigi?” Zhaozhou rispose: “Il cielo è tal como il pensiero del viaggiatore: a volte chiuso, a volte aperto, ma sempre pronto a cambiare il passo.” E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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