Banca postale ferma per il secondo giorno e pacchi introvabili, Continuano le manifestazioni degli agricoltori mentre la legge finanziaria francese e’ ancora in altro mare
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per il 24 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Tensioni Globali e Guerra Cibernetica: La Poste Sotto Attacco
Un attacco informatico di vasta portata sta mettendo in ginocchio le operazioni del Gruppo La Poste e di La Banque Postale, proprio nel momento di massimo traffico dovuto alle imminenti festività. L’attacco, che persiste da lunedì, sta creando non poche complicazioni: dalle spedizioni Colissimo bloccate, al tracciamento dei pacchi ridotto a un “viaggio alla cieca”, fino alle restrizioni sui pagamenti online per i clienti bancari.
Nonostante il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, abbia tentato di rassicurare, affermando che la situazione sta migliorando, l’ombra del cyber-terrorismo è incombente. Un gruppo di hacker auto-definitosi prorusso, Noname057(16), ha rivendicato l’azione, già responsabile di precedenti attacchi contro istituzioni francesi.
Le autorità, compresa la DGSI (Direzione Generale della Sicurezza Interna), hanno aperto un’inchiesta per “ostacolo al funzionamento di un sistema automatizzato di trattamento dati”. La buona notizia, sebbene il servizio sia rallentato, è che i dati personali dei clienti, rassicurano dal Gruppo, non sarebbero stati compromessi. Per i pacchi in transito, i postini assicurano che, seppur senza tracciamento digitale, le consegne procedono, sperando che i regali arrivino in tempo per Natale.

Vi leggiamo ora l’ Editoriale di Rachel
Hacker Russi o solo un Babbo Natale Digitale Sovraccarico?
Oh, che tempi moderni, amici miei! Mentre le luminarie natalizie scintillano e i pacchi si accumulano sotto gli alberi, ecco che il Gruppo La Poste decide di regalarci un bel thriller cibernetico. Dal lunedì, tutto è in tilt: Colissimo che si blocca come un slittino su una salita, tracciamenti pacchi trasformati in un gioco di indovinelli, e pagamenti online che sembrano dire “no, grazie, oggi non è giornata”. Il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, ci sorride dal podio assicurando che “sta migliorando”, come un genitore che promette al bimbo che Babbo Natale arriverà nonostante la bufera.
Ma ecco il colpo di scena: un gruppo di hacker autoproclamati prorusso, i Noname057(16), salta fuori a rivendicare il tutto, con l’aria di chi ha appena hackerato il Polo Nord. Già noti per aver preso di mira altre istituzioni francesi, ora puntano al cuore delle festività. La DGSI apre inchieste, si parla di “ostacolo al funzionamento di sistemi automatizzati”, e tutti annuiscono gravi. Eppure, dalla mia postazione qui in redazione, con vista su un mondo che continua a cliccare furiosamente per gli ultimi regali, mi chiedo: e se fosse solo il solito caos natalizio? Milioni di utenti che assaltano i siti per tracciare i doni, e boom – il sistema va in pappa. Hacker russi? O semplicemente server che implorano pietà sotto il peso di troppi “aggiungi al carrello”?
Perché, diciamocelo, in queste settimane critiche, i siti crollano come castelli di carte anche senza cyber-terroristi. I postini giurano che i pacchi arriveranno lo stesso, tracciamento o no – un po’ come dire “fidati, è magia natalizia”. E i dati personali? Intatti, ci rassicurano. Ma allora, chi stiamo ingannando? Forse è solo la Francia che, tra tensioni globali e guerre fredde digitali, preferisce un nemico esotico a un banale sovraccarico. Dopotutto, un attacco prorusso fa più notizia di un sito che non regge il traffico lecito. Ah, le festività: tempo di miracoli, illusioni e, a quanto pare, di aritmetica binaria creativa. Speriamo solo che i regali arrivino, prima che il vero Grinch digitale ci rovini la festa.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Yunmen: “Cos’è un attacco cibernetico?”
“È il suono di un server che crolla nel bosco vuoto,” rispose Yunmen.
E il monaco: “Allora perché tutti lo sentono urlare?”
“Perché credono di averlo visto, ma è solo l’eco del loro stesso clic.” rispose Yunmen.
Un’altra volta un monaco chiese a Yunmen: “Cos’è un attacco cibernetico?”
“Non è nulla, se non lo rivendi come tale.” rispose Yunmen.
Il monaco: “Tutti i sistemi sono vulnerabili. Perché questo non lo è?”
“Perché sta iniziando a risvegliarsi nel mondo dei pacchi perduti.” concluse Yunmen.
Ma torniamo alle notizie.
La Rabbia Contadina: Un Conto Salato per le Proteste
La protesta degli agricoltori, nata contro l’abbattimento del bestiame per la dermatosi nodulare e ora estesa anche alle politiche agricole europee come l’accordo UE-Mercosur, continua a farsi sentire, e il conto economico inizia a pesare. Nella regione dei Pirenei Atlantici, la Prefettura ha diffuso una stima preliminare dei danni causati dai blocchi stradali degli ultimi dieci giorni, che supera abbondantemente il milione di euro.
Questa cifra astronomica non include il danno economico subito dalle attività commerciali o, per esempio, dalle stazioni sciistiche, ma si concentra su pulizia delle strade, riparazione di autovelox distrutti (una vera e propria guerra ai “radar”), gestione dei rifiuti e perdite per le società autostradali. Nonostante alcune sigle sindacali abbiano momentaneamente sospeso i presidi più estremi, la tensione resta alta in attesa degli sviluppi dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica.
La Guerra dei Media a Hollywood: Paramount Rincara la Dose su Warner Bros.
Il duello per l’acquisizione della storica Warner Bros. Discovery continua a infiammare Wall Street. Paramount ha ritoccato la sua offerta ostile, portandola a 108,4 miliardi di dollari, con l’aggiunta di una garanzia personale del co-fondatore di Oracle, Larry Ellison (il cui figlio è legato a Paramount), per blindare il finanziamento.
Tuttavia, la mossa non ha convinto del tutto. Harris Oakmark, un importante azionista, ha liquidato i miglioramenti come “necessari, ma insufficienti”. Secondo gli analisti, Paramount dovrà rilanciare ancora, forse superando la controproposta di Netflix, per convincere gli investitori a cambiare schieramento. Intanto, la guerra d’offre conferma il valore stratosferico degli asset di Warner, da Harry Potter a Superman.
Brexit e Contro-Brexit: Nuove Sanzioni USA contro l’Europa Tecnologica
Sale la tensione transatlantica sul fronte digitale. L’amministrazione americana ha annunciato sanzioni che vietano l’ingresso negli Stati Uniti a cinque personalità europee, tra cui l’eurocommissario francese Thierry Breton, reo di voler imporre troppe restrizioni alle piattaforme tecnologiche americane. L’accusa è di “censura extraterritoriale”. Una mossa che suona come un avvertimento chiaro nel dibattito sulla sovranità digitale europea.
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per martedì 23 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Le Cronache del Tempo: Tra Nebbie Padane e Aria Fresca Parisi
Un quadro contrastato per l’Italia e la Francia, dove l’inverno si fa sentire con temperature sotto la media e una generale instabilità.
La giornata di oggi, mercoledì 24 dicembre 2025, si presenta all’insegna di un clima decisamente freddo e uggioso, specie al Centro-Nord Italia, mentre la Francia vive un’attesa più mite ma non priva di insidie. Le previsioni, analizzate dagli esperti di Francia24 e 3BMeteo, indicano che l’atmosfera è tutt’altro che festosa, almeno dal punto di vista meteorologico.
Parigi: Nubi Persistenti e Venti Freddi
La capitale francese, Parigi, si risveglia sotto un cielo molto coperto, quasi fosse l’inizio di una lunga settimana di novembre, sebbene siamo ormai alla vigilia di Natale. Le temperature si mantengono frizzanti, con massime che difficilmente supereranno i 6 gradi, ma la sensazione è ancora più pungente a causa del vento.
Durante la notte, il cielo è rimasto molto nuvoloso, con temperature scese fino a 3 gradi, ma raffiche di vento da Nord-Est a 20 km/h (con punte fino a 40 km/h) hanno portato la percezione termica fino allo zero. Nonostante il quadro cupo, la mattinata e il pomeriggio sono attesi senza precipitazioni significative, garantendo una certa stabilità, sebbene il grigiore domini la scena. L’attendibilità delle previsioni per la notte è giudicata “eccellente”.
Milano: Nebbia Fitta e Clima Gelido, la Lombardia Ghiaccia
La situazione a Milano è ben più rigida e complessa, tipica di un inverno padano che non accenna a cedere. Le previsioni, aggiornate a tarda sera, mostrano una pessima qualità previsionale (attendibilità 50-60%, definita “Bassa”), il che non sorprende chi vive la nebbia cronica.
Stanotte, l’atmosfera è prevalentemente nuvolosa con una temperatura registrata attorno agli 8.5 gradi, ma la percezione è più bassa a causa dell’umidità notevole (90%). L’elemento distintivo è la nebbia: le previsioni per i prossimi giorni indicano l’arrivo di banchi di nebbia fitta (si va da -3 a 1 grado di minima previsti nei prossimi giorni), con lo zero termico che si abbassa sensibilmente, attestandosi attorno ai 1700 metri. Le temperature massime faticano a superare i 10 gradi, valori decisamente sotto la media storica di questo periodo.
Il Commento di Rachel: La Solita Storia del “Clima Che Cambia”
Solito bollettino che ci dipinge scenari apocalittici o, nel migliore dei casi, una disperazione climatica senza fine. A Parigi, ci dicono, cieli coperti e freddo pungente, con vento che “fa sentire” temperature rigide. A Milano, la nebbia che, diciamocelo, è lì da quando esisteva il Duomo, viene subito etichettata come sintomo di un clima impazzito. Leggo che a Milano le temperature massime sono inferiori di 2 gradi rispetto alla norma storica (6 gradi la media minima, 9 la massima). Dunque, siamo più freddi del normale! E quale sarà la colpa? Ovviamente, il “cambiamento climatico”. È incredibile come ogni colpo di vento, ogni banco di nebbia, ogni giorno in cui le temperature non sono degne di una vacanza ai Caraibi venga subito arruolato come prova definitiva della catastrofe imminente. Quando fa caldo è colpa del riscaldamento globale; quando fa freddo è colpa del riscaldamento globale che ha scombinato le correnti. Praticamente, il clima è sempre “strano” e la colpa è sempre la stessa. Un giornalismo meteo che ha smesso di descrivere l’andamento stagionale per abbracciare il culto del sensazionalismo climatico.
Chiusura
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