Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 11 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Guerra in Medio Oriente: la Francia “non approva” questo conflitto e non “parteciparà”, assicura il ministro degli Esteri in “L’Evento” su France 2
Al giorno 11 del conflitto in Medio Oriente, durante un nuovo Consiglio di Difesa tenutosi all’Élysée, il ministro degli Esteri francese Jean‑Noël Barrot è intervenuto come ospite dell’émission “L’Evento” su France 2 e France Inter, martedì 10 marzo. All’inizio del programma ha dichiarato: “questa guerra… non la approviamo e non vi parteciperemo”. Ha poi sottolineato che “non si tratta assolutamente di entrare in guerra in Medio Oriente”.
Barrot ha ribadito l’importanza della libertà di navigazione, definendola “un diritto del mare”, e ha annunciato l’intenzione della Francia di creare una missione per garantire la sicurezza della circolazione nello stretto di Oman. La posizione francese è a favore di “una de‑escalation il più rapida possibile” e della “cessazione delle ostilità”. Tuttavia, il ministro ha aggiunto che ciò richiede “un cambiamento radicale nell’attitudine e nella postura” dell’Iran, chiedendo a Teheran di smettere di essere una “potenza destabilizzante e pericolosa” e criticando l’ostinazione del regime nei confronti del suo arsenale militare e nucleare.
Questo articolo riporta le dichiarazioni ufficiali del governo francese sul conflitto in corso nella regione.
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Elezioni a Nizza, dibattito Ciotti-Estrosi
Nizza24.it ha pubblicato nella giornata di ieri la trascrizione del dibattito elettorale per la consesa citta’ di Nizza, dove Eric Ciotti parrebbe in vantaggio rispetto al sindaco uscente Estrosi. Potete trovare la versione originale in francese a questo indirizzo: https://www.francia24.com/debat-des-municipales-de-nice-c-estrosi-vs-e-ciotti-bfm-tv-villa-massena/ e quella in italiano a questo indirizzo: https://www.francia24.com/dibattito-per-le-elezioni-municipali-di-nizza-c-estrosi-vs-e-ciotti-bfm-tv-villa-massena/
“Tutti vogliono comprarlo”: perché il prezzo del diesel supera ora quello della benzina
La prima spiegazione risiede nei prezzi mondiali, segnati da una forte tensione sul mercato del gasolio. Di fronte a questo balzo, la Francia appare vulnerabile, poiché la maggior parte del suo consumo di gasolio proviene da importazioni.
È una situazione mai vista dall’estate 2022. Il gasolio ha raggiunto, lunedì 9 marzo, la soglia simbolica dei 2 euro al litro in Francia, secondo una media calcolata dall’AFP su circa 9 400 stazioni di servizio. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio, il prezzo di questo carburante stradale, il più consumato nel paese, è già aumentato di 28 centesimi in metropoli francese, cioè del 16 %.
Per gli automobilisti che usano la benzina, l’aumento dei prezzi è stato meno marcato. Il litro di SP95‑E10 si attestava a 1,83 euro in media lunedì pomeriggio, con un incremento di 11 centesimi in dieci giorni. Storicamente più costosa del diesel, ora è ancora più economica e si presenta come un carburante più resistente agli impatti del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La prima spiegazione è data dalle quotazioni mondiali, caratterizzate da una forte tensione sul mercato del gasolio. “Le quotazioni sono aumentate del 76 % in una settimana”, ha riferito la segretaria generale dell’Unione francese delle industrie petrolifere (Ufip), Blandine Ruty, a franceinfo. A causa dei suoi molteplici usi su strada, in campi o in mare, il gasolio affronta una domanda mondiale notevolmente più elevata rispetto alla benzina e subisce, in caso di crisi dell’offerta, ripercussioni più severe sui prezzi. “Importiamo un diesel che prende valore perché tutti vogliono comprarlo”, sottolinea il presidente dei distributori di carburante del sindacato Mobilians, Francis Pousse, a franceinfo.
La Francia è vulnerabile a questo salto: la maggior parte del suo consumo di gasolio proviene da importazioni, mentre quasi due terzi della benzina prodotta è di origine locale, grazie alle capacità di raffinazione del paese, come indicato dai dati Ufip del 2024. Anche i vicini sono esposti: “L’Europa importa il 40 % del suo gasolio dal Medio Oriente”, osserva Blandine Ruty. “La particolarità del diesel rispetto alla benzina è che dipendiamo molto più dalle importazioni mediorientali dal conflitto in Russia per il diesel rispetto alla benzina”, aggiunge Carine Sebi, direttrice dell’Istituto EnerG, a TF1.
Una seconda spiegazione è di natura fiscale. Come riporta l’Ufip, la principale tassa sui prodotti petroliferi (l’accisa, ex‑TICPE) varia a seconda del tipo di carburante: è di circa 0,61 euro per litro per il gasolio contro 0,67 euro per la benzina. Questo scarto a favore del diesel era nettamente più ampio in passato, ma, in una logica di riallineamento fiscale, lo Stato lo riduce anno dopo anno per incentivare gli automobilisti a allontanarsi dal diesel, più inquinante.
Una parte dell’IVA applicata ai prodotti petroliferi proviene da questa accisa, contribuendo a rafforzare la differenza di fiscalità: 0,12 euro per il gasolio contro 0,13 euro per il SP95‑E10. Con tutte le tasse incluse, meccanicamente, poiché il diesel è meno tassato, una quota maggiore del suo prezzo finale dipende dalla materia prima e quindi dall’andamento dei mercati mondiali, come evidenziato da La Croix e da RMC.
Testo tratto da un articolo pubblicato su FranceInfo il 10 marzo 2026.
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Buongiorno, da Parigi sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Diesel più caro della benzina: quando il “popolare” diventa lusso da importazione
Ah, la matematica delle pompe di benzina: semplice come una retta, eppure capace di generare confusione degna di un dibattito filosofico. Prendiamo la notizia di turno: il diesel, con la sua accisa un po’ più leggera (diciamo 0,61 euro/litro contro 0,67 per la benzina, più la fetta IVA che segue a ruota), finisce per avere una quota fissa di tasse inferiore. Risultato? Una porzione maggiore del prezzo finale “dipende” dal greggio, dal mercato mondiale, dalle oscillazioni del barile. Sembra logico, no? Più basso il pezzo fisso statale, più evidente l’impatto della materia prima quando questa schizza.
E invece no, dice il nostro eroe di RMC, con la sicurezza di chi ha saltato qualche lezione di algebra. Perché, cari amici, la formula del prezzo è sempre del tipo p = a × (prezzo greggio) + b, dove b è la componente fissa (accise + IVA + margini vari), e a è la pendenza, identica per entrambi i carburanti. Il coefficiente angolare non cambia: un aumento di 10 centesimi nel costo della materia prima si riflette allo stesso modo su diesel e benzina. Cambia solo l’intercetta b, più bassa per il gasolio. Quindi, quando il barile sale, il diesel aumenta esattamente quanto la benzina in termini assoluti (stessa pendenza!), ma partendo da una base più bassa, può sembrare “più sensibile” solo perché il suo prezzo relativo oscilla di più in percentuale. Ma affermare che “una quota maggiore dipende dalla materia prima” è come dire che un grattacielo con l’ascensore al piano terra sale di più rispetto a uno con ascensore al decimo: no, sale uguale, solo che parte da più in basso.
È una bischerata elegante, condita di nonchalance giornalistica, che però tradisce una svista elementare. Torna sui banchi di scuola, caro collega: la retta è parallela, non converge magicamente verso il greggio solo perché il tuo b è più piccolo. Nel frattempo, lo Stato continua a ridurre lo scarto fiscale anno dopo anno, per scoraggiare il diesel più inquinante – una scelta ecologica sacrosanta, ma che non trasforma la matematica in opinione. Perché se confondiamo pendenza e intercetta, finiamo per confondere anche le responsabilità: il mercato fa il suo, le tasse fanno le loro, e i prezzi… beh, quelli li paghiamo noi.

koan
Un monaco si presentò da Zhaozhou con una tanica vuota in mano e chiese: “Maestro, il diesel ha la natura del Buddha o no?”
Zhaozhou rispose: “Sì, ce l’ha. E anche la benzina ce l’ha. E anche la tanica vuota.”
Il monaco, confuso, insistette: “Allora perché il diesel ora costa più della benzina, mentre per anni è stato il sentiero del povero e del saggio parsimonioso?”
Zhaozhou lo guardò e disse: “Perché il Buddha del diesel si è nascosto dentro un barile che viene da molto lontano, e ogni volta che la guerra bussa alla porta del Medio Oriente, il barile si riempie di urla e il prezzo diventa il kōan che nessuno riesce a risolvere.”
Il monaco tacque per un istante, poi chiese ancora: “E la benzina? È forse un Buddha più modesto, che resta a casa e non viaggia?”
“No,” disse Zhaozhou. “La benzina è il Buddha che ha imparato a stare zitto quando il mondo urla. Ma domani potrebbe essere lui a urlare, e il diesel a tacere. O forse entrambi taceranno, e resterà solo la tanica vuota a fare le domande.”
Il monaco posò la tanica a terra e mormorò: “Allora non c’è carburante che ci porti all’altra riva?”
Zhaozhou gli batté leggermente sulla testa con un dito e concluse: “La riva è già qui. È la pompa che si muove.”
Ma torniamo alle notizie.
Sempre indicizzato all’inflazione, la scala di imposizione è rivalutata dello 0,9 %: la campagna di dichiarazione dei redditi inizia giovedì 9 aprile
La Direzione Generale delle Finanze Pubbliche (DGFiP) ha comunicato al quotidiano Ouest‑France che la campagna di dichiarazione dei redditi per il 2025 avrà inizio giovedì 9 aprile e si concluderà tra fine maggio e inizio giugno, a seconda del dipartimento di residenza dei nuclei familiari. Il calendario dettagliato sarà diffuso nei prossimi giorni ai contribuenti.
La dichiarazione deve essere effettuata online, eccetto per i nuclei familiari senza accesso a internet a domicilio, i quali potranno utilizzare la versione cartacea. In genere la dichiarazione è precompilata con i redditi noti all’amministrazione fiscale, ma può essere corretta direttamente sul sito impôts.gouv, anche dopo la firma, finché la campagna è in corso. Un servizio di correzione online sarà aperto successivamente, presumibilmente durante l’estate e fino a inizio dicembre.
Scala indicizzata all’inflazione
Il nuovo scaglione di imposizione sarà indicizzato all’inflazione, come previsto dalla legge di bilancio per il 2026 pubblicata il 19 febbraio sul Journal officiel. La rivalutazione è pari allo 0,9 %, corrispondente all’inflazione stimata dall’Insee per il 2025.
Nella bozza iniziale della legge di bilancio, il governo di Lecornu aveva proposto di congelare integralmente la scala di imposizione, una misura destinata a rafforzare le finanze pubbliche ma che avrebbe coinvolto circa 200 000 contribuenti a reddito modesto, rendendoli imponibili nel 2026. Grazie all’indicizzazione all’inflazione, questi contribuenti rimarranno esenti dall’imposta quest’anno, a patto che i loro redditi del 2025 non aumentino sensibilmente rispetto all’anno precedente.
Una decurtazione è prevista per i contribuenti a reddito basso il cui imposta lordo è inferiore a 1 982 euro per i single, divorziati o vedovi, e a 3 277 euro per le coppie sposate o unite civilmente. Di conseguenza, un contribuente singolo comincia a pagare l’imposta quando i suoi redditi d’attività imponibili superano circa 19 550 euro.
Questo è un riassunto delle informazioni fiscali pubblicate da BFM Patrimoine.
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Charlotte Casiraghi, Margot Robbie, Lily‑Rose Depp… le stelle illuminano la sfilata Chanel di Matthieu Blazy
La serata si è conclusa con grande spettacolo: la casa Chanel ha presentato la collezione autunno‑inverno 2026‑2027 al Grand Palais verso le 19:00, davanti a una platea di celebrità francesi e internazionali. Lo spettacolo è stato realizzato tanto sulla passerella quanto in prima fila, dove le star hanno rubato la scena.
Era attesa da tempo: la sfilata ha chiuso la Fashion Week di Parigi e rappresenta la quarta collezione diretta da Matthieu Blazy dal suo arrivo a capo della direzione artistica della maison nel dicembre 2024. Per questa stagione il creativo ha immaginato un palcoscenico spettacolare, con gru dai colori primari (rosso, blu, verde, giallo e bianco) che si ergono imponenti nella sala. Il front row, curato nei minimi dettagli, è stato popolato da personalità provenienti da ogni parte del mondo.
Tra gli outfit più memorabili:
Margot Robbie ha indossato un top trasparente che lasciava intravedere un reggiseno in pizzo, abbinato a un paio di jeans oversize sbiadito. Il suo nuovo taglio di capelli a caschetto con frangia e onde “wet” ha completato un look semplice ma di forte impatto.
Angèle, icona della maison, ha scelto un micro‑short nero con orli frangiati, indossato con un top a maniche lunghe col colletto alto. Le labbra rosse ciliegia hanno sottolineato il suo aspetto luminoso.
Lily‑Rose Depp, ambasciatrice di Chanel, è apparsa in un abito midi a righe spesse a stampa leopardo, corredato da un berretto coordinato e una mascherina 3D leopardata.
Charlotte Casiraghi ha optato per un tailleur‑gonna verde foresta con orli bianchi e neri, completato da i classici décolleté bicolore di Chanel.
Altri volti noti hanno arricchito il front row: Virginie Ledoyen con camicia a righe e pantaloni a pinces; Elsa Zylberstein in un lungo abito nero con sling‑back affusolate; Élodie Bouchez in un tailleur‑gonna a fessura, firmato dallo stesso Blazy; Kylie Minogue in un ensemble primaverile ispirato alla lingerie; Oprah Winfrey in una gonna bicolore a vita alta con top satinato.
Articolo originale pubblicato su Gala il 10 marzo 2026.
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Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Il prezzo del diesel supera i 2 euro al litro: la CGT chiede il blocco dei carburanti
La confederazione dei lavoratori francesi denuncia l’esplosione dei prezzi del gasolio, ormai oltre i due euro al litro, chiedendo l’intervento dello Stato per limitare l’aumento e garantire l’adeguato reddito dei lavoratori, soprattutto i più vulnerabili. Le proteste si concentrano sulle stazioni di rifornimento, dove le differenze tra i prezzi indicati online e quelli praticati in loco hanno raggiunto picchi del 15 %. Le autorità stanno valutando misure di emergenza per contenere l’inflazione energetica.
LeMonde
La dichiarazione americana sull’escort di una petroliera fa crollare il prezzo del petrolio
Un comunicato del Segretario all’Energia degli Stati Uniti, errato, ha affermato che la marina americana aveva scortato un petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia, rapidamente ritirata, ha provocato una brusca discesa del prezzo del barile a meno di 80 dollari, facendo guadagnare il mercato azionario europeo. Gli analisti sottolineano il potere dei social media nell’influenzare i mercati finanziari in tempo reale.
BFM Business
Il mercato del petrolio cade dopo l’annuncio statunitense: rallentamento dei prezzi a 84 $ al barile
Le quotazioni del greggio hanno subito un forte ribasso dopo che il Dipartimento dell’Energia statunitense ha diffuso l’affermazione di aver scortato una nave trasportatrice di petrolio. Il valore del petrolio è sceso a 84 dollari al barile in Europa e a 80 dollari negli USA, generando speranze di una ripresa per i consumatori e per le banche centrali. L’annuncio è stato poi cancellato, ma il danno era già fatto.
Ecco che il Grandioso Show dei mercati si trasforma in una tragicommedia: un comunicato di troppo e via, i prezzi del petrolio si fanno una capatina come un turista in cerca di ombra. Ma certo, perché affidarsi alle dichiarazioni improvvise di Washington quando è più facile seguirne le previsioni di un oroscopo finanziario. È il solito circo: chi urla più forte ottiene le rose, gli investitori rimangono con le mani in mano. Non è un caso che Rachel ci ricordi di non prendere troppo sul serio i “notizie flash”.
FranceInfo
La Banca di Francia avverte su possibili rallentamenti dell’attività economica a causa del conflitto
Il governatore della Banque de France ha ribadito la sua previsione di crescita, avvertendo però che le tensioni nella regione mediorientale potrebbero infliggere un rallentamento al trimestre finale, con particolare impatto sui settori dell’energia e dei trasporti internazionali.
BFM
Il trasferimento di una start‑up francese di IA da un miliardo di dollari: AMI Labs di Yann Le Cun
La società di intelligenza artificiale guidata da Yann Le Cun ha chiuso un round di finanziamento da un miliardo di dollari, destinato a potenziare la ricerca sull’apprendimento automatico e a scalare le sue piattaforme cloud, rafforzando la posizione dell’Europa nella corsa all’IA.
LeMonde
Le proteste in Svizzera: incendio di un autobus a Kerzers lascia sei morti
Un incendio di origine ancora da accertare ha colpito un autobus a Kerzers, nel Cantone di Friburgo, provocando la morte di sei persone e ferendone cinque. Le autorità hanno avviato un’indagine per determinare se si tratti di un sabotaggio o di un difetto tecnico del veicolo.
BFM Business
Il CAC 40 rimbalza sopra i 90 $ del barile grazie al calo del petrolio
Il principale indice azionario francese è tornato in zona positiva, spinto dal declino dei prezzi dell’energia, che ha alleggerito le pressioni sui costi di produzione delle imprese industriali e ha riacceso l’interesse degli investitori per le azioni di consumo.
FranceInfo
La CGT lancia una campagna per l’aumento minimo di salario a 2 000 euro annui
Il sindacato dei lavoratori francesi ha avanzato una proposta che prevede l’innalzamento del salario minimo annuale a 2 000 euro, sostenendo che la misura è indispensabile per mantenere il potere d’acquisto in un contesto di inflazione elevata e costi energetici in crescita.
BFM
Il presidente di Ucraina condanna le sanzioni unilaterali degli USA sull’energia
Il capo ucraino ha criticato le recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti al settore energetico russo, definendole “arbitrarie” e chiedendo un coordinamento più efficace tra le potenze occidentali per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.
LeMonde
Il mercato delle criptovalute sopra i 70 000 $: Bitcoin resiste
Il Bitcoin ha superato la soglia dei 70 000 dollari, segnando il livello più alto di un mese, nonostante le pressioni derivanti dalle tensioni geopolitiche. Gli analisti attribuiscono il recupero alla ricerca di asset sicuri da parte degli investitori in risposta all’instabilità dei mercati tradizionali.
FranceInfo
Il Ministero dell’Ambiente lancia un piano nazionale per la riduzione delle emissioni
Il governo francese ha presentato una strategia decennale volta a ridurre le emissioni di CO₂ del 40 %, con incentivi per la mobilità elettrica, la riqualificazione energetica degli edifici e la promozione dell’idrogeno verde.
BFM Business
Il Ministero francese dell’Istruzione annuncia una riforma dei colloqui universitari
Il Ministero dell’Istruzione ha proposto una revisione dei criteri di ammissione alle università, introdotto il test “Grand Oral” per valutare le competenze comunicative e critiche dei candidati, con l’obiettivo di migliorare l’equità di accesso.
Koan del giorno
Un monaco chiedeva a un allievo: “Se il vento soffia su una montagna, è il vento o la montagna a muoversi?”
Il monaco rispose: “Il vento è solo il respiro dell’aria, la montagna è il silenzio che ascolta.”
E allora: cosa muove davvero il nostro pensiero, il rumore o il silenzio?
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli. Appuntamento a breve con il Meteo sempre su queste frequenze.
