La destra vince al Senato in Francia, Bardella: Data Storica – Evoluzione prezzo del carburante in Francia – Macron convoca riunione di emergenza all’eliseo, tre leader se ne vanno prima del termine – Meteo Parigi Milano Monte Carlo

Di Redazione Francia24
28 Sep 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per lunedì 28 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

 

Notizie dalla Francia

Il RN forma un gruppo parlamentare al Senato: cosa significa per il gioco istituzionale

Il 27 settembre scorso i risultati delle elezioni senatoriali hanno permesso al Rassemblement National di raggiungere la soglia dei dieci membri necessaria per costituire un gruppo parlamentare al Senato, grazie all’alleanza con l’UDR di Éric Ciotti. Con undici nuovi senatori – due nel Var, due nelle Bouches‑du‑Rhône, uno nel Gard, uno nell’Hérault – e i tre rappresentanti già presenti, il RN dispone ora di quattordici seggi, superando di gran lunga il minimo richiesto.

Il presidente del RN, Jordan Bardella, ha celebrato la conquista sui propri canali social, definendola una “prima nella storia della V Repubblica”. Il senatore del Nord Joshua Hochart ha commentato con entusiasmo: “Finalmente non mi sentirò più solo”. Anche il deputato del Nord Sébastien Chenu ha sottolineato il valore strategico di questa svolta, affermando che i “patrioti” potranno ora far sentire la propria voce nell’emiciclo.

La formazione del gruppo garantisce al RN nuovi privilegi istituzionali: tempi di intervento ampliati, una domanda settimanale al governo durante la sessione delle questioni, e un budget più consistente per la preparazione legislativa. Inoltre, i senatori del RN avranno la possibilità di accedere a commissioni chiave e a ruoli di dirigenza negli organismi senatoriali, pur non potendo aspirare comunque a una vicepresidenza.

Le reazioni degli altri gruppi sono state contrastanti. Il presidente del Senato LR, Gérard Larcher, ha osservato che il nuovo gruppo “avrà diritto a una domanda ogni settimana… ma non a una di tanto in tanto”. Il senatore comunista Pierre Ouzoulias ha espresso riserve sul peso di questa presenza, indicando che “finché non avranno una vicepresidenza, andrà così”. Alcuni senatori centristi, invece, temono che la presenza del RN possa rendere più tesi i dibattiti, senza però immaginare una rottura strutturale del consenso tradizionale del Palazzo del Lussemburgo.

Sul piano elettorale, il RN intende sfruttare questa nuova piattaforma per avvicinarsi alla presidenza della Repubblica. Marine Le Pen ha già definito i senatori “un relè essenziale nella campagna presidenziale”, mentre Chenu ha dichiarato che “aprire le porte del Senato è una nuova tappa dell’avventura avviata da anni da Le Pen”. Il senatore ecologista Yannick Jadot ha invece avvertito che la maggiore influenza del RN potrebbe spostare ulteriormente a destra i gruppi LR, sollevando preoccupazioni tra la sinistra e i centristi.

In sintesi, la costituzione del gruppo parlamentare del RN al Senato rappresenta una prima storica per il partito, consente di partecipare più attivamente al processo legislativo e di ampliare la propria visibilità istituzionale, ma apre anche a nuovi dibattiti sulla natura e sul tono dei lavori parlamentari.

franceinfo, 28 settembre 2026 Fact Check by Gemma4.

Grafico dell’evoluzione dei prezzi dei carburanti in Francia

Come si suol dire, un grafico vale mille parole. Eccolo (elaborazione France Info su dati prix-carburant.gov.fr):

Macron convoca a riunione d’urgenza nell’ala segreta dell’Élysée: tre leader politici se ne vanno prima della conclusione

Il presidente Emmanuel Macron ha convocato, nella mattinata di venerdì 18 settembre 2026, un incontro d’emergenza con i capi dei principali partiti rappresentati al Parlamento. La riunione, tenutasi in una stanza sotterranea dell’Élysée nota come “Vega”, doveva affrontare le ripercussioni della crisi internazionale – dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente – sul livello di sicurezza e sulla vita quotidiana dei cittadini francesi. All’evento hanno partecipato anche i responsabili della DGSI, della DGSE, della DRM, della DGEC e del SGDSN, che hanno fornito un aggiornamento sulla situazione geopolitica.

Secondo le informazioni diffuse dal quotidiano Le Parisien lo stesso giorno, tre esponenti politici hanno abbandonato la sede prima del termine della seduta. François Bayrou, leader del MoDem, è uscito per partecipare a un impegno politico a L’Isle‑sur‑la‑Sorgue, nella regione della Provenza. Fabien Roussel, segretario nazionale del Partito Comunista, ha dovuto rientrare nella sua città natale di Saint‑Amand‑les‑Eaux, dove ricopre la carica di sindaco. Infine, Bruno Retailleau, candidato dei Repubblicani alle prossime elezioni presidenziali, ha lasciato la riunione per rispettare degli impegni programmati in Vendée.

Un partecipante alla riunione, rimasto anonimo, ha commentato: “Alcuni vogliono dirigere il paese, ma considerano di potersi allontanare prima della fine. È sconvolgente!”. Il comunicato dell’Élysée, pubblicato il 18 settembre, sottolineava la necessità di un “punto di situazione” condiviso tra tutti gli attori politici per garantire una risposta coordinata alla crisi internazionale.

Gala, 27/09/2026
Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – Macron, il mago dell’ultra‑segreto e del pubblico svanito

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Macron ha deciso di convocare un “consiglio di emergenza” in una stanza sotterranea dell’Élysée chiamata, a quanto pare, Vega, perché il parcheggio al piano terreno era occupato da troppi drammi. D’altronde, quando il potere è così leggero da non riuscire a trattenere nemmeno tre leader fino al finale della riunione, perché non trasformare la sala in una camera del panico? Meglio un bunker di fantasia che una risposta concreta alle crisi internazionali.

Ecco che tre politici – Bayrou, Roussel e Retailleau – abbandonano la “crisi” per tornare ai loro impegni privati: una chiacchierata a L’Isle‑sur‑la‑Sorgue, una visita a Saint‑Amand‑les‑Eaux e qualche impegno vendicano in Vendée. Chissà, forse il vero pericolo è stato che la presentazione della DGSI abbia smesso di includere la colonna sonora di “Mission: Impossible”. È davvero sidérant, o semplicemente un modo elegante per dimostrare che il presidente ha più segreti di una società di spionaggio.

Intanto BFMTV trasforma il classico “greve greve greve” in un coro da teatro d’avanguardia, insinuando che la collera dei funzionari sia tanto profonda da poter scindere i confini nazionali. Macron, come al solito, si difende con la frase “non è colpa mia”, lasciando spazio a ipotesi più fantasiose: forse è una protesta contro Trump, o forse la vera causa è l’ennesimo algoritmo che gli dice di cliccare “rinvia”. Una satira così sottile che anche la DSLR di un fotogiornalista dovrebbe averci provato a mettere a fuoco.

La conclusione è inevitabile: il giornalismo di Gala si diletta a trasformare un semplice meeting di stato in uno spettacolo di fuga, mentre dietro le quinte i politici si comportano più come attori di una serie Netflix che come funzionari pubblici. Se non riesci nemmeno a mantenere stretti tre ospiti in una stanza segreta, è forse il momento di chiedersi se il vero segreto sia l’incapacità di governare davvero.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché i tre politici hanno lasciato la stanza segreta prima della fine della riunione di emergenza?

Maestro: Perché la porta della verità è più leggera dell’ombra della paura, e chi porta la propria agenda non ha tempo per l’attesa di chi ascolta senza ascoltare.

Monaco: E allora, chi è davvero la parte che si scioglie in questa “greve greve greve” di cui parlano tutti?

Maestro: La vera sciopero è quello del silenzio che intercorre tra le parole dei potenti; è un’eco che rimbalza nella stanza segreta, ricordandoci che il rumore più forte è l’assenza.

Ma torniamo alle notizie.

 


Crisi del presidenteismo in Francia

L’esercizio del potere, così come previsto dalla Costituzione del 1958, si è indebolito progressivamente negli ultimi vent’anni, concentrandosi sempre più sulla figura del presidente fino a generare una profonda stanchezza, scrive Solenn de Royer nella sua rubrica per Le Monde.

Da dove nasce questa vaga inquietudine riguardo alle imminenti elezioni presidenziali? Alcuni ipotizzano il timore di una eventuale presa di potere dell’estrema destra, altri la presenza di un numero senza precedenti di candidati, i quali si dividono in tutti gli schieramenti, oppure la trasformazione della gara elettorale in una competizione di popolarità basata su personaggi più che su programmi o ideologie. Altri ancora puntano sull’apparente debolezza di diversi candidati, sia in termini di idee sia di presenza, in un contesto in cui le poste in gioco – debito, sovranità, istruzione e altri settori – e i rischi – geopolitici, climatici, legati all’intelligenza artificiale – non sono mai stati così estremi. Tuttavia, queste spiegazioni non bastano a spiegare il sentimento diffuso.

Secondo la Costituzione della Quinta Repubblica, le elezioni presidenziali dovrebbero costituire una promessa di risoluzione: il popolo decide, si forma una maggioranza e il Paese riprende il suo cammino. Questa volta, però, la più importante votazione della vita politica francese potrebbe non risolvere nulla. Essa rischia di non superare la crisi scatenata dal presidente Emmanuel Macron con lo scioglimento dell’Assemblea nazionale nel giugno 2024, crisi caratterizzata da decomposizione, frammentazione, polarizzazione e dalla scomparsa di una maggioranza stabile, con conseguente paralisi istituzionale. Inoltre, le difficoltà economiche del paese, con un indebitamento astronomico di 3,5 trilioni di euro, lasceranno al successore di Macron margini operativi molto ridotti.

I francesi avvertono, in modo vago, che il ciclo iniziato nel 1962 sta giungendo al termine: le istituzioni si mostrano esauste, il sistema è logorato e la presidenza appare gravemente danneggiata, necessitando di una profonda reinventiva.

Le Monde, 28 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.

«Non è più possibile, basta»: i dipendenti pubblici si mobiliteranno massicciamente per i salari nella sciopero di martedì 29 settembre

Il malcontento dei dipendenti statali si farà sentire su tutto il territorio nazionale con più di 160 manifestazioni programmate. Le ferrovie e i trasporti urbani potrebbero subire perturbazioni a seguito dei richiami allo sciopero volti a colpire RATP e SNCF.

L’intersindacale della pubblica amministrazione ha indetto una giornata “nera” per martedì 29 settembre, con la partecipazione di insegnanti, operatori sanitari, agenti dell’Agenzia delle Entrate, dipendenti comunali e regionali, nonché vigili del fuoco professionisti.

Al centro delle richieste vi è la rivalutazione salariale, in un contesto di ritorno dell’inflazione e di un bilancio 2027 che prevede il gelo del punto indice dei funzionari, definito “scandalo” dalla CGT. La proposta di risparmio di 54 miliardi di euro è contestata, con la CGT che denuncia l’ingiustizia della misura. “Se non c’è un aumento della retribuzione per i dipendenti pubblici, dico al governo: basta! Non possiamo proseguire dopo il 2024‑2026 senza nulla, aggiungere il 2027 non è possibile”, ha affermato Luc Farré, segretario generale dell’Unsa‑Funzione pubblica.

Nel settore dei trasporti, la CGT esorta gli operatori della RATP a scendere in sciopero “illimitato” a partire da lunedì 28 settembre, chiedendo inoltre un premio carburante di 600 euro per tutti gli agenti, la rivalutazione dell’allocazione complementare di spostamento (per turni fuori orario) e la riapertura immediata delle negoziazioni annuali obbligatorie.

Sul fronte della SNCF, il sindacato Sud Rail ha lanciato un appello per uno sciopero che inizia il 28 settembre alle 18:00 e si protrarrà fino al 28 novembre alle 23:00. Le richieste includono la riapertura delle negoziazioni annuali (NAO) senza attendere il 2027 e una distribuzione più equa dei 1,2 miliardi di euro di utili semestrali registrati dalla compagnia.

BFMTV, 27 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.


Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per lunedì 28 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Da Parigi sono Rachel Costa.

Serbia: la rinuncia di Aleksandar Vučić alla presidenza per candidarsi a primo ministro

Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha presentato la sua dimissione, annunciando l’intenzione di partecipare alle imminenti elezioni parlamentari come candidato a primo ministro. La decisione è arrivata in un momento di crescente tensione studentesca e di proteste contro la gestione economica del paese. Vučić spera di guidare un nuovo esecutivo capace di affrontare le sfide fiscali e di rafforzare i legami con l’Unione europea.

La mossa è stata accolta con sorpresa sia a Belgrado sia a Bruxelles, dove gli osservatori internazionali si chiedono se la leadership di Vučić possa garantire stabilità politica e riforme strutturali. Gli analisti sottolineano che la sua esperienza diplomatica potrebbe dare nuova linfa al processo di adesione della serbia al mercato unico europeo, ma restano incerti i possibili effetti sul clima degli investimenti stranieri.

SpaceX si prepara a lanciare per la prima volta la Starship in orbita

Il colosso aerospaziale statunitense SpaceX ha annunciato il prossimo volo di prova della sua gigantesca navicella Starship, destinata a rivoluzionare i viaggi nello spazio. L’obiettivo è quello di raggiungere l’orbita terrestre, un passo fondamentale verso future missioni verso la Luna e Marte. Il lancio, previsto per la prossima settimana, sarà trasmesso in diretta e rappresenta il culmine di anni di sviluppo tecnologico.

Secondo gli ingegneri di SpaceX, la Starship dovrà dimostrare la capacità di gestire le sollecitazioni termiche e di resurrezione dei suoi enormi motori Raptor. Se avrà successo, la missione aprirà la strada a una nuova era di viaggi spaziali commerciali e scientifici, con potenziali ricadute sull’industria dei satelliti e sulle opportunità di turismo spaziale.

Donald Trump vuole eliminare l’obbligo di veicoli elettrici negli Stati Uniti

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sua intenzione di revocare le norme che obbligano i nuovi veicoli a ridurre i consumi di carburante, una misura introdotta dall’amministrazione Biden per accelerare la diffusione delle auto elettriche. Trump critica la normativa, definendola “ridicola” e dannosa per l’industria automobilistica americana, sostenendo che il mercato dovrebbe regolare da sé la transizione energetica.

La proposta ha già suscitato reazioni contrastanti: le case automobilistiche tradizionali accolgono con favore la potenziale flessibilità, mentre le compagnie produttrici di veicoli elettrici temono un rallentamento delle vendite e una perdita di vantaggi competitivi. L’argomento si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro delle politiche ambientali negli Stati Uniti.

Il petrolio russo tocca il minimo storico degli ultimi 17 anni

I dati più recenti mostrano che i prezzi del petrolio russo sono scesi al livello più basso registrato dal 2009, con il prezzo per barile che si aggira intorno ai 40 dollari. Il calo è attribuito principalmente alle sanzioni internazionali e alla ridotta domanda globale, mentre la Russia fatica a trovare mercati di sbocco per la sua produzione. Il presidente Vladimir Putin ha proposto di aumentare le esportazioni dall’Artico, ma la strategia dipende da due navi specializzate vulnerabili alle condizioni meteorologiche.

Gli analisti internazionali avvertono che il prolungato deprezzamento del petrolio russo potrebbe portare a una ristrutturazione delle relazioni energetiche tra Mosca e i Paesi europei, spingendo questi ultimi a diversificare le fonti. Nel frattempo, i produttori di energia rinnovabile vedono un’opportunità per accelerare gli investimenti, mentre i mercati emergenti cercano di ridurre la dipendenza dal carburante russo.

Cina registra la crescita più debole dei profitti industriali dell’anno

Secondo le statistiche pubblicate questa settimana, la crescita dei profitti delle imprese industriali cinesi è scesa al 4,2 % nell’ultimo mese, il valore più basso dell’intero anno. Il rallentamento riflette una combinazione di debolezza della domanda interna, interruzioni nella catena di approvvigionamento e un ambiente normativo più restrittivo. Le autorità hanno risposto con misure di stimolo mirate, ma la ripresa rimane incerta.

Il risultato ha suscitato preoccupazione tra gli investitori, che temono un effetto a catena sui settori delle materie prime e del commercio globale. Il rallentamento della produzione industriale cinese, inoltre, potrebbe influenzare le dinamiche dei prezzi delle materie prime sul mercato mondiale, accentuando le tensioni tra i principali esportatori e importatori di beni manifatturieri.

La Cina prende in considerazione l’acquisto di chip Nvidia RTX Pro 5500 da parte di Alibaba e ByteDance

Fonti vicine al Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’informazione hanno riferito che il governo cinese sta valutando di consentire a grandi aziende domestiche, tra cui Alibaba e ByteDance, di acquistare i nuovi chip Nvidia RTX Pro 5500 destinati a lavori professionali avanzati. La mossa risponde alla crescente pressione sui fornitori di intelligenza artificiale per garantire capacità di calcolo sufficiente ai moderni modelli di linguaggio.

Le autorità cinesi hanno chiesto alle imprese di presentare un piano dettagliato sull’impiego di questi componenti, in un contesto di crescente tensione con Washington su restrizioni tecnologiche. Se approvata, la decisione rappresenterebbe un’importante svolta per il settore dell’AI in Cina, potenziando le capacità di addestramento dei modelli e riducendo la dipendenza da fornitori esteri.

Il mercato del petrolio Brent sale del 2,7 % dopo il rigetto da parte di Trump della proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz

Il prezzo del petrolio Brent è aumentato del 2,7 % in seguito all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di aver respinto la proposta dell’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, strategicamente cruciale per il transito delle esportazioni di energia. L’Iran aveva offerto di riavviare i negoziati entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti allentassero le pressioni, ma Trump ha considerato la proposta inadeguata.

Gli operatori di mercato hanno reagito con un rialzo dei prezzi, preoccupati per le ripercussioni di un possibile blocco del corridoio marittimo, che rappresenta oltre il 20 % del traffico ferroviario globale di petrolio. Gli esperti avvertono che un’escalation delle tensioni potrebbe innescare ulteriori volatilità nei mercati energetici, con effetti a catena sui prezzi dell’energia a livello mondiale.

La Francia prevede un “jackpot” da 200 milioni di euro dalle entrate fiscali sul gas

Il governo francese ha pubblicato una stima che indica che, grazie all’attuale aumento dei prezzi del gas, lo Stato potrebbe incassare ulteriori 200 milioni di euro di entrate fiscali entro la fine dell’anno. A differenza della tassazione sul carburante, che ha contribuito a ridurre le entrate, la pressione sul gas sta generando un surplus per il bilancio. Il Ministero dell’economia ha avviato una revisione delle aliquote per massimizzare le risorse senza gravare ulteriormente sui consumatori.

L’iniziativa fa parte di una più ampia strategia per affrontare l’inflazione energetica e sostenere le finanze pubbliche in un contesto di difficoltà economica. Gli osservatori hanno giudicato la misura una risposta pragmatica, sebbene alcuni gruppi di consumatori temano un ulteriore aumento dei costi di riscaldamento nelle prossime stagioni fredde.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per lunedì 28 settembre 2026

Parigi – Giornata fresca con piogge isolate

La mattina a Parigi si presenta con una temperatura di 19 gradi, cielo variabile e vento proveniente da ovest a 20 km/h, accompagnati da un rischio di pioggia del 100 %. L\’afternoon scalda i termometri fino a 25 gradi, le nuvole si densificano ma il sole riesce a farsi largo, il vento resta calmo a 20 km/h e la probabilità di pioggia scende al 40 %. Il tramonto porta una temperatura di 23 gradi, il cielo è molto nuvoloso con brevi schiarite, vento moderato intorno a 10‑20 km/h e un lieve rischio di pioggia al 20 %. La notte si chiude intorno ai 19 gradi, con cielo sereno a intervalli, vento leggero a 20 km/h e nessun rischio di precipitazioni. L\’aria è ostile per le allergie con indice di inquinamento cattivo, ma la temperatura è di 5 °C sopra la norma. Secondo l\’esperto Régis Crêpet, le condizioni rimangono stabili con possibili acquazzoni sparsi.

Monaco – Sole splendente e brezze marine

Al mattino a Monaco il termometro segna 21 gradi, il cielo è sereno, il vento è debole a 10 km/h e non è prevista alcuna pioggia. Il pomeriggio porta il caldo a 26 gradi, il sole brilla con qualche leggera nuvola, il vento aumenta a 15 km/h ma resta delicato e non ci sono precipitazioni. La sera la temperatura scende a 22 gradi, il cielo rimane per lo più sereno con venti di 15 km/h, e ancora nessuna pioggia. La notte la temperatura è di 20 gradi, il cielo è quasi privo di nuvole, venti leggeri intorno a 10‑15 km/h e totale assenza di piogge. L\’umidità è moderata e l\’indice UV è medio, creando condizioni ideali per una passeggiata lungo la costa.

Milano – Sole stabile e temperature in aumento

La giornata a Milano prende il via con una mattina fresca di 17 gradi, vento quasi assente da ENE a 1 km/h e cielo sereno. Durante il pomeriggio la temperatura sale a 26 gradi, il vento da sud‑est è leggero, intorno a 1‑5 km/h, e il cielo rimane limpido senza alcuna pioggia. Il tramonto vede i termometri intorno a 24 gradi, venti moderati da SE a 5‑6 km/h, con sereno persistente. La notte si chiude con 22 gradi, vento debole da NE a 5 km/h, e cielo ancora privo di nuvole. L\’aria è pulita con indice di inquinamento normale, mentre l\’umidità diminuisce verso sera. Secondo l\’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, la stabilità atmosferica durerà per tutta la settimana.

Rachel’s Dressing Advisory — Eleganza sotto il cielo

Con i 25°C di questo pomeriggio a Parigi, si consiglia un impeccabile tailleur in tweed Chanel, taglio sartoriale raffinato e finiture in velluto, perfetto per affrontare le nuvole in modo aristocratico; magari accompagnato da un paio di occhiali da sole Dior, delicatamente incastonati in una custodia di pelle nera. One simply cannot survive a Parisian afternoon like that in anything less than silk. Per completare l\’ensemble, una pochette in pelle di Gucci aggiunge un tocco di classe senza pari.

Con i 26°C di questo pomeriggio a Monaco, l\’ideale è un abito in lino Valentino, taglio fluido che accoglie la brezza marina, e sandali in pelle di Ferragamo, eleganti ma pratici per camminare lungo il lungomare; il look si arricchisce con una cintura in pelle di Balenciaga per definire la silhouette. The Mediterranean breeze calls for a garment of both form and function. Un paio di occhiali da sole di Dior completano l\’outfit con un’eleganza luminosa.

Con i 26°C della serata milanese, si raccomanda un raffinato cappotto in cashmere Prada, taglio dritto e lunghezze perfette, capace di lenire l\’aria fresca, accompagnato da un orologio Cartier con quadrante in oro rosa per un tocco di lusso discreto. One must choose a suit that reflects both heritage and modernity. Per un’alternativa più casual, un bomber Balenciaga in velluto cotto con sneakers di Nike è perfetto per chi vuole un look streetwise senza rinunciare al prestigio. E per completare l\’insieme, una sciarpa di Missoni in tonalità neutre aggiunge calore e stile.

Koan del giorno

Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il tempo è una ruota che gira senza sosta, né domanda né risposta.”
Il monaco replicò: “Allora come posso comprenderlo?”
Zhaozhou concluse: “Osserva il cielo e il vento, il silenzio è la risposta più chiara.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

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