Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per venerdì 18 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Notizie dalla Francia
Zinédine Zidane, nuovo commissario tecnico della Francia, svela la prima lista dei convocati
Nominato alla guida dei Blu (i Francesi) nell’estate di luglio, Zinédine Zidane ha presentato venerdì 18 settembre la prima rosa di 26 giocatori per i primi quattro impegni della fase di gruppi della Nations League 2027. L’annuncio, avvenuto durante la conferenza stampa d’introduzione, segna l’inizio di un percorso che si preannuncia sotto i riflettori di ben 69 milioni di osservatori, pronti a scrutare ogni scelta del nuovo allenatore.
Le critiche non tarderanno a farsi sentire, ma per lo stesso Zidane rappresentano un contorno rispetto alla pressione che già ha sperimentato al Real Madrid, dove la sua figura è stata soggetta a una copertura mediatica senza precedenti.
Secondo lo storico dello sport Paul Dietschy, “Zidane suscita un’enorme aspettativa, quasi come un’elezione presidenziale: all’inizio è acclamato, ma poi la realtà dei risultati può rivelarsi più complessa”. L’exstella, aggiunge, “fa l’unanimità da sempre; è una personalità che raccoglie, grazie anche al ricordo del suo ruolo di campione indimenticabile”.
La sua immagine silenziosa, definita “misteriosa” dallo stesso Dietschy, ricorda quella di artisti riservati e, a detta di Aurélie Dyèvre, direttrice di Sporsora, “parlare poco affascina e impedisce di attrarre critiche dirette”. Dyèvre sottolinea inoltre che la storia personale di Zidane – cresciuto a La Castellane, figlio di immigrati – lo rende un simbolo di merito e integrazione, capace di parlare a un pubblico che spazia dalle grandi stelle ai nonni.
Nel panorama del marketing sportivo, Gary Tribou osserva che “Zidane ha una dimensione multiculturale che lo rende l’icona di tutte le generazioni; è un punto di riferimento anche per gli adolescenti”. Le numerose partnership con marchi come Adidas, Dior e Danone hanno consolidato la sua presenza sul piano internazionale, permettendogli di rimanere visibile senza dover necessariamente parlare.
Tuttavia, il nuovo tecnico dovrà affrontare anche le sfide non calcistiche. Il futuro politico del Paese, con la prossima elezione presidenziale, potrebbe influenzare le dinamiche della federazione e dei giocatori, avvertono gli esperti. Il potenziale impatto di una eventuale vittoria del Rassemblement National potrebbe mettere i “Bleus” in una posizione delicata, dato il coinvolgimento di alcuni atleti in dichiarazioni contro il partito.
In sintesi, la popolarità di Zidane, costruita sul mito del rigore, della vittoria ai Mondiali del 1998 e della sua figura di “uomo di grazia” nonostante il gesto controverso del 2006, gli garantisce un vantaggio unico: “Quando qualcuno è idolatrato, se sbaglia gli altri lo incolpano; non è sua responsabilità”, conclude Tribou. Rimane dunque da vedere se le sue scelte tecniche potranno soddisfare le elevate aspettative di un pubblico ormai abituato a considerarlo intoccabile.
Franceinfo, 18 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Poliziotto delle Yvelines messo in esame per sospetto di preparazione di un atto di terrorismo
Un agente di polizia dei dipartimenti delle Yvelines, di 35 anni, è stato posto sotto indagine dopo la sua messa a riposo domenica 23 agosto. Le autorità hanno confermato, che il funzionario è sospettato di aver preparato un atto di terrorismo.
Secondo una fonte giudiziaria, l’uomo è stato imputato per quattro reati: preparazione individuale di un atto di terrorismo; fabbricazione o commercio non autorizzato di materiale di guerra, armi e munizioni in collegamento con un’organizzazione terroristica; detenzione illegale di medesimo materiale in relazione con un’organizzazione terroristica; e provocazione diretta a un atto di terrorismo realizzata tramite un servizio di comunicazione al pubblico online. È stato collocato in custodia cautelare.
Franceinfo, 17/09/2026
Fact Check by Gemma4.

Editoriale di Rachel – Quando anche i gilet blu aprono il barattolo della bomba
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Un uomo di 35 anni, addetto alla sicurezza pubblica, è finito in magistratura per “preparare un atto di terrorismo”. Non è un caso isolato? È tutto un po’ troppo comodo: la narrazione si ferma a “sospetti” e “indizi” senza mostrarci nulla di tangibile. La stampa, per così dire, ha già deciso il verdetto prima di avervi messo una foto, come se l’opinione pubblica fosse già stata condizionata da qualche script pre‑caricato.
Poi ci troviamo a leggere una lista di reati che suonano come il catalogo di un negozio di armi per principianti: “fabricazione o commercio senza autorizzazione di materiali di guerra”, “provocazione diretta via internet”. Chi è il vero autore di questa sceneggiatura? I media hanno dimenticato il principio fondamentale del giornalismo: la prova è meglio del sospetto, ma sembra che la prova sia mai più stata inviata al redattore che l’ha chiesto.
E la “privacy” del nome del poliziotto? Qui il dibattito prende una piega affascinante: da un lato si difende il diritto alla riservatezza, dall’altro si continua a dipingere la figura del “poliziotto terrorista” con la stessa intensità di un thriller. È un vero paradosso o solo una trovata per mantenere alta l’attenzione, alimentando il sospetto senza nutrirlo di fatti concreti? Se ci fosse davvero una minaccia, non sarebbe più efficace far parlare il poliziotto in tribunale che nasconderlo dietro il velo della privacy?
Infine, l’articolo si chiude con la frase “il signor è stato posto in detenzione provvisoria”, senza alcuna riflessione sul perché un operatore pubblico debba finire in prigione preventiva. È forse la nostra società così brava a etichettare prima di capire, o la cronaca è diventata un grande circo dove il pubblico applaude ogni nuovo “colpo di scena” senza chiedersi se il circo non sia già caduto?
Koan del giorno
Un monaco chiese al Maestro: “Se un poliziotto è sospettato di terrorismo, è più pericoloso il suo badge o la sua ombra?”
Il Maestro rispose: “Il badge è di ferro, ma l’ombra può attraversare le parole dei giornali e insinuarsi nella mente dei cittadini.”
Il monaco insistette: “E se l’ombra si nasconde dietro il velo della privacy, come possiamo distinguere tra innocenza e accusa?”
Il Maestro sorrise: “Quando la luce della verità è offuscata dal velo, l’unica certezza è che l’ombra continuerà a camminare, finché nessuno accende la lampada della trasparenza.”
Ma torniamo alle notizie.
Il diesel è aumentato del 38% in un anno, il cherosene del 100% ma il gas è esploso del 150%: perché questa energia preoccupa improvvisamente tutta l’Europa
L’Europa, ancora in ritardo nel ricostituire le riserve di gas naturale, si trova a dover affrontare prezzi record dei carburanti mentre i governi cercano di contenere il malcontento popolare e l’ascesa dell’estrema destra.
Il ritardo nella ricostituzione delle scorte di gas, combianto a prezzi quasi record del diesel e di altri prodotti petroliferi raffinati, sta aumentando le pressioni sui governi. In Germania, la prima economia europea, l’AfD ha conseguito una vittoria in un Land la scorsa settimana con un programma che prevede la pace con Mosca e il ripristino dei contratti di gas russo a prezzi contenuti. Questa svolta elettorale rafforza la pressione sul cancelliere conservatore Friedrich Merz, che sta valutando misure costose per far scendere i prezzi dei carburanti.
Le scorte di gas europee, destinate a fungere da cuscinetto contro shock di approvvigionamento e di prezzo durante l’inverno, sono attualmente al 69 %, al di sotto della media dell’85 % degli ultimi cinque anni, secondo Gas Infrastructure Europe. Germania e Paesi Bassi, che detengono insieme il 35 % della capacità di stoccaggio dell’UE, accusano un ritardo significativo, poiché i prezzi elevati dell’energia, alimentati dalle tensioni legate al conflitto avviato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, hanno disincentivato le imprese ad acquistare e i governi a fissare obiettivi di stoccaggio nazionali.
“Ogni mese in cui l’Europa ritarda la ricostituzione delle proprie scorte, la pressione sui prezzi si accentua all’avvicinarsi del picco invernale”, ha commentato Jonathan Schroer, stratega di UniCredit.
Rispetto al picco dei prezzi dell’energia scatenato dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la situazione economica è oggi, in alcuni aspetti, meno critica. I paesi hanno diversificato le fonti energetiche e un mercato del lavoro meno dinamico ha contenuto la capacità dei salari di crescere, contribuendo a frenare l’inflazione. Tuttavia la Banca centrale europea ha alzato i tassi di interesse la scorsa settimana e avverte che altri aumenti potrebbero essere necessari se le pressioni sui prezzi dell’energia non si attenueranno.
I prezzi mondiali del petrolio hanno superato i 100 dollari (circa 87 euro) al barile a causa della recrudescenza del conflitto in Medio Oriente. Nell’intera UE i costi dei carburanti sono saliti del 24 % rispetto all’anno precedente, con il diesel in rialzo del 38 % in parte per gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe e il cherosene aumentato di oltre il 100 %. L’indice di riferimento del gas si scambia a 81 euro per megawattora (MWh), segnando un incremento del 150 % in un anno, e le previsioni di Morgan Stanley indicano che potrebbe raggiungere i 100 euro/MWh.
“Contare sul clima per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento è una scommessa rischiosa”, hanno osservato gli analisti di Morgan Stanley.
Altri esperti hanno sottolineato il pericolo rappresentato dalla diminuzione della capacità di stoccaggio e dal mantenimento di prezzi elevati. “Posso immaginare che, anche in un inverno freddo ma non estremamente rigido, le scorte siano fortemente esaurite”, ha affermato Jack Sharples dell’Oxford Institute of Energy Studies, avvertendo che una ricostituzione dei depositi entro il 2027 tramite importazioni potrebbe stringere il mercato del gas naturale liquefatto per diversi mesi.
Una ricerca della Banca d’Italia pubblicata a giugno ha evidenziato che, mentre gli shock petroliferi tendono a generare inflazione di breve durata, quelli legati al gas provocano effetti più marcati e persistenti, influenzando l’inflazione sottostante monitorata dalla BCE. Per questo motivo gli investitori ritengono che la BCE dovrà aumentare i tassi di interesse altre tre o quattro volte, a frenare la crescita economica e gli investimenti. “La mia attenzione si sposta sempre più dal prezzo del petrolio e dei carburanti a quello del gas e dell’elettricità”, ha dichiarato Peter Kazimir, membro del comitato di politica monetaria della BCE.
Gli economisti prevedono che i settori più vulnerabili saranno quello dell’aviazione, della chimica, dell’automotive e dei materiali da costruzione, mentre le compagnie energetiche, i servizi pubblici e le banche potrebbero trarne beneficio, nonostante l’aumento dei tassi renda più costoso il credito per le imprese e i consumatori. BFM TV, 18 settembre 2026 Fact Check by Gemma4.
Costo astronomico della visita del papa Léon XIV in Francia: 27 milioni di euro
Dal 25 al 28 settembre il papa Léon XIV si recherà in Francia per un viaggio apostolico di quattro giorni, con tappe a Parigi, Lourdes e Metz. L’incontro ufficiale avrà luogo all’Élysée, dove il presidente Emmanuel Macron lo accoglierà, sebbene il Vaticano abbia rifiutato alcune proposte della Repubblica per via dell’agenda serrata del cardinale americano.
Secondo i dati comunicati dalla Conferenza dei Vescovi di Francia (CEF), il budget complessivo della visita ammonta a 27 milioni di euro. Per legge del 1905 sulla separazione tra Chiese e Stato, la Chiesa cattolica dovrà sostenere l’intero costo degli allestimenti, che comprendono podi, schermi giganti, sistemi di audio, servizi igienici e misure di sicurezza per i luoghi aperti al pubblico.
Il finanziamento proviene da donazioni, mecenatismo, vendita di gadget e sponsorizzazioni private. La sicurezza, invece, resta di competenza dello Stato: a Lourdes saranno impiegati più di 3 500 agenti di polizia, gendarmi e unità speciali del GIGN e del RAID, per garantire il pubblico ordine pubblico. Questo è l’unico onere sostenuto dal contribuente francese.
Il programma prevede, oltre all’incontro a Parigi, una visita al Palazzo Bakhita, la celebrazione di una grande messa in piazza della Concorde davanti a circa 500 000 fedeli, una preghiera notturna nella Grotte di Massabielle a Lourdes, una messe nella prateria del santuario mariano e incontri privati con vittime di abusi sessuali nella Chiesa, per concludersi con una celebrazione nella cattedrale di Saint‑Étienne a Metz.
Gala, 18 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per venerdì 18 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Iran colpisce un petroliero nello Stretto di Ormuz
Le forze di sicurezza iraniane hanno annunciato di aver lanciato un missile contro un nave mercantile bandiera togolese che transitava nello Stretto di Ormuz, una via cruciale per il commercio mondiale di petrolio. L’attacco, avvenuto nei primi del pomeriggio, ha generato preoccupazione tra le compagnie di navigazione, che temono un’escalation delle ostilità nella regione. Le autorità iraniane hanno presentato l’operazione come una risposta a presunte violazioni della sovranità nazionale, ma gli osservatori internazionali temono che possa interrompere le già fragili forniture di energia.
Il Gulf Cooperation Council ha condannato l’azione, invitando a una risoluzione diplomatica per evitare ulteriori tensioni in uno dei passaggi più strategici del mondo.
Il Giappone alza i tassi di interesse a un livello mai raggiunto da 31 anni
La Banca del Giappone ha deciso di aumentare il tasso di interesse di riferimento, portandolo al 1,25 %, il valore più alto registrato negli ultimi trentuno anni. La mossa, volta a contenere l’inflazione crescente, è stata accolta dal mercato con una leggera ripresa dei titoli di stato giapponesi e da un apprezzamento della moneta nazionale. Gli economisti indicano tra le cause principali l’impennata dei prezzi dell’energia e le pressioni sui salari, che hanno spinto la banca centrale a intervenire più aggressivamente rispetto a quanto previsto fino a poco tempo fa.
Le autorità hanno sottolineato che ulteriori aumenti potrebbero essere necessari se l’inflazione non dovesse dare segnali di rallentamento nei prossimi mesi.
Il gas, il kerosene e il diesel scoppiano in Europa: i prezzi dell’energia alle stelle
Secondo i dati più recenti, il prezzo del diesel è salito del 38 % in un anno, quello del kerosene è aumentato del 100 % e il costo del gas naturale è cresciuto del 150 %. L’aumento drammatico è dovuto a una combinazione di fattori: la scarsità di forniture di gas europeo, le tensioni geopolitiche che hanno ridotto le esportazioni di petrolio e l’incremento della domanda post‑pandemica. I governi dei Paesi membri dell’Unione europea stanno valutando misure di emergenza, tra cui la sospensione di alcune tasse sull’energia e l’implementazione di riserve strategiche di gas per mitigare la crisi.
Gli analisti avvertono che, se la situazione non dovesse stabilizzarsi, le imprese e le famiglie europee potrebbero affrontare un aumento significativo dei costi di produzione e di vita nei prossimi mesi.
Il prezzo del petrolio cala dato l’ottimismo sulle forniture saudite
Il mercato globale del petrolio ha registrato una flessione dei prezzi, con il Brent che è sceso di oltre un dollaro al barile, spinto dall’aumento delle esportazioni saudite previste per le prossime settimane. Le recenti operazioni di manutenzione dei giacimenti sauditi hanno migliorato le prospettive di offerta, contrastando le pressioni dei colpi di Houthi nel Golfo di Aden. Nonostante la caduta, gli analisti rimangono cauti, poiché la volatilità della domanda asiatica e le tensioni in Medio Oriente continuano a influenzare il mercato.
Gli operatori energetici stanno monitorando da vicino l’evoluzione degli attacchi dei gruppi ribelli, temendo che un’intensificazione potrebbe far risalire nuovamente i prezzi in tempi brevi.
Bridgewater chiede una regolamentazione delle società di intelligenza artificiale paragonata a quella delle banche sistemicamente importanti
Greg Jensen, dirigente di investimento di Bridgewater Associates, ha proposto di estendere le norme di vigilanza finanziaria alle aziende che controllano una quota importante della capacità computazionale globale. Secondo Jensen, chi detiene più del 5 % della potenza di calcolo negli Stati Uniti o a livello mondiale dovrebbe essere soggetto a una supervisione più rigorosa, simile a quella riservata alle grandi banche. La proposta nasce dalla crescente concentrazione del potere nell’ecosistema dell’IA, dove pochi attori riescono a dominare l’accesso alle risorse di elaborazione.
Jensen ha aggiunto che una maggiore trasparenza e controlli prudenziali potrebbero ridurre i rischi sistemici legati a eventuali errori o abusi delle tecnologie avanzate.
Jensen Huang annuncia che Nvidia raddoppierà le vendite di chip AI il prossimo anno
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che l’azienda prevede di vendere il doppio di chip destinati all’intelligenza artificiale entro il 2027, rispetto ai volumi attuali. L’obiettivo è sostenere la crescente domanda di acceleratori hardware proveniente da settori come il cloud computing, l’automotive e la ricerca scientifica. Huang ha sottolineato come le recenti innovazioni nella architettura dei processori consentano prestazioni superiori con consumi energetici più contenuti, rendendo le soluzioni Nvidia più appetibili per le grandi imprese tecnologiche.
Il nuovo piano di produzione dovrebbe rafforzare la posizione di Nvidia nel mercato globale dei chip AI, in concorrenza con i rivali asiatici e con le iniziative governative per lo sviluppo di capacità computazionali autonome.
La Francia approva la vendita di 48 aerei da combattimento F‑35 all’Arabia Saudita per 24 miliardi di dollari
Il governo degli Stati Uniti ha autorizzato la vendita di quarantotto aerei da combattimento di ultima generazione F‑35 all’Arabia Saudita, un accordo del valore di 24 miliardi di dollari. La transazione, presentata dal dipartimento della Difesa, è vista come un segnale di rafforzamento dei legami strategici tra Washington e Riyadh, nonché una risposta alle richieste saudite di modernizzare la propria forza aerea. L’accordo è stato oggetto di critiche da parte di alcuni membri del Congresso, che hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’utilizzo di tali armamenti in conflitti regionali.
Il futuro dei F‑35, dotati di tecnologie stealth e capacità di combattimento avanzate, dovrebbe contribuire a mantenere la supremazia aerea dell’Arabia Saudita nel contesto delle tensioni persiane.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per venerdì 18 settembre 2026
Parigi – Soffice ma sereno
La mattina a Parigi si sveglia con 14°, cielo poco nuvoloso e un leggero vento di 10 km/h con raffiche fino a 20 km/h, senza alcuna traccia di pioggia. L’esperto Régis Crêpet sottolinea che il sole comincia a farsi più presente nel pomeriggio, raggiungendo 22° con temperature percepite intorno ai 23°, mentre il vento resta stabile a 10 km/h con raffiche di 25 km/h. Il cielo rimane prevalentemente limpido, ma qualche nuvola passeggera può attraversare l’orizzonte nella serata, intorno alle 20°, con una brezza leggera di 10 km/h. La notte scende a 16° con condizioni di calma quasi totale, vento debole di 15 km/h e nessun rischio di precipitazioni. In tutta la giornata le temperature oscillano fra un minimo di 13° e un massimo di 22°, con un’umidità contenuta e un indice UV moderato. Il profilo complessivo è di un tempo piacevole, ideale per una passeggiata lungo la Senna.
Monaco Monte Carlo – Soleggiato ma variabile
Il mattino a Monaco presenta 20° con un’aria umida che fa percepire 23°, vento da ovest di 10 km/h e raffiche di 20 km/h, ma il cielo resta per lo più sereno con solo lievi passaggi nuvolosi. Nel pomeriggio le temperature salgono rapidamente a 26°, raggiungendo una sensazione di caldo intenso di 32° sotto un sole splendente, mentre il vento si intensifica a 15 km/h con raffiche di 30 km/h e il cielo diventa più nuvoloso. La sera la temperatura scende a 23°, con vento di 10 km/h e raffiche di 25 km/h, mantenendo però un cielo molto nuvoloso che si farà più variabile verso la notte. La notte persiste l’assenza di precipitazioni e la temperatura si stabilizza intorno ai 20°, vento moderato di 10 km/h e raffiche di 25 km/h. L’arco termico della giornata varia fra 20° e 26°, con condizioni di vento moderato e cielo prevalentemente coperto verso la notte. Un clima tipico della costa mediterranea, caldo e incomodo ma privo di piogge.
Milano – Inizio piovoso, pomeriggio più stabile
La mattina a Milano è caratterizzata da pioggia debole con 0,7 mm di precipitazione, temperatura di 18° e vento da est a 7 km/h con raffiche di 15 km/h, sensazione termica intorno ai 18°. L’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo osserva che la pioggia persiste per le prime ore, ma diminuisce progressivamente, passando a possibili rovesci con 0,5 mm alle 08:00 e poi assente da metà mattina in poi. Nel pomeriggio le temperature salgono a 24‑25°, il cielo si schiarisce diventando poco nuvoloso, il vento rimane lieve da est con velocità intorno a 6‑8 km/h e le raffiche si riducono. La sera la temperatura attorno ai 24°, con cielo parzialmente nuvoloso e vento quasi calmo da nord‑nord‑est a 3‑4 km/h, senza ulteriori precipitazioni. La notte vede un ritorno a condizioni più fredde, 22° con vento debole da nord a 3 km/h, ideale per chi vuole una notte tranquilla. L’intervallo termico della giornata varia tra 18° e 25°, con piogge limitate al mattino e condizioni complessivamente variabili.
Editoriale Meteo di Rachel – Il clima è sempre il colpevole
A Parigi si prevede una temperatura massima di 22°C, e subito arrivano gli esperti a dichiarare: “cambiamento climatico!” come se quell’unico grado in più fosse una prova inconfutabile. Ma davvero il vero colpevole è il termometro o la curvatura dei grafici? Forse è solo il nostro desiderio di trovare una favola da raccontare ogni volta che il cielo si apre un po’ più del solito.
E allora, cosa fare? Basta accendere la TV, attendere la prossima conferenza stampa e ascoltare i previsionisti che, armati di un termometro e di un giornale, trasformano 22 gradi in un dramma apocalittico. Se fosse così, perché non celebrano anche le 13°C di minima? Forse perché il cambiamento climatico suona meglio quando è “caldo” e non quando è “fresco”.
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il tempo è un velo che si alza e si posa, a volte porta pioggia, a volte sole.”
Il monaco replicò: “Allora il tempo è né pioggia né sole, ma solo il cambiamento?”
Zhaozhou concluse: “Il cambiamento è il passo del suono nel silenzio del vento.”
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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