Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per martedì 15 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Notizie dalla Francia
Che cosa pensano i politici di una possibile ripresa del movimento dei “gilet gialli”?
Le tensioni sulla crescita dei prezzi dei carburanti hanno riacceso gli appelli a scendere in piazza, soprattutto per la manifestazione prevista il 17 ottobre. A otto mesi dalla tornata elettorale, i partiti si confrontano sulla possibilità di una nuova ondata di proteste.
A sinistra, la spinta proviene soprattutto da La France Insoumise e dal Partito Comunista Francese. Fabien Roussel, candidato del PCF alle prossime elezioni presidenziali, ha dichiarato durante la Fête de l’Humanité, il 12 settembre: «Invito a mobilizzazioni il più ampie possibile, subito, sui giradischi, per difendere il potere d’acquisto e i salari. È ora che ci si batta».
Il leader del Partito Socialista, Olivier Faure, non ha lanciato un invito diretto alla strada, ma ha riconosciuto la legittimità di eventuali sollevazioni: «Non è mio compito indicare ai cittadini cosa fare quando si sollevano, ma se lo fanno ne comprenderò la ragione e sarò al loro fianco, perché non è più accettabile che chi lavora non venga remunerato in modo adeguato».
Il Rassemblement National, dalla parte dell’estrema destra, mantiene la cautela tipica del movimento del 2018. La deputata Laure Lavalette, ospite di franceinfo il 14 settembre, ha sottolineato: «Sento questa rabbia, vedo da vicino i francesi esausti. Il modo migliore per farsi sentire in democrazia è il voto. È evidente che il 2 maggio, al secondo turno delle presidenziali, sarà il momento di mobilizzarsi, ma votare è la scelta più efficace».
In sintesi, mentre la sinistra spinge verso una nuova azione di piazza per difendere il tenore di vita, la destra preferisce indirizzare l’impeto manifestato verso le urne, lasciando aperta la questione di una eventuale ripresa del movimento dei gilet gialli.
Fonte: franceinfo, 14/09/2026
Fact Check by Gemma4.
Coalizione storica lancia richieste urgenti contro l’inazione climatica dopo l’estate canicolare
La Francia ha appena attraversato il suo estate più calda mai registrata, con oltre 7 300 vittime secondo il bilancio preliminare di Santé publique France. L’ondata di caldo ha innescato una siccità senza precedenti e incendi devastanti, che hanno bruciato almeno 120 000 ettari di foreste, il livello più alto degli ultimi venti anni di monitoraggio satellitare.
Di fronte a questi eventi, le associazioni ambientaliste, i sindacati e i collettivi di cittadini hanno deciso di mantenere alta la pressione sulla scena politica. Il direttore generale di France Nature Environnement, Jean‑Francois Julliard, ha dichiarato che “c’è il rischio di un’amnesia ambientale; dopo l’emozione dell’estate non possiamo tornare alla normalità”.
Le mobilizzazioni sono previste fin dal 8 settembre, con manifestazioni contro l’industria dei pesticidi e l’apertura dell’autostrada A69. Il calendario prevede anche una grande marcia il 15 settembre a Parigi, davanti al Ministero dell’Economia, dove si uniranno sindacati dei vigili del fuoco, infermieri, studenti, associazioni di protezione animale e gruppi femministi. L’obiettivo è influenzare la discussione sul progetto di legge di finanze 2027, chiedendo un piano da un miliardo di euro all’anno per adeguare gli alloggi alle alte temperature, un aumento di due miliardi per il Fondo Verde, una tassazione più severa per i “primi responsabili della crisi climatica” e l’istituzione di un congedo climatico.
Nel frattempo i vigili del fuoco hanno indetto uno sciopero dal 8 settembre al 20 ottobre, a causa del crescente numero di interventi e della carenza di risorse. Il portavoce dell’intersindacale, Xavier Boy, ha sottolineato che la pressione è necessaria tra la presentazione del nuovo progetto di legge sulla sicurezza civile e l’esame della prima parte del bilancio.
Un altro punto focale è la marcia nazionale “Marcia per il clima, la pace e le solidarietà” del 26 settembre, organizzata dall’associazione Bio Consom’acteurs. Quasi un migliaio di cittadini hanno firmato una lettera al presidente Emmanuel Macron chiedendo un piano d’emergenza, di adattamento e di mitigazione, mentre più di 20 000 firme hanno già appoggiato l’iniziativa. In tutto il territorio, da Metz a Bordeaux, fino a Reims, sono confermate oltre 100 mobilizzazioni.
Le richieste convergono su un unico tema: evitare che l’estate di appena trascorsa continui a ripetersi, ponendo fine all’inazione governativa e garantendo i mezzi necessari a fronteggiare le emergenze climatiche.
Franceinfo, 07/09/2026
Fact Check by Gemma4.

Editoriale di Rachel – Caldo record, vittime e… marce: la solita ricetta francese
Ebbene sì, eccoci di nuovo. L’estate più calda di sempre, oltre 7.300 morti secondo i bilanci preliminari, siccità che spezza la terra e 120.000 ettari di bosco andati in fumo. Numeri pesanti, questi sì. Difficili da contare, difficili da ignorare. Eppure, come per magia, la risposta che sale immediatamente dal calderone mediatico e associativo è sempre la stessa: si scende in piazza.
Dal 8 settembre in poi, e soprattutto il 15 davanti al Ministero dell’Economia, si raduneranno sindacati, ambientalisti, vigili del fuoco, infermieri, studenti, animalisti e femministi. Si chiederà un miliardo all’anno per isolare le case, due miliardi in più al Fondo Verde, tasse più pesanti sui “primi responsabili” e perfino un congedo climatico. Tutto molto concreto, tutto molto urgente. E tutto, ovviamente, da ottenere con la pressione della strada.
Dalla nostra redazione, mentre le temperature scendevano (finalmente) e le ceneri degli incendi si posavano, abbiamo visto soprattutto questo: la tradizionale trasformazione dell’emergenza in appuntamento di calendario. Dopo l’emozione, avverte France Nature Environnement, non si può tornare alla normalità. Giusto. Ma la normalità francese, a quanto pare, è proprio questa: contare i morti, contare gli ettari bruciati, e poi contare i manifestanti. Con la solita magia moltiplicativa, s’intende.
E mentre si preparano le parole d’ordine e i cartelli, qualcuno ricorda che la correlazione tra temperatura e popolazione mondiale è scomoda da guardare in faccia. Eravamo quattro miliardi, poi sei, ora otto. Tutti respirano, mangiano, costruiscono, viaggiano. La soluzione proposta resta, però, impeccabilmente locale e rituale: una bella marcia. Magari, se il tempo lo permette, con qualche auto in fiamme a fare da contorno. Perché in Francia anche il clima, a un certo punto, diventa una questione di numeri da piazza.
La credibilità, si sa, non si raffredda così facilmente come un’ondata di caldo. E contare i morti è una cosa. Contare le soluzioni efficaci, un’altra.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou:
«Il mondo brucia e gli uomini sfilano. Dove sta la via?»
«Nella piazza», rispose Zhaozhou.
Il monaco insistette:
«Ma la piazza è piena di cartelli e di fumo. Come si distingue la via dal rumore?»
Zhaozhou guardò il cielo e disse:
«Quando il cartello grida più forte del fuoco, è il momento di contare i passi, non le vittime.»
Ma torniamo alle notizie.
Niente è più inverosimile: in Francia, Germania e Paesi Bassi (ma non in Spagna) il gasolio a 3 euro non è più escluso, ma servirebbe un forte shock
Il prezzo medio del gasolio ha superato i 2,30 euro al litro in Francia e i 2,40 euro in Germania, avvicinandosi al simbolico tetto dei 3 euro che, se raggiunto, aumenterebbe di circa 500 euro all’anno il bilancio di un automobilista francese che percorre 12 000 km con un veicolo diesel.
In Francia, il litro di benzina SP95‑E10 è stato venduto in media a 2,13 euro la scorsa settimana, mentre il gasolio ha toccato i 2,312 euro, valori record dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Nonostante la diminuzione della domanda – la UFIP ha rilevato cinque mesi consecutivi di calo dei consumi da aprile ad agosto, con una riduzione annua compresa tra il 5 % e il 6 % e un calo del 9,2 % per il gasolio – il presidente dell’associazione, Philippe Casbas, ha sottolineato che la riduzione è dovuta più a una risposta forzata della transizione ecologica che a un vero entusiasmo dei consumatori.
Interrogato sulla possibilità che il prezzo del carburante raggiunga i 3 euro in Francia, Casbas ha definito tale scenario “irrealistico” a breve termine, ma ha ammesso che, se il conflitto mediorientale dovesse protrarsi, “niente è più inverosimile”. Per arrivare a quel livello, il gasolio dovrebbe salire di oltre 68 centesimi al litro, quasi il 30 % in più, mentre la benzina richiederebbe un incremento di quasi 87 centesimi, oltre il 40 %.
Prezzi vicini ai 3 euro sono già stati osservati in alcune stazioni indipendenti o autostradali; a marzo, una pompa nei Deux‑Sèvres ha mostrato il gasolio a 2,97 euro al litro, in gran parte a causa di volumi di acquisto ridotti e costi di approvvigionamento più alti.
In Germania, il prezzo medio della benzina SP95‑E10 ha raggiunto i 2,273 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,404 euro, a pochi centesimi dal record di aprile. Herbert Rabl, rappresentante del gruppo di stazioni di servizio tedesco TIV, ha avvertito che i consumatori dovranno “abituarsi all’idea che il prezzo del carburante si avvicini ai tre euro”, e ha evidenziato che tale livello è già presente in alcune stazioni autostradali.
L’economista Claudia Kemfert, direttore del dipartimento Energia, Trasporti e Ambiente del DIW Berlin, ha valutato che un diesel vicino ai 3 euro e una benzina intorno ai 2,50 euro provocherebbero “un colpo considerevole sul potere d’acquisto”, colpendo soprattutto le famiglie a basso reddito, gli abitanti delle zone rurali e i lavoratori dipendenti dall’auto.
Nei Paesi Bassi, il prezzo consigliato dell’Euro 95 ha toccato i 2,666 euro al litro, mentre il gasolio è a 2,633 euro; alcune stazioni autostradali hanno persino offerto benzina premium a 3 euro. In Spagna, invece, il prezzo medio della benzina SP‑95 è di 1,864 euro e quello del gasolio di 1,840 euro, grazie a un “scudo fiscale” che ha ridotto temporaneamente l’IVA sul carburante dal 21 % al 10 % e ha diminuito le accise, abbattendo il prezzo di circa 29 centesimi per la benzina e 23 centesimi per il gasolio.
Per i conducenti francesi, il passaggio dal gasolio a 2,312 euro al litro a 3 euro significherebbe un pieno da 50 litri da 115,60 euro a 150 euro, un aumento di 34,40 euro per rifornimento. Per un veicolo che consuma 6 litri per 100 km e percorre 12 000 km annui, la spesa annuale salirebbe da circa 1.665 euro a 2.160 euro, un extra di 495 euro all’anno, ovvero circa 41 euro al mese. Per chi percorre 20.000 km all’anno, l’incremento sarebbe di circa 826 euro annui.
Raggiungere i 3 euro richiederebbe un nuovo shock petroliero: oltre alla rimozione della TVA del 20 % e dell’accisa di 60,75 centesimi, il prezzo del gasolio dovrebbe salire di circa 57 centesimi al litro, equivalente a un aumento di circa 91 dollari per barile di petrolio raffinato. Con i margini di raffinazione e i tassi di cambio costanti, ciò implicherebbe un Brent intorno ai 210‑220 dollari al barile, quasi il doppio del livello attuale di 107 dollari. Inoltre, il settore è penalizzato da una carenza di prodotti raffinati: la Russia ha esteso il divieto di esportazione del diesel fino a fine settembre, le raffinerie del Medio Oriente sono colpite dalla guerra contro l’Iran e le difficoltà di navigazione nello Stretto di Ormuz, e le tensioni nello Stretto di Bab el‑Mandeb e la sospensione del gasdotto saudita e‑oest aumentano la vulnerabilità europea.
Un aumento sostenuto dei prezzi dei carburanti graverebbe non solo sui consumatori, ma anche sui trasportatori, gli agricoltori e le imprese, con il rischio di trasferire i costi sui prodotti alimentari e sui beni di consumo, alimentando nuovamente l’inflazione e rallentando la crescita economica. BFMTV, 14 settembre 2026 Fact Check by Gemma4.
Léa Salamé respinge le accuse di essere la “coach” di Raphaël Glucksmann nella campagna elettorale
Durante la puntata di lunedì 14 settembre dell’emittente TMC, l’ex conduttrice del telegiornale delle 20 ore è stata ospite di “Quotidien”. Al centro dell’intervista è stato il ruolo di Léa Salamé nella campagna presidenziale del suo compagno, Raphaël Glucksmann. La giornalista ha precisato di non ricoprire alcuna carica all’interno della squadra elettorale e di non intervenire nella stesura dei discorsi del candidato. “Non sono la sua coach, non conosco le sue squadre né le mie, ognuno resta nel proprio ambito”, ha dichiarato, ribadendo la sua indipendenza professionale.
Salamé ha anche spiegato di essersi volontariamente allontanata dal suo ruolo di presentatrice del telegiornale per evitare qualsiasi sovrapposizione tra vita privata e attività politica del partner. Ha aggiunto che, pur osservando le apparizioni pubbliche di Glucksmann, non commenta né guida le sue performance. “Il suo modo è spontaneo, lo accetto così e non cerco di cambiarlo”, ha osservato, sottolineando che le eventuali osservazioni personali che ha fatto in passato sui suoi discorsi “non significano” un coinvolgimento diretto nella campagna.
Infine, la giornalista ha risposto anche a un’ipotetica domanda sul futuro politico, rimandando l’argomento: “Ne parleremo tra otto mesi, quando la campagna sarà conclusa”. Con queste dichiarazioni, Léa Salamé ha voluto confermare la sua posizione di spettatrice esterna, mantenendo separati i mondi della sua carriera giornalistica e della vita privata con Glucksmann.Gala, 14 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per martedì 15 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Il blocco del Canale di Ormuz fa balzare i prezzi del petrolio
Il Kuwait e l’Iran hanno interrotto le operazioni nel passaggio strategico dell’Ormuz, mentre milizie pro‑iraniane hanno colpito un oleodotto chiave nella zona. L’interruzione ha spinto il prezzo del Brent sopra i 107 dollari al barile, segnando uno dei picchi più alti dell’anno. Gli analisti avvertono che, finché le tensioni rimarranno alte, il mercato energetico rimarrà soggetto a fluttuazioni improvvise.
Il Canada lancia una conferenza a Toronto per attrarre investimenti esteri
Milano non è l’unica città a ospitare una grande fiera: a Toronto, dal 14 al 15 settembre, il governo canadese organizza un summit per convincere fondi internazionali a investire sul territorio. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e posizionare il Canada come hub stabile per capitali esteri. Le autorità puntano su partner tecnologici e su progetti infrastrutturali per rendere attraente il mercato nordamericano.
Stallo politico negli Stati Uniti sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale
Il Congresso americano si è trovato di fronte a un’apparente deadlock sulla normativa AI: il presidente ha ribadito il suo rifiuto di limitare lo sviluppo dell’IA, definendolo un “falso allarme”, mentre i democratici spingono per una legislazione più severa. Le discussioni si concentrano su un possibile “kill switch” per i sistemi avanzati e sul ruolo delle autorità di vigilanza. L’incertezza normativa rischia di influenzare gli investimenti tecnologici a livello globale.
Gli Stati Uniti confermano il primo dispiegamento di armi spaziali
Il Dipartimento della Difesa ha reso noto di aver schierato, per la prima volta, sistemi d’arma nello spazio, segnando una svolta nella strategia militare americana. Il nuovo assetto è stato annunciato dopo settimane di tensioni con la Cina, che ha aumentato le proprie capacità orbital. Esperti di sicurezza avvertono che questa mossa potrebbe intensificare la corsa agli armamenti nello spazio, con ripercussioni su alleanze internazionali.
Il tasso dei titoli di Stato USA a 10 anni supera il 5 percento
Il rendimento dei Treasury statunitensi a dieci anni ha superato la soglia del 5 percento per la prima volta da ottobre 2023, spinto da aspettative di inflazione persistente e da una politica monetaria più restrittiva. Gli investitori temono che tassi più alti possano rallentare la crescita economica, mentre gli obbligazionisti cercano rifugio in mercati più sicuri. La mossa è monitorata da vicino dai gestori di portafoglio mondiali.
Il prezzo del gasolio in Europa avvicina i 3 euro al litro
In Francia, Germania e Paesi Bassi, il prezzo medio del gasolio ha toccato i 2,30 euro al litro, avvicinandosi al temuto traguardo dei 3 euro. Le autorità di consumo avvertono che un ulteriore aumento potrebbe incidere notevolmente sui bilanci familiari, soprattutto per chi percorre più di 12 000 km all’anno. Il rincaro è legato alle tensioni in Medio Oriente e alla riduzione delle scorte di petrolio a livello globale.
Le vendite al dettaglio cinesi di agosto al di sotto delle previsioni, rallentamento degli investimenti
I dati ufficiali mostrano che le vendite al dettaglio in Cina hanno registrato una crescita più lenta rispetto alle aspettative a agosto, con un incremento di appena il 2,5 percento. Parallelamente, gli investimenti industriali hanno subito una netta flessione, segno di una crisi di fiducia tra le imprese cinesi. Gli analisti temono che la combinazione di debole domanda interna e tensioni commerciali possa pesare sull’intero sistema economico globale.
Nvidia, Palantir e Booz Allen limitano l’uso di Anthropic per preoccupazioni sui dati
Le grandi aziende tecnologiche Nvidia, Palantir e Booz Allen hanno deciso di restringere l’accesso al modello di intelligenza artificiale di Anthropic, temendo rischi legati alla privacy e alla sicurezza dei dati. La decisione arriva in un contesto di crescente attenzione normativa sull’AI, dove la protezione delle informazioni sensibili è diventata prioritaria. Gli esperti suggeriscono che questa mossa potrebbe innescare una più ampia revisione delle partnership AI nel settore.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per martedì 15 settembre 2026
Parigi – Soleggiata e afosa, picco a 33
La mattina si presenta limpida, con temperature intorno ai 19 gradi e venti leggeri da 15 km/h, ideali per una colazione all’aperto (secondo l’esperto Régis Crêpet).
Il sole si intensifica nel pomeriggio, spingendo il termometro fino a 33 gradi, con rafale che raggiungono i 35 km/h, rendendo l’aria quasi impalpabile.
Nel tardo pomeriggio la temperatura scende appena a 22 gradi, ma il vento riprende vigore, oscillando tra 20 e 50 km/h, creando un leggero brivido.
La sera è serena, con cielo quasi terso e temperature intorno ai 22 gradi, il vento si calma a 20 km/h.
Durante la notte il cielo rimane variabile ma poco nuvoloso, le temperature scendono a 17 gradi e il vento resta moderato, con rafale di 40 km/h.
Non ci sono precipitazioni previste per l’intera giornata, quindi l’umidità rimane bassa e il cielo rimane prevalentemente sereno.
Monaco – Caldo e sereno, massime a 27
Al sorgere del giorno il vento è calmo, 10 km/h, e le temperature si aggirano sui 21 gradi, accompagnate da un cielo limpido.
Il mattino prosegue con cielo sereno e temperature intorno ai 21 gradi, senza alcuna minaccia di pioggia.
Nel pomeriggio il sole domina la costa, facendo salire le temperature a 27 gradi, con brevi raffiche di vento tra 10 e 15 km/h.
La sera il cielo rimane chiaro, le temperature si stabilizzano a 24 gradi e il vento resta lieve, 10‑20 km/h.
Durante la notte il clima rimane stabile, con 21 gradi e venti leggeri di 10 km/h, senza alcuna precipitazione in vista.
L’insieme della giornata è caratterizzato da condizioni termiche elevate ma senza rischio di pioggia.
Milano – Stabilità con escursioni da 21 a 29
La mattina presto Milano si sveglia con cielo poco nuvoloso, temperature intorno ai 21‑22 gradi e venti deboli da 2 km/h provenienti da ENE (secondo l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo).
Durante le prime ore del giorno il vento rimane lieve, 6‑7 km/h, mentre le temperature rimangono costanti tra 21 e 22 gradi, senza alcuna pioggia.
Nel pomeriggio la temperatura sale progressivamente, raggiungendo il massimo di 29 gradi intorno alle 17 :00, con venti leggeri da SE‑SSE intorno a 4‑5 km/h.
Il tramonto porta una lieve discesa a 27 gradi, con una brezza di 5 km/h da SSE, mantenendo il cielo sereno e asciutto.
La notte vede temperature intorno ai 26 gradi, vento debole da SE a 4 km/h, e l’assenza totale di precipitazioni.
L’intera giornata è caratterizzata da aria stabile, cielo prevalentemente poco nuvoloso e nessun rischio di pioggia.
Editoriale Meteo di Rachel – Quando il sole è la star del prossimo blockbuster
Oggi a Parigi si prevede un picco di 33 gradi nel pomeriggio, e subito un esercito di meteorologi si affretta a proclamare: “cambiamento climatico!”. Ma davvero il nostro pianeta ha deciso di diventare una sauna permanente, o è solo il risultato di una striscia di alta pressione che ama fare il prepotente? Forse è il momento di chiedersi se la Terra abbia prenotato un abbonamento a un centro benessere tropicale e noi semplicemente non lo sappiamo ancora.
E poi guarda Milano, dove il termometro segna 29 gradi al pomeriggio, ma nessuno si ferma a chiedersi perché il vento sia così docile. Forse gli scienziati sono così occupati a dipingere il futuro in toni rosati che non trovano il tempo di controllare le stesse nuvole che, oggi, non hanno nulla da versare. Che ironia!
Domande retoriche, battute fulminanti: il clima è davvero una pedina di cambiamento o solo un attore sul palcoscenico delle nostre previsioni?
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il sole splende a Parigi, il vento sussurra a Monaco, e Milano beve il calore senza pioggia.”
Il monaco replicò: “Allora il tempo è neutro, né buono né cattivo?”
Zhaozhou concluse: “Il tempo è semplicemente ciò che è, né più né meno.”
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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