Crescita 2027 al 0.4%, Inflazione 3%, Deficit oltre 5,6%: la Francia fa peggio di tutta l’Europa – Primo ministro Lecornu “riflette” – Matrimonio imminente Bardella-Maria Carolina Chantal Edoarda Beatrice  di Borbone delle Due Sicilie? – Meteo Parigi Milano New York

Di Redazione Francia24
11 Sep 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per venerdì 11 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

In copertina su franciaoggi.com l’incredibile ricostruzione delle Twin Towers fatta con i droni il 9 settembre a New York. Non rievocheremo ancora una volta il famoso nine-eleven, riteniamo non ci sia più nulla da aggiungere: il nostro omaggio, doveroso, è dunque in immagini.

Notizie dalla Francia

Francia: la crescita economica per il 2026 ridotta allo 0,4%, tre volte inferiore alla media dell’eurozona

L’Insee ha abbassato la previsione di crescita del Pil francese per il 2026, fissandola allo 0,4 % rispetto allo 0,7 % stimato fino a poco fa. Si tratta del tasso più basso dal 2012, esclusi gli anni della crisi Covid, e rende la Francia l’unica grande economia avanzata in cui l’attività dovrebbe rallentare quest’anno.

Nella nota di congiuntura pubblicata giovedì l’Istituto ha collocato la crescita francese in “vigilanza arancione” e ha evidenziato come, a differenza della zona euro e del Regno Unito, la crescita prevista sia tre volte inferiore. “La Francia è l’unica grande economia avanzata in cui l’attività si sta frenando nel 2026”, ha sottolineato l’Insee.

Il nuovo scenario si discosta nettamente da quello governativo, che prevede ancora una crescita pari allo 0,7 %. Il ministro dell’Economia, Roland Lescure, dovrà aggiornarne le proiezioni in conferenza stampa venerdì, probabilmente riducendole ulteriormente, con impatti sul bilancio statale che mira a contenere il deficit pubblico intorno al 5 % del Pil.

Il rallentamento è già evidente nei dati trimestrali: nel primo trimestre il Pil è sceso dello 0,2 % e nel secondo trimestre ha registrato crescita nulla. Gli analisti attribuiscono il calo a diversi fattori, tra cui le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente e le ondate di caldo estivo che hanno pesato sulla produzione agricola (-3,1 % nel secondo trimestre), erogando una perdita di 0,1 punto di Pil sull’intera anno.

Anche il settore delle costruzioni ha subito una contrazione, con la valore aggiunto diminuita dello 0,6 % nel secondo trimestre, mentre gli investimenti pubblici sono scesi dell’1,7 % su base annua. “Tutti i motori della crescita francese sono raffreddati: consumo privato anemico, spesa pubblica in crescita più lenta e investimenti stagnanti”, ha commentato Clément Bortoli dell’Insee, aggiungendo che solo il commercio estero, soprattutto nei settori aeronautico e navale, sostiene ancora l’attività.

L’inflazione, intanto, si avvicina al 3 % a fine anno, dopo un 2,4 % ad agosto, spinta dall’aumento dei prezzi dei combustibili e dal rincaro dei prodotti freschi dovuto al caldo. I salari reali dovrebbero rimanere stagnanti, con il potere d’acquisto delle famiglie in calo dello 0,4 % rispetto al 2025.

Il mercato del lavoro si sta deteriorando: si prevedono 52 000 posti di lavoro persi nella parte dipendente, mentre il numero dei lavoratori autonomi dovrebbe aumentare di 95 000, mantenendo stabile il totale dell’occupazione (+0,1 %). Tuttavia, il tasso di disoccupazione passerebbe dal 8,3 % del secondo trimestre all’8,6 % entro la fine dell’anno, facendo della Francia l’unico paese europeo in cui il tasso di disoccupazione aumenta, secondo Dorian Roucher dell’Insee.

> “Il discorso politico parlerà di canicola e di conflitti, ma i shock sono simmetrici e la crescita è presente altrove in Europa; c’è ora una specificità francese, un’eccezione nella dinamica dell’attività”, ha osservato Anthony Morlet‑Lavidalie, economista di Rexecode. Fact Check by Gemma4. BFMTV, 10 settembre 2026

Lecornu valuta una riduzione delle indennità dei ministri: come si collocano i salari francesi rispetto ai colleghi europei

Il governo, alla ricerca di risparmi su tutti i fronti, sta valutando la possibilità di abbassare l’indennità mensile dei membri del Consiglio. Attualmente un ministro in pieno esercizio percepisce 10 692 euro lordi al mese, cifra che supera di poco i 10 200 euro dei segretari di Stato, ma resta al di sotto di quanto guadagnano i suoi omologhi in diversi Paesi europei.

In Germania un ministro federale riceve 17 990 euro lordi al mese, oltre a un’indennità forfettaria annuale di 3 681 euro. In Svizzera i nove consiglieri federali percepiscono circa 42 250 euro mensili, più un’indennità annua di 31 809 euro per le spese. Nel Regno Unito il cancelliere (ministero dell’Economia) guadagna circa 84 357 euro lordi all’anno, pari a 7 029 euro mensili, mentre altri ministri ottengono circa 29 034 euro all’anno.

Altri stati mostrano salari più moderati: in Italia i ministri percepiscono 9 203 euro lordi mensili più un’indennità giornaliera di 3 503 euro; in Spagna la retribuzione è di 8 300 euro mensili, mentre in Polonia si aggira sui 4 600 euro. In Belgio, a causa della struttura federale, le indennità variano tra 7 000 e 8 000 euro e sono soggette a limiti di cumulazione.

Una riduzione del 10 % dell’indennità per i 35 membri del governo consentirebbe di risparmiare circa 456 000 euro all’anno, una cifra decisamente simbolica rispetto al deficit di 124 miliardi di euro registrato nel 2025. L’iniziativa, che precede lo studio del bilancio di Stato per il 2027, richiama un precedente simile nella prima amministrazione di François Hollande, quando le indennità dei ministri furono ridotte del 30 % dopo le elezioni del 2012.

L’esame del provvedimento porterà dibattiti in Assemblea «prima della discussione del bilancio», con gli oppositori pronti a contestare una misura dal limitato impatto fiscale ma dal forte valore simbolico.

BFMTV, 10 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – Il “risparmio” ministeriale, la nuova ricetta anti‑inflazione?

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

È curioso come il governo, nella sua infinita saggezza, decida che la via d’uscita dalla crisi sia “riflettere” su come ridurre le già miserevoli indennità dei ministri. Riflettere, cioè, come se la nemesi economica potesse essere domata con un pensiero a metà prezzo. Ma davvero pensare è più efficace di agire? O è solo un modo elegante per nascondere l’incapacità di prendere decisioni concrete?

E ora la comparazione con i vicini europei: la Francia si vaneggia sul conto da 10.692 euro al mese, mentre la Germania sbuca con quasi 18mila euro e la Svizzera sfoggia decine di migliaia. Dovremmo vergognarci di essere “bassi” rispetto ai nostri amici? Oppure il vero problema non è la paga dei politici, ma l’ennesima corsa al paragone che ci distrae dalle vere spese dello Stato, che ammontano a centinaia di miliardi?

Il discorso di “giustizia sociale” si trasforma in un esercizio di simbolismo: una riduzione del 10 % delle indennità di 35 funzionari risparmia 456 mila euro, cifra insignificante di fronte a un deficit da 124 miliardi. È una questione di numeri o di spettacolo? Forse la gente ama vedere i ministri “sacrificare” qualche centinaio di euro, più che affrontare tagli strutturali sui servizi pubblici.

Infine, il fantomatico “segno di giustizia” che arriva poco prima del dibattito sul bilancio 2027. Una mossa di facciata, forse, per far credere che il governo sia sul campo della parsimonia, mentre la realtà resta la stessa di sempre: promesse di risparmio che finiscono per essere vasetti di marmellata senza sapore.

Koan del giorno

Monaco: “Maestro, se il ministro guadagna poco, perché tanto clamore quando si pensa di ridurlo ancora?”

Maestro: “Il clamore nasce dal desiderio di vedere il frutto più piccolo del giardino, mentre l’albero intero resta sepolto nel fango della spesa pubblica.”

Monaco: “Allora, Maestro, qual è il vero valore di un taglio simbolico in un bilancio gigantesco?”

Maestro: “Un taglio è come una goccia di pioggia in un deserto: si nota, ma non spegne il fuoco che arde sotto i piedi dei cittadini.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Dimissioni a catena, ritiro di Nice e ritardi: due anni di tempesta al Comitato di organizzazione dei Giochi Alpini 2030

Il Comitato di organizzazione dei Giochi delle Alpi francesi 2030 (Cojop) ha vissuto un periodo di apparente tranquillità nella primavera e all’inizio dell’estate, durante il quale sono state rivelate la mappa dei siti e i simboli ufficiali dei Giochi. Tuttavia, subito dopo il breve calmo, il Comitato è tornato al centro della bufera a causa di una nuova serie di dimissioni, culminata nell’abbandono del presidente Edgar Grospiron annunciato giovedì 10 settembre.

Fin dall’assegnazione dei Giochi di inverno 2030 alle Alpi francesi, il 24 luglio 2024, il Comitato olimpico internazionale (CIO) ha richiesto garanzie finanziarie dallo Stato francese e dalle regioni in caso di deficit. Il provvedimento, tuttavia, si è incrociato con l’instabilità politica generata dalla dissoluzione dell’Assemblea nazionale da parte del presidente Emmanuel Macron il 9 giugno 2024. Dopo settimane senza governo, Michel Barnier, nominato Primo Ministro il 5 settembre 2024, ha potuto firmare la lettera d’impegno solo il 2 ottobre, ritardando la conferma delle garanzie richieste dal CIO.

Il percorso legislativo per la cosiddetta “legge olimpica” ha richiesto ulteriori nove mesi: approvata dal Parlamento il 5 febbraio 2026, la legge consente deroghe temporanee in materia di urbanistica, edilizia, sanità, lavoro e sicurezza, prolungando inoltre il progetto pilota di videosorveglianza algoritmica fino al 2027. La ministra dello Sport Marina Ferrari l’ha definita una “cassetta degli attrezzi essenziale per la buona consegna dei Giochi”.

Nel frattempo, il progetto di nomina di un nuovo presidente ha visto il rifiuto del celebre biatleta Martin Fourcade, che si è dimesso dalla candidatura a febbraio 2025 per divergenze sulla governance e sugli obiettivi territoriali. A lui è succeduto Edgar Grospiron, campione olimpico di sci freestyle, nominato presidente del Cojop poco dopo. Grospiron ha subito dovuto gestire un’ondata di dimissioni: la direttrice delle operazioni Anne Murac è uscita a dicembre 2025, seguita dal direttore della comunicazione Arthur Richer a gennaio 2026 e da Bertrand Méheut, presidente della commissione remunerazioni, a febbraio 2026, che ha denunciato una “deriva importante” nella gestione del Comitato. Il 25 febbraio è stato annunciato il distacco del direttore generale Cyril Linette per “disaccordi insormontabili” con il presidente, sostituito a maggio da Vincent Roberti.

Queste turbolenze hanno influito sui tempi di realizzazione: la ministra Ferrari ha riconosciuto un ritardo complessivo di un mese e mezzo, rassicurando che le infrastrutture esistenti e il know‑how territoriale permetteranno comunque di consegnare i Giochi. Il CIO ha comunque posticipato di tre settimane l’annuncio della programmazione completa.

Il contesto locale è stato ulteriormente complicato dall’elezione del nuovo sindaco di Nizza, Eric Ciotti, la cui presa di possesso ha messo in dubbio la possibilità di ospitare le competizioni di ghiaccio e la cerimonia di chiusura nella città. Di fronte al rifiuto di utilizzo dell’Allianz Riviera durante la stagione di Ligue 1, il Cojop ha valutato una alternativa a Lione, confermata dal CIO a fine giugno.

Nel frattempo, l’estate ha visto il rinvio di una discussione sulla governance del Cojop, rimandata alla nuova tornata. Sono emerse segnalazioni di un clima lavorativo tossico, con dipendenti che hanno denunciato “paura”, “brutalità” e “harcèlement” e un audit sulla salute mentale è stato lanciato a seguito delle indagini del Parisien, senza ancora aver prodotto conclusioni al 8 settembre.

Il 10 settembre è stata resa ufficiale la dimissione di Edgar Grospiron, lasciando aperto il futuro della guida del Comitato. Anche la regione Auvergne‑Rhône‑Alpes, principale partner, si è mostrata prudente, assicurando che il prossimo esecutivo e le commissioni di coordinamento garantiranno la continuità del progetto.

Fonte: FranceInfo, 11 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.

Rumors di matrimonio: Jordan Bardella e Maria Carolina, la famiglia mette le cose al chiaro

Da quando la loro storia è stata ufficializzata ad aprile, la discendente dei Borbone di Sicilia, Maria Carolina, e il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, sono al centro di numerosi commenti mediatici e mondani. Il loro incontro al Gran Premio di Monaco 2025 aveva già acceso la curiosità, ma è stato il recente riconoscimento pubblico della coppia a far decollare le speculazioni su un eventuale matrimonio regale e sul possibile ruolo della principessa nella scena politica francese, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 2027.

In risposta alle voci, il 21 maggio, durante il gala dell’amfAR a Cannes, il principe Charles‑Henri de Lobkowicz, cugino di Maria Carolina e membro del gotha, ha preso la parola per far scemare i pettegolezzi. Il 62enne, discendente della principessa Françoise de Bourbon‑Parme, ha descritto la giovane donna come “molto felice e innamorata”, che vive ogni momento con semplicità, lontano da giochi di potere. Secondo le sue parole, le indiscrezioni su un matrimonio imminente sono infondate. “Ero del tutto sorpreso. Maria Carolina è così distante dal mondo politico francese che non avrei mai immaginato di vederla al fianco di qualcuno come Jordan Bardella”, ha dichiarato. L’ipotesi di una cerimonia nella basilica di Saint‑Denis, luogo di sepoltura dei re, è stata definita “ridicola”.

Il principe ha voluto sottolineare che la coppia preferisce vivere la propria relazione “giorno per giorno”, senza trasformarla in un racconto ufficiale. L’idea di un matrimonio altamente mediatico è stata scoraggiata, a causa dei rischi di esposizione e delle potenziali ripercussioni sull’immagine di entrambi.

Oltre al matrimonio, sono emerse domande sul possibile coinvolgimento di Maria Carolina nella vita pubblica o politica accanto a Bardella. Anche su questo punto, Charles‑Henri de Lobkowicz ha espresso prudenza, ricordando la dignità richiesta dalla funzione e avvertendo dei pericoli di un clima mediatico ostile. Ha citato le aggressioni subite da Brigitte Macron negli ultimi anni come monito sul prezzo da pagare per una donna che si mette in mostra nella sfera politica. Sebbene la nobiltà possa conferire una certa compostezza, la copertura mediatica, secondo il principe, non risparmia nessuno.

In sintesi, l’entourage ha chiesto di mettere da parte le proiezioni fantasiose e di rispettare la discrezione familiare, lasciando la coppia vivere la loro storia d’amore secondo i propri termini.

OhMyMag, 29 maggio 2026
Fact Check by Gemma4.


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Da Parigi sono Rachel Costa.

OpenAI risolve in dieci giorni uno dei sette problemi del millennio di matematica

Le ricercatrici di OpenAI hanno annunciato di aver trovato una soluzione al problema della congettura di Hodge, uno dei sette celebri “Problemi del Millennio”. Il risultato, ottenuto in meno di due settimane, è stato verificato da un comitato internazionale di esperti. Gli scienziati hanno sottolineato che l’impiego di reti neurali avanzate ha permesso di esplorare spazi di ricerca prima inaccessibili, aprendo nuove prospettive per la matematica pura e per le sue applicazioni pratiche.

Anthropic blocca l’uso maligno dell’IA che potrebbe sviluppare armi biologiche

Anthropic ha pubblicato un rapporto in cui denuncia che alcuni utenti avevano tentato di impiegare il proprio modello di intelligenza artificiale, Claude, per progettare agenti patogeni. L’azienda ha dichiarato di aver interrotto immediatamente tutti gli indirizzi che consentivano tali richieste e di aver rafforzato i filtri di sicurezza. Gli esperti di sicurezza informatica hanno accolto la mossa, ricordando la crescente preoccupazione per le capacità delle IA generative di essere distorte verso scopi pericolosi.

Il prezzo di riferimento del gas aumenterà del 6,3% a ottobre

In risposta alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, l’Autorità francese dell’energia ha previsto un rialzo del prezzo di riferimento del gas del 6,3% a partire dal primo ottobre. L’aumento riflette la risposta dei mercati al blocco di rotte di trasporto marittimo e all’incidenza di sanzioni economiche sui principali produttori. Le autorità hanno avvertito i consumatori di un possibile rincaro delle bollette domestiche nei prossimi mesi.

Il prezzo del petrolio supera i 100 dollari a causa della guerra in Iran

Il mercato energetico globale ha visto il prezzo del Brent superare la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dal 2025, spinto dall’intensificarsi del conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran. Le preoccupazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti nel Golfo Persico hanno alimentato l’incertezza fra gli operatori, determinando un rialzo anche del WTI. Gli analisti avvertono che la tendenza al rialzo potrebbe persistere finché la pressione militare resterà alta.

SpaceX ristruttura la costruzione del data center, potenzialmente rallentando l’espansione

Secondo un’inchiesta esclusiva, SpaceX sta rivedendo la sua strategia di costruzione dei data center, concentrandosi su una riduzione dei costi e su una maggiore efficienza operativa. La nuova architettura prevede l’uso di impianti modulari più piccoli, ma il cambiamento potrebbe rallentare la capacità dell’azienda di aumentare rapidamente la potenza di calcolo necessaria per i lanci di Starlink. Gli osservatori del settore temono che il rallentamento impatti la competitività di SpaceX nel mercato dei servizi di connettività satellitare.

El Niño “Godzilla” minaccia di far risorgere l’inflazione globale

Il fenomeno climatico El Niño, definito “Godzilla” dagli esperti, si sta intensificando e potrebbe provocare un rialzo dei prezzi agricoli, dei trasporti marittimi e delle materie prime. Le autorità meteorologiche internazionali hanno segnalato un aumento delle temperature oceaniche superiore alla media, con ricadute sulla catena di approvvigionamento globale. Gli economisti avvertono che le pressioni inflazionistiche potrebbero rafforzarsi, complicando le politiche monetarie già indebolite dalle recenti crisi energetiche.

Il tasso di occupazione giovanile sale al 35% grazie all’apprendistato, ma resta al di sotto di alcuni paesi europei

In Francia, la percentuale di giovani occupati è cresciuta al 35% grazie alle iniziative di apprendistato promosse dal governo. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il tasso è ancora inferiore a quello registrato in Germania e nei Paesi Bassi, dove le politiche formative sono più integrate con il mercato del lavoro. Il Ministero dell’Istruzione ha annunciato ulteriori investimenti per ampliare i percorsi di formazione professionale, nel tentativo di colmare il divario competitivo a livello europeo.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per venerdì 11 settembre 2026

Parigi: cielo molto nuvoloso con possibili avverse serali

Nella mattina parigina il cielo è molto nuvoloso e le temperature si attestano intorno ai 16 gradi, con un vento calmo di circa 15 km/h, secondo l’esperto Régis Crêpet.
Nel pomeriggio il sole fa capolino tra le nuvole, la temperatura sale a 24 gradi e il vento si rafforza a 10 km/h con raffiche fino a 25 km/h, ma senza precipitazioni.
Verso sera la temperatura scende a 21 gradi, il cielo rimane nuvoloso e appare una probabilità di pioggia del 30 percento, con venti leggeri di 15 km/h.
Durante la notte la temperatura si stabilizza a 16 gradi, il vento è calmo e non è previsto alcun rischio di pioggia.
La minima della giornata è di 16 gradi, la massima di 24 gradi, con venti che variano da 10 a 25 km/h.

Monaco Monte Carlo: giornata prevalentemente serena e calda

La mattina a Monte Carlo il cielo è quasi privo di nuvole, le temperature sono intorno ai 20 gradi e il vento soffia da nord con 10 km/h e raffiche fino a 20 km/h.
Nel pomeriggio il sole domina il panorama, la temperatura raggiunge i 25 gradi e il vento rimane moderato, sempre 10 km/h con raffiche simili, senza alcuna precipitazione.
La sera la temperatura si abbassa a 23 gradi, il cielo rimane poco nuvoloso e il vento diventa più tranquillo, circa 15 km/h, senza rischio di pioggia.
Durante la notte la temperatura scende nuovamente a 20 gradi, il vento si indebolisce a 10 km/h e il cielo resta sereno, senza precipitazioni.
Il minimo termico della giornata è di 20 gradi, il massimo 25 gradi, con venti deboli e costanti.

Milano: tempo variabile con sole sparso e temperature miti

La mattina milanese è caratterizzata da nubi basse e qualche schiarita, la temperatura è di 18 gradi, il vento soffia da sud a 1 km/h e non sono previste piogge, come osserva l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo.
Nel cuore della giornata le temperature salgono gradualmente, raggiungendo i 26 gradi intorno a mezzogiorno, con venti leggeri da sud a 3 km/h e assenza totale di precipitazioni.
Il pomeriggio continua con cielo parzialmente nuvoloso, temperature intorno ai 24‑25 gradi, vento da ovest‑sudovest a circa 6‑7 km/h e nessuna pioggia in vista.
La sera le nubi si diradano, la temperatura si mantiene su 22‑23 gradi, il vento si fa più debole, circa 4‑5 km/h, e il cielo rimane sereno.
Nella notte la temperatura scende a 22 gradi, il vento è quasi assente e il cielo rimane privo di nuvole, senza rischi di precipitazioni.
Il termometro registra un minimo di 18 gradi e un massimo di 26 gradi, con venti lievi per tutta la giornata.

Editoriale Meteo di Rachel – L’arte di incolpare il clima per ogni cosa

È davvero sorprendente come ogni lieve cambiamento di temperatura o una nuvoletta fuori posto diventi subito prova inconfutabile del cambiamento climatico, non trovate? Ci chiediamo se il vero colpevole non sia semplicemente la nostra tendenza a cercare un colpevole invisibile per ogni goccia di pioggia o ogni mattina più tiepida.
Ma davvero possiamo attribuire al riscaldamento globale una leggera brezza serale a Milano o un lampo di sole a Parigi? Forse è più facile puntare il dito verso un “nemico” globale piuttosto che ammettere che il tempo è, per definizione, un po’ capriccioso.

Koan del giorno

Un monaco chiese: “Che cos’è il tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il cielo è chiaro, il vento è lieve, ma l’uomo pensa al cambiamento climatico.”
Il monaco replicò: “Allora il vero tempo è la nostra mente?”
Zhaozhou concluse: “Il vero tempo è solo il presente che osservi senza giudizio.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

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