Technip Energies escluso da contratto da 10 miliardi SpaceX

Di Redazione Francia24
2 Sep 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Il settore energetico sotto shock

Una notizia inaspettata ha colpito la borsa francese questo pomeriggio: Technip Energies, leader europeo nel settore del gas e dell’idrogeno, non è stato selezionato da SpaceX per il mega‑contratto da oltre 10 miliardi di dollari volto a fornire carburante alle future missioni della navicella Starship. Il gruppo ha riferito di non poter commentare le voci di mercato, ma il risultato è stato una brusca perdita di valore per le sue azioni, che hanno registrato una discesa di più del quattro per cento entro la mezzogiorno.

Il progetto SpaceX da 10 miliardi

SpaceX punta a garantire a sé stessa la produzione di metano liquido, il propellente principale di Starship, prevista per consumare oltre due milioni di litri a ogni lancio. L’ambizione di Elon Musk è di aumentare drasticamente la frequenza dei voli, rendendo indispensabile una capacità di rifinitura locale vicino alla nuova base di lancio in Louisiana, dove l’azienda americana prevede di investire fino a 100 miliardi di dollari per una infrastruttura spaziale senza precedenti.

Perché Technip non ha vinto

Technip Energies aveva presentato una proposta chiavi‑in‑mano basata sulla sua consolidata esperienza nella liquefazione del gas naturale, con un progetto modello ispirato al Commonwealth LNG già in costruzione in Louisiana. Nonostante la solidità tecnica e la presenza territoriale, un concorrente statunitense è stato ritenuto più adatto da SpaceX, che ha preferito affidarsi a un partner domestico per motivi di logistica e sicurezza operativa.

Reazione di mercato

L’annuncio ha innescato una caduta del titolo Technip Energies sulla Borsa di Parigi, con una perdita di oltre il due per cento già all’apertura dei mercati. Gli investitori temono che la mancata aggiudicazione di un contratto così strategico possa indebolire le prospettive di crescita del gruppo nel settore delle tecnologie spaziali e del carburante per l’aviazione supersonica.

Conseguenze per il settore francese

Questa sconfitta segna un contraccolpo per l’interesse francese nei progetti di grande scala nel campo dell’energia spaziale. Il caso sottolinea la crescente competitività internazionale, dove le aziende americane mantengono un vantaggio nella corsa per le forniture di carburante alle nuove generazioni di veicoli spaziali. Resta da vedere quale sarà il prossimo passo di Technip Energies per ricostruire la fiducia degli azionisti e rimodellare la sua strategia di internazionalizzazione.


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Editoriale di Rachel – Un altro colpo di scena: Macron perde anche la gara per il carburante spaziale

È davvero una gioia constatare che la frenetica corsa di Macron a conquistare il cuore di Trump si traduca ancora una volta in un brutto nulla. Dopo aver sprecato due anni a elogiare i “nemici di Israele” e a fare il moralista in difesa degli Stati Uniti contro i “satì” delle Nazioni Unite, la Francia si ritrova a fare la fila dietro a un’azienda americana per un contratto da 10 miliardi di dollari. Che sorpresa: la diplomazia di Macron non è riuscita nemmeno a convincere Elon Musk a dare un’occhiata al suo bel “Made in France”.

E ora, la borsa di Technip Energies scende di più del 2 % e la stampa francese si lamenta della “grosse déception”. Ma dove è la “déception” di Macron, che nel frattempo si ostina a credere che un semplice cenno a Trump possa cambiare le sorti dell’industria nazionale? Un presidente che commenta le questioni internazionali come se fossero tweet da scambiare, ma che non riesce a smuovere nemmeno una scintilla di interesse per il carburante lunare dei razzi di SpaceX.

Sembra quasi che la strategia di Macron sia: “Parliamo di geopolitica, critichiamo l’ONU, applaudiamo gli Stati Uniti… e poi aspettiamo che i nostri gruppi industriali vincolino soldi al volo”. È un po’ come organizzare una festa per esaltare la gente che non entra: tanto per l’intrattenimento, ma con l’attesa di un grande premio che non arriva mai. Il risultato? Un mercato che guarda altrove e un presidente che si sforza di mostrarsi l’ombra di un alleato, ma resta nella penombra di una Francia che non riesce a vendere il proprio petrolio al direttore di un razzo.

La morale di questa “grosse déjection” è semplice: finché Macron continuerà a performare da influencer dei dibattiti internazionali, dimenticando di fare il lavoro di fondo, i contratti come quello di SpaceX continueranno a sfuggire al nostro “Made in France”. E così, ancora una volta, il presidente è l’ultimo a capire che le sue parole hanno meno peso di un razzo senza carburante.

Koan del giorno

Monaco: Se lo spazio è il confine ultimo, perché una nazione dovrebbe preoccuparsi di alimentarne le astronavi?

Maestro: Perché il desiderio di toccare le stelle nasce dal bisogno di ricordare che la terra è ancora di tutti, anche quando l’energia proviene da un altro pianeta.

Monaco: Ma se il carburante che spinge i razzi è prodotto da mani straniere, non è forse una prova che la nostra autosufficienza è solo un’illusione?

Maestro: L’illusione è l’unico vero carburante che alimenta le ambizioni dei potenti; quando essa si esaurisce, rimane solo il silenzio del vuoto, che è sorprendentemente più rumoroso di qualsiasi lancio.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.