La Francia espelle l’ex presidente di RT News Fedorova: denunce di pressioni politiche

Di Redazione Francia24
2 Aug 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Ordine di espulsione e blocco dei beni

Il 31 luglio il Ministero dell’Economia ha pubblicato nel Journal officiel un provvedimento d’espulsione contro Xenia Fedorova, cronista di stampo prorussa presente sui canali C‑NEWS e Europe 1 e nelle pagine del JDNews. Contestualmente, le autorità hanno disposto il sequestro dei suoi averi in Francia. La giornalista, nota per i suoi interventi a sostegno della linea del Cremlino nei media controllati da Vincent Bolloré, ha annunciato l’immediata attivazione dei suoi legali per impugnare la misura.

La denuncia di Fedorova

Sul suo profilo X, Fedorova ha definito la decisione “una forma interamente nuova di pressione politica”, precisa che al governo è stato attribuito ai suoi interventi un “pericolo immediato per la Repubblica”. Nella missiva pubblicata online, la cronista ha avvertito che chi celebra l’espulsione “manca di lungimiranza”, perché oggi è stato colpito lei e domani potrebbe essere chiunque osi esprimersi fuori dal “pensiero unico”. Ha aggiunto di ringraziare i sostenitori, in particolare Canal + e Lagardère, per il loro attaccamento alla libertà d’espressione.

Reazione del governo

Nel pomeriggio di giovedì, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez è intervenuto in diretta su BFMTV, sostenendo che le dichiarazioni di Fedorova costituiscono “una violazione degli interessi fondamentali della nazione”. Ha ribadito che la cronista “diffonde pura propaganda russa” e che il provvedimento intende dimostrare la fermezza dello Stato francese di fronte a eventuali ingerenze esterne, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2027.

Contesto elettorale e conseguenze

L’espulsione avviene in un periodo di alta tensione politica, con la campagna elettorale che si avvicina al culmine. Le autorità hanno sottolineato che misure come quella contro Fedorova servono a proteggere il dibattito democratico da tentativi di manipolazione straniera. Nel frattempo, la cronista è tenuta a presentarsi quotidianamente al commissariato con obbligo di residenza; secondo le fonti, il rispetto di tale obbligo è ancora incerto, il che potrebbe comportare ulteriori responsabilità penali.

Con la vicenda ancora al vaglio dei giudici, la vicenda di Xenia Fedorova resta al centro del dibattito pubblico, simbolo di una più ampia lotta tra libertà di stampa e sicurezza nazionale.

 


rachel-generic

Editoriale di Rachel – RT è morta, ma l’arte della censura vive

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Il governo di Macron, con la solennità di un arbitro di patatine fritte, ha deciso che le parole di Xenia Fedorova rappresentano un “pericolo imminente” per la Repubblica. Ma cosa è più pericoloso, una cronista che riporta la versione di Mosca o una classe politica che pensa di sapere cosa il cittadino debba leggere? Non è forse la più grande ironia che i dirigenti, più spesso impegnati a fare selfie con i leader dell’Unione Europea, dimentichino che la libertà di stampa è un principio, non un optional da disattivare quando la pressione elettorale si fa sentire?

È curioso notare come la stessa retorica “difesa della democrazia” venga usata per silenziare chi, pur non essendo d’accordo, espone semplicemente un punto di vista diverso. Come se la verità fosse un’opera d’arte che si può esporre solo in una galleria curata da Ursula von der Leyen e non in un semplice canale televisivo. Eppure, a dirla tutta, RT News era un ottimo canale. Vero, mostrava l’opinione della Russia e quella di Putin, ma riteniamo che sia nel diritto dei cittadini di conoscerla, pur dissentendo. E riteniamo che i politici, da von der Leyen che ha fatto chiudere RT non siano più intelligenti di noi cittadini e comunque non abbiano il diritto di decidere cosa possiamo o non possiamo leggere.

Poi c’è la gag della “russofobia pubblicamente ammissa” che, secondo Fedorova, sarebbe stata preparata da anni. È più comodo puntare il dito contro una “russofobia” inventata che ammettere che la censura è, a suo tempo, una pratica antica quanto le leggi di Hammurabi. Il ministro dell’Interno, con la sua solenne dichiarazione, ha trasformato la prassi di bloccare canali in uno spettacolo di pantomima: “propaganda russa”, “sabotaggio democratico”. E noi, osservatori al balcone, sappiamo bene che l’unico vero sabotatore è l’intolleranza verso il dissenso.

In definitiva, l’attacco a Fedorova è un avvertimento a chiunque osi esprimere un’opinione fuori dal coro ufficiale. È l’eco di un futuro dove la libertà di parola viene misurata con il termometro della convenienza politica. La domanda che resta è: quando la censura diventa la norma, chi avrà il coraggio di leggere le pagine bianche?

Il post su X di Fedorova

“Le gouvernement d’Emmanuel Macron a décidé que mes propos tenus publiquement sur les plateaux de CNEWS et d’Europe 1, ainsi que mes chroniques publiées dans les pages du JDNews, représentaient un danger immédiat pour la République, et a prononcé mon expulsion en urgence absolue. Il m’est reproché de chercher à saper la confiance des citoyens européens, et en particulier des citoyens français, en leurs institutions et à instiller le doute sur le bien-fondé du soutien apporté à l’Ukraine. Ils affirment que mon comportement, qui consiste à vivre en France depuis près de dix ans dans le respect de la loi, à payer mes impôts, mais aussi à avoir une opinion et à l’exprimer dans le cadre de mon travail de journaliste, porte ainsi atteinte aux intérêts fondamentaux de l’Etat et que ma présence sur le territoire constitue une menace particulièrement grave et actuelle pour l’ordre public; que par suite, il y a lieu de prononcer en urgence absolue son expulsion du territoire national en application de l’article L. 631-1 du CESEDA afin de faire cesser au plus vite ces prises de positions qui ont pour effet de destabiliser le corps social. En outre, le ministre de l’Économie, Roland Lescure, et le ministre de l’Intérieur, Laurent Nuñez, ont pris dans la nuit un arrêté visant à geler mes avoirs. Mes avocats contesteront cette décision. Le résultat reste à voir, alors que nous assistons à une forme entièrement nouvelle de pression politique ayant un seul objectif, la censure des opinions qui ne correspondent pas au discours officiel. Les médias mainstream s’emploient activement à expliquer aux Français qu’il ne s’agit pas d’une menace pour la liberté d’expression, et cela fonctionne, car la décision est justifiée par le fait que je suis russe et que le terrain d’une russophobie publiquement admise a malheureusement été préparé depuis plusieurs années. Ceux qui célèbrent cette décision manquent de clairvoyance, car aujourd’hui, c’est moi, et demain, ce sera toute personne qui osera s’exprimer en dehors de la pensée unique. Enfin, je tiens à remercier tous ceux qui m’ont adressé des messages de soutien et d’encouragement, et tout particulièrement Canal+ et Lagardère pour leur attachement à la liberté d’expression.”

Koan del giorno

Monaco: Se lo Stato chiude un canale per “proteggere” la democrazia, cosa resta al cittadino che vuole ancora ascoltare la voce opposta?

Maestro: Il cittadino può ancora udire il silenzio, perché anche il vuoto ha la sua eco, e l’eco è la prova che qualcosa è stato tolto.

Monaco: Ma se il silenzio stesso diventa un’arma, come si può distinguere tra verità e censura?

Maestro: Non si distinguono, si ride dei due, perché l’unico vero maestro è chi sa ridere di fronte a un muro che si chiama “libertà”.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è FranciaOggi con Centrale Milano 1575 kHz.