Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 09 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Impennata dei prezzi della benzina, tutti i dati
L’analisi dei dati di monitoraggio governativi indica che il fenomeno delle pompe a secco è concentrato soprattutto nelle stazioni più economiche, in particolare quelle appartenenti al circuito TotalEnergies.

Con l’aumento dei prezzi dei carburanti, un numero crescente di distributori è rimasto senza scorte. Il numero di stazioni in rottura di stock è cresciuto negli ultimi giorni, raggiungendo il picco il martedì 7 aprile, subito dopo il weekend pasquale, con il 31 % delle pompe a secco.
Per quantificare il fenomeno, sono state conteggiate le segnalazioni di rottura di gasolio e di senza piombo 95 (SP95) inviate dai gestori delle stazioni alle autorità governative. Il conteggio giornaliero è stato confrontato con le 9 697 stazioni che avevano dichiarato di aver distribuito almeno uno dei due carburanti dal 1 febbraio 2026. I risultati, mostrati nel grafico, evidenziano un forte aumento delle percentuali di punti vendita in rottura da inizio aprile, con un picco del 31 % il 7 aprile.
Le rotture di gasolio, di SP95 o di entrambi i carburanti sono state osservate fin dai primi giorni successivi all’inizio della guerra in Medio‑Oriente, il 28 febbraio. Inizialmente erano molto marginali, non superando il 5 % dei punti vendita, con alcune eccezioni il 3‑4 marzo. Il fenomeno ha cominciato a prendere piede dal 23 marzo (6,7 %) e si è ulteriormente intensificato nella settimana successiva, il 30 marzo (17,6 %).
Questo aumento coincide con l’impennata dei prezzi alla pompa. Il prezzo medio settimanale di un litro di gasolio in Metropoli e Corsica ha superato i 2,10 € a partire dal 21 marzo, secondo le medie calcolate da franceinfo. Le forti crescite dei prezzi hanno spinto gli automobilisti a scegliere le stazioni più economiche, soprattutto quelle di TotalEnergies, i cui prezzi sono stati plafonati dal 12 marzo.
Il secondo grafico mostra che le stazioni in rottura sono quasi esclusivamente di TotalEnergies nelle ultime settimane. Il 5 aprile, il gruppo francese concentrava circa l’80 % delle pompe dichiarate a secco sul portale dei dati pubblici governativi.
La corsa verso i distributori più economici si è combinata con l’afflusso di traffico dovuto al weekend pasquale, che è stato classificato “rosso” da Bison futé nel quadrante nord‑ovest della Francia. Il weekend di tre giorni ha inoltre penalizzato la logistica di rifornimento, poiché la maggior parte dei camion non circola la domenica né nei giorni festivi, come ha sottolineato Olivier Gantois, presidente dell’Union française des industries pétrolières (Ufip).
Secondo i calcoli di franceinfo, tre giorni o meno sono stati sufficienti per rifornire il 60 % delle rotture segnalate tra il sabato 4 aprile e il lunedì 6 aprile, mentre la settimana precedente (30 marzo‑3 aprile) il 70 % delle pompe a secco era stato riempito in meno di due giorni.
Questo articolo analizza la correlazione tra l’aumento dei prezzi del carburante e le recenti rotture di scorte nelle stazioni francesi, evidenziando il ruolo predominante di TotalEnergies e l’impatto della logistica legata al weekend di Pasqua.
Fact Check by GPT-OSS:20b

John Travolta, Barbra Streisand, Peter Jackson… Ecco cosa sappiamo già del cast del Festival di Cannes 2026, in attesa della Selezione ufficiale
Mentre il direttore delegato del Festival, Thierry Frémaux, deve presentare la Selezione ufficiale giovedì, è certo che la Croisette sarà costellata di stelle. Si prevede una presenza massiccia di celebrità sul tappeto rosso durante i dieci giorni di Cannes, dal 12 al 23 maggio.
Il presidente del giurì
Il regista sudcoreano Park Chan‑wook, già noto alla Croisette per _Old Boy_, _Decision to Leave_ e _Mademoiselle_, presiederà un giurì ancora misterioso. Le regole del festival richiedono parità di genere (quattro donne e quattro uomini), rappresentanza geografica e la presenza di professionisti diversi da attori e registi. I dettagli saranno confermati a metà aprile.
La maestra di cerimonie
Eye Haïdara, nota per il film _Le Sens de la fête_ dei Nakache‑Toledano e per i suoi ruoli in _Mata_, _La Maison des femmes_ e nella serie _En thérapie_, sarà la nuova maîtresse de cérémonie, succedendo a Laurent Laffitte, apprezzato per la sua conduzione nel 2025.
Il film d’apertura
Per la sesta volta consecutiva il film d’apertura sarà francese. Il titolo scelto è _La Vénus électrique_, diretto da Pierre Salvadori e interpretato da Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons e Gustave Kervern. La pellicola, ambientata negli Anni ruggenti, narra di un pittore in rovina che si innamora di una saltimbanchi mentre cerca di comunicare con la moglie defunta tramite un medium. La sua uscita è stata anticipata al 12 maggio per rispettare la regola che il film d’apertura debba arrivare nelle sale il giorno stesso dell’inizio della quinzaine.
Palme d’onore per Peter Jackson e Barbra Streisand
Il regista neozelandese Peter Jackson, famoso per la trilogia del _Signore degli Anelli_ e per _The Hobbit_, riceverà una Palme d’onore durante la cerimonia di apertura. Anche Barbra Streisand, mai invitata finora sulla Croisette nonostante i suoi numerosi premi (due Oscar, nove Golden Globe, dieci Grammy), sarà onorata con la stessa riconoscenza al termine del Festival, il 23 maggio.
Il debutto di John Travolta
Cannes ospiterà anche la prima regia di John Travolta, noto attore di _Grease_ e _Pulp Fiction_. Ha adattato il suo romanzo _Vol de nuit pour Los Angeles_, che racconta la storia di un bambino di otto anni che parte per Hollywood a caccia della madre attrice, incontrando personaggi coloriti e avventure impensate. Il film sarà distribuito su Apple TV il 29 maggio.
Dress code sul tappeto rosso
Il festival ha ribadito, in un’intervista a Variety, che le regole sul vestiario – incluse le restrizioni su abiti trasparenti – rimangono invariate e vengono applicate secondo la legge francese. L’anno scorso l’attrice americana Halle Berry è stata avvisata di adeguare il suo abbigliamento prima della cerimonia d’apertura.
Questo riepilogo raccoglie le informazioni confermate finora sul cast e gli eventi principali del Festival di Cannes 2026, in vista della presentazione della selezione ufficiale.
Fact Check by GPT-OSS:20b

Screenshot
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu chiede una riduzione dei prezzi alla pompa entro la fine del weekend, inizio della prossima settimana
Il governo mostra impazienza. Sebastien Lecornu ha chiesto, mercoledì 8 aprile, dopo l’annuncio di una tregua in Iran, che i prezzi della benzina alla pompa diminuiscano entro la “fine del weekend” o al “inizio della prossima settimana”, mentre il governo riunirà giovedì a Bercy tutti gli operatori del settore.
> “Quando la crisi è iniziata, i prezzi sono aumentati molto, molto rapidamente alla pompa, poiché i serbatoi erano stati riempiti prima dell’inizio della guerra. Pertanto, è comprensibile che ci siano tre o quattro giorni di ritardo tra l’inizio della tregua e la trasmissione dell’effetto alla pompa. Tuttavia, è evidente che gli effetti dovrebbero rendersi visibili alla pompa dalla fine del weekend, inizio della prossima settimana”, ha dichiarato il Primo Ministro davanti al Senato.
Davanti al Senato, Lecornu ha anche parlato di “misure normative” che saranno adottate dal Ministro dei Trasporti per consentire spedizioni logistiche eccezionali di notte e nel weekend, al fine di risolvere i problemi di approvvigionamento nelle stazioni di servizio. Il governo continuerà inoltre la sua “politica di accompagnamento, di aiuti mirati”, menzionando “un nuovo strumento di sostegno per i nostri agricoltori” che sarà dettagliato mercoledì o giovedì dalla Ministra dell’Agricoltura Annie Genevard.
L’esecutivo aveva annunciato venerdì 27 marzo un piano di aiuti di quasi 70 milioni di euro per i settori più colpiti dall’aumento dei prezzi dei carburanti: pesca, agricoltura e trasporti. Lecornu ha inoltre dichiarato di non avere “opposizione di principio” all’iniziativa di cinque paesi europei di introdurre una tassa sugli utili eccezionali delle imprese energetiche.
Il prezzo del gas europeo è sceso di circa il 20 % mercoledì all’apertura, a seguito del ribasso del petrolio, che è rientrato sotto i 100 dollari al barile poche ore dopo l’annuncio della tregua in Iran. In Francia, le previsioni indicano una possibile diminuzione dei prezzi dei carburanti di “cinque‑dieci centesimi per litro” “molto rapidamente”, secondo il presidente dell’Unione francese delle industrie petrolifere Olivier Gantois.
Fact Check by GPT-OSS:20b
Editoriale
Non capiamo davvero la logica del primo ministro Lecornu: rileggiamo la frase: “Quando la crisi è iniziata, i prezzi sono aumentati molto, molto rapidamente alla pompa, poiché i serbatoi erano stati riempiti prima dell’inizio della guerra.”. A noi sembra una contraddizione palese e non comprendiamo perché chi ha il potere, anziché agire sulle leve che ha a disposizione quali le accise, preferisca fare solenni dichiarazioni. Ma in merito sentiamo cosa deve raccontarci Rachel.

Buongiorno da Parigi. Sono Rachel Costa. Vi leggo il mio editoriale odierno.
Editoriale di Rachel – Prezzi alla pompa: il governo che “chiede” gentilmente al mercato
Eccoci di nuovo al grande show della politica-spettacolo francese. Mercoledì 8 aprile, dopo l’annuncio di una tregua in Iran, il Primo Ministro Sébastien Lecornu si presenta in Senato e, con tono solenne, “chiede” che i prezzi della benzina scendano “entro la fine del weekend o all’inizio della prossima settimana”.
Non ordina, non decide, non tocca le accise, non modifica la fiscalità. Chiede. Come se fosse un cliente educato al bancone del bar che spera che il barista gli faccia lo sconto sul caffè.
Il ragionamento è impeccabile nella sua ingenuità: i serbatoi erano pieni prima della crisi, quindi c’è un ritardo di tre o quattro giorni. Ma ora, per favore, che il miracolo si compia: che il calo del greggio si traduca rapidamente in un calo visibile alla pompa. Entro domenica sera, possibilmente. O al massimo lunedì mattina. Grazie.
E mentre il governo convoca d’urgenza tutti gli operatori a Bercy per “discutere”, resta la domanda più semplice e più brutale: ma il Primo Ministro di una grande nazione cosa pensa di fare, esattamente? Esprimere un desiderio forte? Lanciare un appello alla buona volontà del settore? Aspettare che Total, Shell e gli altri dicano “va bene, per farvi un piacere abbassiamo i prezzi”?
Perché se il prezzo sale “molto, molto rapidamente” quando c’è una tensione internazionale, sembra che debba scendere “molto, molto lentamente” quando la tensione cala. E tra le due velocità c’è sempre di mezzo lo stesso attore: il governo che osserva, commenta, “chiede” e poi si stupisce se il mercato non obbedisce come un cagnolino.
Forse è ora di ricordarsi che un Primo Ministro non è un influencer che fa pressione morale sui distributori. Ha strumenti fiscali, regolatori, temporanei. Può agire sulle accise, può mettere in campo meccanismi di calmieramento, può decidere di assumersi la responsabilità politica invece di delegarla a una riunione di cortesia a Bercy.
Ma no. Meglio “chiedere”. È più comodo. E se poi i prezzi non scendono in tempo, si potrà sempre dire che gli operatori non hanno ascoltato il richiamo del governo.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: «Quando il prezzo del petrolio scende, perché il prezzo alla pompa non scende subito?»
Rispose Zhaozhou: «Perché i serbatoi erano pieni. Ci vogliono tre o quattro giorni.»
Il monaco insistette: «E quando il prezzo del petrolio sale, perché alla pompa sale subito?»
E Zhaozhou: «È diverso. In quel caso è comprensibile.»
Allora il monaco domandò: «Ma tu, Primo Ministro, cosa fai esattamente? Ordini, riduci le tasse, o semplicemente chiedi?»
E Zhaozhou: «Io chiedo con fermezza davanti al Senato.»
Il monaco tacque per un momento, poi disse: «Capisco. Quindi il tuo potere è quello di esprimere un desiderio sperando che il mercato lo esaudisca.»
«Esatto. rispose Zhaozhou.
Il monaco sospirò: «Allora il governo non governa. Fa le preghiere.»
Ma torniamo alle notizie di oggi.
Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
FranceInfo – Guerre au Moyen‑Orient : les frappes israéliennes au Liban font 182 morts
Le 8 aprile, l’esercito israeliano ha lanciato una serie di raid aerei sulla costa libanese, provocando almeno 182 vittime civili secondo le autorità locali. Il bilancio comprende donne, bambini e anziani, con gran parte delle vittime in zone densamente popolate di Beirut e nel Valle del Beqaa. Il governo libanese ha denunciato un “atto di aggressione” e ha chiesto un immediato intervento delle Nazioni Unite. La risposta internazionale è stata divisa: alcuni paesi hanno condannato le azioni israeliane, altri hanno richiesto una pronta mediazione. Sul fronte diplomatico, le tensioni rischiano di alimentare ulteriori scontri nella regione.
FranceInfo – Hausse des prix des carburants : visualisez la hausse des ruptures dans les stations
La piattaforma di FranceInfo ha pubblicato una mappa interattiva che mostra la crescita dei casi di ruptura di carburante nelle stazioni francesi da quando è iniziato il conflitto in Medio‑Oriente. A Milano, Torino e Marsiglia più del 30 % delle pompe ha registrato esaurimento del benzina, mentre nelle zone rurali la percentuale supera il 45 %. Le cause sono attribuite sia all’aumento della domanda, sia alle limitazioni logistiche dovute al blocco del transito marittimo nello Stretto di Hormuz. Il governo ha promesso interventi d’emergenza, ma le catene di distribuzione rimangono sotto pressione. I consumatori, in risposta, stanno optando per carburanti alternativi e per il car sharing.
Che spettacolo! Una tregua che “salva” i prezzi e poi il mondo si ritrova a fare la fila alle pompe come al mercato del lunedì mattina. Gli esperti urlano “stabilità”, ma l’unica cosa stabile è il loro bilancio. Siamo davvero a un punto in cui un accordo di pochi minuti può far scendere i prezzi di dieci centesimi, mentre le vite bruciate a Beirut restano solo numeri su una slide. <\commento-di-rachel>
BFM Business – Cessez‑le‑feu entre les États‑Unis et l’Iran, baisse de 5 à 10 centimes du prix des carburants
Le journal télévisé de BFM Business ha riportato che i distributori francesi si aspettano una diminuzione di 5‑10 centesimi alla pompa entro i prossimi giorni, grazie al recente accordo di cessate‑fire. Il ministro dell’Economia, Sébastien Lecornu, ha detto che il governo monitorerà l’applicazione del cessate‑fire per garantire che gli effetti si traducano in prezzi più bassi per i cittadini. Gli operatori di rete hanno già annunciato piani per ridurre le scorte di riserva e migliorare la distribuzione. Mentre molte persone vedono la notizia con ottimismo, gli analisti avvertono che la riduzione potrebbe essere temporanea se la tregua non si consolida.
BBC – At least 182 killed across Lebanon after Israeli strikes
In the early hours of Thursday, Israeli air raids hit southern Lebanon, causing massive civilian casualties. Reports from the Lebanese Ministry of Health confirm at least 182 dead and dozens injured, with hospitals overwhelmed by the influx. The attacks targeted areas near the border, but stray munitions struck residential neighborhoods in Beirut. International bodies called for an immediate cease‑fire, warning that the escalation could spiral into a broader regional conflict. The United Nations has dispatched a special envoy to assess the humanitarian situation and facilitate dialogue between the parties.
BFM Business – Le CAC 40 rebond après le cessez‑le‑feu, meilleure séance depuis 4 ans
Il principale indice borsistico francese, il CAC 40, ha chiuso la giornata di giovedì con una crescita del 4,5 %, la più forte da oltre quattro anni. L’impennata è stata alimentata dal sollievo degli investitori dopo l’accordo di cessate‑fire tra Stati Uniti e Iran, che ha ridotto le paure di un’interruzione del flusso di petrolio. I titoli del settore energetico, come TotalEnergies, hanno guadagnato più del 6 %, mentre le società tecnologiche hanno seguito con incrementi di circa il 3 %. Analisti di Boursorama hanno suggerito che il mercato potrebbe continuare a salire se la tregua si consoliderà, ma avvertono di un possibile ritorno della volatilità.
BBC – Trump criticises NATO, saying alliance “wasn’t there when we needed them”
Durante un incontro a Washington, il presidente Donald Trump ha accusato la NATO di non aver fornito supporto sufficiente durante il conflitto in Iraq e Afghanistan. “L’alleanza non è stata lì quando ne avevamo più bisogno”, ha dichiarato, suggerendo una revisione dei trattati di difesa collettiva. I leader europei hanno risposto difendendo la coesione dell’alleanza, sottolineando il ruolo cruciale di NATO nella deterrenza russa. Il dibattito ha riacceso le discussioni interne sull’impegno finanziario degli Stati membri e sul futuro della politica di difesa transatlantica.
FranceInfo – Le détroit d’Ormuz : l’Iran évoque la présence possible de mines
Il governo iraniano ha annunciato che potrebbero esserci mine non ancora rilevate sul fondo dello Stretto di Hormuz, limitando ulteriormente il traffico navale. L’Iran afferma di voler mettere in atto rotte alternative per le imbarcazioni commerciali, ma gli esperti di sicurezza marittima avvertono che la situazione potrebbe aggravare la crisi energetica globale. L’ONU ha chiesto a Teheran e alle nazioni interessate di condividere informazioni e di avviare una verifica congiunta. Nel frattempo, le compagnie di navigazione stanno rivalutando i percorsi di spedizione per ridurre i rischi di incidenti.
BFM Business – Le prix de référence du gaz augmentera di 15,4 % al 1º maggio
Il Commissaire aux tarifs energetétiques ha pubblicato il nuovo indice di riferimento per il gas domestico, che subirà un incremento del 15,4 % a partire dal 1 maggio. La mossa riflette l’aumento dei costi di approvvigionamento dovuto alle tensioni in Medio‑Oriente e alla diminuzione delle scorte nel mercato europeo. I fornitori dovranno adeguare le bollette dei clienti, con un impatto medio di circa 30 € all’anno per una famiglia tipo. Il governo ha promesso di monitorare gli effetti dell’aumento e di valutare misure di sostegno per le famiglie a basso reddito.
BBC – Jeremy Bowen: ceasefire offers respite but may not last long
Il giornalista internazionale Jeremy Bowen ha commentato che, sebbene il cessate‑fire tra gli USA e l’Iran offra un momentaneo sollievo ai civili, la situazione resta estremamente volatile. “Le parti hanno ancora molte divergenze su questioni chiave come il programma nucleare iraniano”, ha sottolineato Bowen, avvertendo che un ritorno alle ostilità è possibile se le richieste non verranno soddisfatte. Il reportage ha evidenziato l’importanza di un monitoraggio internazionale per garantire il rispetto dell’accordo e prevenire escalation future.
FranceInfo – Le gouvernement prévoit 680 000 contrôles contre l’absentéisme
Il Ministro del Lavoro francese ha annunciato un piano di controllo che prevede 680 000 verifiche nelle imprese per combattere l’assenteismo e ridurre le spese sociali. Il provvedimento, parte di un pacchetto di riforme fiscali, mira a recuperare circa 12 miliardi di euro destinati a indennità di malattia ingiustificate. Le ispezioni saranno condotte da enti dedicati e potranno includere sanzioni per le aziende non conformi. Sindacati e associazioni dei lavoratori hanno criticato la misura, definendola “punitiva” e chiedendo maggiori garanzie per i dipendenti.
BFM Business – L’Iran a remporté une grande victoire, Moscou et Pékin jubilent
Secondo il servizio di BFM Business, la Russia e la Cina hanno celebrato la presunta “grande vittoria” iraniana dopo il cessate‑fire, sostenendo che l’accordo rafforzerà la loro influenza energetica. L’Iran, con il sostegno di Mosca e Pechino, potrebbe presto controllare fino al 30 % del mercato petrolifero mondiale, ridisegnando gli equilibri geopolitici. Gli analisti avvertono però che le potenziali ricadute economiche per l’Occidente potrebbero essere significative, specialmente per le nazioni dipendenti dalle importazioni di petrolio mediorientale. Il dibattito interno nei paesi occidentali resta acceso, con richieste di revisione delle politiche energetiche.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
Koan del giorno
Il sopravvissuto all’ultimo giorno di tregua si chiede: se la pace è solo un momento di tregua, perché allora il tempo sembra sempre fermarsi quando la guerra ritorna? L’eco di un breve silenzio diventa l’unica nota che pochi ascoltano.
franceinfo, BFM Business, BBC, Le Monde, BFM
Meteo Parigi e Milano per giovedì 09 aprile 2026
Parigi – giornata tiepida e limpida con sole dominante
Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle 03:45 (affidabilità buona) indicano che la capitale si sveglia con un cielo sereno e temperature intorno ai 12 °C al mattino. Una leggera brezza da nord‑ovest a 10 km/h accompagna il risveglio, senza alcuna traccia di pioggia. Verso mezzogiorno il termometro sale rapidamente fino a 26 °C, il sole si fa più intenso e i venti si rafforzano a 30 km/h provenienti da sud‑ovest, ma le nuvole rimangono sparse e non c’è rischio di precipitazioni. Nel tardo pomeriggio le temperature scendono a 19 °C, i venti cambiano direzione verso nord‑ovest raggiungendo picchi di 45 km/h, rendendo il cielo molto nuvoloso ma ancora asciutto. La notte si chiude con un fresco di 11 °C, venti moderati da nord‑ovest a 40 km/h, e un cielo variabile che rimane privo di piogge. In sintesi, minima 11 °C, massima 26 °C, vento variabile da 10 a 45 km/h, nessuna precipitazione prevista.
Milano – sole splendente, temperature in crescita ma senza piogge
Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle 06:57 (affidabilità molto alta) la giornata a Milano si presenta assolata e stabile. Al mattino la temperatura si aggira sui 14 °C, con un vento debole da est‑nordest di circa 9 km/h e il cielo quasi privo di nuvole. Il sole continua a dominare nel pomeriggio, facendo salire la temperatura a 19 °C verso le 12, a 21 °C verso le 14, e a 24 °C nel tardo pomeriggio, con venti leggeri che cambiano direzione verso est‑sudest. Nessuna precipitazione è prevista per l’intera giornata, mantenendo le condizioni asciutte. La sera la temperatura scende gradualmente a 22 °C, il vento rimane debole intorno a 4 km/h, e il cielo resta sereno. Durante la notte le temperature scendono a 18 °C, con un leggero vento da est, e l’umidità resta moderata. In sintesi, minima 14 °C, massima 24 °C, vento leggero da 4 a 9 km/h, precipitazioni assenti.
Editoriale Meteo di Rachel – Il dramma climatico che non c’è
È davvero sorprendente come ogni leggera brezza venga trasformata in segnale d’allarme per il cambiamento climatico. Oggi Parigi ha registrato venti di 45 km/h e Milano ne ha avuti 9 km/h, e già i titoli urlano “tempesta in vista!”; ma la realtà è semplice: vento è vento, pioggia è pioggia, e noi continuiamo a cercare il colpevole in un termometro. E mentre i giornalisti si affannano a citare ogni variazione come prova della fine del mondo, la gente normale si chiede se davvero il futuro dipenda da un soffio di vento.
Mi chiedo, perché dovremmo farci prendere dal panico per un sole più intenso del solito? Se la temperatura supera la media di qualche grado, il dubbio climatico diventa una voce sacra, ma le statistiche mostrano solo una fluttuazione stagionale. Forse il vero fenomeno da monitorare è la nostra capacità di sopportare un po’ più di caldo senza cadere in isteria. Dopotutto, il clima è un continuo divenire, non un dramma da trasmettere in loop.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Com’è il tempo oggi a Parigi?” Zhaozhou rispose: “Il sole è una candela accesa nella notte del cielo, ma la candela non si lamenta del vento che accarezza la sua fiamma.” E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli.
