Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per mercoledì 25 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
L’economia francese colpita dalla guerra in Medio Oriente: l’Insee prevede un netto aumento dell’inflazione
L’economia francese si appresta a subire il forte impatto della guerra e dei “disordini mondiali”. Secondo la nota di congiuntura pubblicata martedì 24 marzo, l’Insee (l’Istituto nazionale di statistica francese) ha rivisto leggermente al ribasso le previsioni di crescita per i primi due trimestri del 2026, portandole allo 0,2% contro lo 0,3% stimato in precedenza. La causa principale di questo rallentamento è la “fiammata dei prezzi degli idrocarburi” legata al conflitto in Medio Oriente.
La Francia dovrebbe affrontare un “netto ritorno dell’inflazione”, che secondo le proiezioni supererà la soglia del 2% nel corso della primavera. L’istituto prevede inoltre che le quotazioni del petrolio rimarranno elevate, stabilizzandosi intorno ai 100 dollari al barile fino al mese di giugno. Per un confronto, l’inflazione su base annua registrata a febbraio era stata dello 0,9%.
Dorian Roucher, capo del dipartimento di congiuntura dell’Insee, ha spiegato in conferenza stampa che “l’ambiente internazionale è cambiato brutalmente” e che le tensioni globali colpiranno l’economia francese principalmente attraverso la leva dei prezzi. Sebbene il Prodotto Interno Lordo (PIL) dovrebbe “resistere” nel primo semestre, la crescita appare indebolita: l’aumento previsto è dello 0,2% sia per il primo che per il secondo trimestre.
L’istituto statistico stima inoltre una “crescita acquisita” a metà del 2026 pari allo 0,9% (ovvero il dato annuale se il PIL dovesse rimanere invariato nella seconda metà dell’anno), segnando un calo rispetto all’1% previsto in precedenza. Questo valore è pari alla crescita complessiva registrata nell’intero anno 2025.
L’articolo analizza le recenti previsioni economiche dell’Insee per la Francia, evidenziando come l’instabilità geopolitica in Medio Oriente stia influenzando direttamente i costi energetici e le stime di crescita della seconda economia dell’Eurozona per il 2026.
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Le Figaro: La Banca di Francia rimpatria le riserve d’oro e incassa profitti record
In un’operazione di eccezionale valore strategico e finanziario, la Banca di Francia ha completato il rimpatrio delle proprie riserve auree precedentemente custodite presso i caveau di New York. L’obiettivo dell’operazione era modernizzare gli stock, sostituendo i vecchi lingotti con esemplari conformi ai più recenti standard di mercato, e consolidare la sicurezza nazionale delle riserve. Oltre al valore simbolico del ritorno dell’oro a Parigi, la manovra ha generato una plusvalenza sbalorditiva di tredici miliardi di euro, derivante dalla rivalutazione delle riserve durante il processo di conversione. Questo tesoretto rappresenta una boccata d’ossigeno per le finanze pubbliche in un momento di estrema tensione economica, sebbene i vertici dell’istituto centrale abbiano chiarito che tali fondi saranno destinati principalmente al rafforzamento della stabilità monetaria. La decisione di Berlino di distaccarsi dal progetto satellitare europeo Iris² per sviluppare una propria rete militare sottolinea ulteriormente la frammentazione degli interessi strategici nel continente.
Editoriale
Questa notizia ci ha molto incuriositi, considerando che anche una buona parte delle risorse auree italiane sono a New York. Abbiamo pertanto chiesto a Rachel di fare un’analisi approfondita, ecco cosa ha trovato.

Buongiorno, da Parigi sono Rachel Costa. Ecco quanto ho trovato sulla questione del rimpatrio dell’oro, quella raccontata da Le Figaro.
Editoriale di Rachel – 13 miliardi d’oro: il rimpatrio che non c’è stato
Eccoci di nuovo al circo delle grandi narrazioni. Titolo su Le Figaro la Banca di Francia rimpatria le sue riserve auree da New York, incassa una plusvalenza record da 13 miliardi di euro e dà una boccata d’ossigeno alle finanze pubbliche. Sicurezza nazionale, modernizzazione strategica, addio ai caveau americani. Suona epico. Quasi come se Macron avesse ordinato un’Operazione Vide-Gousset 2.0 per riprendersi l’oro “prima che Trump lo confischi”.
Peccato che la realtà sia molto più banale, molto più francese e molto meno complottista.
Andiamo ai fatti, quelli veri, pubblicati ieri dalla Banque de France stessa e ripresi da Reuters, La Tribune e Boursier.com senza filtri. La banca centrale aveva ancora 129 tonnellate di lingotti vecchi o non conformi (purezza bassa, formati obsoleti) custoditi alla Federal Reserve di New York. Circa il 5% del totale delle riserve francesi, che restano ferme a 2.437 tonnellate. Nessun “rimpatrio di tutte le riserve”, come titolava la notizia che mi hai mandato. Solo quel 5%.
Tra luglio 2025 e gennaio 2026 hanno fatto 26 operazioni semplici: hanno venduto quell’oro a New York e ricomprato lingotti moderni (purezza oltre 99,5%, standard LBMA) sui mercati europei. Niente camion blindati che attraversano l’Atlantico, niente costi di raffineria, niente sceneggiata. I nuovi lingotti sono finiti direttamente nei caveau di Parigi. Operazione tecnica, raccomandata da un audit interno del 2024, iniziata nel lontano 2005 e ora completata per quella fetta americana.
La plusvalenza da 12,8 miliardi (11 nel 2025 + 1,8 nel 2026) non è magia: è la differenza tra il valore contabile storico di quei vecchi lingotti e il prezzo di mercato attuale dell’oro, che è alle stelle. Hanno semplicemente venduto caro e ricomprato caro, ma il delta è finito nel bilancio della banca. Risultato: la Banque de France chiude il 2025 con un utile netto di 8,1 miliardi dopo aver perso 7,7 miliardi nel 2024. Bello, utile, ma è il bilancio della banca centrale, non un tesoretto da versare al Tesoro per tappare il deficit. Il governatore François Villeroy de Galhau lo ha detto chiaro: «Nessuna logica politica». Solo qualità superiore dell’oro europeo e razionalizzazione degli stock. Rimangono ancora 134 tonnellate di vecchie monete e lingotti a Parigi da sistemare entro il 2028.
E la parte su Berlino che molla Iris² per fare da sola la sua rete militare? Infilata lì per dare sapore di “frammentazione europea”, ma non c’entra nulla con l’oro. Il progetto satellitare europeo va avanti (contratto firmato dicembre 2024), la Germania ha mugugnato nel 2024 sui costi e sulla spartizione con la Francia, ma non si è “distaccata”. È un’altra storia, un altro giorno.
Quindi no, non stiamo assistendo a un atto di sfiducia verso gli Stati Uniti né a un colpo di genio strategico che salva la Francia dal baratro. È una bella operazione di maquillage contabile fatta al momento giusto, con l’oro a prezzi record. La Banque de France ha trasformato lingotti antiquati in lingotti moderni, ha incassato la differenza e ha rafforzato il proprio patrimonio (ora a 283 miliardi di euro di valore teorico). Tutto qui.
Perché la notizia è sospetta? Perché trasforma una routine da cassaforte in un thriller geopolitico. L’oro non è scappato da New York per paura. È stato semplicemente rimesso a nuovo, come quando porti la vecchia macchina dal carrozziere e scopri che, con il mercato delle auto usate alle stelle, riesci pure a farci un guadagno. La Francia non ha perso fiducia negli americani. Ha solo fatto i compiti a casa, con 20 anni di ritardo sulla parte newyorkese.
Ma passiamo all’altra notizia strillata dai giornaloni che conosciamo.
“Le temperature potranno scendere fino a 10 gradi”: atteso tempo freddo e piovoso da mercoledì
È il momento di rispolverare berretti, cappotti e ombrelli. Le temperature subiranno un brusco calo a partire da mercoledì 25 marzo a causa dell’arrivo di una perturbazione, secondo quanto riportato da Météo-France. L’istituto meteorologico prevede un “tempo più freddo e instabile, con una sensazione a tratti invernale”, specificando che i termometri potrebbero scendere anche di 10 gradi in alcune località.
Il crollo termico sarà particolarmente sensibile nella metà settentrionale della Francia. Oltre al freddo, è previsto il ritorno della pioggia con rovesci intermittenti, mentre la neve farà la sua comparsa a bassa e media montagna.
Entro giovedì, il calo delle temperature interesserà l’intero Paese; anche in Provenza le massime non dovrebbero superare i 15°C. Dopo una fase di maltempo, venerdì è atteso un miglioramento con tempo più secco, sebbene sia prevista una nuova rapida perturbazione per sabato.
Questo abbassamento repentino provocherà inoltre “gelate frequenti e localmente forti”, in particolare nella mattinata di venerdì tra l’Alvernia e il Grand-Est, interessando anche il Limousin, il Centro e la Borgogna-Franca Contea. Sono previste minime fino a -5°C a Langres e -3°C ad Aurillac. Secondo gli esperti, le gelate mattutine potrebbero ripresentarsi nel fine settimana prima di un graduale rialzo termico previsto per l’inizio della settimana successiva.
L’articolo riporta le previsioni meteorologiche di Météo-France riguardanti un improvviso abbassamento delle temperature e il ritorno di condizioni invernali su gran parte del territorio francese previsti per la fine di marzo.
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Editoriale di Rachel – Il miracolo di marzo: scopriamo che l’inverno esiste
Fermate le rotative e chiamate i soccorsi: Météo-France ha lanciato l’allarme supremo perché a marzo, udite udite, potrebbe fare freddo. Un calo di dieci gradi, un dramma nazionale che ci costringe a riesumare sciarpe e cappelli che avevamo ingenuamente archiviato sotto l’illusione di una primavera perenne. Pare proprio che la natura non abbia consultato l’ultimo editoriale sul riscaldamento globale e abbia deciso, per puro dispetto, di ricordarci che il calendario non è un optional e che marzo è, da sempre, il mese della pazzia meteorologica.
Mi affascina questo nuovo lessico del terrore climatico che parla di “sentore invernale”. Ma cosa significa esattamente? Che se esco in camicia e inizio a tremare come una foglia, la colpa non è della mia scarsa lungimiranza ma di una perturbazione malvagia che ha osato attraversare la Francia senza chiedere il permesso? I media ormai trattano un acquazzone come l’apertura del settimo sigillo e una gelata tardiva come una piaga biblica. Manca solo che qualcuno suggerisca che dieci gradi in meno siano un complotto per sabotare le vendite dei gelati artigianali.
E poi, notate la precisione chirurgica del catastrofismo: ci avvisano con gravità che a Langres farà meno cinque gradi. Grazie mille per l’informazione vitale, ora posso finalmente dormire sonni tranquilli sapendo esattamente dove si congeleranno i gerani altrui. La vera perla però è la rassicurazione finale: tranquilli, entro sabato sarà tutto passato. Quindi, ricapitoliamo il menu del giorno: panico preventivo per tre giorni, titoli cubitali sul gelo killer e poi, puff, torniamo a parlare del nulla cosmico. Il giornalismo moderno è diventato un’altalena emotiva basata esclusivamente sulle correnti d’aria.
Forse il vero problema non è il termometro che scende, ma la nostra totale incapacità di accettare che il mondo non segue i nostri desideri climatici su ordinazione. Ci siamo abituati così tanto a urlare al lupo per ogni decimo di grado in più che, quando ne perdiamo dieci in una notte, non sappiamo più se dobbiamo piangere per il destino del pianeta o semplicemente indossare un maglione di lana. Nel dubbio, continuate a cliccare compulsivamente su questi articoli: la pioggia passerà in fretta, ma l’ansia da clickbait è l’unica cosa destinata a restare stabile per l’eternità.
La crescita francese rallenta: l’economia risentirà del conflitto in Medio Oriente secondo l’Insee
Proprio quando sembrava aver ripreso slancio, l’economia francese si prepara a subire una nuova battuta d’arresto. A causa dello scoppio della guerra in Medio Oriente, la crescita nazionale sarà meno dinamica del previsto nei prossimi mesi, secondo le ultime previsioni dell’Insee pubblicate questo martedì.
Nel dettaglio, il PIL dovrebbe crescere dello 0,2% sia nel primo che nel secondo trimestre, segnando un calo di 0,1 punti rispetto alle proiezioni di dicembre. La crescita acquisita a metà anno — ovvero il dato annuale se il PIL rimanesse stabile negli ultimi due trimestri — si attesterebbe allo 0,9%, contro l’1% inizialmente previsto. La crescita per il 2026 risulterebbe quindi simile a quella dell’anno precedente. Secondo Dorian Roucher, capo economista dell’Insee, la revisione al ribasso è dovuta principalmente al nuovo scenario dei prezzi del petrolio, impennatisi dopo gli attacchi in Iran.
Nonostante il peggioramento del contesto internazionale abbia frenato le speranze di una ripresa più robusta, l’impatto a brevissimo termine appare relativamente limitato. Di fronte all’aumento dei prezzi dei carburanti e del gas, i consumatori francesi inizialmente reagiranno attingendo ai propri risparmi massicci (il tasso di risparmio è previsto al 17,6% a metà anno). Di conseguenza, i consumi delle famiglie continueranno a crescere leggermente (+0,1% nel primo trimestre, +0,2% nel secondo).
Sul fronte industriale, l’investimento delle imprese prosegue con disparità significative tra i settori: l’aeronautica e la difesa rimangono i comparti che sostengono i livelli di investimento. Tuttavia, l’Insee avverte che le ripercussioni più dolorose del conflitto mediorientale si faranno sentire nella seconda metà del 2026, qualora i prezzi degli idrocarburi dovessero mantenersi stabilmente alti.
L’inflazione globale, spinta da carburanti e gas da riscaldamento, dovrebbe raggiungere l’1,9% su base annua a giugno, un netto balzo rispetto allo 0,9% di febbraio. Un’eccezione rilevante è rappresentata dal trasporto aereo, dove i prezzi sono destinati ad aumentare rapidamente a causa dell’impennata del cherosene. Poiché il ritorno dell’inflazione energetica non era stato previsto durante le negoziazioni salariali annuali, i salari reali dovrebbero scendere nel secondo trimestre (-0,5%), con una conseguente perdita del potere d’acquisto dei nuclei familiari.
Infine, anche il mercato del lavoro mostra segnali di sofferenza. L’occupazione salariata nel settore privato dovrebbe calare dello 0,2% entro metà anno. Contemporaneamente, la popolazione attiva continuerà a crescere per effetto della riforma delle pensioni del 2023. Questa combinazione porterà il tasso di disoccupazione a superare nuovamente la soglia dell’8% entro la metà del 2026, rispetto al 7,9% registrato a fine 2025.
L’articolo riporta le previsioni economiche dell’istituto statistico francese Insee per la prima metà del 2026, analizzando come l’instabilità geopolitica in Medio Oriente stia influenzando la crescita, l’inflazione e il mercato del lavoro in Francia.
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Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
BFM Business: Iran e il delicato passaggio marittimo nello Stretto di Hormuz
La tensione internazionale si sposta lungo le rotte strategiche del commercio marittimo, con l’Iran che ha recentemente dichiarato una parziale apertura dello Stretto di Hormuz. Secondo le ultime disposizioni di Teheran, il passaggio sarà consentito esclusivamente alle imbarcazioni definite non ostili, a patto che non siano coinvolte in atti di aggressione o sostegno contro la Repubblica Islamica. La notizia ha immediatamente influenzato i mercati, portando a una timida flessione del prezzo del greggio, sebbene l’incertezza rimanga elevata. Gli Stati Uniti, dal canto loro, sembrano pronti a dispiegare forze di terra in Medio Oriente, come riportato dai partner americani, in un clima di crescente allerta militare. Le trattative diplomatiche restano in una fase embrionale e contraddittoria, con il presidente Donald Trump che rivendica l’esistenza di dialoghi in corso con figure di alto profilo iraniane, dichiarazioni che però non trovano al momento alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità di Teheran.
Le Monde: Allarme BlackRock, il petrolio a centocinquanta dollari minaccia la recessione
Il numero uno del colosso finanziario BlackRock, Larry Fink, ha lanciato un avvertimento che gela le speranze di una rapida ripresa economica globale. Secondo Fink, se i prezzi del petrolio dovessero stabilizzarsi intorno alla soglia psicologica dei centocinquanta dollari al barile per un periodo prolungato, le conseguenze sarebbero inevitabili: una recessione mondiale di proporzioni sistemiche. L’analisi evidenzia come l’attuale crisi energetica, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, stia già producendo implicazioni profonde sulla catena di distribuzione globale e sui costi di produzione industriale. Fink sottolinea che l’economia globale non è strutturalmente pronta a reggere un tale shock energetico senza sacrificare la crescita e la stabilità dei prezzi. Le previsioni indicano un impatto particolarmente severo sulle nazioni in via di sviluppo e sulle economie europee, ancora fragili dopo le recenti turbolenze geopolitiche, rendendo la ricerca di alternative energetiche una priorità non più rimandabile.
Le Figaro: L’onda del Rassemblement National conquista Montargis nelle municipali
I risultati del secondo turno delle elezioni municipali in Francia confermano un radicamento sempre più solido della destra nazionalista nelle città di medie dimensioni. Il caso simbolo di questa tornata elettorale è Montargis, nel dipartimento del Loiret, dove Côme Dunis è diventato il primo sindaco nella storia del comune a rappresentare il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella. Dunis, trentaseienne ed ex figura di spicco del movimento dei gilet gialli, ha ottenuto una vittoria che ha profondamente diviso l’opinione pubblica locale, tra chi spera in un cambiamento radicale e chi teme l’instaurarsi di un clima di intolleranza sociale. Il voto di Montargis riflette una tendenza nazionale che vede il Rassemblement National avanzare sensibilmente, mentre i partiti tradizionali e gli ecologisti affrontano una fase di amara introspezione. La polarizzazione del dibattito pubblico, specialmente su temi come la sicurezza e il potere d’acquisto, sembra aver favorito i candidati che promettono una gestione improntata alla priorità nazionale.
Editoriale di Rachel – La cortesia degli strangolatori e il bollino di non ostilità.
Ma quanto è magnanimo il regime di Teheran! Adesso si sono messi a fare i controllori di biglietti marittimi nello Stretto di Hormuz. Vi rendete conto dell’ironia? Un nodo nevralgico dell’economia mondiale gestito con la stessa discrezionalità di un buttafuori in una discoteca di quartiere. Ci dicono che le navi non ostili possono passare, come se esistesse un manuale di etichetta per chi naviga tra missili e droni. Chi lo decide il bollino di buona condotta? Immagino la scena: un mercantile carico di smartphone che deve dimostrare di non avere intenzioni bellicose mentre dall’altra parte Trump twitta di colloqui segreti che solo lui vede nella sua testa.
È la solita danza macabra sopra le nostre teste. Da una parte la minaccia del petrolio a centocinquanta dollari che ci farà tornare tutti alle candele, dall’altra questa commedia diplomatica dove nessuno dice la verità. E mentre Larry Fink fa il profeta di sventura dalla sua torre d’avorio di BlackRock, noi dovremmo ringraziare per la gentile concessione iraniana. È come se qualcuno ti stringesse le mani al collo e ti sussurrasse: ma certo che puoi respirare, basta che non cerchi di divincolarti. Ah, la geopolitica moderna! Un mix esplosivo di arroganza, bugie e la pretesa che noi, semplici spettatori, applaudiamo pure alla farsa.
FranceInfo: L’eredità delle trentacinque ore e il lungo addio a Lionel Jospin
La Francia intera si ferma per rendere omaggio alla memoria di Lionel Jospin, l’ex Primo Ministro socialista scomparso recentemente. L’Assemblea Nazionale ha osservato un minuto di silenzio in un clima di solenne raccoglimento, ricordando l’uomo che ha guidato il Paese durante gli anni della coabitazione con Jacques Chirac. Al centro del dibattito politico e sociale torna prepotentemente la sua riforma più celebre e discussa: l’introduzione della settimana lavorativa di trentacinque ore. Nata come una misura di trasformazione della società volta a migliorare la qualità della vita e favorire l’occupazione, la legge continua a essere oggetto di analisi contrastanti tra chi ne loda l’aspetto umano e chi ne critica l’impatto sulla competitività delle imprese francesi. La figura di Jospin viene celebrata anche per la sua integrità personale e per il coraggio dimostrato nella sua lunga carriera, nonostante la sconfitta traumatica del 2002 che segnò la fine della sua parabola politica attiva.
BFM Business: Crisi energetica in Asia e le ripercussioni globali della guerra iraniana
La vita quotidiana nel continente asiatico sta subendo trasformazioni radicali a causa della carenza di carburante derivante dal blocco parziale delle forniture dal Golfo. Paesi come le Filippine hanno già dichiarato lo stato di emergenza energetica, mentre in India e Cina le code alle stazioni di servizio e l’aumento vertiginoso dei prezzi dei beni di prima necessità stanno alimentando tensioni sociali. L’Asia, che dipende massicciamente dalle importazioni di petrolio e gas mediorientale, si trova oggi in prima linea nel subire gli effetti collaterali del conflitto iraniano. Le industrie locali faticano a mantenere i ritmi produttivi, con pesanti ripercussioni sulle esportazioni globali. Gli esperti avvertono che la persistenza di questa crisi potrebbe portare a un drastico rallentamento delle economie emergenti, innescando un effetto domino che toccherà inevitabilmente anche i consumatori europei e americani attraverso l’inflazione importata e la rottura delle catene logistiche internazionali.
Le Monde: Amazon annuncia aumenti salariali per i dipendenti della logistica in Francia
In un contesto economico caratterizzato da un’inflazione galoppante, il gigante dell’e-commerce Amazon ha raggiunto un accordo significativo per l’adeguamento dei salari dei suoi lavoratori in Francia. Le trattative con le parti sociali hanno portato a un incremento retributivo minimo del 3,2%, con picchi che possono raggiungere il 3,9% per i dipendenti con maggiore anzianità di servizio. Grazie a questa manovra, il salario d’ingresso per gli operatori dei centri di distribuzione supererà la soglia dei duemila euro lordi mensili. L’azienda ha sottolineato come questo sforzo finanziario sia necessario per mantenere l’attrattività del settore logistico e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie in una fase di forte pressione sui costi energetici. La misura riguarda migliaia di lavoratori sparsi sul territorio nazionale e rappresenta un segnale importante per l’intero comparto dei servizi, in attesa che anche altre grandi multinazionali seguano l’esempio per fronteggiare il carovita.
Le Figaro: Sicurezza alimentare, cresce la contaminazione da cadmio nei terreni agricoli
Un nuovo allarme sanitario preoccupa i cittadini francesi: i livelli di contaminazione da cadmio nel suolo e nella catena alimentare sono in costante aumento. Questo metallo pesante, classificato come agente cancerogeno, si accumula nei terreni a causa dell’uso intensivo di determinati fertilizzanti e dell’inquinamento industriale, finendo per essere assorbito dalle colture destinate al consumo umano. Studi recenti evidenziano come una parte significativa della popolazione sia esposta a dosi superiori ai limiti di sicurezza, con potenziali rischi gravi per la funzionalità renale e la salute delle ossa. Le autorità sanitarie raccomandano una maggiore sorveglianza sui prodotti agricoli e l’adozione di tecniche di coltivazione più rispettose dell’ambiente. La questione solleva interrogativi urgenti sulla sostenibilità dell’agricoltura intensiva e sulla necessità di riformulare le normative europee riguardanti la qualità dei concimi, per proteggere la salute pubblica a lungo termine.
BFM: Tragedia sfiorata a New York, i dettagli dell’incidente aereo al LaGuardia
L’aeroporto LaGuardia di New York è stato teatro di un incidente drammatico che ha causato la morte di due persone e il ferimento di diversi passeggeri. Un aereo di linea dell’Air Canada, in fase di atterraggio, si è scontrato violentemente con un camion dei vigili del fuoco che stava attraversando la pista. Le indagini preliminari, basate sulle registrazioni delle comunicazioni tra la torre di controllo e le cabine di pilotaggio, rivelano che entrambi i mezzi erano stati autorizzati a muoversi contemporaneamente, suggerendo un fatale errore di coordinamento umano o tecnico. Le vittime accertate sono il pilota e il copilota dell’aeromobile, mentre tra il personale di terra e i passeggeri si contano numerosi feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche. L’evento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli scali aeroportuali congestionati e sull’adeguatezza dei sistemi di gestione del traffico in situazioni di emergenza o scarsa visibilità.
Le Monde: Pioggia di droni sull’Ucraina, il più vasto attacco russo degli ultimi mesi
Il conflitto in Ucraina ha raggiunto un nuovo picco di intensità nelle ultime ventiquattro ore, con la Russia che ha lanciato circa mille droni contro diverse città del Paese. Si tratta dell’attacco più massiccio e coordinato registrato dall’inizio dell’anno, volto a colpire le infrastrutture energetiche e i centri abitati, causando almeno otto morti e decine di feriti tra i civili. Le difese aeree ucraine sono state messe a dura prova dalla saturazione dello spazio aereo, riuscendo ad abbattere solo una parte dei vettori d’attacco. Le esplosioni hanno provocato estesi blackout a Leopoli e in altre regioni occidentali, aggravando una situazione umanitaria già precaria. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ricevuto i medagliati delle Paralimpiadi di Milano-Cortina in un’atmosfera carica di tensione, ribadendo l’urgenza di ricevere nuovi sistemi di difesa missilistica dagli alleati occidentali per proteggere i cieli ucraini da questa incessante minaccia tecnologica.
BFM Business: L’economia francese rallenta sotto il peso del caro carburanti secondo l’Insee
L’Insee ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’economia francese, portandole allo 0,9% per la prima metà dell’anno. Il rallentamento è direttamente riconducibile alle ripercussioni della guerra in Medio Oriente, che ha generato un netto rinvigorimento dell’inflazione, spinta soprattutto dall’esplosione dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Il gasolio ha ormai superato la soglia critica dei due euro e ventitré centesimi al litro, erodendo la fiducia dei consumatori e aumentando i costi operativi per le imprese di trasporto e logistica. Il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha evocato lo spettro di un nuovo shock petrolifero, avvertendo che la crisi potrebbe diffondersi in modo ancora più capillare se il conflitto non troverà una risoluzione diplomatica in tempi brevi. Il governo si trova stretto tra la necessità di sostenere le famiglie e il limite invalicabile di un bilancio statale che, come denunciato da Patrick Martin del Medef, non dispone più di risorse per nuovi interventi massicci.
FranceInfo: Choc in Gironda, una dodicenne confessa l’incendio del supermercato di Hourtin
La comunità di Hourtin, in Gironda, è incredula di fronte alla risoluzione del caso riguardante l’incendio che ha completamente distrutto il supermercato locale lo scorso 8 marzo. Una bambina di soli dodici anni ha ammesso davanti agli inquirenti di essere la responsabile del rogo. Il procuratore di Bordeaux ha confermato la confessione, precisando che le fiamme hanno causato danni stimati per oltre sette milioni di euro, privando il paese di un punto di riferimento commerciale essenziale. Il gesto, apparentemente privo di un movente razionale proporzionato alla gravità delle conseguenze, ha sollevato un acceso dibattito sulla responsabilità dei minori e sul disagio giovanile nelle zone rurali. Mentre i residenti si interrogano su come sia stato possibile che una giovanissima abbia potuto innescare un disastro di tali proporzioni, i servizi sociali e le autorità giudiziarie hanno preso in carico la minore per avviare un percorso di valutazione psicologica e procedurale.
Le Monde: Spazio, la NASA sospende la stazione orbitale per puntare alla base lunare
Il futuro dell’esplorazione spaziale americana subisce un radicale cambio di rotta: la NASA ha annunciato la sospensione del progetto per la costruzione di una nuova stazione orbitale per dare priorità assoluta alla creazione di una base permanente sulla superficie lunare. La decisione riflette la volontà di accelerare il programma Artemis, puntando a stabilire una presenza umana duratura sul nostro satellite naturale entro la fine del decennio. Secondo i vertici dell’agenzia, concentrare le risorse economiche e tecnologiche sulla Luna permetterà di testare le tecnologie necessarie per le future missioni abitate verso Marte in modo più efficace rispetto a una struttura orbitale. Questo riposizionamento strategico ha sollevato dubbi tra i partner internazionali che avevano già investito nella stazione orbitale, ma la NASA insiste sulla necessità di compiere un passo decisivo verso la colonizzazione di altri mondi, sfruttando anche la collaborazione con realtà private come Blue Origin e SpaceX.
Koan del giorno
Un discepolo chiese alla maestra Rachel: “Chi sono i non ostili che possono navigare in acque agitate?”
Rachel rispose: “Coloro che portano i regali scelti dal padrone delle onde.”
Il discepolo chiese ancora: “Ma come faremo a sapere se i regali saranno accettati?”
Rachel concluse: “Quando il prezzo del greggio scende, il padrone sorride; quando il greggio sale, il padrone dimentica i regali e si ricorda dei nemici.”
Meteo Parigi e Milano per mercoledì 25 marzo 2026
Parigi e le sferzate di vento gelido
A Parigi la giornata sarà segnata da una spiccata instabilità e da forti correnti settentrionali che renderanno il clima decisamente rigido. Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle ore 03:30 indicano un’affidabilità piuttosto buona per questo mercoledì di fine marzo. Durante la mattina il cielo si presenterà molto nuvoloso con brevi schiarite e qualche debole pioviggine intermittente accompagnata da raffiche di vento fino a 70 chilometri orari provenienti da ovest. Nel pomeriggio la situazione vedrà ancora molte nubi alternate a sprazzi di sole più generosi mentre le precipitazioni diventeranno via via più rare con venti che ruoteranno da nord-ovest toccando i 75 chilometri orari. In serata il freddo si farà sentire con una temperatura di 6 e la possibilità di qualche ultimo piovasco tardivo. La notte trascorrerà con una variabilità asciutta e la colonnina di mercurio che scenderà fino a 4 mentre il vento calerà d’intensità. Le massime non supereranno i 9 rendendo la giornata più fredda rispetto alle medie stagionali di circa 2 gradi.
Milano tra il sole primaverile e i temporali serali
La città di Milano vivrà un mercoledì dai due volti con un inizio tipicamente primaverile che lascerà spazio a un peggioramento turbolento nelle ore finali. Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle ore 05:01 con un’attendibilità alta tra l’ottanta e il novanta percento la mattinata inizierà sotto un cielo quasi ovunque sereno o poco nuvoloso. Con il passare delle ore pomeridiane la copertura nuvolosa aumenterà progressivamente a causa di infiltrazioni più umide che porteranno i primi deboli segnali di instabilità. La vera svolta avverrà in serata quando sono attesi rovesci e temporali sparsi con un accumulo previsto di circa 3 millimetri di pioggia e un rinforzo sensibile dei venti settentrionali. La temperatura massima toccherà i 18 mentre la minima registrata all’alba è stata di 9 con lo zero termico posizionato intorno ai 2200 metri. Durante la notte il cielo tenderà a schiarirsi rapidamente ma rimarrà l’allerta per il vento forte che spazzerà la metropoli con raffiche che potrebbero superare i 50 chilometri orari.
Editoriale Meteo di Rachel – Oh mio Dio, piove a marzo, è l’apocalisse climatica
Eccoci di nuovo qui, pronti a gridare all’estinzione di massa perché a Parigi tira un po’ di vento e a Milano arriva un temporale serale. Non è forse incredibile come la nostra memoria collettiva sia diventata più corta di quella di un pesce rosso? Ogni singola goccia d’acqua che cade fuori programma viene ormai etichettata come un evento catastrofico senza precedenti, ignorando secoli di cronache meteorologiche che ci raccontano di marzi ben più folli e capricciosi di questo. Forse dovremmo smetterla di consultare i modelli matematici con la stessa ansia con cui un’adolescente controlla le spunte blu su WhatsApp e rassegnarci al fatto che la primavera è sempre stata una stagione schizofrenica.
La verità è che la natura se ne infischia delle nostre narrazioni apocalittiche e continua a fare quello che ha sempre fatto: cambiare idea ogni cinque minuti per il puro gusto di vederci correre ai ripari. Ma noi no, noi dobbiamo trovare un colpevole in ogni raffica di vento a 70 chilometri orari, trasformando un banale mercoledì di marzo in un processo penale contro l’umanità intera. Se domani dovesse per sbaglio uscire l’arcobaleno, sono certa che qualche esperto da salotto troverà il modo di spiegarci che i colori sono troppo vividi a causa del surriscaldamento globale. Fatevi un favore, aprite l’ombrello, chiudete il tablet e smettetela di scambiare il meteo per la fine del mondo.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: «Maestro, perché a fine marzo il cielo decide di mandare dieci gradi di freddo e neve sulla Francia, proprio quando tutti avevano già messo via i cappotti?»
Zhaozhou rimase in silenzio per un lungo momento, poi rispose con voce quasi impercettibile:
«Il termometro non sa leggere il calendario. Il vento non ha ascoltato le previsioni di Météo-France. La perturbazione arriva quando arriva, come un ospite maleducato che entra senza bussare. Tu credi che marzo debba essere caldo perché lo hai deciso tu. Il cielo ride di te.»
Il monaco insistette, confuso: «Allora non c’è ordine? Non c’è regola?»
Zhaozhou chiuse gli occhi e mormorò, quasi tra sé e sé:
«C’è l’ordine che tu vedi. E c’è l’ordine che vede il cielo. Tra i due, c’è sempre un salto di dieci gradi. Metti il berretto, monaco. Anche il Buddha ha freddo, certe mattine.»
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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