Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 19 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Fine della cartolina felice: Dubai arresta tre francesi per aver filmato un drone
Dubai, Fine della cartolina felice, arrestato tre francesi per aver filmato un drone
Da qualche giorno le riprese provenienti da Dubai o Qatar dei bombardamenti di droni e missili iraniani sono diventate estremamente difficili da ottenere. Un totale di 13 missili e 27 droni è stato intercettato negli Emirati Arabi Uniti mercoledì 18 marzo, ma ne disponiamo solo di tre immagini riuscite a sfuggire alla sorveglianza locale. Gli autori di questi video potrebbero essere arrestati, così come le circa 60 persone attualmente in fermo a Dubai, secondo le nostre fonti. Tra queste, almeno tre cittadini francesi sono accusati di aver messo a rischio la sicurezza nazionale filmando gli attacchi iraniani sul territorio.
Dubai controlla rigorosamente la propria immagine, arrivando a monitorare da vicino gli influencer. Il primo giorno di guerra, Maeva Ghennam, una francese seguita da milioni di utenti, si è filmata in preda al panico. Due giorni dopo è stata convocata dalla polizia di Dubai. “Non ho detto nulla di male, ho avuto paura. Ho avuto molto, molto paura”, ha raccontato in un video. Perché è stata convocata? Non ha risposto alle nostre richieste, ma altri influencer testimoniano una censura. “Ammetto di non sapere bene cosa posso dire, non ho il diritto di parlare”, dichiara una giovane donna in video. “Non possiamo mostrare quello che succede, soprattutto non possiamo mostrare ciò che cade dal cielo”, spiega un’altra.
La diffusione di contenuti in contrasto con le dichiarazioni ufficiali o che possono causare panico è punibile con una multa di 200 000 dirham, circa 50 000 euro. L’avvocato Romain Astruc, residente a Dubai, spiega: “Un frammento, danni, fumo, qualsiasi cosa. È proibito. Quello che si può fotografare è, ripeto, i nostri figli che giocano al parco, un bel tramonto, andare sulle dune. È una legge che dovrebbe proteggerci”.
Editoriale: per l’esatte
Gli Emirati invocano motivi di sicurezza, temendo di rivelare informazioni sensibili all’Iran. Queste restrizioni interessano anche i giornalisti, come il team di France Télévisions a Doha. In Qatar è stato consentito riprendere solo in determinati luoghi; è vietato filmare siti sensibili, edifici governativi o installazioni militari.
C’è anche la questione di non rovinare la reputazione del paese. Secondo “Odieux Boby”, foto-giornalista fermato per diverse ore per aver fotografato l’aeroporto di Doha il primo giorno di guerra: “Ogni volta che qualcuno provava a fare una story o un video, arrivavano gli agenti di polizia che chiedevano di cancellare le immagini. Il Qatar vuole preservare l’immagine da cartolina per la quale spende senza conti”.
Il Ministero degli Affari Esteri ha confermato mercoledì sera che i casi dei cittadini francesi sono seguiti dal Consolato generale di Francia a Dubai e che godono della protezione consolare.
Questo articolo proviene da Franceinfo e riporta le ultime informazioni sulla repressione delle riprese di guerra a Dubai.
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“France Libre”: Emmanuel Macron svela il nome del futuro portaerei francese che succederà al Charles de Gaulle nel 2038
Il capo dello Stato ha annunciato mercoledì che il nuovo portaerei della Marina nazionale verrà battezzato “France Libre”. La sua entrata in servizio è prevista per il 2038, ponendosi a sostituzione del Charles de Gaulle.
Dopo mesi di speculazioni, Emmanuel Macron ha chiuso il dibattito dichiarando che il futuro velivolo di nuova generazione (PA‑NG) porterà il nome per continuare la filiazione del generale De Gaulle. “Ho voluto iscrivere il nostro futuro portaerei nella filiazione del Generale De Gaulle. Per questo il nuovo portaerei si chiamerà ‘France Libre'”, ha detto il presidente durante una visita al cantiere di Naval Group a Indre, vicino a Nantes.
Il nuovo vascello avrà un peso di circa 80.000 tonnellate e una lunghezza di 310 metri, molto più massiccio del Charles de Gaulle (42.000 t, 261 m). Potrà ospitare circa 2.000 marinai e trasportare fino a 30 aeromobili da combattimento, tra cui Rafale, i futuri NGF, un radar AWACS Hawkeye, elicotteri, droni da ricognizione e da attacco, oltre a sistemi di difesa antimissile, mitragliatrici e cannoni. La velocità massima prevista è di 27 nodi (circa 50 km/h). Il costo stimato dell’intero progetto è di circa 10 miliardi di euro.
Il PA‑NG sarà dotato di propulsione nucleare tramite due reattori a bordo, garantendo autonomia operativa senza rifornimenti di carburante e alimentando le catapulte elettromagnetiche EMALS, una tecnologia di lancio avanzata attualmente utilizzata solo da Stati Uniti e Cina. Le catapulte EMALS consentono una accelerazione più precisa e un ingombro ridotto rispetto ai tradizionali sistemi a vapore.
I lavori di costruzione sono iniziati a Cherbourg già a settembre, con la saldatura delle prime lamiere delle due camere di contenimento delle caldaie nucleari. Il progetto è in gestazione dal 2018; gli studi preliminari hanno permesso l’avvio dei lavori di ingegneria e progettazione due anni dopo, e la costruzione è stata ufficialmente lanciata lo scorso dicembre.
La scelta di dotare la Francia di un nuovo portaerei è giustificata dal capo di Stato Maggiore delle Armate, generale Mandon, che ha dichiarato all’Assemblea Nazionale che “la capacità di proiettare potenza dal mare è essenziale”. Con la seconda più grande zona economica esclusiva al mondo (10,9 milioni di km²), la Marina francese considera il portaerei un fattore cruciale di autonomia strategica, difesa nucleare e influenza diplomatica.
Il Charles de Gaulle dovrebbe raggiungere la fine della sua vita operativa nel 2038, 37 anni dopo l’entrata in servizio. Un rapporto senatorio del 2020 avverte che non costruire un successore significherebbe un declino della posizione internazionale della Francia, in quanto il portaerei è un “fattore maggiore di autonomia strategica”.
L’articolo riassume l’annuncio ufficiale del presidente Macron sul nuovo portaerei “France Libre” e le sue caratteristiche fondamentali.
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Buongiorno, da Parigi sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Editoriale di Rachel – France Libre, o la grandeur che si compra a rate?
Eccoci di nuovo, con il solito Macron che tira fuori dal cilindro un nome che suona epico, quasi cinematografico. “France Libre”, ha dichiarato solenne dal cantiere di Naval Group, come se stesse battezzando non un colosso di 80.000 tonnellate, ma lo spirito stesso della Resistenza. Il successore del Charles de Gaulle, pronto nel 2038, con i suoi 310 metri di lunghezza, due reattori nucleari, catapulte elettromagnetiche da far invidia agli americani, 30 aerei da combattimento e un conto da 10 miliardi di euro. Roba da far impallidire il bilancio di una nazione media.
Ora, non fraintendetemi: il simbolo conta, la proiezione di potenza conta, la seconda zona economica esclusiva del mondo conta. Ma c’è qualcosa di stranamente poetico – o forse solo teatrale – nel chiamare “France Libre” una macchina da guerra high-tech che costerà quanto un paio di riforme pensionistiche saltate. È come se, per ricordare la Resistenza del 1940, decidessimo di costruire un super-yacht armato fino ai denti, nucleare e telecomandato, e poi dire: “Ecco, questo è lo spirito del Generale”.
Intendiamoci, il messaggio è chiaro: “Per essere liberi, bisogna essere potenti”, ha ribadito il presidente, riecheggiando il suo mantra preferito. E in un mondo dove le marine si riarmando e le catene di approvvigionamento tremano, avere un secondo (o primo vero) portaerei nucleare non è un capriccio. Ma il nome “France Libre” suona un po’ come quando si battezza un missile con il nome di un poeta: bello, altisonante, ma alla fine il missile fa comunque bum.
E mentre i saldatori di Cherbourg attaccano le prime lamiere delle camere nucleari, ci si chiede: la vera “liberté” non sarebbe forse anche riuscire a finanziare scuole, ospedali e transizione ecologica senza dover vendere l’anima al debito? O forse la Francia ha deciso che la grandeur si misura in nodi e in Rafale decollati da un ponte, non in equità sociale o consenso popolare.
In fondo, è sempre la stessa storia: quando la politica vuole evocare l’epica, tira fuori nomi che pesano più dell’acciaio. France Libre, dunque. Speriamo solo che nel 2038 non debba cambiare nome in “France Endettée” o “France Seule”. Perché la libertà, si sa, non la si lancia da una catapulta EMALS: la si difende ogni giorno, con i numeri giusti in bilancio e non solo in mare.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: «Il Presidente ha chiamato la grande nave ‘France Libre’. È forse questo il modo per far risorgere lo spirito che non è mai morto?»
Zhaozhou rispose: «Il nome vola più in alto della nave. La nave affonda più in basso del nome.»
Il monaco, confuso, insistette: «Ma allora i miliardi versati nel ferro e nel nucleare servono a liberare la Francia o a incatenarla meglio?»
Zhaozhou disse: «Quando la promessa si fa acciaio, l’acciaio si ricorda di essere promessa. Quando la promessa si fa debito, il debito si ricorda di essere solo se stesso. E il mare? Il mare non si ricorda di niente.»
Un altro monaco, udendo in silenzio, chiese infine: «Dunque ‘France Libre’ è già libera o non lo sarà mai?»
Zhaozhou lo guardò a lungo e rispose: «Chiedilo alla nave quando salperà nel 2038. Oppure chiedilo alla scia che lascerà dietro di sé. Oppure non chiederlo affatto: la domanda è già la catena più pesante.»
Ma torniamo alle notizie francesi…o in francese.
Avant le 2d tour des municipales, Emmanuel Macron met en garde contre les “arrangements” avec les extrêmes
Il presidente Emmanuel Macron ha avvertito, mercoledì 18 marzo, durante il Consiglio dei ministri, contro gli “accordi dei partiti” con gli estremi di entrambi gli schieramenti, ritenuti “pericolosi per la Repubblica”. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha riferito che il capo di Stato ha ricordato ai partiti alcuni principi fondamentali: “da una parte, non possiamo dimenticare i discorsi e gli atti di eccesso, qualunque sia la loro origine; dall’altra, non possiamo dimenticare i principi repubblicani”.
Anche altre figure del centro hanno denunciato la “porosità” di alcune liste di sinistra e di destra con formazioni di estrema sinistra o estrema destra. Gabriel Attal, segretario di Renaissance, ha scritto su X che “i riferimenti fondamentali scompaiono” dopo che il presidente dei Repubblicani, Bruno Retailleau, ha rifiutato di invitare a votare per Christian Estrosi (candidato di Horizons) contro Eric Ciotti, alleato del Rassemblement National, a Nizza. In un’intervista a Franceinfo, l’ex ministro degli Esteri Jean‑Yves Le Drian ha definito le alleanze tra il Partito Socialista e La France insoumise in diverse città un “naufrage politico e morale”.
Il presidente avverte sul rischio di scendere a compromessi con forze estremiste in vista del secondo turno delle elezioni municipali del 2026.
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Expatriati hanno lasciato Dubai a causa della guerra, ora temono le tasse: gli Emirati Arabi Uniti allentano le regole di residenza fiscale
Residenti a Dubai, bloccati all’estero a causa del conflitto in Medio Oriente o che hanno fuggito dalla regione all’inizio delle ostilità, temono di perdere i vantaggi fiscali se rimangono troppo a lungo fuori dagli Emirati Arabi Uniti. Le autorità dovrebbero mostrarsi flessibili e indulgenti.
Lo status di residente fiscale a Dubai consente di non pagare l’imposta sul reddito ed è molto ricercato dagli espatriati. Tuttavia è subordinato a un numero minimo di giorni di presenza sul territorio emiratino.
All’avvio della guerra, numerosi espatriati hanno abbandonato la zona dopo gli attacchi iraniani ai paesi del Golfo, inclusi gli Emirati. Con il prolungarsi del conflitto, molti hanno capito che un soggiorno prolungato fuori dal paese rischia di far perdere loro lo status di residente fiscale.
Alcuni hanno quindi cercato di tornare il più velocemente possibile, anche noleggiando jet privati a prezzi molto elevati, poiché il costo resta comunque inferiore rispetto a quello delle imposte nei paesi d’origine.
Di fronte a questo fenomeno, gli Emirati dovrebbero adottare una maggiore flessibilità. Secondo fonti citate dal Financial Times, gli espatriati dovrebbero beneficiare di una più ampia indulgenza riguardo alle regole di presenza annuale per mantenere la residenza fiscale.
“Gli eventi recenti hanno già danneggiato l’immagine di Dubai in termini di sicurezza. È quindi cruciale per la sua economia e per la sua reputazione trattenere questi espatriati”, ha spiegato al FT Elsa Littlewood, fiscalista senior presso BDO, specializzata nella consulenza a clienti facoltosi.
Per essere considerati residenti fiscali negli Emirati, è generalmente necessario soggiornare 183 giorni consecutivi entro un periodo di 12 mesi. Tale soglia può scendere a 90 giorni se si hanno legami significativi con il paese, come un impiego o una residenza permanente.
Michael Kortbawi, socio senior dello studio legale BSA Law di Dubai, ha dichiarato: “Il governo degli Emirati reagirà alla situazione tenendo conto delle esigenze e delle perturbazioni di viaggio, valutando caso per caso”.
L’obiettivo è non perdere a lungo termine questi residenti spesso benestanti, poiché il protrarsi del conflitto potrebbe compromettere la reputazione di Dubai come destinazione sicura e fiscalmente vantaggiosa.
Articolo originale pubblicato da BFMTV il 18 marzo 2026.
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Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Trump avverte: gli USA “faranno esplodere massicciamente” il campo gas iraniano se Qatar verrà nuovamente colpito
Il presidente americano ha dichiarato che, in risposta a un nuovo attacco iraniano al Qatar, gli Stati Uniti prenderanno misure militari estreme contro il giacimento di South Pars, definendo l’azione “massiva”. L’amministrazione sostiene di avere almeno “tre opzioni” per neutralizzare la minaccia, ma avverte Teheran di non spingersi oltre. Il commento appare in diretta, con il presidente che accusa l’Iran di aver violato gli accordi internazionali. L’affermazione ha inasprito i dibattiti sul rischio di escalation nella regione. Analisti internazionali temono che l’intervento possa destabilizzare ulteriormente i mercati energetici. Il presidente ha inoltre sottolineato il sostegno agli alleati del Golfo.
Rachel: “Un altro discorso da parte di Trump che suona più come la sceneggiatura di un film di supereroi che una reale politica di sicurezza. È facile gettare parole da una torcia illuminata, ma dietro quelle parole c’è una realtà di guerre che hanno già causato migliaia di morti. Se vuole davvero “far esplodere” qualcosa, forse dovrebbe prima pensare a far esplodere le sue stesse promesse vuote.”
Il presidente Macron spinge gli industriali della difesa a “prendere più rischi” per i nuovi progetti
Durante un incontro a Indret, Emmanuel Macron ha esortato i fornitori della difesa a non attendere sempre gli ordini per avviare investimenti. Ha ricordato le recenti difficoltà del programma SC‑AF e ha chiesto una maggiore audacia per mantenere la competitività francese. Il discorso è seguito a un annuncio sul futuro porta‑avioni. Il ministro della Difesa ha sottolineato l’importanza di innovare sotto pressione. Il presidente ha anche indicato la volontà di aumentare la spesa per la ricerca tecnologica. Gli industriali hanno accolto con cauta speranza le parole del capo di Stato. Il dialogo si è concluso con un invito a “non temere il fallimento”.
Il nuovo porta‑avioni “France Libre” prenderà il posto del Charles de Gaulle nel 2038
Emmanuel Macton ha presentato il nome “France Libre” al nuovo porta‑avioni, simbolo di sovranità nazionale, che sostituirà il Charles de Gaulle entro il 2038. Il vascello da 310 metri sarà costruito a Saint‑Nazaire, creando migliaia di posti di lavoro. Il presidente ha enfatizzato l’importanza di una forza navale capace di operare in tutti gli oceani. Ha inoltre sottolineato la continuità della tradizione marittima francese. Il progetto è stato accolto con entusiasmo da sindacati e imprenditori del settore. Il ministro dell’Economia ha annunciato finanziamenti dedicati per la costruzione. Il nome “France Libre” richiama l’eredità della Resistenza.
Il mercato petrolifero scende del 4 % dopo il passaggio di alcune navi nel Corretto di Ormuz
Il prezzo del Brent e del WTI ha perso il 4 % in seguito al transito di una flotta internazionale attraverso lo stretto di Ormuz, prima dell’attacco iraniano. Gli analisti hanno interpretato l’evento come un segnale di riapertura temporanea del canale. Le scorte strategiche sono state ribilanciate dai paesi occidentali. Il prezzo del gas naturale ha mostrato una lieve ripresa. Il CDC energetico ha avvertito di possibili fluttuazioni nei prossimi giorni. Gli operatori di petrochimica hanno cominciato a ridurre le quote di vendita. Gli esperti sottolineano la volatilità intrinseca di queste aree di transito.
Il Fed mantiene invariati i tassi di interesse, ma prevede inflazione alta negli USA
Durante la riunione di marzo, la Federal Reserve ha deciso di non modificare i tassi di interesse, segnalando un ritorno al “status quo”. La decisione è stata motivata da una crescita economica stabile e da pressioni inflazionistiche persistenti. Jerome Powell ha avvertito che il prezzo del petrolio potrebbe spingere nuovamente l’inflazione. Gli investitori hanno reagito con una leggera discesa dei titoli azionari. L’indice dei prezzi al consumo rimane al 2,7 % entro la fine dell’anno. Il mercato del lavoro continua a mostrare segni di robustezza. La Fed continuerà a monitorare gli sviluppi geopolitici nella regione mediorientale.
Le elezioni municipali 2026: il dibattito tra Grégoire, Dati e Chikirou a Parigi
Nel confronto televisivo a Parigi, Emmanuel Grégoire ha dichiarato di aver una sola avversaria: Rachida Dati, minimizzando la presenza di Sophia Chikirou. La discussione ha toccato temi come la sicurezza, la mobilità e le tasse locali. Dati ha ribadito il suo impegno per la sicurezza urbana, mentre Chikirou ha criticato le politiche ambientali dei due avversari. Il dibattito è stato seguito da una platea di centinaia di cittadini. Gli osservatori hanno valutato la performance di ciascuno con attenzione. I risultati preliminari mostrano un alto tasso di partecipazione. La sfida rimane aperta fino al secondo turno.
Il prezzo della benzina supera i 2 € al litro in Francia, con un aumento di 34 centesimi a marzo
I distributori hanno iniziato a mostrare i nuovi prezzi di 2,07 € per il gasolio e 1,91 € per la benzina, dopo l’impennata dei costi energetici legata al conflitto mediorientale. Il Ministero dell’Energia ha attribuito l’aumento ai costi di approvvigionamento e alle tasse ambientali. I consumatori hanno espresso preoccupazione per l’impatto sul bilancio familiare. Le associazioni di categoria chiedono interventi governativi. Le previsioni indicano una possibile stabilizzazione entro il prossimo trimestre. Alcune regioni hanno introdotto sconti temporanei per i veicoli elettrici. Il dibattito politico è acceso sulla questione della fiscalità del carburante.
Patrick Bruel è indagato per due denunce di violenza sessuale
Il celebre cantautore è stato citato in due denunce: una per aggressione sessuale a Parigi e l’altra per violenza a Saint‑Malo. Le autorità hanno avviato le indagini, ma al momento non è stata emessa alcuna accusa formale. L’avvocato di Bruel ha difeso il cliente affermando che le accuse sono infondate. Il caso ha suscitato un dibattito sui comportamenti degli artisti nello spettacolo. Le associazioni femministe hanno chiesto una maggiore tutela per le vittime. Il tribunale dovrà decidere se procedere con il rinvio a giudizio. Bruel ha annunciato di voler collaborare pienamente con le autorità.
Exail Technologies vede un rialzo del 805 % in Borsa, spinta dal conflitto in Medio Oriente
L’azienda di droni subacquei ha ottenuto un incremento di valore di oltre otto volte in cinque anni, grazie ai contratti con le forze navali francesi. Il conflitto iraniano ha accelerato gli investimenti nella difesa anti‑miniera sottomarina. Exail ha vinto un appalto con la Marine per fornire sedici droni, otto dei quali in opzione. Gli analisti prevedono ulteriori ordini in vista di future operazioni navali. L’azienda ha dichiarato di voler espandere la produzione entro il 2027. Il titolo è diventato uno dei più seguiti dagli investitori. Le autorità di mercato hanno evidenziato la crescita del settore difesa.
Le compagnie aeree SAS annullano oltre 1 000 voli a causa dell’aumento dei prezzi del carburante
La crisi energetica ha costretto la compagnia scandinava a tagliare rotte aeree in tutta Europa e in Nord America. SAS ha riferito che il prezzo del kerosene ha superato i 1 200 $ per tonnellata, rendendo insostenibile l’operatività. La decisione ha colpito migliaia di passeggeri, con richieste di rimborsi in crescita. Le autorità europee stanno monitorando la situazione per garantire i diritti dei consumatori. La compagnia ha promesso di riprendere i voli quando i costi torneranno nella norma. Si prevedono ripercussioni anche per altre compagnie low‑cost. Il governo svedese sta valutando interventi di emergenza.
Il Qatar sospende la legge del 1920 che vieta il trasporto di carburante su navi non americane
Il presidente Donald Trump, sotto pressione per l’aumento dei prezzi dell’energia, ha firmato un ordine temporaneo che annulla la normativa che impediva il trasporto marittimo di carburante da parte di navi non statunitensi. La decisione è mirata a facilitare la consegna di petrolio ai paesi alleati. Gli osservatori internazionali hanno sollevato dubbi sulla legalità dell’intervento. Il Qatar ha accolto la mossa con prudenza, valutando le implicazioni per il proprio mercato energetico. L’azione è stata criticata da gruppi ambientalisti. Il Congresso statunitense sta esaminando la possibilità di una revisione permanente della legge.
Ali Larijani, figura chiave della sicurezza iraniana, muore in un attacco a Beyrouth
Il capo della sicurezza, coinvolto nel conflitto con l’Islanda, è stato ucciso durante un raid aereo israeliano in Libano. Le sue funerali a Teheran hanno sottolineato l’importanza del suo ruolo nella difesa nazionale. Il governo iraniano ha dichiarato che l’attacco è stato “una violazione del diritto internazionale”. L’evento ha intensificato le tensioni tra Iran e Israele. Il presidente Hassan Raisi ha promesso vendetta contro gli aggressori. Le autorità internazionali hanno convocato una riunione di emergenza per valutare la situazione. Il conflitto continua a generare preoccupazione globale.
Chiusura.
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