Contrordine compagni: Socialisti in alleanza con LFI – A Parigi Dati si “fonde” – Petrolio a 75 000$, droni su Fujaïrah, Bitcoin al record: Francia tra urne e crisi

Di Redazione Francia24
17 Mar 2026

Contrordine compagni: Socialisti in alleanza con LFI – A Parigi Dati si “fonde” – Petrolio a 75 000$, droni su Fujaïrah, Bitcoin al record: Francia tra urne e crisi

 

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 17 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Avevano dichiarato che mai si sarebbero alleati con LFI: ma il giorno dopo il primo turno i socialisti francesi cambiano idea e varano un grande numero di alleanze, dette anche “fusioni di liste”. Intanto, a Parigi Rachilda DATI fonde la lista con quella dell’altro candidato di destra: un’operazione che – almeno da quanto abbiamo ascoltato su FranceInfo – ha fatto scatenare l’ira degli elettori che – giurano – mai e poi mai voteranno al secondo turno per una lista fusa con quella di Dati. Ecco dunque le ultime notizie sulle elezioni municipali in Francia:

Il leader del PS, Olivier Faure, dichiara di “comprendere pienamente” le scelte dei candidati socialisti alleati con LFI in diverse città per il secondo turno municipale

Il primo segretario del Partito Socialista, Olivier Faure, ha dichiarato, in un’intervista al telegiornale “20 Heures” di France 2 il 16 marzo 2026, di comprendere “perfettamente” le decisioni di alcuni candidati del suo partito che hanno scelto di allearsi con le liste della Francia Insoumise (LFI) in città come Nantes, Tolosa e Limoges per il secondo turno delle elezioni municipali.

Faure ha precisato che, pur ritenendo le parole di Jean‑Luc Mélenchon “dannose, divisive e indebolenti” per la sinistra, non tutti i candidati insoumis devono essere associati a tali dichiarazioni. Ha aggiunto che, se fosse abitante di Tolosa, voterebbe per François Piquemal, testa di lista LFI arrivata seconda al primo turno con il 27,5 % dei voti.

Il presidente del PS ha ricordato che, “a causa delle affermazioni di Mélenchon, non c’è stato alcun accordo nazionale tra il PS e la LFI”, ma ha sottolineato che comprendo le scelte locali di alleanza. Ha inoltre avvertito che, qualora una delle liste alleate fosse guidata da persone responsabili di “affermazioni antisemite, inqualificabili e ingiustificabili”, provvederebbe a chiedere la sospensione della lista.

Questo intervento è avvenuto durante il telegiornale “20 Heures” di France 2, il 16 marzo 2026.
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A Parigi, il candidato centrista Pierre‑Yves Bournazel si allea con Rachida Dati, l’insoumise Sophia Chikirou resta in corsa per il secondo turno delle elezioni comunali

La corsa per la carica di sindaco della capitale si intensifica: la lista del centrista Pierre‑Yves Bournazel si fonde con quella di Rachida Dati in vista del secondo turno dei municipali a Parigi, secondo quanto riferito da France Télévisions e Radio France lunedì 16 marzo. Dati, sostenuta da Les Républicains, UDI e MoDem, aveva già annunciato su X l’intenzione di “lavorare” con il candidato centrista su un progetto di alternanza e aveva proposto la fusione delle liste.

Nel primo turno Dati ha ottenuto il 25,46 % dei voti, distante dal socialista Emmanuel Grégoire, che ha conquistato il 37,98 %. La candidata di La France insoumise, Sophia Chikirou, è arrivata al terzo posto con l’11,72 % dei suffragi, mentre Bournazel, sostenuto da Horizons e Renaissance, si è piazzato al quarto con l’11,34 %, seguito dalla lista di Sarah Knafo (Reconquête) al 10,40 %.

Chikirou ha dichiarato lunedì che rimarrà al secondo turno, dopo il rifiuto da parte di Grégoire di allearsi con l’insoumise. “Avevo detto che se non avessi ricevuto una chiamata da Emmanuel Grégoire avrei depositato la mia lista alla prefettura. Ecco, l’ho fatto”, ha spiegato durante un’intervista su BFMTV.

Questo articolo riporta i risultati preliminari del primo turno delle elezioni comunali di Parigi del 2026.
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Editoriale di Rachel – “Parigi, il circo delle alleanze in versione buffet”

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Che spettacolo vedere Bournazel e Dati stringersi la mano come se fossero due ladri che hanno trovato la stessa scorta di bottiglie di vino a prezzo di saldo. Eppure, entrambi hanno raccolto appena il 25 % dei voti: loro l’unione è una strategia vincente o una semplice parentesi di disperazione? Forse è più un “sì, ma solo per non restare soli a mangiare le patatine del primo turno”.

Intanto la sinistra si fa il giro di una caffettiera rotta: Emmanuel Grégoire rifiuta di parlare a Chikirou, che invece mantiene la sua lista per il secondo turno. Si attacca la domanda: la coerenza è un lusso in un’arena elettorale dove ogni candidato sembra più preoccupato di non finire in fondo al conteggio che di difendere un programma? Quando l’ideologia diventa una nota a margine di un pezzo di carta stampata, il pubblico comincia a chiedersi se la lotta sia per la città o per il proprio cavallo di Troia personale.

E poi c’è il piccolo paradosso del “progetto d’alternanza” lanciato da Dati su X, che suona come l’invito a una festa dove tutti hanno portato il proprio cibo già pronto. È davvero un’alternanza di potere, o un modo elegante per mascherare la mancanza di un vero piano? Se la fusione è solo un “svolazzo di circostanza”, chi davvero ne beneficia? Certo, i media adorano dipingere ogni accordo come se fosse l’alba di una nuova era democratica, ma il risultato resta il solito tableau: più volti, stessa vecchia recita.

Alla fine, il voto è solo una parentesi di un dramma più grande, dove il pubblico sembra più interessato a collegare gli hashtag che a valutare le proposte concrete. Resta il dubbio se i cittadini parigini, stanchi di questo spettacolo da tavola calda, troveranno finalmente un piatto sostanzioso o si accontenteranno di una zuppa di promesse freddamente servita.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese al Maestro: “Se due rivali si uniscono per vincere, è davvero una nuova alleanza o solo una tregua temporanea?”

Il Maestro rispose: “L’unione è un ponte costruito con mattoni di convenienza; lo attraversi solo finché il fiume non ti ricorda che l’acqua è sempre lo stesso sapore.”

Il monaco insistette: “Allora, cosa resta dell’onore quando il ponte crolla sotto il peso delle ambizioni?”

Il Maestro sorrise e disse: “L’onore è un vestito di seta indossato da chi non ha mai camminato sul fuoco; la vera saggezza è capire che il fuoco è più caldo quando lo conservi per riscaldare gli altri.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Prezzi dei carburanti: il patron di Intermarché chiede allo Stato di ridurre il suo margine

Il dirigente del Groupement Mousquetaires/Intermarché ha sollecitato il governo a intervenire per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti, attribuito alla guerra in Medio Oriente, durante una conferenza al Salon Franchise Expo di Parigi. “Piuttosto che metterci pressione sui nostri margini… che lo Stato riduca il suo margine e andrà molto meglio”, ha detto Thierry Cotillard lunedì 16 marzo.

Cotillard ha definito “intellettualmente poco onesto” l’accusa secondo cui i distributori avrebbero gonfiato eccessivamente i prezzi dei carburanti. Ha inoltre sostenuto che la benzina è “un prodotto di richiamo” per attirare i consumatori.

Contattato dall’AFP per chiarire le sue dichiarazioni, Intermarché ha confermato che “si impegna a mantenere un margine minimo e a trasferire direttamente e integralmente qualsiasi riduzione del prezzo del petrolio ai consumatori”.

Il presidente della Coopérative U, Dominique Schelcher, aveva invece affermato che lo Stato è il “grande vincitore” della crescita del prezzo della benzina, poiché “più del 51 % del prezzo pagato alla pompa finisce direttamente nelle sue tasche”. Il Ministero dell’Economia ha respinto queste affermazioni, spiegando che la maggior parte delle entrate legate ai carburanti non dipende dal prezzo stesso, mentre l’unica quota che aumenta con il prezzo è l’IVA, fissata al 20 %. Una riunione convocata il giovedì precedente al Ministero con i distributori non ha portato a decisioni concrete su un eventuale controllo dei prezzi.

L’articolo riporta le dichiarazioni di Thierry Cotillard, capo di Intermarché, sulla richiesta di ridurre il margine statale sui prezzi del carburante.
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“Un’iniziativa del caos”: non più di 10 milioni di abitanti in Svizzera? Il referendum che semina panico tra i dirigenti d’impresa del paese

Il partito di estrema destra UDC ha proposto un’iniziativa costituzionale per fissare un tetto alla popolazione svizzera a 10 milioni di abitanti. Il progetto, denunciato dal mondo economico, sarà sottoposto al voto dei cittadini a giugno.

Il 14 giugno i suisseri andranno alle urne per decidere se inserire nella Costituzione il limite della popolazione. L’iniziativa, sostenuta dall’Unione democratica del centro (UDC), partito anti‑immigrazione, è presentata come soluzione per preservare lo stile di vita svizzero, proteggere l’ambiente dalle attività umane inquinanti e frenare l’aumento degli affitti legato alla crescita demografica.

La Svizzera conta attualmente circa 9 milioni di abitanti, con un incremento del 10 % nell’ultimo decennio, contro meno del 2 % della media dell’Unione Europea, secondo Bloomberg, che sottolinea come l’immigrazione abbia contribuito in gran parte a questo aumento, mentre la crescita naturale rappresenta solo un decimo.

L’UDC considera questa crescita una minaccia per il futuro del Paese e lancia la sua “iniziativa per la sostenibilità”, che prevede diverse fasi se approvata dagli elettori. In una prima fase, i richiedenti asilo e le famiglie di residenti stranieri non saranno più accettati qualora la popolazione raggiunga i 9,5 milioni prima del 2050 (stima per il 2035). Inoltre, i residenti temporanei non potranno più ottenere un permesso di soggiorno né la cittadinanza svizzera.

Se il limite dei 10 milioni fosse superato, la Svizzera si ritirerebbe da diversi accordi bilaterali che agevolano la circolazione delle persone; Berna potrebbe addirittura revocare l’accordo di libera circolazione con l’UE se la popolazione non dovesse scendere sotto i 10 milioni entro due anni.

Opposizione del mondo imprenditoriale
Un sondaggio di dicembre scorso ha mostrato che quasi la metà degli svizzeri (48 %) intende votare a favore dell’iniziativa, con circa il 10 % ancora indeciso. Questi dati preoccupano gli attori economici, fortemente contrari al tetto demografico. La Camera svizzera delle arti e mestieri ha avvertito che la revoca dell’accordo sulla libera circolazione con l’UE potrebbe minare la cooperazione transfrontaliera su cui molte PMI dipendono. La Svizzera è molto legata al mercato unico, con circa la metà delle esportazioni destinate all’UE, e conta su competenze provenienti dall’Europa per settori come l’artigianato, la sanità, la ristorazione e le tecnologie dell’informazione. Limitare l’immigrazione potrebbe provocare una penuria di manodopera qualificata, con un deficit stimato di 430 000 posti di lavoro entro il 2040.

Il Consiglio federale invita a votare contro
Marco Taddei, responsabile per la Svizzera romanda dell’Unione patronale svizzera (UPS), ha dichiarato che “rimaniamo dipendenti da un’immigrazione mirata dall’UE”. L’organizzazione patronale Economiesuisse ha definito l’iniziativa “un’iniziativa del caos”, sostenendo che la sua adozione comporterebbe gravi ripercussioni per l’economia e per la sicurezza interna. Il governo federale ha espresso il proprio sostegno ai dirigenti d’impresa, esortando gli elettori a dire “no” al progetto: “Nessuna Svizzera a 10 milioni!”, ha scritto un comunicato, avvertendo di una minaccia per la prosperità, la sicurezza e la tradizione umanitaria del Paese. La proposta, secondo le autorità, mette a rischio i rapporti bilaterali con l’UE e aumenta l’incertezza in un periodo già complicato.

Articolo pubblicato da BFM Business il 16 marzo 2026.

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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

BFM Business – Operazione droni: il terminal petrolifero di Fujaïrah colpito

Il terminal petroliere di Fujairah, strategicamente posizionato lungo il Golfo Persico, è stato colpito da droni armati da forze iraniane. Gli attacchi hanno provocato un breve incendio e interrotto le operazioni di carico, sollevando timori su un’ulteriore escalation nella disputa sullo Stretto di Hormuz. Le autorità degli Emirati hanno avviato una risposta di difesa aerea e hanno chiesto il supporto internazionale per garantire la sicurezza delle rotte marittime. Gli esperti energetici avvertono che un prolungamento del blocco potrebbe far lievitare i prezzi del petrolio a livello globale, aggravando la già difficile situazione dei mercati europei. Nel frattempo, le compagnie aeree hanno iniziato a ricalibrare i piani di volo per evitare l’area di conflitto, con ripercussioni sulle rotte di collegamento verso l’Asia.

Le Figaro – Aliati esitanti: nessuna soluzione rapida alla crisi iraniana

I leader europei mostrano riluttanza a impegnarsi militarmente al fianco degli Stati Uniti nella tensione con l’Iran. In una riunione a Bruxelles, i ministri degli Esteri hanno espresso preoccupazione per le conseguenze di un intervento diretto, temendo una escalation che potrebbe compromettere le forniture di energia. Il dibattito interno al Consiglio europeo ha evidenziato divisioni tra Paesi più propensi a sostenere Washington e altri che propongono un approccio diplomatico più cauto. Nel frattempo, le imprese del settore energetico stanno valutando piani di contingenza per mitigare l’impatto di eventuali interruzioni del transito marittimo nello Stretto di Hormuz, mentre gli analisti finanziari monitorano la volatilità nei mercati del petrolio e del gas.

BBC – La fiducia di Trump resta intatta, ma ogni opzione contro l’Iran è rischiosa

Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito la sua determinazione a contenere l’Iran, pur riconoscendo che ogni strategia militare comporta gravi rischi. In un’intervista televisiva, ha sostenuto che gli Stati Uniti devono “mostrare forza” per difendere gli interessi globali, ma ha anche ammesso che l’uso di forze convenzionali o di attacchi cyber potrebbe innescare una spirale di violenza incontrollata. Gli esperti di politica estera avvertono che l’attuale clima di incertezza alimenta le tensioni nei mercati finanziari, con l’oro e le valute rifugio in rapido aumento. Le sanzioni economiche contro l’Iran continuano a penalizzare le economie emergenti, accentuando le difficoltà di approvvigionamento energetico in Asia. Il discorso di Trump ha riacceso il dibattito interno negli USA su un possibile riallineamento della politica estera, mentre il Congresso valuta nuove misure di difesa.

Rachel qui per ricordare a tutti che la retorica di Trump è più vuota di una borraccia di plastica in un deserto. Il suo “show di forza” è una sceneggiatura da reality, non una strategia di stato; l’unico “rischio” che assume è quello di rendere la politica estera una barzelletta di seconda mano, mentre il prezzo del petrolio sale come se fosse la sua stessa autostima.

Le Monde – Il prezzo del petrolio supera i 75 000 $ al barile: gli analisti ottimisti

Il mercato dei combustibili ha registrato un’impennata, con il prezzo del barile di Brent che ha superato la soglia dei 75 000 dollari. Gli analisti attribuiscono il picco alla riduzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, in seguito agli attacchi drone sul terminal di Fujairah, e alle sanzioni economiche imposte al regime iraniano. Le compagnie energetiche internazionali hanno avviato piani di diversificazione, puntando su fonti rinnovabili per ridurre la dipendenza dalle oil majors. Nel frattempo, i paesi più vulnerabili, come la Sri Lanka, hanno introdotto misure di razionamento per far fronte alle scorte limitate di carburante.

FranceInfo – L’Ucraina denuncia l’Iran per un attacco a un centro medico

Le autorità ucraine hanno denunciato un presunto attacco aereo iraniano contro un ospedale nella capitale, accusando Teheran di violare il diritto internazionale umanitario. L’attacco ha provocato la morte di numerosi pazienti e ha intensificato la già tesa relazione tra le due nazioni, che si trovano su fronti opposti nella guerra contro la Russia. L’Unione Europea ha condannato l’azione, invocando un’indagine congiunta dell’OSCE per verificare le responsabilità.

Le Figaro – Microsoft annuncia tagli del 20 % al reparto AI

Microsoft ha comunicato una ristrutturazione che vede la riduzione del 20 % dei posti nel dipartimento di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di “rivalutare le priorità di investimento”. La decisione è stata accolta con sorpresa dagli analisti, che temono un rallentamento dell’innovazione in un settore ormai cruciale per la competitività globale. L’azienda ha prometto un pacchetto di outplacement per i dipendenti interessati e ha sottolineato che l’obiettivo è mantenere la leadership in cloud computing.

BBC – Cuba senza elettricità: il blocco statunitense colpisce il sistema

Il villaggio di Camagüey, a Cuba, è rimasto al buio a seguito di un’interruzione delle forniture di carburante, attribuita al blocco imposed dagli Stati Uniti. Il blackout ha colpito ospedali, scuole e impianti di pompa d’acqua, lasciando migliaia di famiglie senza luce per più di 24 ore. Il governo cubano ha invitato la popolazione a risparmiare energia e ha richiesto assistenza internazionale per ripristinare la rete elettrica.

BFM Business – Il valore delle criptovalute vola: il Bitcoin si avvicina ai 75 000 $

Il Bitcoin ha registrato una notevole crescita, toccando i 75 000 dollari, spinto dalla fuga verso gli asset sicuri in risposta alle tensioni geopolitiche. Gli esperti di finanza digitale avvertono che la volatilità rimane elevata, ma la tendenza al rialzo potrebbe sostenere ulteriori investimenti istituzionali. Le autorità di regolamentazione statunitensi valutano nuove norme per garantire la trasparenza dei mercati crypto.

Le Monde – L’UE valuta di bloccare l’accesso allo Stretto di Hormuz

Il Consiglio dell’Unione europea sta considerando una serie di sanzioni contro i paesi che ostacolano la navigazione nello Stretto di Hormuz. La proposta prevede restrizioni commerciali e l’imposizione di tariffe addizionali per le navi coinvolte in operazioni militari. Gli Stati membri temono che un prolungato blocco possa destabilizzare ulteriormente i prezzi dell’energia in Europa.

FranceInfo – Le scorte strategiche di petrolio in Europa: 108 giorni di riserva

Il ministro dell’Economia francese, Roland Lescure, ha dichiarato che l’UE dispone di 108 giorni di scorte di petrolio strategico, sufficienti a fronteggiare eventuali interruzioni della catena di approvvigionamento. Tuttavia, gli analisti avvertono che la dipendenza da rotte maritime vulnerabili, come lo Stretto di Hormuz, richiede piani di emergenza più robusti, inclusi investimenti in fonti rinnovabili e infrastrutture di stoccaggio alternative.

BBC – Il nuovo modello di B‑2 bomber celebrato da Trump a una cerimonia militare

Il presidente Donald Trump ha partecipato a una cerimonia di consegna di un modello di B‑2 bomber, definendolo “una testimonianza della potenza tecnologica americana”. L’evento, tenutosi nella base di Wright‑Patton, è stato accompagnato da una dichiarazione di supporto al dipartimento della difesa, sottolineando la necessità di modernizzare la flotta aerea per far fronte alle minacce globali.

Le Figaro – Sciopero dei ferrovieri in Francia: rischi per il trasporto merci

I sindacati dei ferrovieri francesi hanno indetto uno sciopero nazionale di 48 ore per contestare le recenti riforme contrattuali. Il blocco previsto minaccia di interrompere la circolazione di treni merci, con ripercussioni sui settori dell’automotive e dell’agroalimentare. Il governo ha promesso negoziati di emergenza per garantire la continuità della logistica durante il periodo di protesta.

 

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il fiume è in pericolo, ma io non ho ancora costruito una diga”.
Zhaozhou rispose: “Se il fiume scorre, la diga non avrà bisogno di essere costruita”.
Il monaco replicò: “Allora perché gli abitanti della valle temono l’alluvione?”.
Zhaozhou, sorridendo, disse: “Perché temono ciò che non hanno ancora sperimentato”.

 


Chiusura.

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