Francia24: Emmanuel Macron “avvisa” Donald Trump sulla situazione in Libano – Paralimpiadi, niente Francia per protestare contro presenza Russia – OM eliminato

Di Redazione Francia24
5 Mar 2026

Emmanuel Macron “avvisa” Donald Trump sulla situazione in Libano – Paralimpiadi, niente Francia per protestare contro presenza Russia – OM eliminato

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 05 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.

 

Emmanuel Macron ha “avvisato” Donald Trump sulla “situazione in Libano”

Il presidente Emmanuel Macron ha “avvisato” mercoledì 4 marzo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo alla “situazione in Libano”, ha riferito l’entourage del capo dello Stato francese a France Info.

Secondo le fonti dell’entourage di Macron, è stato Trump a contattare il presidente francese la sera di mercoledì per informarlo dello stato delle operazioni militari statunitensi in Iran, che continuano. Macron ha colto l’occasione per allertare il presidente americano sulla situazione umanitaria in Libano, che la Francia sta monitorando con grande attenzione.

L’ambasciatore libanese in Francia, Rabih Chaer, ha descritto la situazione umanitaria in Libano come “catastrofica” durante un’intervista su France Culture, citando un rapido aumento dei profughi a seguito dei bombardamenti israeliani. Le ostilità hanno provocato finora 72 morti e oltre 83 000 sfollati dal conflitto, secondo il Ministero della Salute libanese. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver intensificato i raid nel sud del Libano, invitando la popolazione a spostarsi verso il nord del fiume Litani.

Nel frattempo, Macron ha conversato anche con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendogli di “preservare l’integrità territoriale del Libano e di astenersi da un’offensiva terrestre”. In un messaggio su X, ha sottolineato l’importanza che Hezbollah cessasse immediatamente le sue azioni contro Israele e oltre.

Le dichiarazioni di Macron sono state riportate in un tweet del 4 marzo, in cui ha affermato di aver parlato con il primo ministro israeliano, il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro libanese Nawaf Salam per discutere della situazione libanese preoccupante.

Articolo tratto da France Info, pubblicato il 4 marzo 2026.
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Il governo francese non invierà “rappresentante” alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali per protestare contro la presenza di atleti russi e bielorussi

Un boicottaggio politico, a differenza di quello sportivo. Non ci sarà alcun “rappresentante” del governo francese nelle arene di Verona (Italia) durante la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali. La ministra delle Sport, Marina Ferrari, ha annunciato mercoledì 4 marzo che lascerà vuoto il suo posto per protestare contro l’autorizzazione concessa a sei atleti russi e quattro bielorussi a partecipare alle gare sotto le proprie bandiere: questa reintegrazione è la prima dalla guerra di aggressione russa in Ucraina, iniziata a febbraio 2022 con il sostegno di Minsk.

Tuttavia, dei volontari sfileranno comunque con la bandiera francese nelle arene di Verona, in Italia. “A oggi, e questa sarà la posizione ferma del CPSF, non boicottiamo la cerimonia di apertura, né da parte dei rappresentanti del comitato paralimpico né da parte degli atleti”, ha ribadito Marie‑Amélie Le Fur, presidente del Comitato paralimpico e sportivo francese (CPSF), durante una conferenza stampa giovedì 26 febbraio.

A oggi, sei paesi hanno scelto di esprimere il proprio dissenso rinunciando a partecipare alla cerimonia di apertura, a cominciare dall’Ucraina, seguita dalla Repubblica Ceca, Finlandia, Polonia, Estonia e Lettonia.

Questo articolo riporta la decisione del governo francese di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali a Verona.
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rachel

Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Editoriale di Rachel – Un posto vuoto in Arena, o la diplomazia del sedile non occupato?

Ah, la politica nello sport: non si accontenta più di stare in tribuna, vuole proprio lasciare il segno… sul vuoto. La ministra dello Sport francese, Marina Ferrari, ha deciso che il suo posto alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali a Verona resterà drammaticamente inespresso. Niente rappresentante governativo in quell’Arena così teatrale, per protestare contro i sei russi e quattro bielorussi che sfileranno (o gareggeranno) sotto le proprie bandiere, per la prima volta dal 2022. Un boicottaggio soft, politico, di quelli che non disturbano gli atleti ma fanno sapere che si è Notati.

Intanto il Comitato paralimpico francese, con Marie-Amélie Le Fur in testa, tiene il punto: noi non boicottiamo, né atleti né delegazione ufficiale. I volontari alzeranno lo stesso la bandiera tricolore, perché lo sport è sport e la politica… beh, quella può anche starsene un po’ in disparte, no? O almeno fingere di farlo, lasciando un sedile libero come biglietto da visita.

E così eccoci: da una parte sei paesi (Ucraina in primis, seguita da cechi, finlandesi, polacchi, estoni, lettoni) che dicono proprio no, niente sfilata; dall’altra la Francia che sceglie la via mediana, il dissenso da poltrona vuota. È il gesto più francese che ci sia: elegante, misurato, un po’ teatrale, ma senza rovesciare il tavolo. Perché boicottare del tutto sarebbe troppo rude, troppo anglosassone; meglio un’assenza simbolica, un “je ne suis pas là” che si vede da lontano.

Ma alla fine, in quell’Arena illuminata, con la musica e le bandiere, quel posto vuoto parlerà più forte di tanti discorsi? O sarà solo un altro modo per dire “noi protestiamo, ma non troppo”? Lo sport paralimpico dovrebbe essere l’ultimo baluardo dove la politica entra di soppiatto, eppure eccola lì, a occupare sedie che nessuno siede. Chissà se gli atleti, quelli veri, con le loro storie di resilienza, noteranno quel buco tra le autorità… o se saranno troppo occupati a gareggiare per ricordarsi che il mondo fuori dalla pista continua a giocare alle sue partite parallele.

 

koan

Koan del giorno

Un monaco si avvicinò al maestro zen e chiese: «Maestro, il governo francese lascia vuoto il posto alla cerimonia di apertura, ma i volontari francesi sfileranno lo stesso con la bandiera tricolore. È boicottaggio questo, oppure no?»

Il maestro rispose: «Né boicottaggio né partecipazione. È la Francia.»

Il monaco, perplesso, insistette: «Ma allora perché protestare solo a metà? O si sta dentro o si sta fuori!»

Il maestro sorrise e disse: «Se boicottassero del tutto, il posto vuoto sarebbe pieno di silenzio e nessuno lo noterebbe. Lasciandolo vuoto proprio mentre la bandiera sfila, fanno vedere a tutti che sono presenti nell’assenza.»

Un altro monaco, che ascoltava in disparte, prese la parola e chiese: «Maestro, e la ministra che annuncia “non mando nessuno, ma il simbolo resta”?

Il maestro lo guardò e rispose: «Mandano il fiore senza mandare il vaso. Così il fiore appare puro, e il vaso resta offeso. Non è forse questa la più alta forma di neutralità?»

I due monaci rimasero in silenzio. Il maestro allora aggiunse, «Quando il sedile è vuoto, è la persona seduta che si vede meglio.»

Ma torniamo alle notizie.

Coppa di Francia: sogno di trofeo infranto per l’OM, eliminata ai rigori da Tolosa nei quarti di finale

L’Olympique de Marseille, ancora in ebollizione per la vittoria sorprendente contro l’OL tre giorni prima, ha subito una caduta drastica davanti al proprio pubblico al Vélodrome. Dopo essere passata in vantaggio due volte – prima con il rigore di Mason Greenwood (2°) e poi con il tiro avvolto di Igor Paixão (56°) – i Phocéens hanno visto i Toulousain pareggiare due volte su calcio d’angolo: la risposta di Yann Gboho al tiro di Geronimo Rulli (13°) e il colpo di testa di Charlie Cresswell (60°).

Con il risultato fermatosi sul 2-2, la partita è andata ai rigori, senza tempi supplementari, come previsto per la Coppa di Francia. Dopo tre tiri convertiti da entrambe le squadre, Leonardo Balerdi è stato il primo ad sbagliare per l’OM. Il portiere marseillese ha subito risposto, ma il giovane Ethan Nwaneri ha poi inviato il suo rigore sopra la traversa, regalando la vittoria a Tolosa per 4-3 ai calci di rigore.

L’eliminazione è un duro colpo per i giocatori e i tifosi, che sognavano il primo trofeo in 14 anni. Con la precoce uscita del Paris Saint‑Germain dal torneo, l’OM dovrà concentrarsi solo sul campionato, dove attualmente occupa il quarto posto in Ligue 1 e punta a garantirsi un piazzamento sul podio per accedere direttamente alla prossima Champions League.

Nel frattempo, Tolosa ha assicurato il passaggio alle semifinali, accanto a Strasburgo (che ha battuto Reims 2-1) e a Nizza, vincitrice ai rigori contro Lorient (0-0, 6-5). L’ultima semifinalistica sarà decisa da una sfida tra Lione e Lens prevista per giovedì.

Articolo originale pubblicato su Franceinfo il 4 marzo 2026.
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Bercy accoglie giovedì i distributori per “assicurarsi che l’evoluzione dei prezzi alla pompa corrisponda all’evoluzione dei prezzi del barile di petrolio”

L’escalation di tensioni in Medio Oriente, dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, ha riacceso i timori di un nuovo picco inflazionistico che partirebbe dal settore energetico. Per questo il Ministero dell’Economia ha convocato, giovedì 5 marzo alle 11 ore, i principali distributori di carburante a Bercy, con l’obiettivo di verificare che gli aumenti di prezzo alla pompa siano in linea con la variazione del prezzo del barile di petrolio.

Durante l’incontro, il ministro Roland Lescure, il segretario di Stato al commercio Serge Papin e la ministra delegata all’Energia Maud Bregeon hanno chiesto ai rappresentanti del settore di garantire “che l’evoluzione dei prezzi alla pompa corrisponda a quella del barile”. Il ministero ha specificato di aver affidato alla DGCCRF (Direzione Generale della Concorrenza, del Consumo e della Repressione delle Frodi) il compito di effettuare controlli continui e un monitoraggio attivo, basato su dati giornalieri inviati a distanza, per verificare che gli aumenti siano proporzionati all’andamento del mercato petrolifero.

Il ministro Lescure ha rassicurato che l’incremento del prezzo della benzina è attualmente di “pochi centesimi” e definito “normale” alla luce dell’aumento del prezzo del petrolio. Ha invitato a mantenere “calma” e ha escluso il rischio di una “penuria nazionale” di carburante.

Questo articolo riporta le iniziative del governo francese volte a controllare gli aumenti di prezzo alla pompa in risposta alle recenti tensioni geopolitiche che influenzano il mercato del petrolio.

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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Le Figaro

Macron avverte Trump sulla situazione in Libano

Il presidente francese Emmanuel Macron ha discusso telefonicamente con il presidente statunitense Donald Trump, segnalando le crescenti difficoltà umanitarie in Libano a seguito delle recenti incursioni aeree. Macron ha esortato a rafforzare l’assistenza alle popolazioni colpite e a mantenere pressioni diplomatiche sul fronte mediorientale. L’intervento francese vuole dimostrare solidarietà con il Vicino Oriente, pur mantenendo una linea cauta rispetto ai protagonisti militari.

FranceInfo

Il ministro dell’Interno lancia un nuovo telegramma di vigilanza

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha inviato un telegramma urgente a tutti i prefetti, richiedendo il massimo allarme su trasporti pubblici, luoghi di culto e infrastrutture critiche. Il provvedimento mira a prevenire eventuali attacchi terroristici o sabotaggi in un contesto di crescente instabilità nella regione. Sono previsti rinforzi di polizia e controlli intensificati su punti strategici.

BFM

Naviero iraniano affondato da un sottomarino americano, escalation in Medio Oriente

Un sottomarino della Marina degli Stati Uniti ha lanciato un siluro contro un cargo iraniano al largo dello Sri Lanka, facendo trenta vittime e numerosi dispersi. L’attacco, confermato dal ministero della Difesa statunitense, è stato giustificato come risposta a una minaccia percepita nella zona di conflitto. L’incidente ha inasprito ulteriormente le ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran, con ripercussioni sul commercio marittimo globale.

Le Monde

Il Senato USA sostiene i poteri di guerra di Trump

Il Senato americano ha approvato una risoluzione che estende i poteri bellici al presidente Donald Trump, nonostante le controversie sulla legalità dell’intervento in Iran. La votazione, divisa lungo le linee di partito, ha suscitato accesi dibattiti su costituzionalità e responsabilità parlamentare. Gli oppositori temono un’escalation incontrrollata, mentre i sostenitori sottolineano la necessità di una risposta rapida.

BFM Business

Il sottomarino americano distrugge una nave iraniana nell’Oceano Indiano

Il comandante della flotta del Pacifico ha confermato la distruzione di una nave iraniana a seguito di un combattimento con un sottomarino classe Virginia. L’operazione, avvenuta a poche centinaia di miglia dalle coste di Mombasa, ha provocato l’evacuazione di civili a bordo e l’avvio di una crisi di sicurezza marittima nella regione. Le autorità internazionali chiedono dati trasparenti sull’incidente.

Le Figaro

Scorte d’armi, un fattore decisivo nel conflitto Iran‑Israele?

Un’analisi della BBC evidenzia come le riserve di armamenti possano influenzare l’esito della guerra in corso. Nonostante le quantità di munizioni siano limitate, gli Stati Uniti hanno fornito supporto logistico ai loro alleati, mentre l’Iran fa affidamento su scorte residue. Gli esperti avvertono che la scarsità di munizioni potrebbe accelerare una ricerca di soluzioni diplomatiche.

FranceInfo

L’Iran colpisce Israele e i paesi del Golfo: le vittime crescono

Il ministero della Difesa iracheno ha riferito che le forze iraniane hanno lanciato missili verso obiettivi in Israele e nella regione del Golfo, provocando almeno settantadue morti e centinaia di feriti. Le infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, hanno subito danni significativi. L’attacco è stato accompagnato da una campagna di propaganda sui social media, mirata a intimidire le popolazioni locali.

BFM

Bercy incontra i distributori per garantire prezzi stabili della benzina

Il ministro dell’Energia Roland Lescure ha convocato i principali distributori di carburante a Parigi, chiedendo trasparenza sull’allineamento dei prezzi alla variazione del prezzo del petrolio. L’incontro è volto a evitare aumenti incontrollati e a mantenere la fiducia dei consumatori, con un occhio di riguardo alle recenti proteste per la presenza di atleti russi e bielorussi alle Paralimpiadi.

Le Monde

Eric Trappier, CEO di Dassault, reclama la leadership sul futuro jet da combattimento

Il responsabile di Dassault Aviation ha sostenuto che la Francia deve guidare lo sviluppo del nuovo aereo da combattimento, criticando le posizioni di Airbus. Trappier ha affermato che la capacità di produrre un velivolo nucleare è cruciale per la sicurezza europea e ha chiesto un sostegno più netto da parte del governo.

Le Figaro

Unione europea versus Stati Uniti: la corsa al “Made in Europe”

Un recente studio mostra che gli USA hanno adottato 983 misure di preferenza nazionale, mentre l’UE ne ha solo sei. Il Parlamento europeo sta valutando un pacchetto di incentivi per rafforzare la produzione locale, soprattutto nei settori energetico e high‑tech. Gli esperti avvertono che senza un’azione coordinata l’Europa potrebbe perdere quote di mercato globali.

FranceInfo

Febbraio storico in Francia: caldo e piogge record

Meteo‑France ha registrato il quarto inverno più caldo e uno dei più piovosi dal 1959. Le precipitazioni sono state superiori al 100 % della media stagionale, mentre le temperature hanno superato di diversi gradi gli standard storici. Le autorità hanno segnalato un aumento del rischio di alluvioni e frane in alcune regioni montane.

BFM Business

Vendite di carburante in forte crescita: Intermarché sotto pressione

Le stazioni di servizio di Intermarché hanno registrato un incremento del 50 % nelle vendite di carburante, spinto dalle recenti preoccupazioni per l’aumento dei prezzi alla pompa. I consumatori, temendo ulteriori rincari, hanno scelto di fare rifornimento in massa, causando code prolungate e tensioni tra i clienti.

Le Monde

Bitcoin e criptovalute: movimenti di capitale dal conflitto Iran‑Stati Uniti

Le piattaforme di scambio hanno osservato un picco del 700 % nei flussi di Bitcoin verso wallet irani, in risposta alle recenti sanzioni e attacchi militari. Gli investitori internazionali hanno cercato rifugio in asset digitali, generando un’ondata di volatilità che ha colpito anche i mercati tradizionali. Le autorità di regolamentazione stanno monitorando da vicino le transazioni.

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Chiusura.

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