Francia24: Olimpiadi, la Francia incantata da Guillaume Cizeron e Laurence Fournier Beaudry, Il video dell’esibizione – TER e TGV, la puntualità ormai un ricordo – Programma odierno Milano-Cortina

Di Redazione Francia24
10 Feb 2026

Olimpiadi, la Francia incantata da Guillaume Cizeron e Laurence Fournier Beaudry – TER e TGV, la puntualità ormai un ricordo – Programma odierno Milano-Cortina

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 10 febbraio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti e Rachel Costa.

 

Pattinaggio Artistico JO 2026: la performance magica di Guillaume Cizeron e Laurence Fournier Beaudry nella danza ritmica a Milano

La coppia francese di pattinatori ha iniziato la sua competizione nel migliore dei modi lunedì sera a Milano, mettendo immediatamente pressione sugli avversari. Il pubblico francese – e probabilmente non solo quello – e’ rimasto folgorato dalla eleganza e dalla bellezza dei due atleti, garantendo audience da primato alla rete pubblica francese che trasmetteva l’evento, France2.

Con assoluto controllo e maestria, al loro ingresso nella danza sul ghiaccio, Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron hanno offerto una danza ritmica elegante e impeccabile sulle note di Vogue di Madonna, culminata con il loro miglior punteggio stagionale (90,18 punti). Le speranze di medaglia per il duo transalpino restano intatte.

Nonostante il loro deficit di punti nella classifica mondiale li avesse costretti a esibirsi nelle prime fasi della gara, i due francesi hanno risposto alla grande sul ghiaccio di Milano, incantando il Mediolanum Forum. Hanno così esercitato pressione sui loro principali avversari in vista della danza libera, attesa e decisiva, prevista per mercoledì 11 febbraio alle 19:30.

Editoriale

E in merito a France2, ricordiamo che – a differenza di RAI – l’ente pubblico ha in occasione di questi giochi – e non di quelli di Parigi – attivato un canale 4K UHD a 10 bit per pixel con audio Dolby Atmos. Che dire? Nella nazione ospitante non ci risulta nessuno di questi investimenti sia stato fatto, nonostante in Italia si paghi il Canone e qui in Francia no.

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TGV, Intercités e TER: la regolarità dei treni è diminuita nel 2025, ma non è sempre colpa della SNCF

Un maggior numero di treni della SNCF Voyageurs è arrivato in ritardo nel 2025 rispetto al 2024. Secondo i dati interni in nostro possesso, gli indicatori sono in rosso per tutti i tipi di collegamenti e, nella maggior parte dei casi, risultano inferiori agli obiettivi fissati dall’operatore.

Nel dettaglio:

I TGV Inoui e Ouigo hanno registrato una regolarità del 78,6% contro il 79,7% nel 2024, rimanendo sotto l’obiettivo del 79%.
Gli Intercités (che includono i treni notturni e la famigerata linea Parigi-Clermont) hanno offerto una regolarità del 74,4% contro il 75,6% nel 2024, un risultato che tuttavia supera l’obiettivo fissato al 73,7%.
Per i TER, la regolarità ha raggiunto il 90,6% contro il 91,1% nel 2024, mancando l’obiettivo del 91,5% (con le regioni Nuova Aquitania e Occitania particolarmente colpite).
Infine, per i Transilien (treni pendolari dell’Île-de-France), la regolarità si è attestata al 94% contro il 94,3% nel 2024, un dato superiore all’obiettivo del 92,2%.

Questo calo generalizzato non deve essere attribuito unicamente all’operatore, SNCF Voyageurs. I treni possono infatti subire incidenti legati alle infrastrutture (binari, catenarie gestite da SNCF Réseau), ad altri operatori concorrenti o a cause esterne come eventi meteorologici o atti vandalici.

Secondo i dati interni della SNCF, per i TGV, il 29% delle irregolarità è imputabile al gestore (SNCF Voyageurs), il 26% a incidenti di rete, il 26% a elementi esterni e il 18% ad attori esterni come Eurotunnel o concorrenti. Per gli Intercités, gli incidenti di rete (dove i binari sono spesso i più obsoleti e fragili) rappresentano la causa principale dei ritardi (35%), seguiti dalle cause esterne (26%) e dalle cause operative (principalmente guasti ai treni) con il 22%.

Il Tasso di Regolarità come Arma Politica

Il tasso di regolarità viene utilizzato anche come strumento politico. Renaud Muselier, presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA), ha citato regolarmente le scarse performance della SNCF (84,7% di regolarità) – ora sostituita dall’operatore Transdev – per giustificare il cambio di gestione nel sud-est della Francia. Tuttavia, il perimetro di confronto non è omogeneo. La cifra del 98% avanzata da Transdev tiene conto solo della regolarità “di gestione”, escludendo i problemi di rete o le cause esterne. Secondo la SNCF, in regione PACA, la regolarità complessiva (tutte le cause e tutti gli operatori TER) era dell’89,8% nel 2025.

I dati interni della compagnia ferroviaria francese SNCF indicano un generale peggioramento della puntualità dei treni TGV, Intercités e TER nel 2025 rispetto all’anno precedente, evidenziando che una parte significativa dei ritardi è dovuta a problemi di infrastruttura e cause esterne, non direttamente imputabili al gestore del trasporto.

Fact Check by GPT-OSS:20b

Buongiorno a tutti, da Parigi sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale.

 La puntualità che nessuno vuole davvero contare fino in fondo

Eccoci di nuovo a parlare di treni, o meglio: di treni che arrivano quando gli pare. I numeri del 2025 sono chiari, almeno sulla carta: TGV sotto l’80%, Intercités che arrancano, TER che perdono qualche colpo soprattutto al Sud-Ovest e al Sud-Est, Transilien che tengono ancora (per modo di dire). Un calo quasi ovunque rispetto al 2024. Sufficiente per scatenare l’indignazione di rito sui social e nei dibattiti radiofonici del mattino.

Eppure, quando si va a guardare da vicino le percentuali di “colpa”, l’immagine si fa stranamente sfumata. Per i TGV quasi un terzo dei ritardi è opera della SNCF Voyageurs, ok. Ma un altro terzo arriva dall’infrastruttura (binari, segnali, catenarie), un altro ancora da maltempo, incidenti, persone sui binari, scioperi altrui, code all’Eurotunnel o treni concorrenti che intralciano. In pratica, solo una parte è davvero “gestibile” da chi vende il biglietto. Per gli Intercités la musica è ancora più vecchia: sono i binari stanchi e le linee fragili a fare la parte del leone nei ritardi.

E allora sorge una domanda scomoda: perché continuiamo a trattare la regolarità come se fosse un semplice termometro della competenza di chi fa partire il treno? È un po’ come dare la colpa all’autista se l’autostrada è piena di buche, semafori rotti e un tir si è ribaltato tre chilometri prima.

Intanto, in politica, il tasso di puntualità diventa un’arma leggera e maneggevole. Si cita l’84,7% della SNCF in PACA per giustificare il passaggio a Transdev, salvo poi scoprire che il nuovo operatore sbandiera un 98% calcolato… solo sulle cose che può controllare lui. Stesso treno, stessa linea, stessi binari malandati, ma perimetro statistico diverso: magia della narrazione. L’utente che aspetta sotto la pioggia alle 7:23 del mattino se ne frega altamente se il ritardo è “colpa rete” o “colpa gestore”: per lui è solo un altro caffè buttato e un altro meeting iniziato in apnea.

Forse il vero problema non è tanto il 78,6% o il 90,6%. Forse è che continuiamo a usare un unico numerino per raccontare una realtà fatta di binari ottocenteschi, budget eternamente insufficienti, eventi climatici sempre più estremi e una società che pretende treni ogni 7 minuti e mezzo ma non vuole pagare la manutenzione. Alla fine il treno arriva in ritardo, e noi discutiamo di percentuali come se fossero il punteggio di una partita. Ma il tabellone segna sempre lo stesso risultato: il passeggero perde tempo, e la fiducia si consuma un minuto alla volta.

koan rachel

Koan del giorno

Un pendolare chiese al capotreno: «Perché il treno è in ritardo oggi?»

Il capotreno rispose: «Per la rete.»

Il pendolare insistette: «Ma ieri era per il maltempo, l’altro ieri per un guasto al locomotore, e domani cosa sarà?»

Il capotreno sorrise appena e disse: «Domani sarà di nuovo per la rete. Solo che tu la chiami “colpa di qualcuno”, mentre la rete la chiama semplicemente “esistere”.»

Il pendolare tacque. Poi chiese di nuovo: «Allora non c’è nessuno da incolpare?»

Il capotreno guardò fuori dal finestrino, verso i binari che sparivano nella curva, e rispose: «C’è sempre qualcuno da incolpare. Ma se lo cerchi troppo a lungo, perdi anche il treno successivo.»

Ma torniamo alle notizie di oggi.

Producono “4 Volte Più Velocemente a Costi 4 Volte Inferiori”: Perché l’Alto Commissariato Francese Chiede Dazi del 30% sulla Cina

Mentre la concorrenza cinese minaccia di far crollare interi settori dell’industria europea, l’Alto Commissariato francese per la Strategia e la Pianificazione (HCP) ha approfittato di una tregua nelle tensioni con gli Stati Uniti per lanciare un avvertimento e avanzare una proposta drastica: istituire dazi doganali del 30% su tutti i prodotti cinesi.

“L’aumento della potenza industriale della Cina costituisce ormai uno shock sistemico per l’economia europea,” ha allertato Clément Beaune, Alto Commissario, in occasione della presentazione di un rapporto che valuta l’entità dello “shock cinese per l’Europa.”

Le filiere industriali su cui si è basata la prosperità europea dalla fine della Seconda Guerra Mondiale rischiano di essere spazzate via, ha confermato Thomas Grjebine, economista presso il Cepii e uno degli autori del rapporto, identificando una “minaccia esistenziale” per questi settori.

In pratica, gli industriali cinesi non si limitano più a spedire in Europa prodotti di fascia bassa a prezzi stracciati. Ora, i prodotti cinesi non solo sono mediamente dal 30% al 40% meno costosi, ma sono anche di qualità simile, se non superiore, ai loro equivalenti europei. Gli autori evidenziano che l’Europa rischia di cadere nella trappola del “c’è di peggio, ma costa di più”, a causa di costi di produzione più bassi, una moneta sottovalutata e una qualità almeno equivalente dal lato cinese.

La Germania in Prima Linea

Secondo il rapporto dell’HCP, quasi un quarto delle esportazioni europee è oggi esposto a una concorrenza cinese ritenuta critica. Sul mercato interno, fino al 55% della produzione manifatturiera europea sarebbe minacciata a medio termine se le tendenze attuali dovessero persistere.

La Germania è, di gran lunga, il Paese europeo più colpito. “La totalità dei vantaggi comparati tedeschi è esposta, sul mercato interno, a un’elevata pressione competitiva cinese,” scrivono gli autori. L’ascesa dell’industria cinese a settori di alta gamma attacca direttamente il cuore dell’economia tedesca (macchine utensili, attrezzature industriali, materie plastiche), in un momento in cui il Paese ha già perso 240.000 posti di lavoro industriali dal 2023.

Per estensione, anche i Paesi dell’Europa centrale (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria), dove gli industriali tedeschi hanno dislocato le loro catene di subappalto, rischiano gravemente. L’81% della produzione manifatturiera slovacca è esposta a un significativo aumento delle importazioni cinesi.

In Francia, la minaccia si concentra prioritariamente su settori ad alta intensità di input industriali e chimici (batterie, plastiche, gomma, chimica), ma tocca anche settori con alti volumi di esportazione, primo fra tutti il settore automobilistico, per il quale oltre il 70% delle esportazioni è esposto.

Anche altri settori chiave per la Francia, come l’aeronautica e il nucleare, non sono risparmiati. Un attore del settore aeronautico ha riferito agli autori che “il recupero cinese segue una traiettoria paragonabile a quella osservata nell’automotive; [i cinesi] avanzano a una velocità molto elevata e riducono rapidamente il divario.” Lo stesso vale nel nucleare, dove gli industriali cinesi costruiscono reattori “quattro volte più rapidamente e a costi fino a quattro volte inferiori.”

Dazi Doganali o Svalutazione del 25%

Di fronte a un differenziale di costi così elevato (30-40%), “gli attuali strumenti di difesa commerciale, benché utili, appaiono strutturalmente insufficienti,” espone il rapporto.

Per l’HCP, l’Unione Europea ha quindi una scelta tra due soluzioni radicali: istituire dazi doganali del 30% su tutti i prodotti cinesi o procedere a una svalutazione del 20% al 30% dell’euro rispetto al renminbi (yuan).

Questa seconda opzione – ispirata agli Accordi del Plaza del 1985 – è complessa da attuare, richiedendo il coordinamento con Stati Uniti e Cina, ma mirerebbe a correggere la fondamentale sottovalutazione del 20-25% della moneta cinese, che rafforza in modo sproporzionato la competitività di Pechino.

Rimane l’opzione dei dazi, che gli autori raccomandano di inquadrare nell’ambito delle regole del GATT (Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio) del 1947. Tuttavia, ciò richiederebbe di convincere gli altri Paesi europei, a partire dalla Germania, che si è storicamente opposta ai dazi, anche solo sulle auto elettriche.

Clément Beaune ritiene che “le cose stiano cambiando a Berlino,” ma che le iniziative tedesche attuali non siano all’altezza della sfida. La Francia intende imporre la questione degli squilibri commerciali durante il prossimo G7, che si terrà a giugno a Évian-les-Bains.

Il rapporto dell’Alto Commissariato per la Pianificazione francese sottolinea l’urgenza di adottare misure protezionistiche aggressive, come dazi del 30% o la svalutazione dell’euro, per contrastare la crescente e sistemica minaccia competitiva dell’industria cinese nei settori chiave dell’economia europea, specialmente in Germania e Francia.

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Programma e Risultati dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

Oggi, martedì 10 febbraio 2026, le Olimpiadi di Milano Cortina si apprestano a vivere una giornata ricca di finali e appuntamenti cruciali, con 9 ori e un bronzo in palio.  Ecco il programma completo delle gare:

Mattina

  • 09:15 – Sci di fondo: Sprint donne e uomini (qualificazioni)

  • 10:30 – Sci alpino: Combinata a squadre donne (discesa libera)

  • 10:30 – Short track: 500m donne (batterie), 1000m uomini (batterie), staffetta mista (quarti)

  • 11:45 – Sci di fondo: Sprint donne (quarti di finale)

  • 11:59 – Short track: Staffetta mista (semifinali)

  • 12:10 – Hockey su ghiaccio: Giappone-Svezia (Torneo femminile, gruppo B)

  • 12:20 – Sci di fondo: Sprint uomini (quarti di finale)

  • 12:30 – Sci freestyle: Slopestyle uomini (finale)

  • 12:55 – Sci di fondo: Sprint donne (semifinale)

  • 13:03 – Short track: Staffetta mista (finale B e A)

  • 13:09 – Sci di fondo: Sprint uomini (semifinale)

  • 13:24 – Sci di fondo: Sprint donne (finale)

  • 13:30 – Biathlon: Individuale 20 km uomini (finale) 

Pomeriggio

  • 14:00 – Sci alpino: Combinata a squadre donne (slalom speciale)

  • 14:05 – Curling: Finale per il 3° posto doppio misto (Italia vs Gran Bretagna)

  • 14:15 – Sci freestyle: Gobbe donne (qualificazione)

  • 16:40 – Hockey su ghiaccio: Italia-Germania (Torneo femminile, gruppo B)

  • 17:00 – Slittino: Singolo donne (terza e quarta manche)

  • 18:05 – Curling: Finale doppio misto (Svezia vs Usa)

  • 18:30 – Pattinaggio di figura: Singolo maschile (programma corto)

  • 18:45 – Salto con gli sci: Gara a squadre mista (1° turno)

  • 20:00 – Salto con gli sci: Finale gara a squadre mista

  • 20:10 – Hockey su ghiaccio: Canada-Usa (Torneo femminile, gruppo A)

  • 21:10 – Hockey su ghiaccio: Finlandia-Svizzera (Torneo femminile, gruppo A




Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

 

BFM Business

L’ombra del “cacciatore di modelle” Daniel Siad nel dossier Epstein

Il gigantesco scandalo Jeffrey Epstein continua a gettare lunghe ombre sul jet set internazionale, e le ultime inchieste di FranceTV pongono l’attenzione su Daniel Siad, noto come “cacciatore di modelle,” il cui nome compare con frequenza elevatissima nei documenti resi pubblici dalla giustizia americana. Siad è sospettato di aver agito come reclutatore per conto del defunto miliardario, facilitando gli incontri con numerose giovani donne. Alcune delle presunte vittime hanno già fornito testimonianze dettagliate, corroborando l’ipotesi di un ruolo centrale dell’uomo nell’organizzazione della rete di Epstein. L’analisi approfondita dei documenti giudiziari suggerisce che il giro di reclutamento fosse ben più vasto e strutturato di quanto inizialmente ipotizzato. La vicenda tocca ora direttamente molti personaggi pubblici che temono l’esposizione dei legami con Siad.

Le Monde

Pressione a Buckingham Palace: Carlo III e William contro il Principe Andrea per l’Affaire Epstein

A Londra, la vicenda Epstein continua ad avere ripercussioni sulla famiglia reale, con Re Carlo III e il Principe William che hanno fatto sentire la loro posizione, dichiarandosi pronti a collaborare con la polizia per le indagini che coinvolgono il Duca di York. Il Principe Andrea, da tempo coinvolto nello scandalo a causa dei suoi rapporti con Jeffrey Epstein, si trova sotto una pressione crescente da parte della Corona. La dichiarazione congiunta dei due membri più anziani della famiglia reale è stata interpretata come un chiaro segnale di distacco e un invito implicito ad Andrea a non ostacolare in alcun modo l’operato della giustizia. L’obiettivo è quello di salvaguardare l’immagine della monarchia, già minata dalle controverse rivelazioni.

Le Figaro

Processo ai CRS dopo le violenze sui gilet gialli: la difesa invoca lo stress operativo

Ha preso il via a Parigi il processo a carico di otto agenti delle Compagnie Républicaine de Sécurité (CRS), accusati di violenze volontarie aggravate per aver picchiato alcuni manifestanti del movimento dei gilet gialli all’interno di un Burger King nel 2018. L’udienza si è focalizzata sulle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso gli episodi di violenza, generando un’ondata di sdegno. Gli agenti si sono difesi sostenendo di essere stati “estenuati” dalle lunghe ore di servizio e dalla pressione delle mobilitazioni di piazza, una linea difensiva che mira a mitigare la gravità dei fatti attribuendola a un esaurimento fisico e nervoso. Le vittime, presenti in aula, hanno ribadito di non meritare il trattamento subito, definendo l’attacco brutale e immotivato.

Editoriale  – La stanchezza del manganello e l’Hamburger della Verità

Dunque, ci risiamo. Otto agenti delle CRS accusati di violenze aggravate, e qual è la difesa centrale? “Eravamo estenuati”. Estenuati. Non è fantastico? La fatica del servizio, immagino, trasforma i difensori dell’ordine in macchine da guerra che devono ricaricarsi prendendo a botte i manifestanti in un fast food.

Il teatro dell’operazione è un Burger King. Un luogo dove l’unica violenza attesa dovrebbe essere quella delle calorie. Eppure, le immagini mostrano il contrario. E i nostri agenti, sottoposti a questo stress titanico e presumibilmente non pagati per fare i pugili, tirano in ballo la stanchezza. Ma scusate, la stanchezza non vi esime dal discernimento.

Se un panino vi sembra una minaccia esistenziale tale da scatenare l’inferno, forse non siete “estenuati”, ma semplicemente non idonei al ruolo. È quasi comico, se non fosse tragico. Siamo arrivati al punto che per giustificare la violenza di Stato si invoca la carenza di zuccheri e il troppo lavoro. Se la fatica è l’attenuante universale, allora potremmo assolvere tutti i crimini commessi dopo le 18:00.

Invece di piangere sul lavoro eccessivo, forse è il momento di chiedersi perché si arrivi a tanto, e se la vera fatica non sia quella di coprire le malefatte sotto il manto di un fantomatico “esaurimento operativo”. Forse dovremmo tutti andare in Burger King, chiudere gli occhi e sperare che la giustizia trovi lì, tra i fumi della friggitrice, la sua stanchezza e la sua pace. Io intanto resto seduta, che è meno stancante.

FranceInfo

Milano Cortina 2026: Cizeron e Fournier Beaudry ipotecano l’oro nel pattinaggio

Grande performance per la coppia francese di danza sul ghiaccio composta da Guillaume Cizeron e Laurence Fournier Beaudry, che si è posizionata al primo posto della classifica provvisoria dopo la prova di danza ritmica ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. La loro esibizione, definita “magica” dagli esperti, ha superato le aspettative, permettendo loro di prendere un’importante opzione in vista della medaglia d’oro. La coppia, che ha intrapreso con successo una “seconda carriera” sportiva, dovrà ora confermare il proprio vantaggio nella prova di danza libera, tradizionalmente considerata il loro punto di forza, in programma per la serata di mercoledì. I fan francesi sognano il gradino più alto del podio.

BFM Business

Emmanuel Macron nomina Amélie de Montchalin alla guida della Corte dei Conti

Il Presidente Emmanuel Macron ha scelto Amélie de Montchalin, attuale Ministro dei Conti Pubblici, per succedere a Pierre Moscovici alla presidenza della Corte dei Conti. La nomina, attesa da giorni, sarà formalizzata mercoledì durante il Consiglio dei Ministri. De Montchalin, figura di spicco della maggioranza presidenziale, lascia così il governo per assumere un ruolo di grande prestigio istituzionale e di controllo sulla spesa pubblica. La sua esperienza ministeriale e la vicinanza al capo dello Stato sono considerate fattori determinanti per questo incarico chiave, che supervisiona la regolarità dei conti dello Stato in un momento di grande incertezza finanziaria.

Le Monde

La “piccola martire dell’A10”: i genitori a giudizio dopo 39 anni

Un drammatico caso di cronaca nera che risale a quasi quattro decenni fa giunge finalmente a una svolta giudiziaria: i genitori della bambina di quattro anni, soprannominata “la piccola martire dell’A10” dopo essere stata ritrovata morta e mutilata nel 1987 lungo l’autostrada, saranno processati in assise nel novembre 2026 a Blois. La madre, 71 anni, sarà giudicata per “tortura e atti di barbarie con esito mortale senza intenzione di dare la morte”, mentre il padre, 74 anni, per complicità. Le indagini, riaperte a più riprese, hanno portato all’identificazione della piccola Inass e al rinvio a giudizio dei responsabili, un epilogo agghiacciante di un orrore rimasto senza volto per troppo tempo.

BFM Business

François Villeroy de Galhau lascia la Banque de France per la carità

François Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia per oltre un decennio, ha annunciato che lascerà le sue funzioni a giugno, sebbene il suo secondo mandato sarebbe dovuto terminare solo nel 2027. L’uscita è motivata dalla volontà di assumere la guida della Fondazione Apprentis d’Auteuil, un’organizzazione che si dedica all’assistenza all’infanzia e all’educazione dei giovani in difficoltà. La decisione ha colto di sorpresa il mondo della finanza, che ora attende di conoscere il successore chiamato a guidare l’istituzione centrale in un contesto economico europeo in rapida evoluzione.

BFM Business

Thales in piena espansione: 9.000 assunzioni globali, di cui 3.300 in Francia

Il gigante francese della difesa e dell’aeronautica, Thales, ha annunciato un massiccio piano di reclutamento per il 2026, prevedendo l’assunzione di 9.000 persone a livello mondiale, di cui 3.300 sul territorio nazionale, principalmente ingegneri nell’Île-de-France. Questo incremento è direttamente correlato al rinnovato e intenso interesse per il settore della difesa a livello internazionale, che sta generando una vera e propria “corsa” agli investimenti. L’azienda, che l’anno scorso ha ricevuto ben 1,4 milioni di candidature, sottolinea la sua capacità di attrarre talenti e la crescita sostenuta del suo portafoglio ordini.

Le Figaro

La regolarità dei treni SNCF in calo nel 2025: in ritardo TGV, Intercités e TER

Secondo i dati interni resi noti dalla compagnia ferroviaria francese SNCF, la regolarità dei treni – includendo TGV, Intercités e i convogli regionali TER – ha registrato un peggioramento complessivo nel corso del 2025. Sebbene la SNCF attribuisca parte dei ritardi a fattori esterni, come i lavori sulla rete e le condizioni meteorologiche avverse, la situazione evidenzia una fragilità strutturale nel mantenimento degli standard di puntualità per i viaggiatori. Gli Intercités, in particolare, risultano essere il servizio più colpito in termini di performance. La compagnia si impegna ora a investire nell’ammodernamento delle linee per invertire la tendenza.

BFM Business

Ritorno della tassa di abitazione? Il 40% dei francesi sorprendentemente favorevole

Un sondaggio rivela un dato inatteso: il 40% dei francesi si dichiara favorevole al potenziale ritorno della tassa di abitazione (parzialmente abolita dal 2020), a patto che i proventi siano destinati a migliorare i servizi pubblici. La proposta, che trova sostegno anche tra numerosi elettori della destra e i sostenitori del Presidente Macron, suggerisce che i cittadini potrebbero essere disposti a sacrifici fiscali se percepiscono un miglioramento tangibile della qualità dei servizi essenziali, come sanità e istruzione. Si tratta di un segnale importante per il dibattito sulle finanze pubbliche e il bilancio dello Stato.

Le Monde

Allarme Cina: Alto Commissariato per il Piano chiede dazi al 30% per salvare l’industria europea

Il Haut-Commissariat à la stratégie et au plan in Francia ha lanciato un allarme drammatico sulla concorrenza cinese, sostenendo che l’industria europea è “in pericolo di morte”. Il rapporto evidenzia come i produttori cinesi riescano a operare a costi quattro volte inferiori, minacciando settori chiave. Per contrastare questa dinamica, l’Alto Commissariato raccomanda all’Unione Europea di imporre dazi doganali fino al 30% sui prodotti cinesi o, in alternativa, di accettare una forte svalutazione dell’Euro. L’obiettivo è quello di riequilibrare il rapporto di forze economiche e preservare il tessuto produttivo continentale.

BFM Business

Ursula von der Leyen propone la “preferenza europea” nei settori strategici

Accogliendo in parte gli appelli di Parigi, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha difeso l’introduzione di una “preferenza europea” per settori industriali strategici. La misura, che sarebbe inclusa in un nuovo progetto di legge, imporrebbe alle aziende che beneficiano di fondi pubblici di approvvigionarsi di componenti prodotti all’interno dell’Unione Europea. Questo meccanismo di protezione è volto a rafforzare l’autonomia industriale del blocco e a ridurre la dipendenza dalle importazioni estere, specialmente in ambiti considerati vitali per la sicurezza e l’innovazione.

FranceInfo

Caduta di Lindsey Vonn alle Olimpiadi: frattura complessa della tibia e addio ai Giochi

Si è conclusa nel peggiore dei modi l’avventura olimpica per la leggenda dello sci alpino americano, Lindsey Vonn. A seguito di una rovinosa caduta durante la discesa libera a Cortina, l’atleta ha riportato una “frattura complessa” della tibia sinistra. Trasferita d’urgenza in un ospedale di Treviso, la Vonn è stata sottoposta a due interventi chirurgici. Nonostante il dramma, l’atleta ha espresso sui social media di non avere “alcun rimpianto” per aver inseguito il suo sogno olimpico, ma la gravità dell’infortunio pone fine alla sua partecipazione a Milano-Cortina 2026.

BFM Business

Scandalo a Milano-Cortina: le medaglie olimpiche si rompono, in corso un’indagine sulla fragilità

I Giochi Olimpici Invernali sono scossi da un insolito scandalo legato alla qualità dei premi: diversi atleti vincitori, tra cui il neocampione Mathis Desloges, hanno riscontrato che le medaglie distribuite a Milano-Cortina sono estremamente fragili e tendono a spezzarsi. Gli organizzatori hanno avviato un’indagine interna per determinare il motivo di questa inattesa debolezza strutturale dei metalli utilizzati. Il problema solleva interrogativi sulla cura e sui materiali scelti per gli oggetti simbolo della massima competizione sportiva, sminuendo il prestigio del traguardo raggiunto dagli atleti.

FranceInfo

Cultura: L’autore ghanese Ebo Taylor, pioniere dell’Highlife, è deceduto

Il mondo della musica africana e internazionale piange la scomparsa di Ebo Taylor, il rinomato musicista ghanese considerato uno dei pionieri del genere “highlife”, un’importante fusione tra jazz, funk e ritmi tradizionali ghanesi. L’artista, noto per il suo stile inconfondibile e per aver influenzato generazioni di musicisti, si è spento all’età di 89 anni. La sua eredità musicale rimane un pilastro fondamentale nella storia del world music e un simbolo della vitalità culturale dell’Africa occidentale.

FranceInfo

Allerta al Congresso americano: Ghislaine Maxwell invoca il Quinto Emendamento su Epstein

Ghislaine Maxwell, l’associata di Jeffrey Epstein attualmente detenuta, si è rifiutata di rispondere alle domande del Congresso americano relative al defunto finanziere e trafficante, invocando ripetutamente il Quinto Emendamento (il diritto a non autoincriminarsi). Un video rilasciato dai membri del Congresso ha documentato la sua deposizione, rafforzando l’immagine di un muro di silenzio eretto attorno alla rete di Epstein e ai suoi complici. Maxwell continua inoltre a richiedere un atto di grazia da parte di Donald Trump, alimentando ulteriori speculazioni politiche.

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