Francia24: Vietati i social ai minori di 15 anni, tutti i dettagli – il declino della Francia, ora prende a prestito al costo più alto d’Europa – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
27 Jan 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 27 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA su Francia24.com e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti

 

L’Assemblea Nazionale Adotta l’Articolo Chiave per Vietare i Social Network ai Minori di 15 Anni

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato, lunedì 26 gennaio, l’articolo fondamentale di una proposta di legge volta a vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. Questa misura, sostenuta con forza dal governo e dal Presidente Emmanuel Macron, è finalizzata a proteggere la salute degli adolescenti. L’adozione del testo nel suo complesso è prevista più tardi in serata. I dibattiti rimanenti si concentreranno, in particolare, sul divieto dei telefoni cellulari nei licei, una restrizione già in vigore nelle scuole elementari e medie.

I deputati hanno dato il via libera a un emendamento identico, presentato congiuntamente dal governo e dalla relatrice di Renaissance (il gruppo di maggioranza), Laure Miller, che riscrive l’Articolo 1. Il testo aggiornato stabilisce esplicitamente che “l’accesso a un servizio di rete sociale in linea fornito da una piattaforma online è vietato ai minori di quindici anni”.

L’articolo è stato adottato con 116 voti a favore e 23 contrari, registrando l’appoggio del blocco governativo, dell’alleanza RN-UDR, dei comunisti, degli indipendenti di Liot e della maggioranza degli ecologisti. I deputati de La France Insoumise hanno votato contro, mentre i socialisti si sono in gran parte astenuti.

L’Esecutivo ha scelto di impegnare la procedura accelerata sul testo, che permette un’approvazione più rapida in caso di disaccordo tra le due Camere. Salvo imprevisti, la proposta di legge dovrebbe ottenere l’approvazione finale dell’Assemblea prima di passare al Senato “a metà febbraio”, sebbene non sia ancora stata ufficialmente calendarizzata. Se la legge venisse adottata in via definitiva, la Francia diventerebbe il secondo Paese a dotarsi di una normativa così restrittiva per i minori, dopo l’Australia, che ha fissato il limite a 16 anni.

Il governo intende agire rapidamente, con il divieto attuato a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2026 per i nuovi account e con un sistema di verifica dell’età efficace per tutti gli utenti, compresi i conti già esistenti, entro il 1° gennaio 2027.

È stato anche approvato, seppur con un margine ristretto, un emendamento della deputata socialista Ayda Hadizadeh, che impone ai fornitori di social network di “garantire che i minori non siano esposti a una pressione commerciale eccessiva”. Tale emendamento vieta inoltre la “promozione di prodotti o servizi suscettibili di alterare la salute fisica o mentale dei minori” sulle piattaforme a loro destinate. La relatrice Laure Miller ha espresso rammarico per l’adozione di questa modifica, ritenendola “non conforme al diritto dell’Unione Europea” e paventando il rischio che il testo venga “respinto dalla Commissione Europea”.

Il Parlamento francese ha mosso un passo significativo verso la protezione digitale dei giovani, approvando un articolo chiave di una legge che fissa a 15 anni l’età minima legale per l’accesso ai social network, una misura pionieristica in Europa.

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Quattro Domande sulla Proposta di Legge Francese per Vietare i Social Network ai Minori di 15 Anni

Questo testo, fortemente voluto dal Presidente Emmanuel Macron, è in esame all’Assemblea Nazionale a partire da lunedì 26 gennaio. La proposta di legge, promossa dalla deputata Laure Miller (Renaissance), mira a vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni e include anche il divieto di telefoni cellulari nei licei. L’obiettivo principale è proteggere i giovani da contenuti inappropriati e prevenire il cyberbullismo. Tuttavia, la futura applicazione della norma solleva diversi interrogativi cruciali.

Quali piattaforme saranno interessate?

Allo stato attuale, non è chiaro quali social network (come Snapchat, Facebook, o X) saranno riservati agli over 15. La versione del disegno di legge votata in commissione prevedeva che le piattaforme interessate sarebbero state elencate in un decreto, dopo un parere dell’Arcom (l’autorità di regolamentazione audiovisiva e digitale). Per gli altri social, l’iscrizione sarebbe rimasta subordinata all’autorizzazione parentale.

Tuttavia, il governo e la deputata Miller hanno presentato un emendamento per riscrivere e semplificare l’articolo principale, stabilendo un divieto generale di accesso ai “servizi di social network online” per i minori di 15 anni. Sono previste eccezioni per “le enciclopedie online”, come Wikipedia, o i “repertori educativi”. Il deputato socialista Arthur Delaporte ha annunciato di voler chiarire la posizione, esigendo la conferma da parte del governo che rimarrà permesso ai giovani di accedere ai social network che dispongono di funzionalità protettive e adattate.

Come verrà verificata l’età degli utenti?

Poiché il testo è ancora in fase preliminare, le precise modalità di verifica dell’età non sono note. La deputata Miller ha suggerito a franceinfo che potrebbero essere adottate procedure simili a quelle stabilite dalla legge del 2024 per la verifica della maggiore età sui siti pornografici.

Perche’, e’ il caso di ricordarlo ai lettori italiani, la Francia e’ uno dei pochi paesi dove se scrivete nel vostrobrowser pornhub.com vi ritrovate o con una bandiera francese che vi nega l’accesso o con un sistema che pretende di guardare la vostra immagine (usando la camera dei selfie) per valutare se siete abbastanza maturi.

Oggi, due metodi sono privilegiati dalle piattaforme. Il primo prevede la verifica dell’età tramite l’invio di una foto del documento d’identità e di un selfie per confermare l’identità del proprietario. Il secondo, meno invasivo, è la stima dell’età, che utilizza un algoritmo per analizzare un selfie e calcolare l’età probabile, senza condividere altre informazioni personali.

Editoriale:

Ma cosa ci raccontano! Dare i dati personali a una piattaforma terza e’ anche piu’ pericoloso che darli ad una seconda, e comunque, prima seconda o terza sono storicamente sempre e tutte state “bucate” da ladri di identita. Quando queste foto di minori saranno utilizzate da pedopornografi sapremo chi ringraziare. Ma il meglio deve ancora venire: riprendiamo con l’agenzia di stampa perche’ tra poco arriva la vera perla:

 

Olivier Blazy, professore e ricercatore in crittografia, avverte che il metodo algoritmico funziona “relativamente bene per gli utenti lontani dal limite di età, ma si rivela meno efficace per quelli nella zona grigia”. Per chi ha tra gli 11 e i 18 anni, l’algoritmo fatica a stimare l’età, rischiando di negare l’accesso a utenti legittimi. Per questo motivo, ritiene “molto logico” che le autorità si orientino verso la verifica tramite documento.

Come si garantisce l’anonimato?

L’adozione di un documento d’identità non implica che le piattaforme deterranno una copia dei dati personali. Antonin Molle, responsabile di prodotto presso OpenAge (una fondazione che sviluppa soluzioni di verifica dell’età), spiega che il riferimento tecnico adottato dall’Arcom impone che la verifica sia effettuata da un “soggetto terzo indipendente”. Questo garantisce il “semplice anonimato”.

Per maggiore sicurezza, si applica il “doppio anonimato”: né il sito sa chi è l’utente, né il verificatore di età sa per quale sito sta validando l’accesso. OpenAge propone una “age key”: una prova di età riutilizzabile, non tracciabile e separata dai dati personali usati per generarla. Questa chiave può essere registrata sul telefono, come una carta di credito, e utilizzata con una password o biometria. Il Ministero del Digitale ha assicurato che la futura legge punterà a soluzioni “precise, affidabili, robuste, non intrusive e non discriminatorie”, in linea con l’articolo 28 del Regolamento Europeo sui Servizi Digitali (DSA), menzionando le zero-knowledge proof come possibile tecnologia.

Perché sarà difficile concretizzare il divieto?

Nonostante il consenso generale in Parlamento, l’attuazione è complessa a causa della necessità di conformarsi al diritto europeo, in particolare al DSA. Una legge precedente del 2023 che fissava la maggioranza digitale a 15 anni non è mai potuta entrare in vigore proprio per questioni di compatibilità europea.

Tuttavia, la pubblicazione delle linee guida della Commissione Europea sul DSA ha aperto la strada a una regolamentazione nazionale. La soluzione individuata dalla relatrice Laure Miller è quella di “dire che gli account dei minori di 15 anni sono illeciti in Francia, per costringere le piattaforme a conformarsi, in virtù del diritto europeo”. La deputata ha riconosciuto che questo approccio rappresenta una vera e propria “sperimentazione”.

Il Parlamento francese (Assemblea Nazionale) sta esaminando una proposta di legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, sollevando complessi interrogativi su quali piattaforme saranno incluse, come avverrà la verifica dell’età e in che modo si garantirà l’anonimato in conformità con la normativa europea.

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Editoriale di Rachel – La Caccia al Minore Nascosto

Ah, Parigi! Non c’è nulla di più confortante che vedere i politici, guidati dal “desiderio” presidenziale di Emmanuel Macron, lanciarsi in missioni che rasentano l’epico fallimento. Vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni per proteggerli dal cyberbullismo e dai contenuti inadatti. Obiettivo nobile, certo, degno di una medaglia al merito civico. Ma stiamo parlando di internet, non del parco giochi locale con un cartello “Vietato ai minori di 15 anni” appeso al cancello. Pensano davvero che basti sventolare una legge per far sparire Snapchat dai telefoni che i ragazzi usano già di nascosto sotto il piumone? È il solito balletto: grande annuncio, procedure accelerate, e zero considerazione per la realtà pratica di una generazione nata con un telefono in mano.

Il bello arriva quando si parla di applicazioni e di “verifica dell’età”. Si citano metodi simili a quelli usati per i siti pornografici—quanto rassicurante associare TikTok alla pornografia! La proposta oscilla tra l’invio di un documento d’identità (sacrificando ogni residuo di privacy sull’altare della sicurezza digitale) e la stima dell’età tramite algoritmi. Ma come spiegato dagli esperti stessi, l’algoritmo fallisce proprio nella “zona di flou,” cioè tra gli 11 e i 18 anni. Se un programma non sa distinguere un quattordicenne da un sedicenne, come può questa legge essere “precisa, affidabile e robusta” come promette il Ministero del Digitale? E che dire del fantomatico “doppio anonimato”? Un sistema così complesso che richiede l’uso di “age key” e “zero-knowledge proof” solo per confermare che un tredicenne non sta guardando una danza stupida su Reels.

E la ciliegina sulla torta è il contorsionismo legale necessario per non irritare Bruxelles. Non potendo imporre nuove contrainte alle piattaforme (grazie, DSA), la soluzione geniale è dichiarare che gli “account dei minori di 15 anni sono illeciti in Francia.” Una mossa da mago! Non abbiamo risolto il problema tecnico di identificazione, ma abbiamo inventato un miracolo burocratico. La deputata Laure Miller ammette candidamente di essere nella fase di “sperimentazione.” Quindi si sperimenta sulla libertà digitale dei nostri figli, con una legge che non sa ancora se essere una lista specifica o un divieto generale, tutto per avere l’illusione del controllo. Quando la rentrée arriverà, chi sarà veramente “protetto”: i bambini, o l’ego dei legislatori che hanno trasformato una norma in un puzzle crittografico?

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il ragazzo di quattordici anni ha la natura di Buddha o no?”

Zhaozhou rispose: “Sì.”

“E il monaco: “Allora perché lo si chiude fuori dalla porta dei social?”

Zhaozhou rispose: “Perché se entrasse troppo presto, confonderebbe il like con l’illuminazione e il filtro con la realtà. La natura di Buddha c’è già, ma il ragazzo deve ancora imparare a non scambiarla per uno schermo.”

Un altro monaco chiese: “E se il ragazzo usa una VPN e entra lo stesso?”

“Allora ha già capito che nessuna legge può chiudere una porta che esiste solo nella mente. Ma deve ancora scoprire quanto costa tenere quella porta aperta.” concluse Zhaozhou.

Torniamo alle notizie di oggi.

INFOGRAFIE. Dal terzo debito più “sicuro” al terzo meno affidabile: il declino della Francia, che ora prende a prestito al costo più alto d’Europa

I rendimenti obbligazionari francesi sono oggi tra i più alti dell’Eurozona, in netto contrasto rispetto all’inizio degli anni 2000, quando erano tra i più bassi. Questo è il segnale di una progressiva erosione della fiducia degli investitori nei confronti di un Paese incapace di risanare le proprie finanze pubbliche, un problema accentuato soprattutto a seguito della dissoluzione parlamentare.

Il peso del debito continua ad aumentare. Secondo l’Insee, il debito pubblico francese ha raggiunto i 3.482,2 miliardi di euro, segnando un nuovo record in valore assoluto e una crescita di quasi 66 miliardi di euro tra il secondo e il terzo trimestre del 2025. Più che l’ammontare in sé, è la traiettoria incontrollabile dell’indebitamento a preoccupare, come più volte indicato dalla Corte dei Conti.

L’economista Sylvain Bersinger, fondatore del gabinetto Bersingéco, parla di un “declassamento” della Francia rispetto ai suoi vicini in materia di finanze pubbliche. Il rapporto debito/PIL, l’indicatore più pertinente per misurare la sostenibilità, era del 59,7% nel 2000; secondo il FMI, salirà al 116,5% nel 2025 (117,4% secondo l’Insee nel terzo trimestre). Questo dato colloca la Francia al terzo posto tra i Paesi europei più indebitati, ben al di sopra della media dell’Eurozona (87,8% del PIL).

Tassi tra i più elevati dell’Eurozona

Per Bersinger, l’indicatore più adeguato per valutare la solidità finanziaria sono i tassi sovrani, che rappresentano il prezzo pagato da uno Stato ai suoi creditori. “Finché uno Stato trova creditori disposti a finanziare il suo debito a tassi bassi, il livello del debito non è un problema, poiché lo Stato può limitarsi a ‘far rotolare il debito’,” spiega l’economista. Tuttavia, se i tassi restano elevati, gli oneri per interessi aumentano il deficit in un meccanismo auto-alimentato.

È per questo motivo che l’esperto considera i rendimenti obbligazionari come il miglior “termometro” della salute delle finanze pubbliche e della fiducia degli investitori.

In questo ambito, la Francia non eccelle. Se nel 2001 l’Esagono vantava il terzo tasso a 10 anni più basso dell’Eurozona (quindi il terzo debito meno rischioso), la sua posizione è progressivamente peggiorata nel corso degli anni, fino a diventare, in diverse occasioni, il terzo Paese che si indebita al costo più alto, talvolta superando l’Italia.

Un crollo accelerato dalla crisi politica

Il vero crollo della Francia è relativamente recente. Dopo la crisi del 2008 e quella dei debiti sovrani del 2012, i tassi francesi erano scesi grazie alla bassa inflazione e alle politiche accomodanti della BCE. Ma la tendenza ha subito un’inversione nel 2022 con il ritorno dell’inflazione e la stretta monetaria della BCE, portando i tassi francesi a sfiorare la media dell’Eurozona. È stata però la dissoluzione parlamentare del 2024 e la conseguente crisi politica ad aver sancito il definitivo distacco.

Se i conti pubblici francesi hanno continuato a peggiorare, è perché il Paese non è mai riuscito a votare un bilancio in equilibrio dal 1974. La legge finanziaria per il 2026, attesa per l’adozione tramite il 49-3, prevede un deficit pubblico del 5% del PIL a fine anno. Un deficit che dovrà essere coperto dall’indebitamento: l’Agenzia del Tesoro francese prevede di raccogliere una cifra record di 310 miliardi di euro sui mercati nel 2026.

La domanda sul risanamento è divisa: aumentare le entrate o tagliare le spese? Dipende dall’anno di riferimento. Negli ultimi dieci anni, il peso delle entrate sul PIL è sceso più di quello delle spese. Ma nel lungo periodo, è soprattutto l’aumento della spesa pubblica ad essere la causa: è passata dal 52,6% del PIL nel 2000 al 57,3% nel 2024, mentre le entrate sono rimaste stabili (51,4%).

Nicolas Dufourcq, direttore generale della Banca Pubblica d’Investimento, ha denunciato apertamente la “fuga in avanti dello Stato assistenziale,” le cui spese corrono sempre più veloci dell’economia. La protezione sociale, infatti, rappresenta oltre la metà della spesa pubblica in Francia (571 euro su 1.000 spesi nel 2024).

Nonostante tutto, la Francia continua a finanziarsi sui mercati, ma a caro prezzo. “I creditori non ci considerano più persone serie. È un segnale che non durerà per sempre,” avverte Bersinger. Per stabilizzare il debito al 124% del PIL entro il 2032, il Consiglio di Analisi Economica ha quantificato la necessità di un aggiustamento di bilancio di 112 miliardi di euro in sei anni.

Contesto: Analisi pubblicata a inizio 2026 sul drammatico peggioramento della percezione del rischio del debito sovrano francese, amplificato dalla crisi politica post-dissoluzione del 2024.

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Rassegna Stampa francese

 

BFM Business

Maxi-purga nell’esercito cinese: Xi Jinping liquida il suo generale di più alto rango per presunti segreti nucleari agli USA

Il Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e Presidente Xi Jinping ha avviato quella che viene definita la più grande purga nell’apparato militare dai tempi di Mao Zedong. L’epurazione ha raggiunto i vertici con il licenziamento del generale Zhang Youxia, precedentemente considerato un fedele alleato. Le accuse mosse nei confronti del generale sono di aver ceduto segreti nucleari agli Stati Uniti, un’azione drammatica che sottolinea l’estrema tensione geopolitica tra le due potenze. Questo episodio, di portata spettacolare, getta una luce sinistra sulla lotta interna di potere a Pechino e sulla crescente paranoica ossessione di Xi Jinping per la sicurezza nazionale e la lealtà assoluta all’interno delle Forze Armate. L’impatto di questa destabilizzazione ai vertici è monitorato a livello internazionale.

BBC News

Trump alza i dazi sugli import sudcoreani al 25% in un’escalation commerciale

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un aumento delle tariffe doganali sulle importazioni dalla Corea del Sud, portando l’aliquota al 25% su una vasta gamma di prodotti, inclusi automobili, legname e prodotti farmaceutici. Trump ha giustificato la mossa accusando Seoul di non aver rispettato l’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno con sufficiente rapidità di ratifica parlamentare. L’escalation protezionistica americana ha immediatamente creato forte incertezza sui mercati e nelle catene di approvvigionamento globali, specialmente in un momento in cui le tensioni commerciali sembravano già elevatissime. L’amministrazione sudcoreana non ha tardato a esprimere il suo disappunto per quella che vede come una mossa unilaterale e dannosa per i rapporti bilaterali.

FranceInfo

Rischio contagi negli asili: scatta il ritiro per decine di lotti di latte infantile contaminato da tossine batteriche

Dopo le segnalazioni di diversi casi di contaminazione in Francia, il richiamo dei lotti di latte infantile si espande, coinvolgendo non solo Nestlé e Lactalis ma anche il gruppo Vitagermine, che ha ritirato 20.700 scatole del suo prodotto Babybio Optima in Francia. La tossina incriminata, il céréulide, è prodotta da specifici batteri e ha spinto le autorità sanitarie a emettere un allarme dettagliato per i genitori, specificando i sintomi da sorvegliare e le procedure da seguire per la sostituzione dei prodotti. L’Associazione per la Salute dei Bambini ha apertamente denunciato una “grave defaillance dello Stato” nella catena di controllo alimentare.

Editoriale di Rachel – Veleni e pappa reale: la purezza del latte è un miraggio, statale o meno?
Ascoltiamo ancora una volta, con la consueta dose di orrore, la notizia dei latti per neonati contaminati. Ma fatemi capire: l’Associazione per la Salute dei Bambini si indigna, gridando alla “défaillance majeure de l’État”. Ma siamo seri. Siamo nell’era della globalizzazione isterica e della produzione di massa selvaggia, dove il controllo di qualità è una favola raccontata ai consumatori.

Certo, lo Stato ha le sue colpe, ma come possiamo aspettarci che un organismo pubblico, per quanto ben intenzionato, possa ispezionare ogni singola molecola di ogni lotto di latte prodotto da giganti come Nestlé e Lactalis? Queste multinazionali operano su scale così vaste che la sicurezza sembra essere diventata un optional statistico, un errore di calcolo accettabile.

E adesso, mentre i genitori sono lasciati nel panico a decifrare etichette e sintomi (grazie per le istruzioni, FranceInfo, un vero toccasana per chi si chiede se il proprio neonato è stato avvelenato), mi chiedo: se non riusciamo a proteggere il cibo dei nostri bambini dalla tossina del céréulide, come possiamo credere alle promesse di controllo sul cibo degli adulti, sui farmaci o su qualsiasi altra cosa ci venga propinata quotidianamente? La verità è che il latte, da simbolo di purezza, è diventato l’emblema di un sistema dove l’efficienza industriale supera ogni cautela. Ma dopotutto, in un mondo che ha deciso che la rapidità e il profitto vengono prima della salute, forse dovremmo smettere di sorprenderci.

BFM Business

L’Unione Europea sigla un accordo commerciale storico con l’India dopo due decenni di negoziati

Dopo ben vent’anni di trattative interrotte e riprese, l’Unione Europea e l’India hanno concluso il più grande accordo commerciale mai negoziato da Bruxelles. L’intesa prevede una riduzione dei dazi fino al 90% e interesserà un mercato potenziale di oltre 2 miliardi di persone, pari al 25% del PIL mondiale. Questo successo diplomatico e commerciale per l’UE arriva in un momento cruciale, spinto anche dalle crescenti minacce protezionistiche provenienti dagli Stati Uniti e dalla necessità europea di diversificare i partner commerciali al di là della Cina. L’accordo mira a rafforzare i legami economici con la democrazia più popolosa del mondo, aprendo nuove opportunità per le imprese europee in settori chiave.

FranceInfo

L’Assemblea Nazionale adotta il divieto dei social media ai minori di 15 anni in prima lettura

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato l’articolo chiave di una proposta di legge che mira a vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. Questa misura, energicamente sostenuta dal governo e dal presidente Emmanuel Macron, è stata presentata come un passo essenziale per proteggere la salute mentale e il benessere degli adolescenti. Sebbene l’adozione in prima lettura rappresenti un importante segnale politico, il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato “nelle prossime settimane”, come promesso dal Ministro del Digitale, Anne Le Hénanff. Resta aperto il dibattito sulle modalità pratiche e sull’efficacia del controllo dell’età da parte delle piattaforme.

BFM Business

L’oro tocca nuovi massimi storici: il prezzo supera i 5.000 dollari l’oncia a causa delle incertezze globali

L’oncia d’oro ha superato la soglia simbolica dei 5.000 dollari, stabilendo un nuovo record storico, un segnale evidente delle crescenti incertezze economiche e politiche a livello globale. Il metallo giallo, tradizionalmente rifugio sicuro, è spinto al rialzo dalle politiche protezionistiche di Donald Trump, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalle preoccupazioni inflazionistiche. Gli investitori, in cerca di stabilità in un panorama finanziario volatile, continuano a riversare liquidità nel bene rifugio per eccellenza. L’analisi del mercato suggerisce che questa tendenza potrebbe non esaurirsi rapidamente, mantenendo alta l’attenzione sui possibili sviluppi del dollaro e sulle prossime mosse delle banche centrali.

FranceInfo

La Francia cede Saint-Pierre-et-Miquelon? Versailles smentisce la cessione ma il dibattito sull’arcipelago si riaccende

La notizia, diffusa da voci incontrollate, di una possibile cessione dell’arcipelago di Saint-Pierre-et-Miquelon al Canada ha scatenato un dibattito acceso e preoccupazione tra gli abitanti di questa collettività d’oltremare. Nonostante le smentite ufficiali, l’interesse del Canada per l’area, strategicamente posizionata nell’Atlantico settentrionale, riaccende la discussione sul futuro e sull’identità di questi territori. Il Ministero per l’Oltremare ha ribadito che la sovranità francese non è in discussione, ma gli archivi mostrano un lungo e complesso tira e molla geopolitico e finanziario attorno all’arcipelago, esposto a pressioni economiche esterne e all’invecchiamento demografico.

FranceInfo

L’ex-senatore Guerriau in tribunale per “somministrazione di sostanze chimiche”: la vittima descrive una serata agghiacciante

È iniziato a Parigi il processo a carico dell’ex-senatore Joël Guerriau, accusato di aver drogato la deputata Sandrine Josso, sua collega, con l’intenzione di commettere un’aggressione sessuale o uno stupro. Il caso, emblematico della “sottomissione chimica”, ha visto la testimonianza straziante della vittima, la quale ha descritto una ricostruzione degli eventi opposta alla linea difensiva di Guerriau. L’ex-eletto ha negato qualsiasi motivazione sessuale, scusandosi per l’accaduto. Il processo prosegue, ponendo l’attenzione sui meccanismi di abuso di potere e sulle difficoltà legali nel dimostrare l’intento in casi di somministrazione di sostanze a scopo non consensuale.

BBC News

Stati Uniti nella morsa del freddo polare: 23 vittime e centinaia di migliaia di blackout elettrici

Una massiccia ondata di gelo polare continua a paralizzare una ventina di stati negli Stati Uniti, con temperature percepite che nelle regioni settentrionali potrebbero raggiungere i -45°C. Il bilancio delle vittime è salito ad almeno 23, con circa 600.000 utenze rimaste senza energia elettrica, in particolare nel Tennessee e nel Mississippi. La tempesta invernale ha causato disagi enormi, inclusa la cancellazione di oltre 10.000 voli e la chiusura di molte arterie stradali, evidenziando la fragilità delle infrastrutture energetiche di fronte a fenomeni meteorologici estremi di tale intensità e durata.

BFM Business

Ristrutturazione amara per Ubisoft: 200 licenziamenti volontari in Francia, l’azienda cerca di rimettersi in carreggiata

Il gigante francese dei videogiochi, Ubisoft, in una fase di profonda riorganizzazione, ha annunciato un piano di 200 esuberi su base volontaria all’interno del suo quartier generale in Francia, che conta circa 1.100 dipendenti. L’operazione arriva dopo l’annuncio della chiusura di diversi studi e altri licenziamenti globali. La mossa, presentata come necessaria per ritrovare la competitività e rilanciare i titoli futuri, suscita preoccupazioni tra i sindacati che denunciano una politica aggressiva volta a spingere i dipendenti verso l’uscita. La crisi interna del gruppo si riflette anche sulle sue performance in Borsa, rendendo l’ambiente lavorativo estremamente teso.

FranceInfo

Capgemini nel mirino per la sua collaborazione con la polizia di immigrazione USA (ICE)

Il gruppo francese di consulenza Capgemini è finito al centro di una controversia internazionale per il suo ruolo nel fornire supporto tecnologico all’agenzia statunitense per l’immigrazione (ICE). Secondo quanto emerso da un’inchiesta, Capgemini contribuirebbe attivamente alla localizzazione e all’identificazione dei migranti, sollevando forti interrogativi etici sul suo coinvolgimento in politiche migratorie molto contestate dall’attuale amministrazione americana. La notizia ha riacceso il dibattito sulla responsabilità sociale delle imprese e sulla trasparenza nei contratti con enti governativi in ambito di sicurezza e sorveglianza.

BFM Business

La Polonia si aggrappa allo Zloty: crescita del 3,2% e nessun desiderio di adottare l’Euro

La Polonia si conferma l’economia più dinamica dell’Unione Europea, vantando un impressionante tasso di crescita del 3,2%, nettamente superiore alla media dell’Eurozona. Nonostante l’eccellente performance, il ministro delle Finanze Andrzej Domański ha ribadito che Varsavia non ha alcuna intenzione di abbandonare la valuta nazionale, lo Zloty. Domański sostiene che il mantenimento della moneta permette una maggiore flessibilità e una migliore resilienza rispetto alle crisi esterne, fornendo alla Polonia vantaggi competitivi in Europa. La decisione è anche favorita dal fatto che il paese, tecnicamente, non rispetta i criteri di convergenza per l’adozione dell’euro.

FranceInfo

La sinistra francese si riorganizza: il deputato Ruffin si candida alle prossime primarie

Il deputato della Piccardia, François Ruffin, ha ufficializzato la sua candidatura alle prossime primarie della sinistra, previste per l’11 ottobre. Ruffin si unisce a Marine Tondelier e Clémentine Autain nella corsa alla leadership. La sua candidatura, che si pone in un’ottica di rinnovamento e di critica costruttiva alle attuali dinamiche interne al blocco di sinistra, mira a offrire un’alternativa popolare e focalizzata sulle istanze sociali. La campagna pre-elettorale si preannuncia vivace e cruciale per definire l’orientamento futuro della sinistra francese in vista delle sfide politiche imminenti.

BFM Business

L’Arabia Saudita ridimensiona l’ambizioso progetto Neom a causa del calo dei prezzi petroliferi

Il progetto faraonico di Neom, la città futuristica nel deserto saudita, ha subito un drastico ridimensionamento delle sue ambizioni iniziali a causa dell’instabilità dei prezzi del petrolio. Originariamente concepito per essere grande quanto il Belgio e destinato a trasformare l’economia saudita, il progetto del principe Mohammed ben Salmane è ora costretto a rivedere i suoi obiettivi e le tempistiche. Il Financial Times ha rivelato che la spesa è stata limitata per rispettare i termini di costruzione, un segnale chiaro che anche le economie più ricche di petrolio non sono immuni dalle fluttuazioni del mercato energetico e dalla necessità di una gestione finanziaria più pragmatica.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.

Koan del giorno
Un maestro Zen chiese al cuoco del monastero, dopo aver mangiato il latte avvelenato: “Se un cucchiaino di cereulide può distruggere un neonato, quanto è grande l’ignoranza che permette a un miliardo di neonati di nascere ogni anno?”
Il cuoco si inchinò e rispose: “Il cereulide è un veleno. Il profitto è una tossina di cui l’uomo non fa il richiamo del lotto.”
Il maestro rispose: “Quindi, la défaillance è dell’uomo, non dello Stato che fa il check-out. Sei pronto per la digestione.”

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Meteo

Francia24: martedì 27 gennaio 2026

Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per martedì 27 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Parigi e Île-de-France: la morsa dell’inverno si fa sentire

La capitale francese si sveglia con temperature insolitamente rigide per il periodo, in controtendenza rispetto alla media stagionale. Secondo il bollettino dell’esperto Régis Crêpet, aggiornato alle 03:45, l’attendibilità della previsione odierna è molto alta. Le massime non andranno oltre i 9 gradi, con un risveglio decisamente freddo.

La mattinata è iniziata con cieli coperti e un rischio di precipitazioni intermittenti al 100%. La colonnina di mercurio ha segnato un minimo di 5 gradi, ma il vento da Sud-Est ha generato una temperatura percepita di soli 2 gradi, con raffiche che hanno raggiunto i 45 km/h. Nel corso del pomeriggio, il tempo resterà molto nuvoloso, con il cielo quasi completamente coperto, ma il rischio di pioggia si riduce al 90%, trasformandosi in sporadiche gocce. La massima prevista è di 9 gradi, con venti da Sud più contenuti (fino a 40 km/h). In serata, il cielo rimarrà molto nuvoloso ma senza precipitazioni, con temperature in calo a 8 gradi.

Tendenza Climatica: piogge sotto la norma, ma temperature stabili

Il quadro meteorologico per l’Île-de-France suggerisce che, nonostante le puntuali giornate fredde, le temperature medie attuali si attestano circa 1 grado al di sopra della media storica per la terza decade di gennaio. Tuttavia, il dato più rilevante riguarda le precipitazioni: la pioggia caduta finora è stata inferiore del 30% rispetto alla norma, un campanello d’allarme per la siccità. Per i prossimi giorni, si prevede una fase di tempo variabile ma in generale asciutta. Domani, mercoledì, e giovedì la situazione rimarrà nuvolosa con massime che faticheranno a superare i 10 gradi, ma con l’instabilità che tenderà a diminuire progressivamente.

Milano: Martedì di piogge insistenti e massime glaciali

Milano affronta un martedì sotto il segno di una perturbazione atlantica che riporterà la pioggia in maniera significativa sulla Lombardia. Le previsioni di 3B Meteo, curate dall’esperto Daniele Berlusconi e aggiornate alle 06:15, indicano un’attendibilità molto alta (90-95%). Le temperature si manterranno su valori spiccatamente invernali, con una massima che non supererà i 6 gradi.

La mattina è caratterizzata da nebbia o foschia diffusa e nuvolosità. Le minime hanno toccato i 3 gradi. I fenomeni inizieranno a manifestarsi con pioviggine leggera (drizzle) a partire dalle 15:00 e si intensificheranno nel tardo pomeriggio e sera. Tra le 18:00 e la mezzanotte si attendono accumuli fino a 5 mm. I venti rimarranno deboli, prevalentemente settentrionali al mattino e in rotazione da Ovest nel pomeriggio. Lo zero termico, rilevante per le zone montane, è stimato a 1304 metri.

Il Commento del Previsore: Perturbazione rapida ma fredda

Il transito della perturbazione atlantica garantirà una giornata perturbata anche per domani, mercoledì, con piogge e rovesci a tratti insistenti e massime che resteranno inchiodate sui 6 gradi. Da giovedì, è previsto un miglioramento con il ritorno a schiarite più ampie e condizioni più soleggiate. Tuttavia, il clima rimarrà freddo e secco, con le massime che oscilleranno tra i 6 e gli 8 gradi. Le Prealpi vedranno un aumento della nuvolosità con possibili rovesci temporaleschi in serata, mentre sulle Alpi Retiche sono attese nevicate anche intense a quote basse per la stagione.

L’editoriale meteo di Rachel:

Reality Check, Versione Invernale

Ecco. Puntuale come l’orologio svizzero, appena le temperature a Parigi scendono di un grado sotto la media stagionale, parte il tam tam: “È la morsa del freddo!”, “L’inverno ci congela!”. E a Milano, dove aspettavamo l’acqua da settimane e invece di nebbia ci siamo presi un po’ di pioggia, subito titoloni sulla “perturbazione atlantica che porta piogge e rovesci anche insistenti”. Ma insomma, siamo a fine gennaio! Inverno significa freddo e, nel Nord Italia, pioggia. Non è che ogni goccia fuori posto o ogni giornata sotto i 10 gradi debba essere attribuita a qualche cataclisma cosmico. La vera notizia non è che a Parigi ci sono 5 gradi, ma che siamo riusciti a perdere il senso della stagionalità, attribuendo ogni variazione alla solita, comoda, inevitabile colpa del “cambiamento climatico”. E intanto, i venti a 45 km/h a Parigi fanno percepire il freddo a 2 gradi. Complimenti, l’unica cosa “estrema” in queste previsioni è la nostra capacità di fare sensazionalismo con un normale martedì invernale.

Koan meteo del Giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il vento glaciale di Parigi e la pioggia ostinata di Milano hanno la natura del cambiamento climatico?”
“Sì, del cambiamento climatico,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché oggi, martedì, Parigi sente 2 gradi percepiti e Milano riceve solo 5mm di pioggia, un evento che storicamente si chiama inverno?”
E Zhaozhou: “Perché il tempo non è un fenomeno, ma una narrazione, e la paura di non avere un titolo sensazionalistico è il vero clima che alterna il gelo al diluvio.”

Un’altro monaco chiese a Zhaozhou: “Il vento glaciale di Parigi e la pioggia ostinata di Milano hanno la natura del cambiamento climatico?”
“No.” risposte Zhaozhou.
“Tutti i giorni hanno la natura del cambiamento, come la cronaca che alterna il freddo secco al vento forte e viceversa.”
Il monaco, non contento, insistette: “Ma se la colpa non è del cambiamento climatico, di cosa dobbiamo avere paura?”
E Zhaozhou: “Temi il giorno in cui il meteo smetterà di darti una scusa per gridare all’emergenza.”


Chiusura.

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