Vertice UE in tensione sul Mercosur: Lula lancia un ultimatum, ma Macron e Meloni frenano. Intanto, crisi nera per lo storico grande magazzino BHV di Parigi tra debiti, fuga dei marchi e l’ombra di Shein. Trionfo sportivo per il PSG, che chiude un’annata da record con sei trofei.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 18 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti.
Braccio di Ferro sul Mercosur: Lula lancia l’ultimatum, Italia e Francia frenano l’accordo UE
La crisi agricola europea, alimentata dalla protesta contro le politiche ambientali e il timore di una concorrenza sleale, ha raggiunto il suo culmine a Bruxelles. Nel giorno in cui migliaia di agricoltori marciano sulla capitale belga, il dossier sull’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay) è diventato una patata bollente per la Commissione.
Ursula von der Leyen spinge per ottenere il via libera entro la fine dell’anno, ritenendolo cruciale per la “credibilità” diplomatica dell’UE, soprattutto dopo che il presidente brasiliano Lula ha alzato la posta mercoledì, lanciando un vero e proprio ultimatum: “Se non si firma adesso, il Brasile non firmerà più l’accordo finché sarò presidente. Abbiamo concesso tutto ciò che era diplomaticamente possibile”.
Nonostante la fretta di Bruxelles, il fronte del “no” si è rafforzato in Europa. Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni si è unita alla posizione ferma di Emmanuel Macron, definendo una firma nei prossimi giorni come “prematura” e richiedendo garanzie “sufficienti” per il settore agricolo, prevedendo una soluzione solo all’inizio del 2026. La convergenza degli interessi italiani e francesi, unita al blocco di Polonia e Ungheria, mette seriamente a rischio l’esame del trattato, potendo formare una minoranza di blocco. Un diplomatico anonimo parla di situazione “molto calda”, mentre la Germania e la Spagna premono per una rapida approvazione.
Editoriale
E cosi’ siamo addirittura ricattatida Lula. Un’europa che inspiegabilmente – oltre a continuare a mandare danaro in Ucraina – ha deciso di ammazzare la propria agricoltura spalancando le porte ai prodotti di nazioni – come quelle del sud America – dove non vigono tutte le impossibili regole europee….proprio non la capiamo. Ma una cosa vorremmo davvero vedere: elezioni dirette del presidente della commissione. Ci sbaglieremo, ma, come direbbero gli inglese ,Ursula von der Leyen doesn’t stand a chance.
PSG: annata da record con sei trofei, l’ombra di Mbappé svanisce nel trionfo europeo
Il Paris Saint-Germain chiude il 2025 con un’annata sportiva semplicemente stellare, stabilendo nuovi primati nella sua storia cinquantacinquennale. Dopo aver sconfitto il Flamengo ai rigori nella finale di Coppa Intercontinentale, il club della capitale francese ha messo in bacheca un totale di sei trofei in un singolo anno solare.
Il trionfo segue le vittorie del Trophée des champions (gennaio), la Ligue 1 (aprile), la Coupe de France e, soprattutto, la tanto agognata Champions League (maggio), ottenuta grazie a una vittoria schiacciante sull’Inter Milan. L’incetta di coppe si è completata con la Supercoppa Europea (agosto) e, appunto, la Coppa Intercontinentale (dicembre).
Guidata da Luis Enrique, la squadra ha eguagliato l’impresa del Barcellona di Pep Guardiola del 2009. Nonostante una sconfitta in finale di Coppa del Mondo per Club contro il Chelsea (0-3), il PSG 2025 ha stabilito nuovi record societari anche in termini statistici, giocando 67 partite, vincendone 50 (superando le 48 del 2017) e segnando 174 reti. Un’annata che rimarrà impressa negli annali, con 13 vittorie e 51 gol segnati solo in Champions League, cancellando definitivamente l’ossessione della massima competizione europea. La sfida per il 2026 sarà mantenere questi standard elevatissimi e provare a diventare il primo club francese a vincere due Champions League consecutive.
L’editoriale di Rachel

Editoriale di Rachel – Amori da Champions League, o il richiamo irresistibile del portafoglio stellare?
Ah, il calcio e le sue storie d’amore: sempre un mix esplosivo di passione, flash e… conti in banca a nove zeri. Kylian Mbappé, il nostro golden boy francese, ha finalmente ufficializzato la liaison con la modella belga Stephanie Rose Bertram. Cena romantica a Parigi, mani che si sfiorano, sorrisi complici sotto i riflettori: tutto perfetto, tutto da copertina. I fan impazziscono, gli hashtag volano, e mezza Europa sogna o piange a seconda dei casi.
Ma permettetemi un pizzico di cinismo, che tanto non guasta mai. Stephanie Rose Bertram non è esattamente una sconosciuta nel mondo delle WAG di lusso. Prima di Kylian, ha passato anni al fianco di Gregory van der Wiel, ex difensore del PSG, non proprio l’ultimo arrivato in termini di ingaggi. E ora? Passa al capitano della nazionale francese, uno che – tra stipendio al Real Madrid, bonus e sponsor – viaggia su un patrimonio che sfiora i 250 milioni. Coincidenza? Forse.
Non fraintendetemi: Rose è una modella di successo, ha lavorato con H&M, L’Oréal, è stata la prima belga su Sports Illustrated Swimsuit. Ha i suoi soldi, i suoi follower, la sua carriera. Ma quando una bella ragazza con un curriculum sentimentale fatto di calciatori ben pagati finisce tra le braccia del prossimo fenomeno da centinaia di milioni, viene spontaneo alzare un sopracciglio. È amore vero, chimica irresistibile? Oppure il fascino discreto di jet privati, ville extralusso e una vita in cui i problemi finanziari sono un ricordo lontano?
Nel mondo del calcio moderno, dove i giocatori sono brand ambulanti, anche le relazioni sembrano seguire logiche di marketing. Rendere pubblica la storia proprio ora, con Mbappé al centro di ogni riflettore, fa comodo a entrambi: lui appare più “maturo”, lei entra nel gotha delle super-WAG. Ma resta quel sospetto, sottile come un filo d’erba sul prato dello Stade de France: che per alcuni il vero gol della vita non si segna in porta, ma firmando un contratto… o scegliendo il compagno giusto.
E nel caso non lo sappiate – come noi che abbiamo dovuto cercare su Grok, ecco cosa si intente per super-WAG: https://grok.com/share/bGVnYWN5LWNvcHk_a15a5858-2abe-48aa-99c9-47614913f261

Koan del giorno
Un monaco chiese a Yunmen: «Quando il grande attaccante segna il gol più bello della stagione, da dove viene quella magia?» Yunmen rispose: «Dal campo vuoto prima del fischio d’inizio».
Un altro monaco chiese a Yunmen: «Mbappé ha trovato l’amore vero o è solo un’altra strategia di immagine?»
E Yunmen «Se lo chiede, non ha ancora visto il sorriso di lei».
Un terzo monaco insistette: «Ma allora perché rendere tutto pubblico proprio ora?»
Yunmen colpì il pavimento con il bastone e disse: «Perché il momento giusto non aspetta i commentatori».
Ma torniamo alle notizie.
BHV Marais, la debacle: marchi di lusso in fuga e debiti non pagati sotto la gestione Merlin
Periodo nero per il BHV Marais, l’iconico centro commerciale parigino. Una recente inchiesta ha rivelato come, dopo l’acquisizione da parte del giovane finanziere lionese Frédéric Merlin (Société des grands magasins – SGM) nel 2023, il negozio stia affrontando una “tempesta perfetta” fatta di debiti, cattiva gestione e una disastrosa perdita di immagine.
I sindacati interni parlano di una “spirale negativa”, con il fatturato crollato del 70% durante il Black Friday. Marchi storici del calibro di Dior e Guerlain hanno già lasciato la nave, e molti altri stanno ritirando le loro scorte per preparare l’addio. La causa scatenante di questa fuga è duplice: da un lato, l’arrivo contestato di Shein, il gigante asiatico dell’ultra-fast-fashion, giudicato incompatibile con il posizionamento del lusso e della tradizione del BHV; dall’altro, i gravi e sistematici ritardi nei pagamenti verso i fornitori.
Molti partner lamentano centinaia di migliaia di euro di fatture insolute da mesi, portando alcuni a intentare azioni legali contro SGM. Nonostante il gruppo di Merlin riconosca e deplori i ritardi, attribuendoli a problemi di sistema gestionale, il modello finanziario dell’imprenditore, basato sull’acquisizione aggressiva di centri commerciali in difficoltà e sull’attrazione di grandi catene a basso costo (come Primark a Mulhouse), sembra aver trovato nel BHV Marais un ostacolo insormontabile.
Il nodo cruciale è la scadenza imminente: domani, 19 dicembre, Merlin dovrà presentare un piano di finanziamento solido per finalizzare l’acquisto dell’immobile, stimato 300 milioni di euro. Senza il co-investitore pubblico, la Banque des territoires, ritiratasi per la polemica su Shein, la situazione è critica. Perfino il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha annunciato l’intenzione di intervenire per il riacquisto dello stabile in caso di fallimento della trattativa privata, per sviluppare un progetto basato su marchi francesi.
Dermatosi Nodulare Bovina: L’Epidemia si Espande, Agricoltori Pronti a Paralizzare gli Impianti Sciistici
La mobilitazione degli agricoltori francesi contro la dermatosi nodulare contagiosa (una malattia virale che colpisce i bovini) continua a crescere, estendendosi dalle Alpi al Sud-Ovest, in particolare attorno ai Pirenei Orientali. La diffusione della malattia, che ha avuto origine nell’Est del Paese, ha innescato una forte protesta da parte degli allevatori, molti dei quali hanno visto i propri capi abbattuti. Mentre il Governo accelera con l’avvio della campagna di vaccinazione – prevedendo un costo di circa 20 milioni di euro per immunizzare 750.000 capi di bestiame – la rabbia degli agricoltori monta. Gli agricoltori delle Alte Pirenei hanno annunciato l’intenzione di bloccare gli accessi alle stazioni sciistiche, come Saint-Lary-Soulan, per protestare contro il protocollo sanitario imposto dal Ministero dell’Agricoltura, ritenuto insufficiente e troppo penalizzante.
Emergenza Società: Le Droghe Sintetiche Invadono le Scuole, Consumo Senza Tabù
Un’ondata preoccupante di consumo di droghe di sintesi sta travolgendo la Generazione Z in Francia. Un reportage scioccante rivela che, per molti studenti, l’uso di queste nuove sostanze psicoattive non è più considerato un tabù, ma una pratica diffusa anche tra gli ambienti liceali. La facilità di reperimento e i prezzi contenuti alimentano il fenomeno, spingendo ora il Governo a considerare misure drastiche. Nello specifico, si sta valutando l’inserimento del divieto di consumo di sostanze stupefacenti direttamente nel Codice del Lavoro,
Meteo
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per giovedì 18 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Parigi: Allerta Vento e anomalia termica. Massime a 14 gradi
Parigi si sveglia con temperature inaspettatamente miti, ben 5 gradi sopra la media stagionale, ma dovrà fare i conti con una sferzata di vento che si intensificherà nel corso della giornata. Secondo il bollettino dettagliato fornito dall’esperto Cyrille Duchesne e aggiornato alle 03:45, le temperature oscilleranno tra i 9 e i 14 gradi. La previsione è considerata molto affidabile.
La capitale ha visto un cielo molto coperto nelle prime ore (temperatura percepita di 6 gradi a causa del vento) con raffiche fino a 40 km/h e un leggero rischio di pioviggine (25% di probabilità). Nel pomeriggio, le nuvole si alterneranno a timide schiarite, ma il vento da Sud si farà sentire con raffiche che potranno toccare i 50 km/h. L’indice UV rimane molto basso. In serata e durante la notte, la copertura nuvolosa diverrà totale e si attende pioggia debole, con una probabilità che sale al 90% nelle ore notturne.
Trend Parigino: il terreno resta a secco
Nonostante l’ondata di vento e la nuvolosità odierna, la tendenza a medio termine per l’Île-de-France conferma una persistente anomalia termica, con temperature che rimangono significativamente superiori alla media del periodo (oggi ben 5 gradi sopra la norma storica). Questo clima mite ma instabile si tradurrà in giornate variabili, con alternanza tra schiarite e rapide perturbazioni.
Una nota preoccupante arriva dal fronte idrico: pur essendoci piogge previste, il terreno parigino è classificato come più secco del normale per la stagione, un segnale che il deficit pluviometrico persiste. L’indice di rischio siccità è attualmente al livello Basso, ma l’attenzione resta alta data la prolungata assenza di piogge consistenti.
Milano Oggi: Nuvole, Umidità e massima a 12 gradi
La città meneghina si prepara a una giornata tipicamente padana, dominata dal grigiore e dall’umidità, sebbene senza precipitazioni significative. Le previsioni, aggiornate alle 06:36 dall’esperto Daniele Berlusconi e considerate molto attendibili (90-95%), indicano un intervallo termico stretto tra gli 8 e i 12 gradi.
La mattina è iniziata con cieli nuvolosi e temperature minime che si sono attestate sugli 8 gradi. Non si prevedono fenomeni piovosi rilevanti. Nel corso del pomeriggio, si assisterà a qualche timida schiarita, specialmente nel primo pomeriggio, prima di un nuovo aumento della nuvolosità in serata. I venti saranno deboli, da Nordovest al mattino e poi sostanzialmente assenti. Lo zero termico, indicativo per le quote alpine, è stimato intorno ai 1889 metri.
La Tendenza Milanese: l’inverno bussa con nebbie e freddo in calo
Il quadro per la Lombardia, come sottolineato dal previsore, prevede un graduale miglioramento (seppur nuvoloso) a partire da oggi, ma l’arrivo dell’aria più fredda si farà sentire nei prossimi giorni.
Il weekend si preannuncia nebbioso e uggioso, specialmente tra sabato e domenica, con le massime che scenderanno a 7-10 gradi. Le minime saranno in netto calo, toccando i 3 gradi domenica e scendendo addirittura sotto lo zero (-1) a fine mese (martedì 30 dicembre), segno che l’inverno sta per bussare alla porta del capoluogo lombardo. Le piogge, se presenti (lunedì e martedì prossimi), saranno prevalentemente pioviggini deboli e sparse.
L’editoriale di Rachel
La Crisi Climatica, ovvero: “Se fa caldo è colpa sua, se fa freddo pure”
Eccoci al bollettino quotidiano in cui la meteorologia si trasforma in teologia del clima. A Parigi, le temperature sono 5 gradi sopra la media storica e il terreno è secco. Apriti cielo! Titoli urlanti: “Emergenza Climatica”, “Il Pianeta Brucia”, e via di analisi catastrofiche. Peccato che, se guardiamo a Milano, l’esperto ci dice che nel giro di tre giorni non solo scenderemo a 3 gradi, ma avremo pure la nebbia fitta e il gelo notturno. Ma anche questo, ovviamente, è colpa del “cambiamento climatico” che, a quanto pare, è un jolly buono per giustificare qualsiasi capriccio atmosferico, dal caldo anomalo alla nebbia padana più classica. Siamo passati dal bollettino al vangelo: se la realtà smentisce il panico, è la realtà a sbagliare. La cosa buffa è che l’unica previsione che non sbaglia mai è l’attribuzione della colpa.
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Parigi ha la natura dell’emergenza climatica?”
“Sì,” rispose Zhaozhou. “Del caldo anomalo e del suolo che si prosciuga.”
Il monaco, non contento, chiese “Allora perché a Milano, a pochi giorni di distanza, la temperatura scenderà sotto lo zero e sarà avvolta nella nebbia invernale, come sempre?”
E Zhaozhou: “Perché l’emergenza climatica è come il vento: se fa caldo, è il segno della rovina; se fa freddo, è la prova della confusione, e il saggio non si aggrappa mai all’unica verità, specialmente se è l’ultima a essere attribuita.”
Chiusura
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