ll Musée de la Photographie Charles Nègre presenta fino al 29 settembre a Nizza una mostra dedicata a Bettina Rheims, fotografa di ritratti e moda di fama internazionale, che ha sviluppato un corpo di lavoro personale per oltre quarant’anni. Le 29 fotografie esposte, scattate tra il 1994 e il 2013, sono una selezione della serie Pourquoi m’as-tu abandonnée ?.
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Donne e fotografia
Le donne sono onnipresenti nell’arte, ma più spesso come modelle o muse. Persiste una discrepanza tra la predominanza di soggetti femminili, spesso nudi, nelle collezioni museali e la scarsa presenza delle artiste. La fotografia ha svolto un ruolo liberatorio in questo senso per le donne, che l’hanno abbracciata fin dall’inizio come mezzo di espressione privilegiato e come modo di guardare le cose diverso da quello degli uomini.
Tra le più famose ricordiamo Anna Atkins, pioniera della fotografia, Julia Margaret Cameron, figura chiave del pittorialismo, Dora Maar e i suoi fotomontaggi surrealisti, Germaine Krull, figura della New Vision, Imogen Cunningham, Berenice Abbott, Dorothea Lange e la sua fotografia documentaria, Sabine Weiss, incarnazione della fotografia umanista, e Diane Arbus con i suoi audaci ritratti.
La liberazione del corpo e la rivelazione dell’anima
Come la pittura e la scultura, la fotografia ha fatto del modello femminile uno dei suoi soggetti principali. La fotografia ha rapidamente sostituito le donne idealizzate dell’arte classica con una donna come oggetto, spesso carnale e simbolico. Quando la creazione di un’opera d’arte implica una certa dose di sensualità artistica, è complicato fotografare una donna, per di più nuda, senza sessualizzarla.
Negli anni Ottanta e Novanta, quando lo sguardo maschile regnava sulla fotografia di moda, Bettina Rheims ha voluto abbandonare il voyeurismo e la feticizzazione. Le sue immagini rompono i codici della fotografia di ritratto e di moda, ridefinendo il glamour, la bellezza e l’erotismo. Bettina Rheims è stata un’attrice negli anni della liberazione del corpo, dalla carne svestita, ma intende soprattutto rivelare ciò che si nasconde sotto la pelle delle sue modelle.

Bettina Rheims: Pourquoi m’as-tu abandonnée ?
Nei primi anni ’90, Bettina Rheims ha lavorato in Francia e negli Stati Uniti, dove ha collaborato con numerose riviste internazionali e ha prodotto serie di moda, campagne pubblicitarie, ritratti di celebrità e immagini promozionali per il cinema. Tra tutti questi lavori, alcune immagini si sono distinte per la loro peculiarità artistica tanto che la fotografa ha deciso di estrapolarle dal loro contesto e di raggrupparle per creare questa serie iconica.
Mai un fotografo è andato così lontano nella ricerca attorno alla femminilità, mettendola in discussione o amplificandola. Ritrattista brillante, Bettina Rheims possiede l’arte di rivelare la personalità e le emozioni delle donne che fotografa. Ci offre immagini suggestive, inquietanti, commoventi. Le sue eroine, famose o meno, sono sempre fotografate con gentilezza e si arrendono a lei senza filtri.
L’approccio artistico di Bettina Rheims
Bettina Rheims è una fotografa influenzata dalla scultura e dalla pittura, con un background artistico ricco e variegato. Ammirando Diane Arbus, il suo lavoro si distingue per la rappresentazione e la costruzione della femminilità, esplorando la fragilità e la potenza del corpo femminile.
Le sue fotografie spesso raccontano storie attraverso composizioni complesse, scattate in interni come studi o stanze d’hotel. Rheims è nota per catturare le sue modelle in pose che bilanciano vulnerabilità e forza, utilizzando la macchina fotografica come strumento di denuncia e affermazione, caratterizzando il suo lavoro come femminista.
La donna fotografata da Bettina Rheims si espone e si libera, decostruendo la propria immagine mentre scopre il proprio corpo. Una rappresentazione della bellezza offerta attraverso scenari e pose perfettamente studiati.

Esplorazione del corpo femminile
Bettina Rheims si concentra sul corpo femminile, esplorando ciò che si nasconde sotto la superficie con l’intento di provocare delle reazioni negli osservatori.
Ha pionieristicamente catturato persone transgender molto prima che il soggetto venisse alla ribalta. Sa creare un rapporto di fiducia con i suoi soggetti, prendendosi il tempo per prepararli e comprenderli. Rheims ha fotografato donne di tutti i ceti sociali, rivelando la loro bellezza in modi nuovi e sorprendenti.
Fotografa della trasgressione, ha visto centinaia di donne posare davanti al suo obiettivo fin dal 1978. Charlotte Rampling è stata la prima donna famosa a posare per lei, nel 1979. Sia che si tratti di donne famose o anonime, star o sconosciute, prostitute o artiste, tutte hanno affidato a lei una parte della loro immagine, la cui ambiguità ha saputo rivelare come allo stesso tempo sovversiva e glamour, trashy e sofisticata.

