Oggi per Côte à côte andiamo a visitare un centro d’arte contemporanea che ha recentemente riaperto al pubblico a Cannes. Parliamo della Malmaison che ha riaperto le sue porte il 31 gennaio 2025 dopo 18 mesi di lavori, che hanno trasformato l’edificio in un grande centro espositivo per l’arte contemporanea. Con l’occasione è stata presentata l’esposizione Luxe, calme et volupté, che vede opere di artisti del passato del calibro di Cézanne, Matisse, Renoir e Monet dialogare con artisti contemporanei sul tema della Costa Azzurra.
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La storia della Malmaison
In origine, nel 1864, la Malmaison era una piccola villa che serviva come annesso al Grand Hôtel adiacente. Distrutta e poi ricostruita più grande nel 1901, verso il 1910 viene affittata. Nel 1933 la villa diventa il salone di gioco dell’hotel ed prende il nome di Malmaison. La acquista poi nel 1969 la Mairie de Cannes, che progetta di demolirla per permettere l’ingrandimento del Palais des Festivals che all’epoca era lì accanto. Entra nel patrimonio comunale nel 1970 e comincia ad accogliere delle esposizioni puntuali. Alla fine si decide di costruire il nuovo Palais des Festivals sul sito del vecchio casinò municipale e la villa è risparmiata. Rinnovata nel 1983, diventa ufficialmente un centro d’arte. Ristrutturata nel 1993 è occupata da Cannes Radio e da diversi servizi municipali e accoglie ogni anno delle grandi esposizioni d’arte contemporanea, al piano terra. La sua riapertura il 31 gennaio dopo 18 mesi di lavori di restauro, apre una nuova e grande pagina della sua epopea culturale.
La ristrutturazione
La ristrutturazione minuziosa è stata fatta nel rispetto del carattere patrimoniale dell’edificio. La villa Belle Époque è evoluta da spazio obsoleto a centro d’arte contemporanea di livello internazionale. L’architettura interna è stata oggetto di un lavoro di ristrutturazione profondo che mirava a fluidificare gli spazi e renderli più funzionali. Le superfici espositive sono triplicate e ammontano ora a 600 m² ripartiti su tre piani. Questo ingrandimento ha permesso di creare un ambiente più aperto e più aerato in cui ogni opera d’arte trova il suo posto. La luce e le aperture partecipano ora alla scenografia in un dialogo sottile tra il patrimonio architetturale e la creazione contemporanea.
Una libreria specializzata in arte contemporanea è presente al piano terra e un’altra novità è lo spazio multimediale nel piano interrato, creato per accogliere eventi culturali, conferenze, concerti o spettacoli. Infine sul tetto è stata realizzata una terrazza panoramica che offre una vista unica sulla baia di Cannes e sulla Croisette. Questo nuovo spazio, concepito come un luogo di convivialità, accoglierà un salone da te. Potrà ospitare anche eventi e ricevimenti.

Il centro d’arte
Il progetto del centro d’arte prevede di realizzare nelle sue sale tre grandi esposizioni all’anno. Per ogni esposizione gli artisti creeranno dei lavori originali ispirati al tema e al luogo. Per Luxe, calme et volupté sono state realizzate sei opere inedite. Due esposizioni saranno dedicate ogni anno a degli artisti contemporanei. Una consacrata a un creatore emergente riconosciuto a livello internazionale e la seconda, in estate, dedicata a un artista contemporaneo confermato a livello internazionale. La terza esposizione valorizzerà degli artisti moderni famosi la cui storia è legata alla Costa Azzurra. come Matisse o Picasso per i quali la regione fu un infinita sorgente d’ispirazione.

La mostra inaugurale
Luxe, calme et volupté, dal nome di un dipinto di Matisse a sua volta ispirato all’Invitation au Voyage di Baudelaire, è l’esposizione dell’inaugurazione. Essa si presenta come dialogo tra pittori moderni e contemporanei sul tema della Costa Azzurra. Il primo e il 2 febbraio, il centro d’arte ha aperto gratuitamente le sue porte per far riscoprire al pubblico le opere presentate e le sale rinnovate dell’emblematica villa della Croisette.
La pittura moderna
Luxe, calme et volupté, viaggio nel mezzogiorno in pittura dall’impressionismo ad oggi, immerge il pubblico nello charme senza tempo della terra della luce che ha ispirato generazioni di artisti moderni e contemporanei da Monet a Picasso, passando per Matisse, Bonnard, Cezanne, Renoir e molti altri. Ognuno di loro testimonia di questo fascino per un’età dell’oro mediterranea, dove la natura e l’arte si allacciano in una poetica visione del Mondo. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo il viaggio del Midi si è imposto come un rituale, una tappa essenziale nel percorso dei pittori. Grazie alla pratica dal vivo che libera il tocco e il colore i pittori moderni reinventano il paesaggio e esprimono una singolare presenza sensuale al mondo. Così per i pittori moderni, il viaggio nel Midi risponde a un impulso creatore ma anche a una ricerca edonista: la ricerca di un altrove, quello dell’età dell’oro, grande tema mitico classico che reinventano alla luce di una nuova energia culturale.
La pittura contemporanea
Ma oggi cosa resta di questo gusto sensuale del reale? Numerosi pittori contemporanei hanno sentito la chiamata del sud o si sono iscritti in una filiazione con queste figure storiche. Alcuni temi ritornano: l’età dell’oro, il paesaggio, l’interno e ci donano delle visioni singolari della bellezza mediterranea e dei suoi miti, della sua natura e delle ville aperte sul mare. Tra reale e fantastico le opere si rispondono, si fanno eco con affinità plastiche ma anche per contrappunto, per contrasto.
Queste esplorazioni hanno aperto un campo infinito per la pittura attuale. Molte generazioni d’artisti hanno sentito l’appello della luce attirati dai paesaggi mediterranei espressionisti. Ma dipingere il paesaggio oggi è anche vederlo attraverso il filtro di una contemporaneità che ha sconvolto la nostra percezione della natura. Che cosa resta della bellezza senza tempo del paesaggio, quando la visione di una natura idilliaca è contaminata dalla presenza di elementi meccanici o inquinanti, rifiuti, fabbriche, treni?
(Foto di Antonella Fava©)





















