Jean Mas

Jean Mas à L’Artistique: le Cubage de l’École de Nice

Di Antonella Fava
22 Nov 2024

Una mostra dedicata a Jean Mas è allestita all’Artistique di Nizza fino al 4 gennaio 2025. Jean Mas è uno dei pochi rappresentati dell’École de Nice che ancora vive e lavora a Nizza. Ma cos’è l’École de Nice?

Ascolta il podcast su Jean Mas all’Artistique

L’École de Nice

All’inizio c’erano Arman, Klein e Raysse, ma ben presto gli artisti di quella che è diventata l’École de Nice si sono moltiplicati, dando vita a una scuola artistica che è in realtà un mosaico di espressioni e correnti diverse. Ciò che le unisce è un’unica visione condivisa: il rifiuto netto dell’accademismo e delle convenzioni.
L’École de Nice non è un semplice insieme di artisti locali né di un gruppo con una visione artistica o filosofica comune. Quello che contraddistingue questa scuola è piuttosto un rifiuto assoluto delle regole, un forte legame con il territorio nizzardo, una volontà di innovare senza seguire mode preesistenti e un impegno verso le questioni contemporanee. Sono tre i grandi movimenti attraverso i quali l’École de Nice si è espressa.

I vari movimenti

Negli anni ’50, il Nouveau Réalisme, considerato una sorta di pop art alla francese, ha trovato espressione in figure come Arman, Raysse e Klein, spesso associati a César, lo scultore marsigliese. Negli anni ’60 è arrivato Fluxus, che ha sfidato i confini dell’arte e dei generi, trasformando l’attitudine stessa in un’opera, con protagonisti come Ben, Alocco e Brecht. Nella seconda metà degli anni ’60, infine, sono emersi il Groupe 70 e Support Surface, movimenti che hanno riportato l’attenzione sulla pittura, dopo un periodo in cui nuovi linguaggi artistici avevano dominato la scena. Tra gli artisti di questo periodo spiccano Viallat, Dolla e Saytour, insieme ai cinque pittori del Groupe 70: Charvolen, Chacallis, Isnard, Maccaferri e Miguel.
Ma l’École de Nice non si ferma qui. Alcuni artisti sfuggono a ogni classificazione. Bernar Venet, ad esempio, è l’unico esponente concettuale della scuola, mentre nomi come Chubac, Sosno o Jean Mas aggiungono ulteriori sfumature a questo movimento. Jean Mas è stato definito dal critico Pierre Restany come la sintesi perfetta dell’École de Nice.

Jean Mas

Jean Mas si fa conoscere con la produzione di un oggetto caratteristico: La Cage à Mouches, la Gabbia per le Mosche. Questo oggetto chiave è visto come una mitologia individuale, parte di un’Arte dell’Atteggiamento. Nel corso di 30 anni, la produzione artistica di Jean Mas si è articolata in quattro aree principali. L’espressione plastica con le Cages à Mouches, Les Bulles de savon, Les Peu, Les Ombres e Les Versions. L’espressione scenica con PerforMas, spettacoli che sono un’estensione dell’espressione plastica dell’artista e utilizzano un discorso critico e sconnesso per evidenziare le ineluttabili incertezze della mente. Espressione letteraria con romanzi, cataloghi e libri d’arte e i film.

Jean Mas

La mostra all’Artistique

La mostra all’Artistique è centrata su due sue due serie di opere: Les Ombres e Le Cubage de l’École de Nice. Quest’ultima in particolare racconta il suo legame con gli altri artisti e con Jean Ferrero. Fotografo autodidatta e gallerista, campione di sollevamento pesi e collezionista Jean Ferrero ha seguito e accompagnato l’École de Nice fin dalla sua nascita stringendo rapidamente amicizia con i suoi protagonisti, in particolare Ben, César e Arman, le cui opere dominano la sua collezione. Dal 2013, quando ha donato 853 opere alla città di Nizza, gli è stato dedicato  uno spazio presso il centro d’arte e cultura L’Artistique.

Cubage de l’École de Nice

Nel 1986, dopo un acceso scambio iniziato con una critica al cubismo, Ferrero propose a Mas di “cubizzare” vari artisti dell’École de Nice. E così, per quasi un anno e mezzo, ogni 3 o 4 settimane, l’artista portava un cubo di legno di 20 cm di lato al gallerista, che lo pagava profumatamente. Seguiva una nuova discussione per decidere chi avrebbe avuto diritto in seguito al proprio cubo. Ne nacque una mostra intitolata Cubage de l’École de Nice. Per l’occasione fu pubblicato anche un libretto in cento copie contenente testi scritti da Jean Mas per accompagnare ciascuno dei suoi cubi. Alla fine Ferrero decise di non rivendere nessuno di questi 19 pezzi. Li ha conservati fino a quando sono diventati parte della sua donazione alla città di Nizza nel 2013.

Ombre(s)

Nel 1990 Jean Mas intraprende una caccia alle ombre, dando loro uno spessore senza mai avventurarsi in silhouette o ombre cinesi. Dopo aver fotografato le ombre di persone, piante o oggetti, le traspone e le trasforma dipingendole in bianco e nero, a volte con l’aggiunta di qualche strato o colore su alcuni dettagli per dare loro consistenza. Piegando i piani orizzontali in verticale, Jean Mas trasforma lo spazio e sconvolge la percezione immediata delle immagini, obbligando lo spettatore a cambiare punto di vista per cogliere ciò che si perde.

Jean Mas